Dallo shock di Hormuz ai posti vuoti | Lun 18 mag
Descrizione dell’episodio
Il mondo sta entrando in una fase di pressione permanente — energetica, geopolitica e sociale — e gli effetti iniziano ormai a colpire direttamente governi, imprese e cittadini.In questo episodio analizziamo la crisi globale innescata dal blocco dello Stretto di Hormuz, che sta trasformando il petrolio nell’arma geopolitica più potente del momento. Con le scorte strategiche mondiali in rapido esaurimento e il rischio di un greggio a 180 dollari al barile, cresce il timore di una nuova recessione internazionale capace di travolgere Europa e Asia.
Approfondiamo poi il ritorno aggressivo di Donald Trump sulla scena internazionale, tra minacce dirette all’Iran, coordinamento militare con Israele e crescente tensione con la Cina. Pechino, nel frattempo, consolida la propria influenza energetica ottenendo corridoi privilegiati nel Golfo e rafforzando la propria posizione strategica mentre l’Occidente appare sempre più frammentato.
Ampio spazio anche alla guerra in Ucraina, dove Kiev intensifica gli attacchi con droni sul territorio russo inaugurando una nuova fase del conflitto basata su logoramento tecnologico, sabotaggio energetico e guerra industriale.
Sul fronte europeo, analizziamo il duro confronto tra Italia e Commissione Europea sul Patto di Stabilità. Giorgia Meloni chiede maggiore flessibilità per affrontare l’emergenza energetica, mentre Mario Draghi rilancia il tema di un “federalismo pragmatico” europeo capace di superare i veti nazionali su difesa, tecnologia ed energia.
In Italia emerge poi uno dei paradossi economici più profondi degli ultimi anni: mentre aumentano crisi industriali, cassa integrazione e tavoli di emergenza — dal caso Electrolux alla deindustrializzazione di interi distretti — le imprese continuano a non trovare lavoratori qualificati. Approfondiamo il cambio culturale della Generazione Z, il rifiuto dei vecchi modelli gerarchici e la continua fuga di giovani talenti verso l’estero.
Parliamo anche della tragedia di Modena, che ha riaperto il dibattito tra disagio psichiatrico, sicurezza e radicalizzazione, e del ruolo sempre più centrale dell’immigrazione nell’economia italiana, tra occupazione, stabilità demografica e sostenibilità del sistema produttivo.
Chiudiamo con alcune delle notizie più simboliche del momento: l’allarme globale dell’OMS per il nuovo focolaio di Ebola, le paure legate all’intelligenza artificiale e al lavoro, il sorprendente esperimento cinese sul “falso vuoto” quantistico e il ritorno dell’Italia al centro dell’attenzione culturale e sportiva internazionale tra il trionfo di Jannik Sinner e l’attesa per il nuovo film di Christopher Nolan sull’Odissea.
Il filo conduttore dell’episodio è chiaro: il mondo sta diventando sempre più interdipendente ma anche sempre più fragile. E nella nuova era delle crisi simultanee, energia, tecnologia, lavoro e stabilità sociale non possono più essere separati.
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Questo episodio include contenuti generati dall’IA.
Speaker 2: giornali aperti e notizie sul tavolo siete su due pagine
Speaker 3: la rassegna stampa che vi racconta cosa conta davvero senza
Speaker 3: rumore di fondo
Speaker 2: allora oggi mettiamo in fila cose apparentemente lontanissime una petroliera
Speaker 2: bloccata nel golfo persico una sedia vuota a un colloquio
Speaker 2: di lavoro a milano e insomma perfino una mummia egizia
Speaker 3: sembra assurdo ma c'è un filo conduttore chiarissimo
Speaker 2: esatto Partiremo dall'allarme globale sull'energia, che sta letteralmente stritolando l'industria italiana,
Speaker 2: mentre l'Europa, diciamo, chiude i cordoni della borsa.
Speaker 3: Poi accantoniamo la mappa geopolitica, per i fatti di Modena.
Speaker 3: La cronaca, le indagini e quel dibattito tostissimo, oserei dire,
Speaker 3: tra terrorismo e disagio psichiatrico.
Speaker 2: E infine il paradosso del lavoro, cioè un milione e
Speaker 2: settecentomila posti vuoti mentre serpeggia il terrore per l'intelligenza artificiale.
Speaker 3: Ma partiamo dal quadro macroeconomico, perché è lì che si
Speaker 3: stanno muovendo le placche tettoniche. Il Financial Times stamattina ha
Speaker 3: una prima pagina che fotografa una situazione direi estremamente critica.
