Inverno demografico e nuovo disordine mondiale | Mar 1 set
Informazioni su questo episodio
E se il mondo non avesse più un padrone?In questo episodio analizziamo un ordine globale sempre più frammentato, dove le vecchie regole continuano a esistere ma il potere necessario per farle rispettare sembra essere venuto meno. Dal ritorno della Russia sulla scena internazionale all’ascesa della Cina, dalle tensioni tra Stati Uniti e Iran alla crisi dell’Europa, fino alle sfide demografiche e tecnologiche che attendono l’Italia.
Partiamo dal confronto tra il G20 di Asheville e il vertice della Shanghai Cooperation Organization di Bishkek. Da una parte un Occidente attraversato da divisioni interne e dal ritorno della Russia al tavolo delle grandi potenze; dall’altra un blocco eurasiatico sempre più integrato attorno alla Cina, con Russia, Iran, India e altri Paesi impegnati a costruire nuove rotte energetiche e finanziarie. La domanda è se stia nascendo un mondo in cui l’Occidente non è più il centro del sistema, ma soltanto uno dei suoi protagonisti.
A Washington, intanto, la pressione contro Teheran si intensifica con l’operazione Economic Outcast. L’obiettivo americano è colpire il regime iraniano attraverso il logoramento economico, mentre inflazione e aumento dei prezzi dei beni essenziali alimentano una crisi sociale che rischia di trasformarsi in una nuova fonte di tensione geopolitica.
Ci spostiamo poi in Europa, dove le fratture diventano sempre più evidenti. Dopo il No dell’Islanda all’adesione all’Unione Europea, i rapporti tra Italia e Spagna si complicano sul fronte migratorio con la sospensione dei controlli di Schengen. In Germania, l’avanzata dell’AfD apre invece un nuovo fronte: la conquista delle istituzioni non soltanto attraverso le elezioni, ma anche attraverso l’occupazione strategica delle strutture amministrative.
In Italia, la politica guarda alla possibile riforma della legge elettorale mentre la crescita del consenso attorno a Vannacci modifica gli equilibri della maggioranza e riporta al centro il tema del ballottaggio. Sul fronte economico, l’arrivo di 166 miliardi di euro del PNRR apre la fase decisiva dell’attuazione, mentre la prossima legge di bilancio dovrà trovare un equilibrio tra detassazione delle tredicesime, pressione fiscale e nuove ipotesi di prelievo sugli utili bancari.
Ma la vera sfida italiana potrebbe essere molto più lontana nel tempo. Le proiezioni Istat al 2080 descrivono un Paese destinato a perdere oltre 13 milioni di abitanti, con una popolazione sempre più anziana e un rapporto tra lavoratori e pensionati difficile da sostenere. Una trasformazione che cambierà profondamente welfare, sanità e mercato del lavoro, aumentando il peso dei lavori legati alla longevità, alla cura, alla riabilitazione e all’automazione assistenziale.
Anche la tecnologia sta entrando in una nuova fase. Tim Cook lascia la guida di Apple dopo una crescita straordinaria del valore dell’azienda, ma il nuovo corso dovrà affrontare la vulnerabilità della supply chain cinese, la guerra dei dazi e la sfida dell’intelligenza artificiale. Dalla successione di John Ternus al futuro dell’iPhone e di Siri, Apple si trova davanti a una delle transizioni più delicate della sua storia.
E mentre l’IA ridisegna il settore tecnologico, entra sempre più rapidamente anche nella medicina: nuovi strumenti sono già in grado di analizzare un elettrocardiogramma in pochi secondi e individuare patologie cardiache con livelli di accuratezza sorprendenti.
Parleremo inoltre del caso del carcere minorile di Casal del Marmo, delle gravi criticità organizzative emerse con il semestre filtro per Medicina e degli altri fatti di cronaca che stanno segnando l’inizio di settembre.
Un episodio per capire perché la crisi del mondo attuale non sia soltanto una crisi geopolitica. È una crisi di sistemi: mentre le vecchie gerarchie si indeboliscono, Stati, istituzioni, aziende e società devono imparare a muoversi in un mondo dove nessuno sembra più avere davvero il controllo. <br...
