Trump, l’IA e le lauree cancellate | Mer 17 giu
Informazioni su questo episodio
Trump sta davvero cambiando gli equilibri globali?In questo episodio analizziamo le grandi trasformazioni che stanno ridefinendo geopolitica, economia, tecnologia e società: dal G7 di Evian alla tregua tra Stati Uniti e Iran, passando per la guerra in Ucraina, la corsa all’intelligenza artificiale e le nuove sfide demografiche che stanno mettendo sotto pressione l’Occidente.
Partiamo dalla Francia, dove il vertice del G7 ha mostrato un nuovo equilibrio nei rapporti tra Europa e Stati Uniti. Mentre Donald Trump torna a essere il protagonista della scena internazionale, i leader europei cercano di mantenere aperto il dialogo su Ucraina, difesa e sicurezza energetica. Sul tavolo resta una domanda cruciale: l’Occidente è ancora in grado di agire come un blocco compatto? Ci spostiamo poi in Medio Oriente, dove l’imminente accordo tra Washington e Teheran potrebbe segnare una svolta storica. La riapertura dello Stretto di Hormuz, la revoca di parte delle sanzioni e il nuovo ruolo regionale dell’Iran stanno ridisegnando gli equilibri energetici globali, mentre Israele osserva con crescente preoccupazione gli sviluppi della trattativa. Parleremo anche della guerra ibrida russa in Europa, delle tensioni nel Mar della Manica e del crescente confronto tra Mosca e l’Occidente, in uno scenario in cui la capacità industriale militare torna a essere una variabile decisiva degli equilibri internazionali.
Sul fronte economico analizzeremo il sorprendente ottimismo dei mercati finanziari, sostenuti dal boom dell’intelligenza artificiale e dalla crescente domanda di potenza di calcolo. Un fenomeno che sta permettendo al settore tecnologico di assorbire shock geopolitici che fino a pochi anni fa avrebbero provocato pesanti turbolenze. In Italia ci concentreremo sul caso Bending Spoons, sempre più vicina a diventare uno dei grandi campioni tecnologici europei, sulle sfide energetiche del Paese e sul dibattito tra competitività industriale, transizione ecologica e sicurezza strategica.
Infine parleremo di lavoro, giovani e demografia. Perché la Generazione Z sembra rifiutare i modelli tradizionali di carriera? Cosa sta cambiando nel mercato del lavoro italiano? E quale impatto avranno l’invecchiamento della popolazione e la rivoluzione dell’intelligenza artificiale sul futuro economico dell’Europa?
Un episodio per capire come diplomazia, tecnologia, energia e cambiamenti sociali stiano trasformando il mondo più velocemente di quanto siamo abituati a immaginare — e perché le decisioni prese oggi potrebbero determinare gli equilibri dei prossimi decenni.
📰 Dal lunedì al sabato: la rassegna stampa per iniziare la giornata già aggiornati.
🎯 Ogni domenica: un episodio di approfondimento su un singolo tema.
🔔 Clicca su “Segui” o "Iscriviti" per non perdere i prossimi episodi.
Questo episodio include contenuti generati dall’IA.
0:00 Speaker 2: giornali aperti e notizie sul tavolo. Siete su due pagine.
0:04 Speaker 3: La rassegna stampa che vi racconta cosa conta davvero, senza rumore di fondo
0:08 Speaker 2: Allora, oggi abbiamo una puntata davvero densa, con tre macro temi. Primo, il ritorno prepotente di Trump al G7, che fondamentalmente detta l'agenda su Ucraina e Iran.
0:21 Speaker 3: Poi c'è il paradosso dei mercati, cioè L'intelligenza artificiale che fa ignorare le guerre alle borse e spinge la Cina a cancellare qualcosa come 12.000 corsi di laurea.
0:31 Speaker 2: Esatto. E infine la grande frattura demografica e lavorativa, con la generazione Z che si ribella a certe dinamiche, mentre le aziende italiane invecchiano rapidamente.
0:44 Speaker 3: Molta carne al fuoco, insomma.