Speaker 3: L'escalation in Medio Oriente sta innescando un collasso energetico. 76
Speaker 2: nazioni, giusto? 76.
Speaker 3: hanno già dovuto implementare misure d'emergenza e il collo di
Speaker 3: bottiglia fondamentale, proprio il punto di rottura di tutto il sistema,
Speaker 3: è lo stretto di Hormuz.
Speaker 2: Ecco, fermiamoci un attimo su Hormuz, perché nei telegiornali viene
Speaker 2: citato sempre come, sai, un semplice dettaglio geografico, ma è
Speaker 2: letteralmente l'arteria vitale del petrolio globale.
Speaker 3: Assolutamente sì.
Speaker 2: Se i transiti lì vengono bloccati, i modelli predittivi vanno
Speaker 2: in rosso scuro. Cioè Morgan Stanley e il capo economista
Speaker 2: di Aberdeen Parlano di petrolio proiettato tra i 150 e i
Speaker 2: 30-80 dollari al barile.
Speaker 3: Che è una cifra folle. E non si traduce solo
Speaker 3: in bollette della luce più salate. Attenzione.
Speaker 2: No, infatti. Significa innescare un'inflazione incontrollabile che ci porta dritti
Speaker 2: a una recessione simultanea sia in Europa che in Asia.
Speaker 2: E il Financial Times avverte pure che il mondo sta
Speaker 2: vivendo a credito energetico.
Speaker 3: Stiamo bruciando le riserve.
Speaker 2: Esatto. Riserve strategiche che potrebbero finire già entro luglio.
Speaker 3: E guarda che le reazioni dei governi ti danno la
Speaker 3: misura esatta dell'allarme. Cioè, l'Australia sta stanziando 10 miliardi di dollari
Speaker 3: per accumulare carburante e fertilizzanti. Si preparano a un isolamento prolungato.
Speaker 3: L'India ha fatto una mossa ancora più drastica.
Speaker 2: Quella dell'oro, vero
Speaker 3: Sì, ha chiesto ai cittadini di sospendere l'acquisto di oro
Speaker 3: e i viaggi all'estero. Vogliono bloccare la fuoriuscita di capitali
Speaker 3: per salvare le riserve di valuta. E ovviamente l'onda d'urto
Speaker 3: colpisce duramente le strategie europee. In Italia la Premier Giorgia
Speaker 3: Meloni ha formalizzato una richiesta precisa alla Wunderland, la riporta
Speaker 3: oggi il Corriere della Sera.
Speaker 2: Sì, la lettera di Roma chiede una deroga immediata alle
Speaker 2: regole del patto di stabilità e fondamentalmente per poter finanziare
Speaker 2: le misure contro il caro energia, allungando la clausola di salvaguardia.
Speaker 2: Ma Bruxelles ha detto un no secco.
Speaker 3: Eh, spiegala bene questa cosa del patto, perché è cruciale.
Speaker 2: Allora, il patto di stabilità. È il regolamento europeo che,
Speaker 2: in sintesi, ti impedisce di spendere oltre i tuoi mezzi,
Speaker 2: tenendo a bada il deficit. La clausola di salvaguardia è
Speaker 2: il freno a mano, quello tirato durante la pandemia per
Speaker 2: fare debito e salvare l'economia. Roma dice« tiriamo di nuovo
Speaker 2: quel freno per le bollette», ma Bruxelles si rifiuta.
Speaker 3: Perché la rigidità di Bruxelles risponde alla paura dell'inflazione? La
Speaker 3: banca centrale è terrorizzata e immettere nuovo debito è visto
Speaker 3: come un rischio inaccettabile, ma l'impatto sull'economia reale, cioè sulle
Speaker 3: nostre aziende, è devastante. Rifiutare flessibilità all'Italia, che è un
Speaker 3: paese manifatturiero, significa esporci a uno shock termico.
Speaker 2: È un effetto domino. Le minacce di Trump bloccano Ormuz,
Speaker 2: Bruxelles chiude i rubinetti e a cadere sono le tessere
Speaker 2: delle nostre fabbriche. È come correre una maratona respirando da
Speaker 2: una cannuccia.
Speaker 3: Bella immagine. E calzante.
Speaker 2: I fabbriche sono il corridore, i costi impazziti sono la
Speaker 2: cannuccia e l'Europa dice che non puoi toglierla per prendere fiato.