0:00 Speaker 2: Giornali aperti e notizie sul tavolo. Siete su due pagine.
0:04 Speaker 3: La rassegna stampa che vi racconta cosa conta davvero, senza rumore di fondo.
0:08 Speaker 2: Oggi sul tavolo. L'inverno demografico italiano. L'Istat ci dice che stiamo sparendo e i conti pubblici tremano.
0:16 Speaker 3: Poi, il nuovo disordine mondiale. Il G20 spaccato dal ritorno della Russia. mentre la Cina costruisce un blocco alternativo.
0:25 Speaker 2: Infine, l'addio di Tim Cook alla guida di Apple e la corsa all'intelligenza artificiale, che nel frattempo impara a leggerci il cuore in due secondi.
0:34 Speaker 3: Partiamo subito dai dati Istat, quelli ripresi oggi dal Sole 24 Ore e analizzati anche da The Essential di Will Media. Insomma, il quadro sulle proiezioni demografiche dell'Italia non è solo una questione statistica, è una questione strutturale profonda.
0:48 Speaker 2: Sì, i numeri fanno impressione.
0:50 Speaker 3: Esatto. Nel 2050 i residenti in Italia scenderanno a 55 milioni e partiamo da una base attuale di inizio 2025 di circa 58,9 milioni.
1:02 Speaker 2: Ma se allunghiamo lo sguardo al 2080...
1:05 Speaker 3: Che poi non è neanche così lontano.
1:07 Speaker 2: No, infatti. Nel 2080 la popolazione totale crollerà a 45,8 milioni di individui.
1:15 Speaker 3: Cioè, per visualizzare questo dato, perdere 13 milioni di persone è come svegliarsi domani mattina e scoprire che l'intera Lombardia e tutta l'Emilia-Romagna sono letteralmente svanite, evaporate. Non stiamo parlando di un calo fisiologico, è lo svuotamento di una nazione.
1:31 Speaker 2: Uno svuotamento che però non è distribuito in modo uniforme. Apre una faglia territoriale immensa. Il nord, pur contraendosi, diciamo che ammortizzerà un po' il colpo. scendendo da 27,5 a 24,2 milioni. Il centro arriverà a 9,3 milioni.
1:49 Speaker 3: E il sud? Il sud è dove si concentra il vero collasso. Entro il 2080 perderà oltre un terzo dei suoi residenti attuali. Passerà da 19,7 milioni a 12,3. E parliamo di aree interne che perderanno 1,3 milioni di residenti solo nella finestra tra il 2030 e il 2050. Il picco negativo peggiore della nostra storia, il saldo naturale più basso, lo toccheremo nel 2059. Meno 570.000 unità in un solo anno.
2:19 Speaker 2: Ma l'impatto non è solo numerico, è sociologico. Riguarda l'invecchiamento, l'età media supererà i 52 anni e oltre un terzo della popolazione, il 35%, sarà over 65. E poi c'è quel dato ISTAT sul 2047. L'anno dello strappo. Sì, esatto.
2:39 Speaker 2: Il 2047 è l'anno in cui le coppie senza figli supereranno numericamente quelle con figli. La quota di queste ultime crollerà al 21,1%. E i flussi migratori non invertiranno questa rotta.
2:52 Speaker 3: No, la letteratura demografica su questo è chiarissima. Certo, le previsioni indicano un saldo migratorio estero positivo tra le 200.000 e le 290.000 unità all'anno. Ma chi arriva assimila rapidamente i modelli locali. Nel giro di una generazione la popolazione immigrata adotta i tassi di natalità del paese accogliente.
3:12 Speaker 2: Quindi il beneficio iniziale si annulla quasi subito?
3:15 Speaker 3: Praticamente sì.