0:45 Speaker 2: Tantissima. E per capire come si sta riorganizzando la realtà globale, partiamo proprio dal vertice G7 di Evian. In retroscena descrivono un incontro monopolizzato da una sola figura, Trump.
0:58 Speaker 3: Sì, l'epicentro gravitazionale era lui. Ma sai cos'è davvero, cioè, l'aspetto più curioso? Non è tanto l'agenda politica formale, ma la strategia, potremmo dire, psicologica usata dagli alleati per gestirlo.
1:10 Speaker 2: Cioè, aspetta,
1:11 Speaker 3: in che senso psicologica? Nel senso che, sapendo di avere a che fare con un leader molto transazionale, i leader europei hanno curato in modo maniacale i dettagli. Ad esempio, Macron ha fatto in modo che ci fosse Coca- Cola, la bevanda preferita di Trump, in ogni singola sala. Roba da matti. E il cancelliere tedesco Merz si è persino presentato con una maglietta della nazionale tedesca, con un enorme 47 stampato sopra.
1:38 Speaker 2: Ah, un riferimento chiarissimo a lui come 47° presidente degli Stati Uniti. Esatto
1:43 Speaker 3: Tutto mirato a creare un clima di massima compiacenza, diciamo. E la strategia ha pagato, perché Trump ha dominato la conversazione. Ha subito dichiarata chiusa la questione dell'Iran per spostare tutto il mirino sull'Ucraina.
1:56 Speaker 2: E qui però, qui la narrazione si scontra brutalmente con i numeri. Perché i dati portati da Zelensky sono agghiaccianti. In questo momento la Russia produce tipo 60 missili balistici al mese.
2:11 Speaker 3: Numeri pesanti. E dell'altra parte?
2:13 Speaker 2: Dall'altra parte, gli Stati Uniti riescono ad assemblare solo 50 intercettori Patriot nello stesso mese. Quindi c'è un deficit strutturale, matematico. È come cercare di svuotare una barca che affonda con un cucchiaino.
2:26 Speaker 3: E l'Europa, purtroppo, fatica enormemente a coprire questo buco. C'è questo fondo europeo, si chiama PURIS, nato proprio per raccogliere fondi per le armi. L'obiettivo era 15 miliardi per il 2026. Ma oggi
2:41 Speaker 2: è fermo a 6 miliardi.
2:42 Speaker 3: E l'Italia, tra l'altro, non ha ancora versato la sua quota.
2:46 Speaker 2: Che poi c'è. L'unica soluzione logica per Kiev a questo punto è ottenere la licenza per costruirsi i Patriot in casa, no? Se non arrivano da fuori, devi farteli da solo.
2:56 Speaker 3: Sarebbe l'ideale. Trump sembra anche aver lasciato uno spiraglio aperto su questo. Ma il vero ostacolo è interno agli Stati Uniti. Parliamo del Pentagono e, ovviamente, della Lockheed Martin.
3:07 Speaker 2: Immagino per una questione di brevetti e secreti militari.
3:10 Speaker 3: Esattamente. Non stanno solo esportando armi. Cederebbe l'opproprietà intellettuale di altissimo livello. C'è il terrore assoluto che, producendo queste tecnologie in una zona di guerra, i segreti industriali finiscano dritti nelle mani dell'intelligence russa.
3:25 Speaker 2: Chiaro. È un rischio enorme. Ma aspetta, torniamo un attimo indietro. Hai detto che Trump considera chiusa la questione Iran.
3:34 Speaker 3: Sì. E in retroscena indicano una data e un luogo preciso. Il 19 giugno, in un resort in Svizzera. Ci sarebbe questo accordo imminente grazie alla mediazione del Qatar.
3:44 Speaker 2: E in pratica cosa prevede questo accordo?
3:46 Speaker 3: La fine delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello stretto di Hormuz, che, sai bene, è vitale per l'energia globale.
3:53 Speaker 2: Però in Medio Oriente la parola chiusa è sempre relativa. Qual è l'intoppo stavolta?
