Microchip in crociera e allarme Draghi | Ven 15 mag
Descrizione dell’episodio
I mercati festeggiano, le superpotenze trattano, ma sotto la superficie il mondo sta entrando in una fase di instabilità sempre più profonda.In questo episodio analizziamo il vertice decisivo tra Donald Trump e Xi Jinping a Pechino: un confronto che mostra come Stati Uniti e Cina siano ormai legati da una dipendenza reciproca impossibile da spezzare. Dietro gli accordi su Boeing, microchip Nvidia e intelligenza artificiale, restano però tensioni esplosive su Taiwan, sicurezza globale e controllo delle tecnologie strategiche.
Parliamo poi della nuova “trappola di Tucidide” evocata dalla leadership cinese: la paura che la rivalità tra potenza dominante e potenza emergente possa trasformarsi in uno scontro inevitabile. Una dinamica che oggi coinvolge commercio, energia, dati, semiconduttori e persino le rotte marittime globali.
Nel frattempo, il blocco dello Stretto di Ormuz continua a produrre effetti devastanti sull’economia mondiale. Il prezzo del petrolio resta sopra i 100 dollari, i costi del carburante aereo sono esplosi e il modello dei voli low-cost sembra entrare definitivamente in crisi. Analizziamo perché questa nuova instabilità energetica sta cambiando industria, trasporti e consumi in tutto l’Occidente.
Ampio spazio anche all’Europa, sempre più stretta tra necessità di integrazione e divisioni interne. Mario Draghi lancia un allarme senza precedenti: secondo l’ex presidente BCE, il continente rischia il declino senza investimenti massicci in difesa, energia e tecnologia. Una visione che si scontra apertamente con quella di Papa Leone X, che critica il riarmo europeo definendolo una sottrazione di risorse a scuola, sanità e welfare.
In Italia, invece, convivono euforia finanziaria e crisi industriale. Piazza Affari supera i 50.000 punti, ma il caso Electrolux racconta una realtà molto diversa fatta di chiusure, delocalizzazioni e desertificazione produttiva. Approfondiamo anche il nuovo modello di “salario giusto” introdotto dal DL Primo Maggio e il crescente squilibrio tra crescita dei profitti e stagnazione dei salari.
Chiudiamo con alcuni dei temi sociali più delicati degli ultimi giorni: il dibattito sul fine vita dopo il caso Toscana, il riconoscimento istituzionale del body shaming come violenza psicologica, la crisi di Cuba ormai al limite del collasso energetico e la crescente indifferenza sociale emersa dopo l’omicidio di Bakari Sako a Taranto.
Il filo conduttore dell’episodio è uno solo: mentre politica, tecnologia ed economia diventano sempre più interconnesse, il vero rischio per le società occidentali non è soltanto la crisi — ma la perdita progressiva di stabilità, coesione e visione strategica.
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Questo episodio include contenuti generati dall’IA.
Speaker 2: Giornali aperti e notizie sul tavolo. Siete su due pagine.
Speaker 3: La rassegna stampa che vi racconta cosa conta davvero, senza
Speaker 3: rumore di fondo.
Speaker 2: Allora, oggi partiamo con l'immagine di un microchip avanzatissimo, prodotto
Speaker 2: a Taiwan. Prima di poter essere venduto in Cina, viene
Speaker 2: caricato su una nave attraverso tutto l'Oceano Pacifico fino agli
Speaker 2: Stati Uniti. Viene per così dire timbrato alla dugana. E
Speaker 2: poi si fa lo stesso lunghissimo viaggio al contrario.
Speaker 3: Una follia logistica praticamente.
Speaker 2: Esatto, una roba assurda che prea proprio il cuore del
Speaker 2: vertice tra Trump e Xi Jinping di cui parliamo oggi
Speaker 2: e che riaccende la famosa trappola di Tucidide. Poi passeremo
Speaker 2: all'allarme di Mario Draghi su un'Europa che ha il tetto
Speaker 2: che crolla mentre i condomini litigano sulle spese. E vedremo
Speaker 2: come questo si scontra col durissimo monito del Papa sul riarmo.
Speaker 3: Certo, un contrasto fortissimo. E infine chiuderemo con il paradosso
Speaker 3: economico del momento. Da una parte la borsa che sfonda i 50.000 punti,
Speaker 3: spinta dall'intelligenza artificiale, e dall'altra l'economia reale dove le fabbriche
Speaker 3: storiche chiudono e se ne vanno all'estero.
