L’IA cancella i professionisti del futuro | Ven 19 giu
Informazioni su questo episodio
L’Europa sta perdendo la propria sovranità?In questo episodio analizziamo le grandi sfide che stanno ridefinendo gli equilibri globali: la guerra in Ucraina, la competizione tra Europa, Stati Uniti e Cina, la crisi demografica, l’intelligenza artificiale e il futuro della crescita economica occidentale.
Partiamo dall’Ucraina, dove il conflitto entra in una nuova fase. Gli attacchi con droni sempre più sofisticati raggiungono obiettivi strategici vicino a Mosca, colpendo infrastrutture chiave e portando la guerra nel cuore della Russia. Ma mentre Kiev dimostra di poter aumentare la pressione sul Cremlino, deve fare i conti con una sfida altrettanto cruciale: la carenza di soldati e la difficoltà di sostenere uno sforzo bellico che dura ormai da anni.
Ci spostiamo poi sullo scenario internazionale, dove il nuovo accordo tra Stati Uniti e Iran ha riaperto lo Stretto di Hormuz e riportato una relativa calma sui mercati energetici. Il prezzo del petrolio è sceso, ma la stabilità resta fragile. Intanto la Federal Reserve e la BCE continuano a muoversi con estrema cautela, mentre inflazione, crescita economica e debito pubblico restano al centro delle preoccupazioni globali. In Europa si apre invece un dibattito sempre più acceso sul concetto di sovranità. Bruxelles riesce a mantenere compatto il fronte delle sanzioni contro Mosca, ma fatica a trovare una voce unica sul piano diplomatico. Allo stesso tempo cresce il confronto sulla dipendenza europea da tecnologie, software e materie prime controllate da altre potenze, in quello che molti definiscono ormai il nuovo “China Shock”. Analizzeremo anche la situazione italiana, tra deficit in aumento, nuove spese per energia e difesa e la necessità di preservare la competitività industriale in un contesto economico sempre più complesso. Una sfida che riguarda non solo i conti pubblici, ma anche il ruolo che il Paese vorrà giocare nel prossimo decennio.
Parleremo poi del futuro del lavoro, dell’impatto dell’intelligenza artificiale sulle professioni junior, della fuga dei talenti STEM e della crescente emergenza demografica che sta colpendo l’Europa. Per molti esperti, la vera partita dei prossimi anni non sarà soltanto tecnologica, ma umana: attrarre competenze, formare nuove generazioni e gestire in modo sostenibile i flussi migratori.
Infine, affronteremo alcuni temi che raccontano trasformazioni profonde della società contemporanea: dall’evoluzione delle normative sull’aborto in Europa alle restrizioni imposte dai Talebani in Afghanistan, fino a un innovativo modello di reinserimento carcerario che sta dimostrando come lavoro, dignità e impresa possano ridurre drasticamente la recidiva.
Un episodio per capire come guerra, energia, tecnologia, demografia e libertà individuali siano sempre più intrecciate — e perché il vero tema del nostro tempo potrebbe essere uno solo: chi controlla le infrastrutture, controlla il futuro.
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Questo episodio include contenuti generati dall’IA.
Speaker 2: Giornali aperti e notizie sul tavolo. Siete su due pagine.
Speaker 2: La
Speaker 3: rassegna stampa che vi racconta cosa conta davvero, senza rumore
Speaker 3: di fondo
Speaker 2: Allora, se un software oggi è in grado di compilare
Speaker 2: un contratto o, boh, scrivere stringhe di codice in tre
Speaker 2: secondi netti, per quale motivo un'azienda dovrebbe assumere ancora figure
Speaker 2: alle prime armi? Oggi analizziamo come il calcolo economico, a
Speaker 2: breve termine, rischi di cancellare letteralmente i professionisti del futuro.