3:59 Speaker 3: L'intoppo è che l'Iran, sopportato da Hezbollah, ha messo una condizione non negoziabile. La pace si fa solo se Israele si ritira completamente dal sud del Libano. E questo sta creando un cortocircuito spaventoso a Washington.
4:14 Speaker 2: Me lo immagino, Trump è come la prela.
4:16 Speaker 3: Ha criticato pesantemente Netanyahu per le vittime civili. E per forzare la mano su questo accordo, sembra pronto a epurazioni interne contro i falchi della sua stessa amministrazione, come Hexet e Ratcliffe.
4:27 Speaker 2: Praticamente vuole zittire ogni dissenso interno. Ma allora facciamo un punto. Abbiamo una guerra in stallo in Europa, tensioni enormi in Medio Oriente e purazioni a Washington. Normalmente i mercati dovrebbero essere nel panico totale, no?
4:41 Speaker 3: Certo, dovrebbe esserci una
4:44 Speaker 2: volatilità estrema. Invece, sfogliando i dati finanziari di oggi, si scopre che le borse ignorano tutto questo. Gli indici continuano a segnare record su record. È come guidare ai 130 in autostrada
4:58 Speaker 3: con la spia rossa del motore accesa. Esatto.
5:02 Speaker 2: La spia rossa lampeggia, indica un guasto gravissimo. Ma invece di accostare, il guidatore accelera. Perché? Perché alla radio c'è una canzone bellissima, talmente ipnotica che non si riesce a pensare ad altro. E la canzone è l'intelligenza artificiale.
5:18 Speaker 3: È un'analogia perfetta. I mercati hanno questa cecità strutturale, che poggia su due pilastri. Il primo è l'abitudine. Dal 2008 in poi, Gli investitori sanno che le banche centrali interverranno sempre a salvarli. Le crisi geopolitiche non spaventano più come prima.
5:36 Speaker 2: C'è una specie di paracadute sempre pronto, insomma. E il secondo pilastro è la canzone, giusto
5:43 Speaker 3: Sì, l'IA. Oggi c'è uno scontro tra due scarsità. Da una parte è la scarsità di petrolio per via di Ormuz che fa paura, ma dall'altra c'è una scarsità enorme di potenza di calcolo. E la promessa di utili derivanti dall'IA è talmente colossale che cancella completamente la paura per i rincari dell'energia.
6:01 Speaker 2: Però guarda, mentre in Occidente c'è questa ubriacatura speculativa in borsa, i dati in arrivo dalla Cina mostrano un approccio molto più, diciamo, radicato nell'economia reale.
6:10 Speaker 2: Pechino sta letteralmente smantellando 12.000 corsi di laurea.
6:10 Speaker 2: 12.000?
6:18 Speaker 3: È un numero enorme. Ma quali corsi di preciso?
6:21 Speaker 2: principalmente discipline umanistiche, linguistiche e le classiche facoltà di management. E la cosa pazzesca è che non li chiudono per mancanza di scritti
6:32 Speaker 3: Ah, è un
6:32 Speaker 2: taglio deciso a tavolino? Esattamente. È un'operazione dall'alto perché il governo li considera obsoleti. L'IA sa già scrivere, tradurre e fare compiti manageriali di base. Quindi, per evitare una futura disoccupazione di massa, cancellano i vecchi corsi e ne aprono 10.000 nuovi. tutti incentrati su intelligenza artificiale, robotica e manifattura.
6:54 Speaker 3: È un'ingegneria sociale impressionante. Il governo cinese vede l'iceberg e forza il sistema educativo a virare di colpo. In Occidente invece questo processo è organico, disordinato e si scontra frontalmente con il mercato del lavoro e la demografia.
7:09 Speaker 2: Che ci porta dritti al terzo tema, la demografia. C'è un'analisi del demografo Alessandro Rosina molto interessante in risposta a quegli allarmi continui di figure come Elon Musk sul crollo delle nascite.
