Caldo, dazi e i costi dell’IA | Lun 29 giu
Informazioni su questo episodio
Quanto stanno davvero costando le crisi che stanno colpendo l’Europa?In questo episodio analizziamo i grandi cambiamenti che stanno trasformando economia, geopolitica e società: dall’emergenza climatica che mette sotto pressione il continente europeo alle nuove tensioni internazionali, passando per il futuro della NATO, l’intelligenza artificiale e le sfide che attendono l’Italia nei prossimi mesi.
Partiamo dall’ondata di caldo estremo che sta investendo l’Europa. Quello che fino a pochi anni fa veniva considerato un evento eccezionale sta diventando una nuova normalità, con conseguenze sempre più evidenti sulla salute pubblica, sulla produttività delle imprese, sui consumi energetici e sulla competitività economica del continente.
Ci spostiamo poi sullo scenario internazionale, dove il fragile equilibrio tra Israele, Libano e Iran continua a tenere alta la tensione in Medio Oriente, mentre l’evoluzione della NATO e il nuovo approccio degli Stati Uniti nei confronti degli alleati stanno ridefinendo il ruolo dell’Europa nella sicurezza globale.
Parleremo anche della rivoluzione dell’intelligenza artificiale e dei costi nascosti che molte aziende stanno iniziando a sostenere. L’utilizzo dei modelli AI più avanzati richiede infatti risorse sempre maggiori, aprendo nuovi interrogativi sulla sostenibilità economica della corsa tecnologica.
Ampio spazio sarà dedicato all’Italia, con un approfondimento sullo stato di avanzamento del PNRR, i rischi legati ai fondi europei, la crescita dell’export nonostante le tensioni internazionali e le trasformazioni del mercato del lavoro, tra crisi demografica, inattività e nuovi modelli di integrazione.
Analizzeremo inoltre il consolidamento del sistema bancario italiano, le prospettive dell’economia europea e le sfide che il cambiamento climatico pone a infrastrutture, sanità e servizi pubblici, destinati a confrontarsi sempre più spesso con eventi estremi.
Un episodio per comprendere come clima, geopolitica, innovazione tecnologica ed economia stiano convergendo in una fase di trasformazione che influenzerà il futuro dell’Europa, dell’Italia e dei mercati globali.
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Questo episodio include contenuti generati dall’IA.
Speaker 2: Giornali aperti e notizie sul tavolo. Siete su due pagine.
Speaker 3: La rassegna stampa che vi racconta cosa conta davvero, senza
Speaker 3: rumore di fondo.
Speaker 2: Abbiamo tre macro temi sul tavolo oggi. Primo, il costo
Speaker 2: reale del caldo estremo. che ormai non è più cronaca meteorologica,
Speaker 2: ma un vero colpo ai bilanci aziendali. Secondo, un cortocircuito
Speaker 2: tra geopolitica ed economia, con un Medio Oriente fuori controllo
Speaker 2: e il paradosso dell'export italiano che sembra ignorare i dazzi
Speaker 2: di Trump.
Speaker 3: E poi il terzo tema, l'Italia a due velocità. Si
Speaker 3: passa dai colli di bottiglia sui fondi europei fino al
Speaker 3: crollo delle assunzioni regolari per colfe badanti.
Speaker 2: Partiamo subito dai numeri dell'emergenza climatica. Will Media e Cora
Speaker 2: Media riprendono i dati dell'Organizzazione Mondiale della Sanità. In una
Speaker 2: sola settimana ci sono stati 1.300 morti in eccesso in Europa.
Speaker 3: Un dato drammatico, la Francia risulta il paese più colpito
Speaker 3: in assoluto. In Italia abbiamo toccato picchi percepiti di 42 gradi
Speaker 3: tra Emilia- Romagna e Toscana.
Speaker 2: E di fronte a questi numeri, la reazione è spesso limitata.
Speaker 2: Si aprono i musei o le biblioteche per dare un
Speaker 2: riparo temporaneo. Ma il punto sollevato dall'indagine di Alliance Trade,
Speaker 2: ripresa dalla stampa, sposta l'attenzione sull'impatto economico. E i numeri
Speaker 2: sono chirurgici.