Speaker 2: Ma andiamo con ordine. Tre temi sul tavolo. Primo, il
Speaker 2: riassetto globale. L'accordo improvviso tra Stati Uniti e Iran fa
Speaker 2: precipitare il petrolio, ma sblocca l'economia e, nel frattempo, spacca
Speaker 2: l'Europa sull'Ucraina. Secondo, l'illusione ottica dell'industria. Il vero nemico di
Speaker 2: Bruxelles non sono le auto cinesi, ma il monopolio di
Speaker 2: Pechino su software e metalli rari. Tutto questo in un
Speaker 2: continente che, banalmente, si sta svuotando di lavoratori.
Speaker 3: E terzo, il cortocircuito italiano. L'intelligenza artificiale minaccia i neolaureati
Speaker 3: e per evitare una fuga di massa l'unica opzione matematica
Speaker 3: sul tavolo è aumentare i salari di indresso del 50%.
Speaker 3: Partiamo dalla faglia geopolitica però, perché la percezione pubblica del
Speaker 3: conflitto sta di fatto crollando.
Speaker 2: Sì, i dati militari raccolti da Will Media singano un
Speaker 2: cambio di fase netto. Cioè, i droni di Kiev hanno
Speaker 2: bucato le reti di difesa aeree russe. E non parliamo
Speaker 2: di zone di confine. Parliamo di una raffineria colpita al
Speaker 2: ridosso del centro di Mosca. Le colonne di fumo nero,
Speaker 2: visibili dalla Piazza Rossa, distruggono tutta la narrativa interna del Cremlino.
Speaker 2: Finora l'obiettivo era mantenere una bolla di assoluta normalità per
Speaker 2: la classe media urbana. Ecco, quella bolla è esposa.
Speaker 3: L'impatto psicologico su Mosca è innegabile, certo, ma i numeri
Speaker 3: sul fronte ucraino raccontano un'emergenza speculare. La prima linea ha
Speaker 3: un disperato bisogno di ricambio umano e le file di
Speaker 3: volontari fuori dai centri di reclutamento di due anni fa
Speaker 3: semplicemente non esistono più.
Speaker 2: E no, non ci sono. Infatti il governo ucraino ha
Speaker 2: dovuto lanciare un bando a tempo limitato con contratti che
Speaker 2: vanno dai 6 ai 24 mesi e stipendi raddoppiati. Parliamo di cifre
Speaker 2: astronomiche per l'economia locale, da 8.400 a 9.000 euro al mese per
Speaker 2: chi va in prima linea. La disperazione per trovare soldati
Speaker 2: è tale che a Bruxelles circola un'ipotesi decisamente drastica.
Speaker 3: Ovvero sospendere o escludere gli uomini ucraini dallo status di rifugiati.
Speaker 2: Esatto, per forzare il loro rientro in patria.
Speaker 3: E poi è un paralosso politico totale. L'Europa discute se
Speaker 3: rimandare gli uomini al fronte con la forza amministrativa ma
Speaker 3: non riesce a trovare mezza linea comune su come gestire
Speaker 3: la via d'uscita diplomatica.
Speaker 2: E la frattura è esplicita, è documentata da Il Giornale.
Speaker 2: Il Consiglio europeo oggi è spaccato a metà. Da un
Speaker 2: lato c'è una strategia che punta a un negoziato strutturato.
Speaker 2: Giorgia Meloni, ad esempio, sostiene la nomina di un inviato
Speaker 2: unico dell'Unione europea per trattare direttamente con Mosca. E il
Speaker 2: portoghese Antonio Costa è il candidato principale. Dall'altro lato però
Speaker 2: c'è il blocco intransigente. I paesi del nord Europa, che
Speaker 2: sono compatti con l'asse Berlino- Parigi- Londra, tirano il freno a mano.
Speaker 3: Lo tirano perché rifiutano l'idea dell'inviato unico. La loro strategia
Speaker 3: è completamente diversa. Vogliono capitalizzare sulle difficoltà russe emerse, proprio
Speaker 3: con gli attacchi aerei. Delegare a un singolo mediatore significerebbe,
Speaker 3: nella loro ottica, cedere pressione. Concedere a Mosca un riconoscimento
Speaker 3: politico prematuro. Preferiscono mantenere tavoli a tre, dove il peso
Speaker 3: militare conta molto più della diplomazia formale.