Speaker 2: I dati del Ministero delle Imprese, pubblicati dal Sole 24 Ore,
Speaker 2: documentano proprio questo. 44 tavoli di crisi aperti. 62.000
Speaker 3: lavoratori a rischio in questo momento in Italia.
Speaker 2: Esatto. E c'è il caso Electrolux, che è l'esempio chirurgico
Speaker 2: di questa dinamica.
Speaker 3: Sì, Electrolux ha annunciato 1700 esuberi in Italia, ma anche la
Speaker 3: chiusura di uno stabilimento in Ungheria con altri 600 licenziamenti. E
Speaker 3: questo dettaglio geografico smonta una narrazione comodissima che ci siamo
Speaker 3: raccontati per anni.
Speaker 2: C'è che scappavano solo per la mano d'opera a basso
Speaker 2: costo all'est.
Speaker 3: Esattamente. Se chiudono anche in Ungheria, il problema è un altro.
Speaker 3: La pressione è globale. I produttori extraeuropei, soprattutto asiatici, stanno
Speaker 3: asfaltando il settore degli elettrodomestici, producono a costi bassissimi perché
Speaker 3: non hanno al collo il cappio dei nostri costi energetici.
Speaker 3: E
Speaker 2: di fronte a questa deindustrializzazione, come rispondiamo? Il Sole 24 Ore
Speaker 2: oggi riporta l'intervento di Mario Draghi ad Acquisgrana. E la
Speaker 2: sua tesi è brutale. Le singole nazioni da sole non
Speaker 2: hanno speranze.
Speaker 3: L'analisi di Draghi è spietata. L'ombrello americano non è più
Speaker 3: garantito e la Cina non ammette errori. Se l'Europa continua
Speaker 3: a muoversi con i singoli stati che cercano soluzioni nazionali,
Speaker 3: diventeremo i vassalli dei grandi imperi economici. Il problema è
Speaker 3: il dogma dell'unanimità.
Speaker 2: Dove il veto di uno solo blocca tutti.
Speaker 3: Esatto.
Speaker 2: E lui propone il federalismo pragmatico. Ma, cioè, operativamente per
Speaker 2: evitare che una fabbrica chiuda domani, cosa significa?
Speaker 3: Significa fare un nuovo trattato. ma solo per gli stati
Speaker 3: disposti ad agire subito, aggirando i vetti degli altri. Un
Speaker 3: po' come ha fatto la BCE durante la crisi del debito.
Speaker 3: Decisioni a maggioranza e capitali in comune. Si emette debito
Speaker 3: europeo per finanziare difesa, reti energetiche, tecnologia. Solo con questa
Speaker 3: potenza di fuoco abbatte i costi e salvi l'industria. Chiaro
Speaker 2: Senti, mettiamo un attimo da parte le dinamiche europee. Perché
Speaker 2: il weekend è stato dominato da una notizia di cronaca
Speaker 2: che ha insomma saturato la stampa. Passiamo dalla macro insicurezza
Speaker 2: economica all'insicurezza fisica delle nostre città. I fatti di Modena.
Speaker 3: Una vicenda terribile
Speaker 2: Sabato pomeriggio Salim El Koudri, un trentunenne nato a Bergamo
Speaker 2: da famiglia marocchina, ha lanciato la sua auto a 100 all'ora
Speaker 2: contro la folla in pieno centro pedonale. Otto feriti, due
Speaker 2: donne amputate.
Speaker 3: La reazione istituzionale c'è stata e Repubblica la documenta bene.
Speaker 3: Mattarella e Lameloni sono andati subito negli ospedali emiliani, poi
Speaker 3: nel pomeriggio anche Ellie Schlein, una presenza bipartitan, ed era
Speaker 3: socialmente necessaria per dimostrare che lo Stato c'è. L'aggressore, che
Speaker 3: è stato bloccato dai passanti, davanti ai magistrati ha solo
Speaker 3: detto« Sono confuso».
Speaker 2: Sappiamo che aveva interrotto delle cure psichiatriche iniziate nel 2022. L'antiterrorismo
Speaker 2: sta indagando, ma i reati per ora sono strage e lesioni,
Speaker 2: non terrorismo. E qui il dibattito politico è letteralmente esploso.
Speaker 3: Diviso in due narrazioni opposte, come sempre.
Speaker 2: Sì, se leggi La Verità e Libero, trovi titoli nettissimi
Speaker 2: che rifiutano la tesi del folle isolato.