Speaker 3: Sì, l'indagine fisse una soglia precisa, i 30 gradi. Superato quel limite,
Speaker 3: ogni singolo grado in più riduce la produzione oraria media
Speaker 3: del 3%.
Speaker 2: Cioè, per capirci, in una giornata a 35 gradi si perde
Speaker 2: il 15% di produttività se l'industria non è climatizzata. È
Speaker 2: un crollo verticale. A
Speaker 3: cui bisogna aggiungere il collasso energetico. Sempre Alliance Trade calcola
Speaker 3: che il consumo di energia sale dell'1,2% per ogni grado
Speaker 3: oltre i 30. Tutto trainato dai condizionatori.
Speaker 2: E qui entra in gioco il problema strutturale italiano. I
Speaker 2: dati dicono che solo il 55% delle abitazioni ha l'aria condizionata.
Speaker 3: E non è tutto. Il 70% degli edifici italiani è
Speaker 3: nelle classi energetiche più basse. Disperdono freddo in estate e
Speaker 3: calore in inverno. È un collabrodo termico.
Speaker 2: L'altra voce fa un'analisi molto lucida su questo dilemma a
Speaker 2: livello europeo. Da una parte c'è l'urgenza di gestire l'emergenza.
Speaker 2: Dall'altra abbiamo settori industriali pesanti come l'automotive e la siderurgia
Speaker 2: che chiedono di frenare il Green Deal.
Speaker 3: La motivazione ufficiale è la competitività. Sostengono di non poter
Speaker 3: competere con Stati Uniti e Cina se devono caricarsi i
Speaker 3: costi della transizione ecologica.
Speaker 2: Però, ascoltando l'analisi, c'è un'analogia che descrive perfettamente questa situazione.
Speaker 2: E come avere un paziente con la federa a 40 che,
Speaker 2: pur di non spendere soldi, si rifiuta di comprare le medicine,
Speaker 2: ma nel frattempo tiene i termosifoni accesi al massimo.
Speaker 3: Una contraddizione totale. Si ritanda l'adattamento climatico per proteggere i
Speaker 3: bilanci di oggi, ignorando i costi strutturali di domani.
Speaker 2: E a proposito di interventi strutturali urgenti, la capacità dell'Italia
Speaker 2: di mettere a terra gli investimenti ci porta dritti al
Speaker 2: secondo tema. Il PNRR.
Speaker 3: I dati forniti dalla stampa fotografano una situazione molto tesa.
Speaker 3: La spesa dichiarata è ferma a 113,5 miliardi, su un totale di 194,4.
Speaker 3: Ma
Speaker 2: c'è la valutazione della Corte dei Conti da considerare.
Speaker 3: Quella ridimensiona tutto. Calcola l'avanzamento finanziario reale solo al 58%.
Speaker 3: E nasconde
Speaker 2: una simmetria territoriale enorme. I pagamenti sono al 54% in Veneto,
Speaker 2: ma in Calabria sono bloccati al 29%.
Speaker 3: Il nodo centrale riguarda i piccoli comuni. Si trovano a
Speaker 3: dover gestire appalti milionari senza avere il personale tecnico adeguato.
Speaker 3: E c'è una scadenza chiave fissata a fine giugno.
Speaker 2: Spieghiamola bene questa scadenza, perché riguarda 60 misure e oltre 96 miliardi
Speaker 2: di euro. Quali sono i settori più in ritardo?
Speaker 3: La transizione ecologica è praticamente paralizzata. I fondi per le
Speaker 3: reti elettriche sono spesi a metà La gestione dei rifiuti
Speaker 3: non supera il 21% e il biometano è sotto l'1%.
Speaker 3: E
Speaker 2: l'Europa su questo non fa sconti. Le regole sono molto rigide.
Speaker 3: Niente proroghe per i pagamenti dopo il 31 dicembre. Se i
Speaker 3: lavori non vengono ultimati e rendicontati, scatta la cosiddetta clausola
Speaker 3: di inversione.
Speaker 2: Che tradotto in termini pratici significa un disastro per i
Speaker 2: bilanci locali.