Speaker 2: Ma partiamo dai colloqui di Pechino. Ci siamo basati sulle
Speaker 2: analisi di Will Media e Cora Media per questo. Sul
Speaker 2: tavolo ci sono accordi commerciali e pressioni geopolitiche enormi. Washington
Speaker 2: porta a casa la vendita di 200 jet Boeing alla Cina.
Speaker 2: che è insomma il primo acquisto grosso di aerei americani
Speaker 2: da dieci anni.
Speaker 3: Sì, ma ci sono anche i temi di sicurezza. Gli
Speaker 3: Stati Uniti spingono fortissimo per bloccare l'export cinese di quei
Speaker 3: precursori chimici del fentanil, che arrivano ai cartelli messicani. E
Speaker 3: poi chiedono a Pechino di usare la sua influenza per
Speaker 3: tenere aperto lo stretto di Hormuz, uno snodo vitale per
Speaker 3: il petrolio iraniano.
Speaker 2: Chiaro. Però Washington la vende come una grande vittoria. Ma
Speaker 2: se guardi i numeri sui Boeing, loro speravano di piazzarne 500.
Speaker 2: Ne hanno venduti meno della metà. Ma il vero scontro,
Speaker 2: e qui torniamo all'immagine del microchip in crociera sull'oceano, è
Speaker 2: sulla tecnologia. sull'intelligenza artificiale
Speaker 3: Esatto, il caso di Nvidia è emblematico. È un colosso americano,
Speaker 3: ma i suoi processori migliori li fa fisicamente a Taiwan.
Speaker 3: Gli Stati Uniti hanno detto, ok, potete venderli ad alcune
Speaker 3: aziende cinesi tipo ByteDance, ma ha una condizione ferrea. I
Speaker 3: chip non possono fare Taiwan- Cina direttamente, devono passare dal suolo americano.
Speaker 2: Che è una roba che fa impazzire Pechino
Speaker 3: Completamente. L'obiettivo degli americani è applicare i dazi e avere
Speaker 3: il controllo fisico della fornitura. Pechino ovviamente la vede come
Speaker 3: una violazione totale della sovranità commerciale. si rifiutano di accettare
Speaker 3: questa specie di dogana extraterritoriale.
Speaker 2: Ma infatti non è solo un litigio sui trasporti. Cioè,
Speaker 2: è il tentativo di Washington di frenare l'autosufficienza tecnologica cinese.
Speaker 2: E qui entra in gioco l'analisi pubblicata oggi dall'altra voce.
Speaker 2: Al vertice, Xi Jinping ha citato la storia antica. Ha
Speaker 2: parlato della trappola di Tucidide.
Speaker 3: È un riferimento pesantissimo. Tucidide analizzava la guerra del Peloponneso
Speaker 3: e diceva che non era solo una questione militare. Ma psicologica.
Speaker 3: L'ascesa rapida di Atene aveva terrorizzato Sparta, che era la
Speaker 3: potenza dominante, e questo terrore ha reso la guerra inevitabile.
Speaker 3: Xi Jinping usa questa cosa per assegnare i ruoli oggi.
Speaker 2: Praticamente la
Speaker 3: Cina fa la parte di Atene. Esatto. Una forza in
Speaker 3: espansione che chiede spazio. E Washington è Sparta, la potenza
Speaker 3: che ha paura e vede questa crescita come una minaccia
Speaker 3: alla propria esistenza. E Xi dice agli americani di non
Speaker 3: trasformare la paura in una strategia di contenimento.
Speaker 2: Però faccio un passo indietro su questo paragone, perché l'altra
Speaker 2: voce fa notare una cosa fondamentale. Cioè, Atene era imperialista, sì,
Speaker 2: ma era la culla della democrazia. La Cina di oggi
Speaker 2: è un regime autoritario. E qui tutta la retorica della
Speaker 2: ascesa pacifica si scontra con il problema di Taiwan.
Speaker 3: Il vero punto cieco.
Speaker 2: Eh sì. perché Pechino chiede razionalità agli americani, ma pretende
Speaker 2: che un'isola democratica viva sotto la minaccia costante di essere annessa.
Speaker 2: Lo stesso Xi ha detto che indipendenza di Taiwan e
Speaker 2: pace sono incompatibili, come fuoco e acqua.
Speaker 3: Guarda, il punto debole dell'analogia storica è proprio l'arroganza dell'ascesa.
Speaker 3: Tucidide scriveva che gli ateniesi alla fine dicevano brutalmente che
Speaker 3: i forti fanno quello che possono e i deboli subiscono
Speaker 3: quello che devono. La Cina rischia di cadere in questa
Speaker 3: stessa tentazione imperiale nell'Indo-Pacifico. Gli americani non sono senza colpe.