3:16 Speaker 2: Ecco, a fronte di questi numeri c'è un'obiezione che circola parecchio nel dibattito. Cora Media, per esempio, riprende un video di Will Media intitolato Quanti umani può ospitare la Terra? Ed è una tesi affascinante. Cioè, meno siamo, meno inquiniamo. Abbassiamo la pressione sulle risorse naturali, riduciamo le emissioni. Si
3:37 Speaker 4: liberano spazi abitativi, i prezzi delle case crollano
3:41 Speaker 2: Esatto. Suona quasi come una buona notizia ecologica. Ci si chiede se non stiamo drammatizzando una decrescita che, in fondo, potrebbe renderci più ricchi pro capite.
3:52 Speaker 3: Ma su Repubblica il demografo Alessandro Rosina smonta completamente questa prospettiva. Smonta questa illusione spiegando proprio la meccanica dei costi fissi di uno Stato.
4:03 Speaker 2: Cioè le infrastrutture?
4:05 Speaker 3: Sì, un paese ha un'infrastruttura di base enorme. Decine di migliaia di chilometri di rete elettrica, autostrade, acquedotti, ferrovie. I costi per mantenere in piedi questa roba rimangono invariati, che ci vivano 60 milioni di persone o 45.
4:19 Speaker 2: Ma se dividi quei costi per meno persone?
4:21 Speaker 3: Il costo pro capita esplode. Non è che diventiamo più ricchi, diventiamo semplicemente incapaci di mantenere l'infrastruttura in cui viviamo.
4:29 Speaker 2: Quindi il paradosso è che avremo, sì, case vuote e super economiche, ma non avremo la forza lavoro per riparare i tubi dell'acqua di quelle stesse case, o per pagare le tasse che servono a mantenere la strada per arrivarci.
4:42 Speaker 3: Che ci porta dritti al vero elefante nella stanza, il collasso del welfare state. Il nostro sistema pensionistico funziona a ripartizione. Non c'è un conto in banca personale dove metti via i tuoi contributi. È un flusso continuo. I lavoratori attivi pagano le pensioni di chi è già a riposo. E un tempo
5:00 Speaker 2: c'erano tanti
5:04 Speaker 3: lavoratori per ogni pensionato. Nel boom economico sì. Oggi l'Ox certifica che l'Italia corre affari spenti verso un rapporto di uno a uno. Il peggiore dell'area Ox è... Significa che un singolo lavoratore dovrà generare da solo e col soprallievo fiscale tutte le risorse per mantenere un pensionato.
5:20 Speaker 2: Questo, tradotto in busta paga, vuol dire o una pressione fiscale sui giovani completamente confiscatoria o assegni pensionistici ridotti a un'elemosina. E poi l'assenza di giovani sposta tutta la spesa sanitaria su oncologia e neurologia, azzerando l'innovazione.
5:38 Speaker 3: Si scontra oggi, proprio adesso, con le urgenze contabili. Già.
5:43 Speaker 2: Il giornale ci ricorda la scadenza del PNRR europeo. Fino a oggi abbiamo incassato 166 miliardi, l'85% del totale, tra sovvenzioni e prestiti. Ora tocca rendicontare gli ultimi 159 traguardi per prendere l'ultima rata.
6:01 Speaker 3: Ma vedi il cortocircuito?
6:03 Speaker 2: Accendiamo un debito enorme per costruire infrastrutture e digitalizzare un paese che nei fatti avrà sempre meno utenti per quelle infrastrutture E sempre meno lavoratori per ripagare quel debito.
6:14 Speaker 3: È un paradosso spaventoso. E nel frattempo la politica deve fare conti con l'oggi. Milano Finanza parla di una manovra in preparazione da 28 miliardi di euro. Le tensioni nella maggioranza ruotano attorno a questa caccia disperata alla liquidità. Taggiani per Forza Italia spinge per detassare le tredicesime.
6:33 Speaker 2: Mentre Salvini con la Lega cerca le coperture proponendo la tassa del 5% sugli utili delle grandi banche.
6:39 Speaker 3: Cercando di mettere dei paletti per impedire che le banche poi scarichino questo costo sui correntisti aumentando le commissioni.