Speaker 3: Significa che i fondi europei già erogati devono essere restituiti
Speaker 3: a Bruxelles. Ma i comuni devono comunque pagare le imprese
Speaker 3: di costruzione per i cantieri aperti. Rischiano il dissesto finanziario diretto.
Speaker 2: Ma c'è un altro aspetto paradossale sollevato dall'analisi. Non riguarda
Speaker 2: solo i cantieri fermi, ma l'efficacia reale delle opere una
Speaker 2: volta finite. Il caso delle case di comunità è emblematico.
Speaker 3: I quotidiani riportano numeri chiarissimi. Sono state costruite 1038 case di comunità.
Speaker 3: Ma quelle realmente in attività, con personale e macchinari, sono
Speaker 3: appena il 3,8%.
Speaker 2: Praticamente delle scatole vuote. Costruiamo gli edifici con i fondi europei,
Speaker 2: ma non ci sono le risorse ordinarie per assumere medici
Speaker 2: o infermieri.
Speaker 3: È il problema di finanziare il contenitore senza aver previsto
Speaker 3: il contenuto.
Speaker 2: Dalle tensioni sui bilanci interni passiamo a un cortocircuito globale.
Speaker 2: Axios e gli altri quotidiani offrono una mappa geopolitica esplosiva.
Speaker 2: L'accordo di cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran
Speaker 2: sta già scricchiolando.
Speaker 3: La tensione nello stretto di Hormuz è di nuovo altissima.
Speaker 3: Trump minaccia apertamente un intervento militare massiccio contro Teheran. E
Speaker 3: in questo quadro c'è un dettaglio fondamentale riportato dal Sole 24 Ore.
Speaker 3: E riguarda l'Italia, giusto? Riguarda la base militare di Sigonella.
Speaker 3: Secondo le fonti, la Meloni avrebbe esplicitamente negato a Trump
Speaker 3: l'utilizzo della base per operazioni dirette contro l'Iran.
Speaker 2: E il segnale di una frattura evidente. e la diplomazia
Speaker 2: internazionale sembra muoversi su accordi di facciata. La stampa analizza
Speaker 2: l'intesa tra Stati Uniti e Libano, definendola strutturalmente debole.
Speaker 3: Da una parte Netanyahu prosegue i raid militari, dall'altra l'accordo
Speaker 3: prevede che Hezbollah venga smantellato dallo Stato libanese.
Speaker 2: Uno Stato che però non ha il monopolio della forza
Speaker 2: sul proprio territorio.
Speaker 3: Infatti, è un'equazione irrisolvibile sul piano pratico. E l'economia del
Speaker 3: Corriere allarga lo sguardo su quello che definisce il nuovo Golfo.
Speaker 2: Sarebbe a dire.
Speaker 3: Paesi come l'Arabia Saudita hanno cambiato approccio. Ora considerano l'Iran
Speaker 3: un avversario indispensabile.
Speaker 2: Un avversario indispensabile è quasi uno simoro.
Speaker 3: Ma è la realtà sul campo. Hanno capito che è
Speaker 3: impossibile ignorare o piegare del tutto Teheran. Devono integrarlo in
Speaker 3: un fragile equilibrio regionale.
Speaker 2: E in mezzo a questo caos, con guerre, dazi minacciati
Speaker 2: e rotti a rischio, c'è il dato che sorprende di più.
Speaker 2: L'export italiano. I dati segnano una crescita del 3,3% nel 2025.
Speaker 3: Sembra una vittoria su tutta la linea, ma spingendoci oltre
Speaker 3: la superficie, i numeri del Corriere impongono cautela.
Speaker 2: In che senso? Quel più 3,3% non è una crescita solida.
Speaker 3: In gran parte no. È una bolla temporanea generata dalla
Speaker 3: paura dei dazi. Si chiama frontloading.
Speaker 2: Quindi gli importatori americani stanno comprando in massa oggi per
Speaker 2: fare scorte, prima che i dazzi di Trump entrino in vigore?
Speaker 3: Precisamente. Riempiono i magazzini adesso. Ma la domanda è, cosa
Speaker 3: succederà tra sei mesi quando i magazzini saranno pieni e
Speaker 3: le tariffe attive? Ci aspetta un crollo drastico degli ordinativi?