Speaker 2: Chiaro. Ma chi pensa che questa sia solo teoria delle
Speaker 2: relazioni internazionali perde di vista le ricadute sui conti correnti.
Speaker 2: Perché il Corriere della Sera, con un'analisi di Carlo Cottarelli,
Speaker 2: fa emergere una manova parallela che di fatto ha alterato
Speaker 2: i mercati globali in poche ore.
Speaker 3: Il memorandum temporaneo tra Stati Uniti e Iran.
Speaker 2: Proprio quello. 60 giorni di tregua siglati a sorpresa tra
Speaker 2: Donald Trump, il presidente iraniano Peseshkian.
Speaker 3: E la conseguenza fisica e immediata di questo documento è
Speaker 3: la riapertura commerciale dello stretto di Hormuz. L'effetto sui mercati
Speaker 3: è stato istantaneo. Il prezzo del petrolio è crollato dai 100
Speaker 3: dollari fino alla soglia dei 75 dollari al barile.
Speaker 2: Che cambia tutto. 75 dollari al barile ribaltano le prospettive
Speaker 2: di intere nazioni. L'energia a basso costo agisce praticamente come
Speaker 2: uno stimolo fiscale non programmato. Le proiezioni aggiornate lo confermano.
Speaker 2: La stima della crescita del PIL mondiale per il 2026 si
Speaker 2: riassesta al 3,1%. E
Speaker 3: l'Italia? Essendo un importatore netto di energia, assorbe immediatamente questo beneficio.
Speaker 3: potrebbe toccare l'1% di crescita, che di fatto doppia le
Speaker 3: stime precedente. Di riflesso, l'inflazione nell'area euro, che era ferma
Speaker 3: al 3,3%, ora ha lo spazio tecnico per iniziare una
Speaker 3: discesa vera.
Speaker 2: Sì, ma questo riassetto innesca una reazione a catena ai
Speaker 2: vertici della finanza globale. Come sottolinea il messaggero, le banche
Speaker 2: centrali sono costrette a un gioco di equilibri precari. La
Speaker 2: Federal Reserve americana ha lasciato i tassi di interessi invariati.
Speaker 2: E non è attendismo passivo. La Fed sta tenendo il
Speaker 2: fiato sospeso per i 60 giorni di durata di questo memorandum USA- Iran.
Speaker 3: È ovvio. Se abbassassero i tassi ora e l'accordo dovesse
Speaker 3: saltare tra due mesi, riportando il petrolio a 100 dollari, si
Speaker 3: ritroverebbero con un'inflazione fuori controllo.
Speaker 2: Esattamente. E da Washington arriva un segnale inequivocabile alla Banca
Speaker 2: Centrale Europea. Vietato a zaldare mosse solitarie, alzare il costo
Speaker 2: del denaro per pura paura preventiva, per poi dover tagliare
Speaker 2: improvvisamente se la pace regge, disintegra la credibilità di un'istituzione monetaria.
Speaker 3: In questa finestra di ambiguità totale, però, l'Italia ha incassato
Speaker 3: un risultato contabile decisivo. Sfruttando la scia della crisi energetica,
Speaker 3: Roma ha ottenuto dalla Commissione europea il via libera a
Speaker 3: uno sforamento del deficit. Parliamo di 22 miliardi di euro autorizzati
Speaker 3: tra il 2026 e il 2027. E la particolarità è che questo
Speaker 3: margine include spese militari estratte dai limiti rigorosi dei trattati.
Speaker 2: Un margine contabile che maschera un allarme strategico grosso come
Speaker 2: una casa, però. L'azione solitaria di Trump sull'Iran dimostra un
Speaker 2: fatto compiuto. Gli Stati Uniti prendono decisioni bilaterali sul mercato dell'energia,
Speaker 2: escludendo completamente l'Europa.
Speaker 3: E l'allontanamento da Washington costringe i governi europei a guardare
Speaker 3: in faccia la propria dipendenza totale. militare, energetica e soprattutto industriale.