Speaker 3: Spesso riducono la politica estera a una trattativa personale per
Speaker 3: il vantaggio immediato. La trappola scatta quando entrambe le potenze
Speaker 3: iniziano a credere che lo scontro sia inevitabile. Lì diventa
Speaker 3: una profezia che si autoavvera.
Speaker 2: Va detto per trasparenza che il vertice è ancora in corso,
Speaker 2: mentre registriamo. E ci sono documenti sull'intelligenza artificiale militare che
Speaker 2: non sono ancora pubblici. Quindi vedremo. Ma intanto facciamo un
Speaker 2: flash veloce su due crisi internazionali pesanti. Partiamo da Cuba.
Speaker 3: Una situazione drammatica. Financial Times e Cora Media confermano che
Speaker 3: l'isola è al buio. Hanno esaurito il combustibile per le
Speaker 3: centrali termoelettriche. Blackout di 22 ore al giorno. 22 ore al
Speaker 2: giorno? Pazzesco!
Speaker 3: Sì, sanità solo per le emergenze, carburante a 8 dollari al
Speaker 3: litro sul mercato nero e l'embargo americano impedisce ai paesi
Speaker 3: vicini di aiutarli. L'amministrazione USA sta chiaramente stringendo la morsa
Speaker 3: per far collassare il governo.
Speaker 2: E dal blackout cubano passiamo al Regno Unito, dove c'era
Speaker 2: un mezzo blackout politico. Guardian ed Economist parlano di crisi
Speaker 2: profonda per il governo laburista. Il ministro Wes Streeting si
Speaker 2: è dimesso attaccando il premier Keir Starmer. E i sondaggi
Speaker 2: YouGov danno
Speaker 3: Starmer solo al 29% di consensi.
Speaker 2: Esatto, e in questo caos cresce Nigel Farage, con la
Speaker 2: destra radicale. Il nome forte per sostituire Starmer è Andy Barnum,
Speaker 2: il sindaco di Manchester. Ma c'è un intoppo tecnico. Non
Speaker 2: è in Parlamento. Quindi prima di luglio non se ne
Speaker 2: parla di un incarico formale.
Speaker 3: Ecco, questa frammentazione dell'Occidente ci collega direttamente al discorso di
Speaker 3: Mario Draghi ad Acquisgrana per il premio Carlo Magno. Ne
Speaker 3: parlano il giornale, la stampa e il messaggero. Draghi ha
Speaker 3: usato un'espressione chirurgica. Ha detto che per la prima volta
Speaker 3: dal 49 l'Europa è sola insieme.
Speaker 2: Sola insieme? Perché Washington guarda il Pacifico? Guarda la Cina,
Speaker 2: come dicevamo prima. E l'ombrello di sicurezza americano non è
Speaker 2: più garantito. E Draghi dà dei numeri spietati. Servono investimenti
Speaker 2: per 1200 miliardi di euro. All'anno. 1200
Speaker 3: miliardi. Una cifra astronomica. Lievitata ancora di più dopo le
Speaker 3: ultime tensioni in Medio Oriente.
Speaker 2: Ma Draghi spiega anche perché ci servono tutti questi soldi.
Speaker 2: L'Europa arranca. La produttività è ferma. E sull'intelligenza artificiale gli
Speaker 2: Stati Uniti... investono in data center 5 volte più di noi.
Speaker 2: L'Europa ha un mercato unico per le merci, ma sui
Speaker 2: capitali e sull'energia siamo divisi. E cioè, ha usato la
Speaker 2: metafora del condominio, no?
Speaker 3: Esatto, pensa a un condominio gigantesco dove il tetto sta crollando.
Speaker 3: L'amministratore ha il preventivo pronto per ripararlo, ma l'inquilino del
Speaker 3: piano terra mette il veto e blocca tutto perché per
Speaker 3: ora il suo soffitto è asciutto.
Speaker 2: Rende perfettamente l'idea. L'ostacolo è l'unanimità. E la soluzione di
Speaker 2: Draghi è il federalismo pragmatico. Togliere il diritto di veto.
Speaker 2: Se un gruppo di stati vuole fare un esercito europeo
Speaker 2: o una politica energetica comune, deve poterlo fare lasciando indietro
Speaker 2: chi frena.
Speaker 3: Perché se dipendi dagli altri per le armi o per
Speaker 3: la tecnologia, questa bebolezza poi ti distrugge tutta l'economia.
Speaker 2: Chiaro, ma la domanda è da dove tiriamo fuori questi 1200 miliardi?