6:46 Speaker 2: E mentre si litiga su queste singole voci l'ufficio studi della Cigiamestre butta fuori un report che svela un po' La natura reale del nostro fisco. Si agita spesso lo spettro di una nuova patrimoniale globale, ma i dati dicono che ci siamo già dentro a una patrimoniale, solo che è frammentata.
7:05 Speaker 3: Le tasse
7:06 Speaker 2: nascoste. Esatto. Il 32,4% delle imposte versate da una famiglia, parliamo di quasi 6.700 euro l'anno, sfugge alla percezione diretta.
7:17 Speaker 3: L'IMU ha appena toccato il record storico di gettito, 17 miliardi di euro nel 2024. Poi aggiungi Livie, l'imposta sugli immobili all'estero, che è all'1,06%, l'imposta di registro sui trasferimenti immobiliari, dal 2 all'11%, le successioni, il bollo auto da 7 miliardi l'anno, il canone TV, l'imposta di bollo sui conti correnti e titoli, che raddoppia lo 0,4% se li hai all'estero.
7:42 Speaker 2: È letteralmente una rete a strascico, colpisce liquidità e immobili perché la base imponibile sul lavoro si sta restringendo.
7:51 Speaker 3: Ma in tutto questo ci sono tentativi di reazione? Il Sole 24one segnala un accordo quadro storico tra CGL, CISL e UIL per attuare la legge 76 del 2025 sulla partecipazione dei lavoratori. L'applicazione dell'articolo 46 della Costituzione,
8:07 Speaker 2: giusto?
8:07 Speaker 3: Sì, in pratica sindacati e imprese vogliono inserire su base volontaria i rappresentanti dei lavoratori nei consigli di amministrazione o in comitati consultivi, un po' come il modello tedesco. L'idea è avere una governance più coesa per affrontare le crisi industriali che, con questi numeri, sono inevitabili.
8:25 Speaker 2: Tra l'altro la demografia deforma non solo l'economia, ma anche la politica. L'analisi di Cora Media spiega come la contrazione del corpo elettorale stia spingendo la maggioranza a valutare modifiche alla legge elettorale. C'è l'ipotesi di reintrodurre il ballottaggio.
8:41 Speaker 3: Un emendamento di Forza Italia che propone un secondo turno se nessuno arriva al 40% o, in alternativa, un premio di maggioranza. E il motivo è puramente tattico. Vannacci. Esatto. Il nuovo partito di Roberto Vannacci, futuro nazionale, viene dato all'8%. Quel bacino di voti è drenato direttamente dalla destra. In un sistema maggioritario, un partito all'8% nei collegi uninominali fa da guastafeste. Disperde voti.
9:07 Speaker 2: Il balottaggio serve a costringere quegli elettori a convergere sulla coalizione principale al secondo turno, evitando che vinca l'avversario. un'operazione di ingegneria elettorale che cade proprio mentre Giorgia Meloni batte il record di longevità per un governo repubblicano.
9:24 Speaker 3: E questa difficoltà interna nel gestire numeri, confini, identità, si specchia perfettamente in quello che sta succedendo su scala europea. L'Unione è in piena crisi di identità e Schengen sta praticamente collassando.
9:35 Speaker 2: Che poi è assurdo. Abbiamo appena detto che l'Italia resta senza giovani lavoratori. La logica direbbe di accogliere nuova forza lavoro, Invece la direzione è la chiusura ermetica. L'Italia ha prorogato di altri 15 giorni la sospensione di Schengen con la Spagna. Controlli su aerei e navi.
9:56 Speaker 3: E la Spagna ha risposto con la stessa misura verso di noi. Il sole 24 ore e Will Media spiegano bene l'origine di questa frattura. L'enclave spagnola di Ceuta, in Nordafrica.
10:06 Speaker 2: Che è un'anomalia geografica totale. Territorio spagnolo dentro il Marocco.
10:12 Speaker 3: Tra luglio e inizio agosto ci sono stati circa 70.000 ingressi irregolari lì. 8.000 persone sono fisicamente bloccate nell'enclave. tra cui 1200 minori non accompagnati.