Speaker 2: Il che ci porta dritti al secondo nucleo della rassegna.
Speaker 2: Il Sole 24 Ore, attraverso l'analisi di Giuliano Noci, smonta l'intero
Speaker 2: impianto narrativo del cosiddetto China Shock 2.0. I palazzi di Bruxelles
Speaker 2: denunciano quotidianamente questa invasione sleale delle auto elettriche cinesi, coi dazi,
Speaker 2: le indagini.
Speaker 3: È un'illusione ottica. Guardiamo il dito e ignoriamo la lunna.
Speaker 3: Il problema dell'Europa non è l'offerta cinese, è la desertificazione
Speaker 3: della nostra domanda interna.
Speaker 2: I numeri spiegano la dinamica benissimo. Decenni di austerità fiscale,
Speaker 2: di spesa pubblica frenata e insomma di compressione sistematica dei
Speaker 2: salari hanno prosciugato il potere d'acquisto dei cittadini europei. Non
Speaker 2: ci sono i capitali per assorbire la produzione.
Speaker 3: Il divario di metodo è brutale. Mentre Stati Uniti e
Speaker 3: Cina attuano politiche industriali pesanti, cioè costruiscono fabbriche vere, Iniettano
Speaker 3: sussidi strutturali, garantiscono l'accesso all'energia a basso costo. L'Europa che fa?
Speaker 3: Risponde convocando tavoli di lavoro e pubblicando fascicoli di irregolamentazione.
Speaker 2: Un'architettura di dazi invisibili autoinflitti,
Speaker 3: insomma. E c'è un errore di prospettiva ancora più grave
Speaker 3: sulle auto. Alzare le barriere contro i veicoli di Pechino
Speaker 3: basandosi solo sul prezzo di mercato significa non aver compreso
Speaker 3: la natura dell'oggetto. Il veicolo elettrico oggi è un cavallo
Speaker 3: di Troia. Il rischio strategico non è certo nella carrozzeria
Speaker 3: o nel motore. Risiede nel software.
Speaker 2: I dati. I dati operativi e sensibili che quelle macchine
Speaker 2: raccolgono costantemente, mappando le nostre strade e le abitudini di
Speaker 2: chi guida.
Speaker 3: I dati e le materie prime fisiche per far funzionare
Speaker 3: i processori. La Cina detiene un monopolio pressoché totale sull'estrazione
Speaker 3: e sulla raffinazione delle terre rare e dei metalli critici.
Speaker 3: Se Pechino decidesse domani mattina di bloccare l'esportazione di questi materiali,
Speaker 3: magari proprio in risposta a un dazio europeo, l'industria automobilistica
Speaker 3: del continente si fermerebbe fisicamente in poche settimane. Non servono
Speaker 3: difese commerciali sui prezzi, servono chiavi proprietarie sulle architetture tecnologiche.
Speaker 2: Certo, ma c'è una falla ancora più profonda sotto l'industria europea.
Speaker 2: Una falla anagrafica. L'altra voce elabora le proiezioni demografiche globali
Speaker 2: e restituisce la fotografia di un mondo spaccato in due.
Speaker 2: Da un lato l'inverno demografico dei paesi ricchi, cule vuote,
Speaker 2: invecchiamento della popolazione, emorragia continua di forza lavoro. Dall'altro l'estate
Speaker 2: demografica globale, concentrata in Africa subsahariana, dove l'esplosione delle nascite
Speaker 2: però si scontra con l'assenza di infrastrutture e opportunità.
Speaker 3: Le proporzioni del vuoto che si sta creando nei paesi
Speaker 3: avanzati sono francamente impossibili da ignorare. Nei prossimi 25 anni la
Speaker 3: forza lavoro a disposizione dei sistemi economici occidentali subirà una
Speaker 3: contrazione di 427 milioni di individui, mezzo miliardo di lavoratori in meno.