Speaker 3: Perché si basano su elementi oggettivi dell'indagine. Hanno trovato messaggi
Speaker 3: in cui lui descrive l'Italia come un paese razzista e
Speaker 3: insulti contro i cristiani. E la stampa di destra accusa
Speaker 3: la sinistra di voler nascondere l'ideologia dietro lo schermo della psichiatria.
Speaker 3: Anche Piantedosi ha detto che considerarlo un gesto isolato sarebbe
Speaker 3: un errore investigativo.
Speaker 2: Ma fermiamoci su questo confine, perché rischia di diventare pura
Speaker 2: speculazione politica da tifoseria. Come si definisce oggettivamente una cosa
Speaker 2: del genere? Cioè, se hai una storia psichiatrica, il confine
Speaker 2: tra follia e terrorismo sfuma.
Speaker 3: Will Media su questo fa un'analisi giuridica perfetta. E ci
Speaker 3: serve per non perderci in chiacchiere. Bisogna guardare al diritto
Speaker 3: internazionale post Nizza e Berlino. Usare un'auto contro i civili
Speaker 3: per creare panico è per definizione un atto terroristico. Il
Speaker 3: mezzo è l'arma. E questa classificazione prescinde dall'avere dietro una
Speaker 3: rete come l'ISIS.
Speaker 2: Quindi separare l'atto oggettivo dal profilo clinico è la chiave.
Speaker 3: Esatto. Avere una diagnosi non cancella la matrice del gesto.
Speaker 3: E concentrarsi solo sulla malattia mentale fa due danni enormi. Primo,
Speaker 3: normalizza la violenza estrema, come se fosse un tragico incidente inevitabile. Secondo,
Speaker 3: stigmatizza chi ha disturbi mentali. Cioè, la stragrande maggioranza dei
Speaker 3: pazienti non sogna di noleggiare un'auto per stirare i pedoni.
Speaker 2: ci mancherebbe
Speaker 3: il compito dei magistrati non è scegliere tra malato o
Speaker 3: terrorista ma capire come i due elementi si intrecciano come
Speaker 3: la vulnerabilità di quest'uomo abbia trovato nell'indottrinamento la giustificazione per
Speaker 3: scatenare quella violenza
Speaker 2: assolutamente cambiamo completamente scenario da questa disillusione passiamo ai dati
Speaker 2: sul mercato del lavoro di union camere e qui c'è
Speaker 2: un cortocircuito enorme abbiamo appena parlato di 44 crisi aziendali no
Speaker 2: fabbriche che chiudono Ebbene, i dati dicono che il 30,2%
Speaker 2: dei colloqui di lavoro nel 2025 andrà a vuoto.
Speaker 3: Nessuno si presenta.
Speaker 2: Esatto. Un milione e settecentomilo posti vuoti.
Speaker 3: È un paradosso storico. Nel 2017 questa percentuale era al 10%.
Speaker 3: Elsa Fornero ci fa notare una cosa. C'è un debito demografico. Facciamo 1,1
Speaker 3: figli per donna. Mancano letteralmente i corpi per sostituire chi
Speaker 3: va in pensione. E poi c'è il cambio di valori
Speaker 3: della Gen Z.
Speaker 2: Non accettano più il dogma dello stipendio a ogni costo.
Speaker 2: Vogliono flessibilità, equilibrio vita- lavoro. Se l'azienda è tossica, non si
Speaker 2: presentano neanche. Ma aiutami a capire una cosa. Da una parte, 1,7
Speaker 2: milioni di posti snobbati. Dall'altra, The Economist ci dice che
Speaker 2: il 22% dei lavoratori è terrorizzato dall'intelligenza artificiale. I CIO
Speaker 2: parlano di disoccupazione al 20%. Come fanno a convivere la
Speaker 2: paura dei software che ti rubano il posto e il
Speaker 2: rifiuto dei colloqui?
Speaker 3: Convivono perché guardiamo alle AI con le lenti della paura
Speaker 3: invece che con quelle della storia. The Economist paragona questa
Speaker 3: fobia ai luddisti della rivoluzione industriale. Loro spaccavano i telai,
Speaker 3: ma il potere d'acquisto crollava per l'inflazione e le guerre,
Speaker 3: non per le macchine.
Speaker 2: Quindi la tecnologia non crea disoccupazione di massa?
Speaker 3: Mai fatto. Nella storia. Trasforma le mansioni ma non abolisce
Speaker 3: la supervisione umana. Il vero problema ce lo spiega Italia Oggi.