10:23 Speaker 2: Il sistema non regge più.
10:24 Speaker 3: È esploso. Madrid ha dichiarato l'emergenza sanitaria e ha chiamato Frontex.
10:28 Speaker 2: E la spiegazione politica di Pedro Sánchez butta solo altra benzina sul fuoco. Ha escluso che sia stato il Marocco ad allentare i controlli, cosa che Rabat fa spesso per ricattare la Spagna. Sánchez invece dà la colpa alle fake news orchestrate da entità vicine a Russia, Israele e all'estrema destra europea.
10:47 Speaker 3: L'accusa è che vogliono destabilizzare il suo governo spingendo masse verso il confine, in un momento in cui lui è già debole per le indagini sulla maglia.
10:56 Speaker 2: Smentite ovviamente durissime da pelavive dal Cremlino. Ma il punto è un altro. L'Italia non confina con la Spagna. Usare la sospensione di Schengen, che è la base del mercato unico, come pressione diplomatica per una crisi a migliaia di chilometri di distanza, è un precedente gravissimo.
11:13 Speaker 3: Mostra che l'Europa non ha una vera politica di gestione delle frontiere esterne. Procede solo a reazioni emergenziali e questo fa perdere credibilità a tutto il progetto.
11:23 Speaker 2: E' attrattiva. Lo vediamo in Islanda. Avvenire riporta che gli islandesi hanno bocciato al referendum, col 52,8% di no, la ripresa dei negoziati per entrare nell'Unione Europea.
11:37 Speaker 3: Negoziati fermi dal 2013, tra l'altro. E non c'entra niente l'ideologia.
11:41 Speaker 2: C'entra il pesce.
11:42 Speaker 3: Il pesce. L'industria ittica fa l'8% del loro PIL e mezza esportazione. Entrare nell'UE significa acciattare la politica comune della pesca, cioè aprire le loro acque alle flotte degli altri paesi.
11:55 Speaker 2: E qui bisogna ricordare le guerre del Merluzzo.
11:57 Speaker 3: Fuori tra gli anni 50 e 70. Non erano scambi di note diplomatiche. La guardia costiera islandese speronava i pescherecci del Regno Unito. Tagliavano le reti in mare aperto.
12:07 Speaker 2: Per loro il controllo delle acque è una questione esistenziale, di identità economica. Cedere quelle quote a Bruxelles è inaccettabile. A dieci anni dalla Brexit è un segnale pessimo per l'allargamento dell'UE.
12:21 Speaker 3: Ma se i confini esterni tremano, dentro non va meglio. Politico, ripreso da Cora Media, si concentra sulla Germania, nello specifico lo stato della Sassonia Alte. L'AFD, l'estrema destra guidata da Ulrich Sigmund, punta a vincere lì. E il loro piano non è solo economico. Vogliono destrutturare l'amministrazione.
12:39 Speaker 2: Parliamo del piano di licenziare 200 alti funzionali pubblici per metterci loro fedelissimi.
12:44 Speaker 3: Che in Germania è un terremoto. Lì esiste il principio del Berufsberamtentum, un servizio civile professionale che giura fedeltà alla Costituzione, non al partito al potere.
12:54 Speaker 2: Un argine costituzionale creato proprio dopo Weimar e il nazismo.
12:58 Speaker 3: E la FD vuole decapitare i vertici amministrativi per rimuovere ogni ostacolo al loro programma, che include, tra le altre cose, tagliare i fondi all'arte non patriottica e riscrivere la storia del Novecento nelle scuole. La CDU ovviamente ha alzato un muro, nessuna alleanza.
13:12 Speaker 2: Ma le spaccature europee sono solo una piccola faglia di uno scontro tettonico molto più grande. La cronaca internazionale di oggi è letteralmente la fotografia di due mondi separati. Giuliano Noci sul Sole 24 Ore e Il Corriere parlano dei due vertici in corso in queste ore.
13:30 Speaker 3: Da una parte Asheville, negli Stati Uniti, col G20. Dall'altra Bishkek, in Kirghizistan, col vertice della SCO.