Speaker 2: Anche se, bisogna dirlo, l'analisi del Corriere individua anche dei
Speaker 2: settori in crescita reale, non legati al frontloading.
Speaker 3: Ci sono le mega commesse navali di Fincantieri, per
Speaker 2: esempio. E poi c'è il distretto dell'Oro di Arezzo. Ha
Speaker 2: registrato un boom di esportazioni verso la Svizzera. I dati
Speaker 2: parlano di un settore in piena espansione, trainato dalla ricerca
Speaker 2: di beni rifugio. E infine la tecnologia green. Danieli ha
Speaker 2: chiuso una maxi commessa in Svezia.
Speaker 3: Ma la vera partita industriale, quella che definirai i prossimi decenni,
Speaker 3: non si gioca più solo sulla manifattura tradizionale. Si combatte
Speaker 3: sull'innovazione e sulle infrastrutture di calcolo.
Speaker 2: E qui passiamo all'analisi della rivista Nature. Riguarda la supremazia tecnologica.
Speaker 2: Il super computer cinese Lanshine ha ufficialmente conquistato il primo
Speaker 2: posto a livello globale.
Speaker 3: E non è solo una questione di potenza di calcolo bruta.
Speaker 3: L'architettura dell'Einstein combina l'elaborazione convenzionale con l'intelligenza artificiale in modo nativo.
Speaker 2: Per sostenere questa corsa tecnologica servono materiali critici. Il New
Speaker 2: York Times svela un accordo minerario da un miliardo di
Speaker 2: dollari siglato da Trump in Kazakistan.
Speaker 3: L'obiettivo è garantirsi enormi forniture di tungsteno. È un metallo vitale,
Speaker 3: indispensabile sia per la produzione di microchip avanzati, sia per
Speaker 3: i sistemi missilistici. Aggiunge un vantaggio economico diretto per la
Speaker 3: famiglia del Presidente, ma strategicamente è un tassello chiave.
Speaker 2: Ma l'hardware è solo metà della storia. C'è un'analisi approfondita
Speaker 2: della newsletter Guerre di Rete di Cora Media che guarda
Speaker 2: i costi vivi dell'intelligenza artificiale generativa. E i numeri fanno impressione.
Speaker 3: L'impatto finanziario sta letteralmente svuotando i budget dei dipartimenti IT.
Speaker 3: Non parliamo di piccole start- up, ma di giganti come Uber
Speaker 3: e Meta che si trovano costretti a imporre limiti di
Speaker 3: utilizzo interni ai propri dipendenti.
Speaker 2: C'è un dato citato che è quasi difficile da credere.
Speaker 2: Un'azienda anonima ha speso 500 milioni di dollari in un solo
Speaker 2: mese unicamente per l'uso del sistema Cloud di Antropic. Mezzo
Speaker 2: miliardo in 30 giorni.
Speaker 3: Perché il modello di fatturazione si basa sui token. E
Speaker 3: qui entra in gioco, un concetto tecnico fondamentale, la Next
Speaker 3: Token Prediction.
Speaker 2: Ovvero il modo in cui l'IA genera il testo parola
Speaker 2: per parola.
Speaker 3: Esatto. Non è come una ricerca su Google che recupera
Speaker 3: un link. Ogni singola parola generata richiede un calcolo probabilistico
Speaker 3: in tempo reale su miliardi di parametri. È un consumo
Speaker 3: enorme di potenza di calcolo e, di conseguenza, di energia.
Speaker 2: E questo consumo viene fatturato al cliente?
Speaker 3: A peso d'oro. Basti pensare che Antropic in un solo
Speaker 3: trimestre ha visto il proprio fatturato saltare a quasi 11 miliardi
Speaker 3: di dollari. L'intelligenza artificiale non è neutra dal punto di
Speaker 3: vista dei costi.
Speaker 2: Se si lascia l'uso libero ai dipendenti, la fattura a
Speaker 2: fine mese fa saltare bilanci. È un avvertimento chiaro per
Speaker 2: tutte le aziende.
Speaker 3: Passiamo ora a una sequenza rapida di flash dall'Italia e
Speaker 3: dal mondo, perché le dinamiche sul mercato del lavoro stanno
Speaker 3: subendo scossoni fortissimi.