Speaker 3: Lo chiamano il paradosso delle competenze. Il 76% degli annunci
Speaker 3: qualificati chiede skill in AI, ma tre professionisti su quattro
Speaker 3: confessano di non avere mezz'ora di formazione aziendale su questi strumenti.
Speaker 2: E questo ci porta al problema clamoroso della shadow AI,
Speaker 2: l'AI ombra.
Speaker 3: Pericolosissima, guarda.
Speaker 2: Praticamente hai il dipendente che deve fare un report di
Speaker 2: mille pagine per ieri. L'azienda non gli dà un software sicuro,
Speaker 2: quindi lui cosa fa? Prende i documenti coi segreti aziendali,
Speaker 2: li copia dal telefono su una versione gratuita di ChatGPT
Speaker 2: e ottiene il riassunto. Ha fatto in tre secondi, ma
Speaker 2: ha appena regalato i dati finanziari dell'azienda a server sconosciuti.
Speaker 3: Esatto, una violazione della privacy enorme, perché le aziende non
Speaker 3: sanno governare l'innovazione. E
Speaker 2: il Corriere della Sera suggerisce la soluzione. Basta accanirsi a
Speaker 2: salvare settori in declino come la vecchia chimica o l'acciaio pesante.
Speaker 2: Lì l'Asia ci sbranerà sempre, sui costi. Le risorse vanno
Speaker 2: messe dove le nuove competenze servono davvero. Scienze della vita, spazio,
Speaker 2: meccanica di precisione, energia. L'Ileai ci fa volare, non ci minaccia.
Speaker 3: Senti, prima di chiudere facciamo tre flash rapidissimi su fronti
Speaker 3: caldi che stanno per esplodere. Primo, Ucraina.
Speaker 2: l'operazione Mosca non dorme mai
Speaker 3: esatto 120 droni ucraini hanno bucato le difese aeree russe
Speaker 2: e non erano obiettivi a caso hanno colpito il polo
Speaker 2: tecnologico Elma a Zelinograd e questo dettaglio è vitale lì
Speaker 2: producono la microelettronica russa senza quei chip Putin non assembla
Speaker 2: i missili di precisione Kiev sta dicendo ai russi possiamo
Speaker 2: paralizzare la vostra logistica E ora tutti aspettano la rappresaglia
Speaker 2: sui civili ucraini
Speaker 3: Secondo flash. L'OMS è in allerta massima per l'ebola in Congo.
Speaker 3: Variante Bundibugio. Il problema vero. Non c'è vaccino per questa variante,
Speaker 3: a differenza del ceppo Zair. 80 morti e il virus
Speaker 3: viaggia verso le megalopoli. Lo spettro è quello del 2014. Terzo
Speaker 2: e ultimo flash. Italia. Il mercato delle poltrone è descritto
Speaker 2: dal giornale. Consob e Antitrust paralizzate da marzo. I vertici
Speaker 2: sono in prorogatio.
Speaker 3: La prorogatio vuol dire che possono fare solo ordinaria amministrazione.
Speaker 3: Zero decisioni strategiche. Tutto bloccato per i veti incrociati della politica.
Speaker 2: E con i mercati impazziti e i tavoli di crisi aperti.
Speaker 2: Avere l'arbitro che non può fischiare i falli è un
Speaker 2: autogol clamoroso per gli investitori esteri.
Speaker 3: Insomma, riassumendo, l'Europa è in bilico tra recessione energetica e
Speaker 3: riforme urgenti. L'Italia è sotto shock per Modena e per
Speaker 3: un mercato del lavoro dove i giovani snobbano i colloqui
Speaker 3: spinti dalla necessità di dominare l'AI.
Speaker 2: Vi lasciamo con una riflessione bellissima dal New York Times.
Speaker 2: In Egitto hanno trovato una mummia di duemila anni fa
Speaker 2: sepolta con un frammento dell'Iliade, il catalogo delle navi greche.
Speaker 2: Gli archeologi dicono che non era lì per caso, era
Speaker 2: usato come passaporto magico per l'aldilà, un salvacondotto. Insomma, in
Speaker 2: un'epoca in cui siamo terrorizzati da computer che ci rubano
Speaker 2: il lavoro e fabbriche che chiudono, viene da chiedersi quali
Speaker 2: sono i testi, i valori che ci stiamo portando dietro oggi.
Speaker 2: nella valigia, come salva condotto per restare umane nel futuro.
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