Speaker 2: E qui c'è lo scontro politico. Perché avvenire il fatto
Speaker 2: quotidiano riportano il durissimo discorso di Papa Leone X alla Sapienza.
Speaker 2: Il Papa si è scagliato contro questa idea del riarmo europeo.
Speaker 3: Ha usato parole pesanti. Ha detto che« riarmarsi significa sottrarre
Speaker 3: direttamente risorse alla salute pubblica e alla scuola, solo per
Speaker 3: ingrassare i profitti di poche élite». Ha proprio ricordato agli
Speaker 3: studenti che siamo un desiderio, non un algoritmo.
Speaker 2: È un bivio storico per l'Europa. Da una parte l'allarme
Speaker 2: di Draghi, dall'altra il monito del Papa, che si rifà
Speaker 2: anche all'articolo 11 della nostra Costituzione. Cioè, la gente accetterà di
Speaker 2: pagare il tetto del condominio, se questo significa avere liste
Speaker 2: d'attesa più lunghe negli ospedali e meno soldi per le scuole.
Speaker 3: È un equilibrio fragilissimo e, tra l'altro, il costo reale
Speaker 3: della guerra lo vediamo in Ucraina. La CNN cita l'Institute
Speaker 3: for the Study of War Ad aprile le forze ucraine
Speaker 3: hanno riconquistato 116 chilometri quadrati. I russi ne hanno presi 23. C'è
Speaker 3: un'inversione di tendenza
Speaker 2: rispetto
Speaker 3: all'anno scorso. Sì, ma a un prezzo brutale. Si calcola
Speaker 3: che la Russia stia perdendo tra i 30 e i 35 mila
Speaker 3: soldati al mese. Il vantaggio ucraino adesso è l'uso di
Speaker 3: sciami di droni a lungo raggio. che colpiscono la logistica russa.
Speaker 3: E poi c'è un dettaglio quasi assurdo sulle comunicazioni.
Speaker 2: Quello su Telegram?
Speaker 3: Esatto. Mosca ha disattivato Telegram in Russia per rafforzare la censura.
Speaker 3: Ma così facendo ha di fatto oscurato l'infrastruttura che i
Speaker 3: suoi stessi soldati usavano per coordinarsi in trincea.
Speaker 2: Un cortocircuito totale, insomma. Senti, prima di passare all'economia, chiudiamo
Speaker 2: i flash con una notizia tragica riportata da Will Media.
Speaker 2: Cinque italiani hanno perso la vita alle Maldive durante un'immersione
Speaker 2: esplorativa a 50
Speaker 3: metri. Sì, tra loro c'era una ricercatrice dell'Università di Genova
Speaker 3: e il manager dell'agenzia. Le autorità stanno indagando sull'uso della
Speaker 3: miscela Nitrox. È un'aria arricchita con più ossigeno. Serve per
Speaker 3: ridurre l'affaticamento, ma oltre certe profondità l'ossigeno diventa tossico. Bisognerà
Speaker 3: capire dai computer di immersione se c'è stato un errore
Speaker 3: tecnico o un guasto. Senza fare speculazioni al momento.
Speaker 2: Certo, aspettiamo le indagini. Torniamo invece ai grandi temi economici
Speaker 2: di oggi, perché c'è un paradosso enorme. Draghi dice che
Speaker 2: l'Europa arranca, la produzione è ferma, eppure i mercati finanziari volano.
Speaker 2: Il Sole 24 Ore oggi ci dice che il Fizze Mib
Speaker 2: di Piazza Affari ha sfondato i 50.000 punti.
Speaker 3: Un livello che non si vedeva dal marzo del 2000, prima
Speaker 3: che scoppiasse la bolla delle dot com.
Speaker 2: Appunto! E Goldman Sachs parla di propensione al rischio ai
Speaker 2: massimi dal 2021. Tutto spinto dall'intelligenza artificiale, ovviamente. E l'Espresso aggiunge,
Speaker 2: i dati di Vanguard, nel primo trimestre, i dividendi azionari
Speaker 2: globali sono cresciuti del 6,7%. Negli Stati Uniti sfiorano il 50%.
Speaker 2: Numeri da
Speaker 3: capogiro.
Speaker 2: Però scusa, se le burse volano e le aziende distribuiscono
Speaker 2: tutti questi soldi, l'economia dovrebbe andare benissimo. Invece il Fondo
Speaker 2: Monetario Internazionale dice che il PIL globale crescerà solo del 3,4%.
Speaker 2: C'è qualcosa che non torna?