Speaker 2: E qui entra in troco la narrazione dominante. Quella che
Speaker 2: suggerisce che l'intelligenza artificiale e la robotica avanzeranno al punto
Speaker 2: da automatizzare la produzione e rendere irrilevante questo deficit umano.
Speaker 3: Che è un'ipotesi impraticabile su questa scala. L'innovazione distrugge vecchie mansioni, vero?
Speaker 3: Ma genera un fabbisogno equivalente di competenze tecniche nuove, manutenzione
Speaker 3: e gestione fisica delle reti. L'IA non posa cavi sottomarini
Speaker 3: e non costruisce turbine. Di fronte a un collasso demografico
Speaker 3: del genere, l'unica soluzione, depurata dalla solita retorica ideologica, è
Speaker 3: l'ingegneria dei flussi migratori.
Speaker 2: Modelli cogestiti, insomma, non predatori.
Speaker 3: Esatto. Significa che il paese di destinazione deve andare fisicamente
Speaker 3: in Africa o in Asia, finanziare le scuole professionali locali
Speaker 3: e creare le competenze specifiche prima di importarle. Non puoi
Speaker 3: solo aprire o chiudere le porte a caso.
Speaker 2: Portiamo questa lente di ingrandimento direttamente sull'Italia, allora. E il
Speaker 2: sussidiario fa i conti in tasca al programma GOL, acronimo
Speaker 2: di Garanzia Occupabilità Lavoratori. Parliamo del più grande intervento recente
Speaker 2: sulle politiche attive, spinto da ben 5 miliardi di euro del PNRR.
Speaker 3: E qual è il rendimento reale di questi 5
Speaker 2: miliardi? I dati dicono 1.450.000 occupati generati. Il tasso di successo
Speaker 2: a 12 mesi è del 50,6% e di questi il 62%
Speaker 2: ottiene un contratto a tempo indeterminato. Detta così, sembra una
Speaker 2: vittoria strutturale.
Speaker 3: Sembra finché non si guarda il calendario. Questo meccanismo sta
Speaker 3: in piedi solo ed esclusivamente grazie ai fondi del Next
Speaker 3: Generation EU, che hanno una data di scadenza insindacabile, giugno 2026.
Speaker 3: Al momento della chiusura dei rubinetti europei, senza coperture statani
Speaker 3: pronte a subentrare, l'intero sistema di formazione e inserimento collasserà
Speaker 3: su se stesso. È un antidolorifico finanziario, non una cura sistemica.
Speaker 2: E l'antidolorifico serve a poco di fronte a un'emorragia cronica.
Speaker 2: Milano Finanza documenta con i numeri la cosiddetta fuga dei cervelli.
Speaker 2: I salari d'ingresso per le professioni ad altissima specializzazione in
Speaker 2: Italia sono congelati a livelli di pura sussistenza. Un ingegnere
Speaker 2: neolaureato impiegato a Milano o Roma percepisce tra i 1200 e
Speaker 2: i 1800 euro netti. Un neoassunto nel settore bancario gravita sui 1600.
Speaker 3: Facciamo la matematica del costo della vita però. In un'area
Speaker 3: metropolitana come Milano, l'affitto di un monolocale, le bollette, le
Speaker 3: utenze e i trasporti assorbono comodamente oltre 1000 euro al mese.
Speaker 3: Questo significa chiedere alla manodopera più qualificata che abbiamo nel
Speaker 3: paese di operare in uno stato di perenne vulnerabilità economica.
Speaker 2: È ovvio che la risposta razionale del mercato diventa l'esodo.
Speaker 2: Quegli stessi profili tecnici emigrano in Olanda o in generale
Speaker 2: nel nord Europa, dove le condizioni di partenza offrono stipendi
Speaker 2: doppi da subito, a fronte poi di costi immobiliari del
Speaker 2: tutto paragonabili a quelli milanesi.
Speaker 3: C'è un solo modo per fermare questo esodo. Una rottura
Speaker 3: sistemica del mercato. Le aziende devono aumentare i salari dei
Speaker 3: neolaureati del 50% fin dal primo giorno di contratto.
Speaker 2: E non per beneficenza sociale.