7:22 Speaker 3: Sì, la tesi che i giovani siano
7:26 Speaker 2: diventati improvvisamente egoisti. Esatto, Rosina smonta questo cliché. Non è egoismo, fare un figlio è un investimento a lungo termine. Ma se tutto il racconto del futuro è catastrofico, riscaldamento globale, guerre, l'IA che ti ruberà il lavoro... la propensione a fare progetti a lungo termine si azzera.
7:45 Speaker 3: L'incertezza blocca tutto. E immagino che questo si rifletta
7:50 Speaker 2: direttamente anche sul lavoro. Assolutamente. I dati parlano chiaro. La generazione Z sta respingendo in blocco il vecchio modello. Rifiutano stipendi da 800 euro. Rifiutano gli straordinari non pagati. Quasi metà dei giovani lascia lavori incompatibili con il proprio stile di vita. E i laureati non accettano salari sotto i 1250 euro.
8:12 Speaker 3: Sai, è facile bollarli come sfaticati, ma in realtà non stanno rifiutando la fatica in sé. Stanno rifiutando un contratto sociale, quello degli anni 90, che ormai è carta straccia.
8:24 Speaker 2: Ti riferisci alla logica della gavetta.
8:26 Speaker 3: Esatto. Trent'anni fa facevi gavetta, magari gratis o quasi, ma avevi una garanzia. Il posto fisso, la stabilità e alla fine una pensione sicura. Oggi tutto questo orizzonte di garanzie non esiste più.
8:40 Speaker 2: Certo. Quindi, da giovane, il ragionamento è, visto che non puoi garantirmi il futuro, pagami adesso.
8:48 Speaker 3: Una logica transazionale perfetta. Il dramma però è dall'altra parte. Le aziende stanno invecchiando in modo preoccupante. Nel settore della grande distribuzione organizzata, per esempio, ormai quasi un terzo di dipendenti ha più di 50 anni.
9:02 Speaker 2: Oltre il 30%, sì.
9:04 Speaker 3: E i giovani sotto i 30 sono fermi al 18%. Questo significa che le aziende non solo non trovano rimpiazzi, ma rischiano di perdere tutto il know- how storico quando questi over 50 andranno in pensione. Proprio ora che devono integrare l'intelligenza artificiale per sopravvivere.
9:20 Speaker 2: Serve disperatamente un patto intergenerazionale. Unire l'esperienza dei senior alla fluidità tecnologica dei junior. Anche se, va detto, in Italia ci sono casi che vanno totalmente in controtendenza. Penso a Bending Spoons.
9:36 Speaker 3: Ah, la startup milanese. Storia affascinante.
9:39 Speaker 2: Sì, nata dieci anni fa da un fallimento vero e proprio. Avevano lanciato un'app che non ha funzionato, Evertale. Erano rimasti con circa 40.000 dollari in cassa. Potevano chiudere baracca. E invece hanno cambiato tutto, diventando un aggregatore.
9:55 Speaker 3: Invece di creare da zero, comprano prodotti esistenti, magari in difficoltà, li ottimizzano usando l'IA e li rilanciano. Hanno comprato
10:05 Speaker 2: Evernote, Vimeo, WeTransfer. Esatto. E partendo da quei 40.000 dollari, oggi si preparano a quotarsi a Wall Street per una valutazione di 20 miliardi di dollari. Dimostra cosa può fare l'IA se usata bene sull'esistente. Ma guarda, per quanto si parli di digitale e immateriale, la realtà fisica ci riporta sempre con i piedi per terra. Passiamo alle flash news, perché i confini e le tensioni materiali si fanno sentire eccome.
10:32 Speaker 3: Andiamo veloci. Geopolitica marittima. C'è stato un episodio quasi da film di spionaggio nella manica. Una fregata russa ha sparato colpi di avvertimento contro uno yacht britannico.
10:43 Speaker 2: Acque internazionali, tra l'altro. Un gesto rarissimo e super pericoloso.