Speaker 3: Non torna, perché la ricchezza non si distribuisce. Carlo Cottarelli
Speaker 3: sull'Espresso lo spiega benissimo. I profitti aziendali crescono a un
Speaker 3: ritmo spaventoso rispetto ai salari. È colpa della globalizzazione, dell'automazione
Speaker 3: e ora l'intelligenza artificiale sta mettendo il turbo a questo divario.
Speaker 3: Le aziende fanno margini record, ma assumono meno. I profitti
Speaker 3: volano e i salari restano al palo.
Speaker 2: E questa cosa la vediamo sulla pelle delle persone. Avvenire
Speaker 2: racconta il dramma dell'Electrolux di Cerreto Desi nelle Marche, un
Speaker 2: polo storico che produceva cappe da cucina. Chiudono tutto. 170
Speaker 2: operai licenziati.
Speaker 3: La multinazionale svedese delocalizza in Polonia per tagliare i costi,
Speaker 3: in un distretto quello fabrianese che è già stato devastato
Speaker 3: dalle crisi Merloni e Beko. Parliamo di una forza lavoro
Speaker 3: che è al 40% femminile, con un'età media di 50 anni.
Speaker 3: Ricollocarsi lì è un'impresa.
Speaker 2: E la politica cosa fa di fronte a questo divario
Speaker 2: enorme tra i mercati euforici e le fabbriche che chiudono?
Speaker 2: Italia Oggi e Milano Finanza parlano di due strumenti. Da
Speaker 2: un lato c'è l'implementazione del salario giusto, la legge 62 del 2026. Dall'altro,
Speaker 2: il bilancio del primo anno della legge sulla partecipazione dei
Speaker 2: dipendenti agli utili.
Speaker 3: L'idea di far partecipare i lavoratori agli utili sulla carta
Speaker 3: è perfetta. Se l'azienda va bene in borsa, il dipendente
Speaker 3: ci guadagna.
Speaker 2: Certo, sulla carta. Ma Milano Finanza fa notare che senza
Speaker 2: certezze fiscali stabili per le aziende è un rischio. E
Speaker 2: il timore reale è che questa roba diventi un privilegio
Speaker 2: solo per i manager super specializzati delle grandi multinazionali tecnologiche,
Speaker 2: cioè a Cerreto Desi, dove la fabbrica chiude. Non ci
Speaker 2: sono utili da dividere. Lì devi difendere il posto di lavoro, punto. Esatto,
Speaker 2: il rischio
Speaker 3: è che queste riforme non tocchino minimamente le periferie industriali
Speaker 3: che stanno scomparendo.
Speaker 2: Insomma, tirando le fila di oggi, abbiamo uno scacchiere globale tesissimo.
Speaker 2: con dazi e microchip usati come armi tra USA e Cina.
Speaker 2: Un'Europa che Draghi sprona a svegliarsi militarmente ed economicamente, superando
Speaker 2: i veti interni. E poi questa frattura sempre più netta
Speaker 2: tra un'economia finanziaria da record e un tessuto sociale che
Speaker 2: perde pezzi.
Speaker 3: Una frattura che si riflette anche sulla velocità delle istituzioni.
Speaker 3: E qui arriviamo all'ultimo spunto di oggi. Da Cora Media
Speaker 3: parla di diritti individuali. In Toscana c'è stato il sedicesimo
Speaker 3: caso in Italia di suicidio assistito. Maria Sole, 63 anni, malata
Speaker 3: di una grave patologia neurodegenerativa.
Speaker 2: Una storia drammatica.
Speaker 3: Sì, e ha ottenuto questo diritto solo dopo un calvario
Speaker 3: legale di nove mesi in tribunale a Pisa. Beppino Englaro
Speaker 3: ha commentato la vicenda ricordando che la società civile viaggia
Speaker 3: molto più veloce delle istituzioni.
Speaker 2: E questo ci lascia con una provocazione per chi ci ascolta.
Speaker 2: Ne parlavamo proprio oggi. La politica globale, i mercati, si
Speaker 2: stanno affannando per correre alla stessa velocità dell'intelligenza artificiale, dei capitali.
Speaker 2: Fanno vertici, cambiano leggi in un lampo. Ma riusciranno a
Speaker 2: trovare la stessa prontezza per rispondere ai bisogni fondamentali e
Speaker 2: alla dignità dell'individuo?
Speaker 3: O la tutela del diritto umano rimarrà sempre la cosa
Speaker 3: più lenta di tutte?
Speaker 2: Un interrogativo pesante su cui riflettere. Vi ricordiamo l'invito a
Speaker 2: seguire il podcast e lasciare 5 stelle sulla vostra piattaforma preferita.
Speaker 2: A domani!
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