Speaker 3: No, per pura sopravvivenza aziendale. Le grandi partecipate, colossi come
Speaker 3: Enel ed Eni, dovrebbero tracciare la rotta. Dovrebbero decidere di
Speaker 3: comprimere la distribuzione degli utili agli azionisti nel breve termine
Speaker 3: per finanziare questo salto retributivo. Adeguare i salari di ingresso
Speaker 3: rappresenta una ridistribuzione della ricchezza infinitamente più incisiva di qualunque
Speaker 3: imposta patrimoniale.
Speaker 2: Eppure le aziende sembrano percorrere esattamente la direzione opposta. Francesco Seghezzi,
Speaker 2: sulle pagine del Sole 24 Ore, porta alla luce un cortocircuito
Speaker 2: pazzesco che unisce salari e innovazione. Le imprese stanno introducendo
Speaker 2: massicciamente l'intelligenza artificiale, ma la stanno usando per automatizzare il
Speaker 2: segmento inferiore della piramide. cioè le mansioni basilari affidate ai
Speaker 2: profili junior.
Speaker 3: Questa è la trappola del calcolo economico immediato. Se un
Speaker 3: modello linguistico riesce a sintetizzare 40 pagine di documenti legali, o
Speaker 3: a bozzare una campagna di comunicazione, o generare stringhe di
Speaker 3: codice in tre secondi netti, il manager guarda il suo
Speaker 3: foglio Excel e vede il neo assunto come un'inefficienza. Lo
Speaker 3: vede come un costo vivo e lento da tagliare. Sì, ma...
Speaker 2: Quelle mansioni base, lente e ripetitive svolgono una funzione insostituibile
Speaker 2: nel lungo periodo. Sono l'unica palestra possibile. Obbligano il neolaureato
Speaker 2: a misurarsi con il materiale, a scontrarsi con l'errore, a
Speaker 2: capire banalmente i meccanismi interni dell'azienda e del mestiere stesso.
Speaker 3: L'analogia perfetta è quella di chi brucia i pioli più
Speaker 3: bassi di una scala per scaldarsi in inverno e poi
Speaker 3: si lamenta perché in primavera nessuno riesce più a salire
Speaker 3: sul tetto per riparare le crepe.
Speaker 2: rende
Speaker 3: l'idea se automatizziamo integralmente la gavetta eliminiamo lo spazio vitale
Speaker 3: dell'errore le conseguenze esploderanno tra dieci anni non avremo più
Speaker 3: a disposizione figure senior scompariranno quei professionisti dotati di esperienza
Speaker 3: solida capaci di valutare con senso critico l'output delle macchine
Speaker 3: e soprattutto di scovare e correggere le cosiddette allucinazioni dell'intelligenza
Speaker 3: artificiale
Speaker 2: insomma Stiamo scambiando un marginale risparmio trimestrale con l'incompetenza strutturale
Speaker 2: di un'intera generazione aziendale.
Speaker 3: Esatto.
Speaker 2: Chiudiamo la ricognizione incrociando quattro notizie flash dai quotidiani, che
Speaker 2: meritano attenzione. Partiamo dai diritti civili. Will Media riporta un
Speaker 2: passaggio legislativo a Dublino. Il Parlamento irlandese ha appena rimosso
Speaker 2: i tre giorni di riflessione obbligatori per l'interruzione volontaria di gravidanza.
Speaker 2: La decisione rende ancora più evidente la frammentazione totale del
Speaker 2: panorama europeo su questo tema.
Speaker 3: Perché mentre la Spagna ha già eliminato ogni tempo di attesa,
Speaker 3: L'Italia con la legge 194 e la Francia continuano a imporre
Speaker 3: sette giorni. All'estremo opposto c'è l'Ungheria, che condiziona l'intervento all'ascolto
Speaker 3: forzato del battito fetale.
Speaker 2: Rimanendo sempre sulle fonti di Will Media, ci spostiamo in Afghanistan,
Speaker 2: dove la geopolitica assume letteralmente le sembianze della distruzione fisica.