10:48 Speaker 3: Sì, e sembra una rappresaglia chiara, perché pochi giorni prima la Royal Navy aveva sequestrato una petroliera russa fantasma, la Smirtos, usata da Mosca per aggirare le sanzioni sul petrolio.
11:00 Speaker 2: E non finisce in mare. Nel Regno Unito è stata smantellata una rete di sabotaggio pazzesca. A gestirla, via Telegram, sarebbe stato un diplomatico russo giovanissimo, 23 anni. Pagava reclute in criptovalute per compiere atti vandalici incendiari.
11:16 Speaker 3: Incredibile. Invece, tornando alle questioni interne, i nostri porti sono in subuglio. C'è uno scontro durissimo tra l'Associazione degli Armatori, Assarmatori, e l'Unione Europea sulle politiche green. In particolare sulla tassa ETS sulle emissioni.
11:31 Speaker 2: Sì, una tassa pensata per spingere verso la transizione ecologica. Chi inquina di più, paga di più.
11:38 Speaker 3: Il problema è che sta devastando il settore dei collegamenti con le nostre grandi isole. Gli armatori denunciano che i biocarbiranti costano uno sproposito, fuori mercato. Quindi finiscono per bruciare gasolio, pagare la multa e scaricare il costo sulle merci e sui passeggeri.
11:52 Speaker 2: E l'alternativa che propongono qual è?
11:54 Speaker 3: Chiedono di puntare direttamente sul nucleare di quarta generazione. in particolare sui piccoli reattori modulari, gli SMR, da installare sulle navi. È l'unica via, dicono, per arrivare a emissioni zero in modo sostenibile.
12:07 Speaker 2: Un dibattito enorme che andrà avanti per anni. Chiudiamo rapidamente con la politica e la cronaca. Si è spento a 95 anni il cardinale Camillo Ruini, per decenni figura centrale della politica cattolica italiana.
12:19 Speaker 3: E mentre al G7 abbiamo visto scambi molto cordiali e sorrisi tra Giorgia Meloni e Donald Trump, sul fronte interno le opposizioni si muovono. I leader del campo largo si sono scattati un selfie in un ristorante di Roma.
12:30 Speaker 2: Sì, Schlein, Conte, Fratoiani e Bonelli. Una foto informale per lanciare due incontri pubblici a luglio, per provare a stilare un programma comune.
12:38 Speaker 3: E con questo il quadro di oggi è completo. Direi di tirare un po' le fila.
12:43 Speaker 2: Proviamoci. Abbiamo Trump che riplasma gli equilibri tra Ucraina e Medio Oriente. I mercati che si mettono i tappi alle orecchie di fronte ai rischi geopolitici e ballano al ritmo dell'IA. La Cina che impone l'IA dall'alto riprogrammando la scuola. E da noi una generazione Z che smantella il vecchio mercato del lavoro
13:05 Speaker 3: Dinamiche che convergono su un punto critico. Se l'intelligenza artificiale rende improvvisamente vecchi i percorsi di studio tradizionali e i giovani rifiutano l'idea di sacrificarsi oggi per una pensione incerta domani, forse dobbiamo ammettere una cosa.
13:19 Speaker 2: Cosa?
13:20 Speaker 3: Che il classico percorso di vita del Novecento, studi, fai la gavetta, lavori nella stessa azienda e poi ti riposi, è definitivamente morto.
13:29 Speaker 2: Sono d'accordo. Non esiste più quella mappa. Il problema adesso non è solo capire che lavoro fare, ma come riprogrammare le proprie scelte a lungo termine in un mondo dove le regole di ieri non offrono garanzie per domani. È uno spunto su cui vale davvero la pena riflettere, specie se si stanno prendendo decisioni importanti.
13:51 Speaker 3: Esatto. Speriamo che questa analisi, insomma, abbia aiutato chi ascolta a leggere meglio la giornata e i grandi cambiamenti in atto. E se è così, mi raccomando, seguite il podcast e lasciateci una bella recensione a 5 stelle.
14:05 Speaker 2: Noi torniamo domani. Siete stati su Due Pagine. A presto!
Podbean