13:40 Speaker 2: La Shanghai Cooperation Organization, guidata da Cina e Russia, con dentro Iran, India.
13:45 Speaker 3: Noci analizza le fondamenta economiche dei leader di questi blocchi. C'è una dipendenza tossica che sta assaltando. Da un lato gli USA, che finanziano l'impero a credito. Hanno 2.000 miliardi di dollari di deficit annuo e la spesa per gli interessi sul debito ha superato i 1.000 miliardi.
14:02 Speaker 2: Un modello che si regge solo sulla fiducia cieca nel dollaro.
14:06 Speaker 3: Esatto. Dall'altro c'è la Cina, con un surplus commerciale monstre di 1200 miliardi. Pechino ha una capacità produttiva infinita, ma si rifiuta di far crescere i consumi interni.
14:18 Speaker 2: In pratica, l'America consuma a debito la roba che la Cina produce, tenendo bassi i salari dei suoi cittadini.
14:25 Speaker 3: Un meccanismo durato decenni, ma ora Washington non vuole più distruggere la sua manifattura e Xi Jinping non cede sul mercantilismo. Nessuno arretra. E questo scontro economico è diventato fisico al ginventi.
14:39 Speaker 2: Sì, a Nashville si è presentato il ministro delle finanze russo, Siluanov. Il blocco europeo, guidato dal tedesco Klingbeil, ha fatto una scenata minacciando di far saltare tutto. Alla fine hanno ottenuto l'esclusione di Siluanov dalla foto di gruppo. E Trump ha minimizzato dicendo che lui va d'accordo con tutti, mentre gli USA negavano gli accrediti a New York Times e Bloomberg.
15:05 Speaker 3: Sembra un condominio dove l'amministratore è scappato, ma si litiga ancora ferocemente sul regolamento e su chi ha diritto a stare nella foto. L'Occidente usa l'esclusione diplomatica pensando di avere le chiavi del mondo.
15:17 Speaker 2: Ma mentre al G20 litigano per una foto, Abishkek, la SCO, organizza le supply chain di un blocco che pesa per il 42% della popolazione globale. L'isolamento funziona se tu sei l'unica opzione. È come cacciare qualcuno dal tuo ristorante e ignorare che quello si è comprato il ristorante di fronte ed è pieno di gente.
15:36 Speaker 3: Esattamente. E questo scontro in Medio Oriente diventa apertamente militare. Reuters e Guardian ci raccontano l'escalation tra USA e Iran. Milizie filiraniane hanno attaccato basi americane in Giordania, uccidendo tre soldati. La scusa ufficiale è la rappresaglia per il raid americano all'Arak.
15:54 Speaker 2: L'isola nello stretto di Hormuz, dove gli USA
15:58 Speaker 3: avevano colpito i lanciatori iraniani. Sì, accusati di voler minare le petroliere. Trump ha reagito in modo totalmente nuovo. Oltre a promettere il finimondo, ha pubblicato un video sui suoi canali. Un video generato dall'intelligenza artificiale, iperrealistico.
16:13 Speaker 2: Mostra l'isola di Karg divorata dalle fiambe
16:16 Speaker 3: Un uso dell'AI come arma psicologica pura, simulando una distruzione prima ancora che avvenga. Ma parallelamente c'è l'attacco reale. L'Operation Economic
16:23 Speaker 2: Outcast, lanciata dal tesoro americano.
16:27 Speaker 3: Il segretario Scott Besant ha varato sanzioni che stanno letteralmente strangolando Teheran. I numeri fanno paura. Inflazione all'84,4%. L'olio vegetale costa il 383% in più. Le uova il 294% in più.