Speaker 2: Il regime dei talebani ha emanato un divieto assoluto. Niente
Speaker 2: smartphone per i dipendenti e i collaboratori governativi. I video
Speaker 2: mostrano funzionari che frantumano a martellate i telefoni cellulari confiscati.
Speaker 3: Che è una manovra chirurgica per sterilizzare i palazzi del potere.
Speaker 3: Serve ad azzerrare le fughe di documenti classificati e impedire
Speaker 3: la mappatura delle comunicazioni interne. I report indicano che il
Speaker 3: divieto verrà progressivamente esteso all'intera popolazione civile, isolandola ulteriormente dal
Speaker 3: mondo esterno.
Speaker 2: Cambiando totalmente scenario, il secolo XIX sposta l'obiettivo sull'economia carceraria
Speaker 2: e riporta l'imminente apertura del laboratorio di panificazione Panatè all'interno
Speaker 2: del carcere genovese di Marassi. un'operazione condotta con la cooperativa Emmaus,
Speaker 2: che replica modelli già attivi in Piemonte e Veneto. Il
Speaker 2: punto centrale, però, è che non si tratta di un
Speaker 2: progetto assistenziale, ma di lavoro reale, assunzioni regolari e stipendi
Speaker 2: veri per i detenuti.
Speaker 3: L'impatto di questo approccio è misurato nero su bianco dai
Speaker 3: dati del CENEL. Il sistema carcerario italiano registra un tasso
Speaker 3: di ricidiva del 70%. Ma quando a un detenuto viene
Speaker 3: garantito un impiego stabile, quella percentuale crolla letteralmente, precipitando sotto
Speaker 3: la soglia del 10%. Fare impresa all'interno del carcere abbatte
Speaker 3: i costi sociali della criminalità esterna in modo drastico.
Speaker 2: Ultimo aggiornamento sugli eventi di settore. Will Media segnala le
Speaker 2: date dell'1 e 2 luglio. A Roma, nella cornice delle corsie sistine,
Speaker 2: si terrà il Tech Summit The Last Question, un tavolo
Speaker 2: incurciato che metterà insieme finanza, etica, geopolitica e tecnologia, offrendo
Speaker 2: anche uno spazio per l'evento dal vivo del progetto The Essential.
Speaker 3: Dieci secondi per tirare le somme.
Speaker 2: La stabilità dei mercati energetici globali si regge su un
Speaker 2: foglio firmato tra Washington e Teheran, lasciando l'Europa isolata e
Speaker 2: paralizzata di fronte al rischio monopolistico cinese sui materiali critici.
Speaker 2: Nel frattempo l'asse del lavoro cede, la demografia crolla e
Speaker 2: le logiche di profitto spingono le aziende a rimpiazzare i
Speaker 2: giovani talenti con algoritmi a basso costo, distruggendo le fondamenta
Speaker 2: della formazione professionale in Italia.
Speaker 3: E c'è un'ultima riflessione che emerge in modo violento dai
Speaker 3: dati di oggi. e che va lasciata a chi ascolta.
Speaker 3: Da un lato vediamo le imprese affidarsi all'intelligenza artificiale per
Speaker 3: tagliare le posizioni d'ingresso, considerate troppo costose e inesperte. In parallelo,
Speaker 3: i legislatori tentano di blindare i confini per bloccare la
Speaker 3: manodopera in arrivo dall'esterno. Ma se si sbarra l'accesso all'apprendimento
Speaker 3: per i giovani da una parte e si rifiuta sistematicamente
Speaker 3: la manodopera straniera dall'altra, chi si occuperà fisicamente di gestire, cablare,
Speaker 3: riparare e far progredire l'infrastruttura di questo paese tra dieci anni.
Speaker 3: La paralisi è l'esito logico di una visione cieca a
Speaker 3: breve termine.
Speaker 2: Iscrivetevi e seguite la rassegna sulla vostra piattaforma di ascolto.
Speaker 3: Lasciate una recensione a 5 stelle. A domani.
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