Speaker 2: Avvenire dedica un approfondimento al modello Carlentini in Sicilia. È
Speaker 2: una realtà dove minori stranieri non accompagnati, in arrivo da Egitto,
Speaker 2: Mali e Niger, vengono integrati nel tessuto economico.
Speaker 3: Colmano una grave carenza di manodopera. I dati mostrano che
Speaker 3: trovano lavoro, stipulano mutui e si inseriscono perfettamente. La richiesta
Speaker 3: è così alta che 82 aziende si sono viste rifiutare le
Speaker 3: candidature semplicemente perché non c'erano più ragazzi disponibili.
Speaker 2: Un esempio di integrazione funzionale che però si scontra con
Speaker 2: una statistica durissima pubblicata dal Sole 24 Ore sul contrasto al
Speaker 2: lavoro nero.
Speaker 3: Sono sparite dai radar 173.000 colf e badanti con contratti regolari.
Speaker 2: L'ipotesi degli analisti è inequivocabile. Non hanno smesso di lavorare.
Speaker 2: C'è stato un massiccio ritorno al lavoro sommerso.
Speaker 3: Guardando fuori dai confini nazionali, Will Media aggiorna sulla situazione ucraina.
Speaker 3: L'Unione Europea ha rinnovato la protezione internazionale per i rifugiati
Speaker 3: fino al 2028.
Speaker 2: Con una postilla fondamentale, però.
Speaker 3: Sì, ha escluso esplicitamente gli uomini ucraini in età di
Speaker 3: arruolamento militare.
Speaker 2: In Sud America la situazione in Venezuela è precipitata. Le
Speaker 2: inchieste di El Paese e del New York Times parlano
Speaker 2: delle conseguenze di un terremoto disastroso. Ci sono 1.500 vittime ufficiali
Speaker 2: e oltre 60.000 dispersi.
Speaker 3: Gli aiuti internazionali sono in stallo totale. In questo vuoto,
Speaker 3: la leader dell'opposizione Machado ha annunciato il suo rientro nel paese,
Speaker 3: sfidando direttamente le autorità.
Speaker 2: E chiudiamo questa carrellata con la politica interna italiana, analizzata
Speaker 2: dal messaggero e dagli altri quotidiani. Il presidente Mattarella è
Speaker 2: intervenuto richiamando la necessità di una unità di fondo per
Speaker 2: il paese.
Speaker 3: Nel frattempo, le dinamiche interne alla maggioranza si muovono velocemente.
Speaker 3: Salvini rivendica il controllo della Lega e punta apertamente al Viminale.
Speaker 2: Mentre Vannacci, secondo il giornale, fissa le sue linee rosse
Speaker 2: e dichiara di attendere una chiamata diretta dalla Meloni per
Speaker 2: stabilire i prossimi passi.
Speaker 3: Sintetizzando il quadro tracciato oggi, i dati evidenziano tre fronti critici.
Speaker 3: Il prezzo reale e misurabile del caldo sulle infrastrutture. l'illusione
Speaker 3: ottica di un export trainato dalla paura dei dazi e
Speaker 3: i conti insostenibili dell'intelligenza artificiale sui bilanci aziendali.
Speaker 2: L'altra voce ci offre lo spunto per una riflessione finale,
Speaker 2: mette in luce una sincronia pericolosa a livello globale.
Speaker 3: Ovvero il divario tra i tempi delle crisi e i
Speaker 3: tempi della politica.
Speaker 2: Il tempo delle emergenze climatiche e tecnologiche accelera con una
Speaker 2: forza brutale. Al contrario, il tempo delle decisioni politiche frena,
Speaker 2: appesantito dalla necessità di mantenere il consenso e dalle resistenze
Speaker 2: delle industrie tradizionali.
Speaker 3: La vera domanda è chi riuscirà ad adattare le proprie
Speaker 3: istituzioni a questa nuova velocità, prima di venire travolta.
Speaker 2: Cliccate il tasto Segui, attivate la campanella e lasciateci una
Speaker 2: recensione a 5 stelle. A domani su due pagine.
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