16:42 Speaker 3: La gente ha dimezzato il consumo di carne rossa, non se la può più
16:45 Speaker 2: permettere. Benzina razionata. Ma il governo ha il terrore di alzare i prezzi per non rivedere le proteste represse nel sangue nel 2019. Tanto che stanno segretendo i dati sulla povertà. Ma qui mi sorge una domanda, una contraddizione strategica palese. Quale? Il segretario al tesoro USA non colpisce solo l'Iran. Vuole muri di dazi altissimi anche contro la Cina. Allora... chiudi le porte finanziarie a Iran, Russia, chiudi i mercati ai prodotti cinesi, non stiamo fornendo a Pechino l'incentivo finale per farsi un ecosistema globale totalmente slegato dall'Occidente.
17:22 Speaker 3: L'eterogenesi dei fini, che è esattamente l'analisi di Noci. La strategia cinese non è sconfiggere l'Occidente frontalmente, è renderlo inutile. Con la SCO e i pagamenti bilaterali, la Cina assorbe energia russa e iraniana a prezzi stracciati, dando in cambio tecnologia. Paradossalmente, i nostri dazi sono il collante che tiene insieme quel blocco. Accelerano la nostra irrilevanza.
17:44 Speaker 2: E a proposito di tecnologia, è lì che si gioca la vera egemonia. Il Financial Times ha una notizia che è uno spartiacque per il capitalismo mondiale. Oggi Tim Cook lascia il ruolo di CEO di Apple dopo 15 anni. Resta solo presidente esecutivo. Passa il testimone a John Ternus.
18:05 Speaker 3: E se guardi solo i bilanci, il mandato di Cook è un capolavoro assoluto. Ha preso l'eredità di Steve Jobs e ha fatto crescere la capitalizzazione di borsa del 2000%. Ha ridato agli azionisti mille miliardi tra dividendi e buyback.
18:18 Speaker 2: Oltre 3.000 milioni di iPhone venduti. Ha costruito un ecosistema chiuso, servizi ad alto margine, tutto blindato dalla narrativa sulla privacy. È stato il genio dell'ottimizzazione
18:31 Speaker 3: della catena di montaggio. Sì, ma questa macchina perfetta ha delle crepe profonde che ora stanno cedendo tutte insieme. La prima è geopolitica, la Cina. Apple dipende visceralmente dalla manifattura cinese e quando ci sono stati i dazi di Trump ha bruciato 638 miliardi in borsa in tre giorni.
18:50 Speaker 2: E poi l'Europa, che gli ha presentato il conto. Multe per 4 miliardi sull'antitrust, 14,4 miliardi di tasse arretrate pretese da Bruxelles.
19:01 Speaker 3: E il Digital Markets Act che li costringe ad aprire il loro giardino recintato. Ma il vulnus mortale è l'intelligenza artificiale. Apple è rimasta drammaticamente indietro.
19:12 Speaker 2: tanto da doversi appoggiare a OpenAI e Google per far funzionare l'AI sui nuovi iPhone.
19:18 Speaker 3: E questo spiega la scelta di John Ternus come successore. Lui non è un mago della finanza, non è un commerciale. È l'uomo dell'hardware, quello che ha ingegnerizzato iPad e Mac. Gli stanno chiedendo di risolvere il problema dell'AI costruendo un hardware nuovo.
19:32 Speaker 2: Ti parla dell'iPhone pieghevole.
19:34 Speaker 3: Ma soprattutto di un'architettura interna, un Siri che capisca davvero il contesto, senza scaricare la batteria in mezz'ora, e senza mandare tutti i tuoi dati sui server nel cloud, per salvare il dogma della privacy.
19:47 Speaker 2: Questa cosa mi fa pensare. Jobs inventava prodotti che non sapevamo di volere. Un creativo assoluto. Cook è stato l'ingegnere logistico perfetto. Affidare l'azienda a un tecnico dell'hardware adesso significa ammettere che il software da solo ha raggiunto un limite fisico. Cioè, per far girare modelli linguistici avanzati, servono macchine fisicamente diverse.
20:11 Speaker 3: Assolutamente. Modelli che richiedono processori neurali integrati e una sensoristica costante per anticipare le nostre necessità, non per aspettare un tap sullo schermo piatto.
20:21 Speaker 2: E per capire quanto questa AI sia già avanti rispetto ai nostri sensi, andiamo in medicina. The Guardian, sempre via Chiora Media, ci porta a Monaco, al congresso della Società Europea di Cardiologia. hanno presentato un'intelligenza artificiale che diagnostica malattie cardiache da un elettrocardiogramma base in meno di due secondi.
20:41 Speaker 3: Il meccanismo fa impressione. Un ECG traccia l'attività elettrica del cuore, no? Un cardiologo umano guarda il tracciato e cerca cose visibili. Un'aritmia, i segni di un infarto.
20:52 Speaker 2: Le anomalie macroscopiche.
20:53 Speaker 3: L'algoritmo invece, che è stato destrato su milioni di tracciati e sulle storie cliniche dei pazienti, vede cose che l'occhio umano non può percepire. Microvariazioni matematiche nella pendenza delle onde.
21:05 Speaker 2: Praticamente guarda un foglio di carta e ti legge il futuro del tuo muscolo cardiaco.
21:09 Speaker 3: E i risultati sul campo sono clamorosi. Su 67.000 pazienti testati negli USA, l'AE ha scovato l'81% delle insufficienze cardiache e il 90% dei problemi alle valvole, diagnosi che prima richiedevano un ecocardiogramma.
21:25 Speaker 2: Che costa e per cui il sistema sanitario ha liste d'attesa di mesi. Invece qui hai uno screening a monte quasi istantaneo. Prima di chiudere questa intensa rassegna, abbiamo dei flash che ci riportano dritti i problemi sociali interni italiani. Avvenire documenta il caos del semestre filtro a medicina.
21:43 Speaker 3: Una paralisi organizzativa. 52.300 iscritti per posti che coprono un terzo del fabbisogno. Le università sono andate in tilt, mancano letteralmente le sedie, aule strapiene e ritorno forzato alla didattica a distanza. E pende ancora la questione legale dei ricorsi al Consiglio di Stato sui 200 posti vacanti dell'anno scorso.
22:04 Speaker 2: E dalle aule passiamo a un'istituzione che ha fallito drammaticamente. Il carcere. Il Corriere della Sera riporta i dettagli terribili del minorile di Casal del Marmo a Roma.
22:15 Speaker 3: Tre agenti della penitenziaria sono stati sospesi per un anno, con accuse gravissime di torture, umiliazioni e pestaggi contro i giovani detenuti. Aggressioni che avvenivano, secondo l'inchiesta, anche mentre
22:30 Speaker 2: gli agenti erano sotto l'effetto di alcol e cocaina. Finiamo con un appuntamento. Dal 25 al 27 settembre alle OGR di Torino c'è il festival Future for Cities, focalizzato sull'evoluzione degli spazi urbani. Serata inaugurale con Mario Calabresi e il racconto visivo sull'archivio storico di Mauro Vallinotto sulle trasformazioni di Torino. Unendo tutti questi fili ti lascio con una riflessione.
22:53 Speaker 3: Sentiamo
22:53 Speaker 2: Abbiamo visto un AI che diagnostica il cuore in due secondi. Abbiamo macchine che sostituiranno il lavoro fisico, la manifattura che la Cina non vuole più darci a basso costo. Se sommiamo tutto questo, l'inverno demografico dell'apertura forse non è la fine del mondo economico.
23:10 Speaker 3: In che senso?
23:11 Speaker 2: Nel senso che, se la tecnologia inizia ad assorbire il lavoro materiale e cognitivo, l'Italia magari non ha più bisogno di 60 milioni di cittadini per reggere il suo PIL. Forse siamo solo il primo doloroso laboratorio mondiale di una società post- lavoro, in cui tutto il sistema di welfare legato allo stipendio mensile dovrà essere reinventato da zero.
23:32 Speaker 3: Demografia in caduta libera, il mondo diviso in due blocchi tra G20 e Skyrl, e una Apple che cerca il suo futuro post Tim Cook.
23:39 Speaker 2: Seguite due pagine sulla vostra app di podcast preferita e se di Siamo stati utili lasciateci una recensione a 5 stelle.
23:47 Speaker 3: Giornali chiusi.
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