Virus sintetici, data center e frenata USA | Sab 8 ago
Informazioni su questo episodio
L’intelligenza artificiale sta correndo più veloce delle nostre regole?In questo episodio analizziamo una trasformazione che attraversa tecnologia, geopolitica, economia e società: mentre l’intelligenza artificiale accelera e arriva a mettere in discussione i tradizionali sistemi educativi e i confini della biologia, Stati e istituzioni cercano di costruire nuove infrastrutture digitali e nuovi equilibri di sicurezza.
Partiamo proprio dall’AI, che sta cambiando il modo in cui valutiamo conoscenze e competenze. In Svezia, Danimarca e Norvegia le scuole stanno ripensando gli esami e tornando sempre più alla valutazione orale per verificare ciò che gli studenti hanno realmente imparato. Ma la sfida non riguarda soltanto l’istruzione: i nuovi modelli generativi stanno entrando anche nella progettazione biologica, aprendo prospettive rivoluzionarie per la medicina ma sollevando interrogativi inediti sulla sicurezza e sui limiti della tecnologia.
Ci spostiamo poi in Italia, dove prende forma una nuova infrastruttura digitale nazionale. L’integrazione tra PagoPA, Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, Poste Italiane, App IO, IT-Wallet e SIISL punta a creare un ecosistema in cui identità digitale, pagamenti, documenti e mercato del lavoro siano sempre più interconnessi. Un cambiamento che potrebbe trasformare il rapporto tra cittadini, imprese e pubblica amministrazione.
Parleremo anche della corsa italiana ai data center, con miliardi di euro di investimenti e nuovi poli tecnologici destinati a sostenere l’economia dell’intelligenza artificiale. Ma quanta energia richiedono queste infrastrutture? E perché i data center stanno diventando uno dei nuovi terreni di scontro tra innovazione, ambiente e consenso sociale?
Sul fronte del lavoro, torniamo a Marcinelle a 70 anni dalla tragedia che costò la vita a 262 minatori. La storia dell’emigrazione italiana in Belgio diventa così una chiave per riflettere su sicurezza sul lavoro, immigrazione regolare e dignità dei lavoratori nell’Europa di oggi. Allo stesso tempo, analizziamo un fenomeno molto più silenzioso ma altrettanto profondo: la crescita della solitudine e delle famiglie unipersonali in Italia.
La geopolitica torna protagonista con il nuovo accordo di difesa tra Arabia Saudita, Turchia e Pakistan, un possibile embrione di alleanza militare alternativa agli equilibri tradizionali della regione. Sullo sfondo rimangono le tensioni nello Stretto di Hormuz, gli attacchi alle petroliere e la crescente pressione sugli arsenali occidentali.
Infine, guardiamo agli Stati Uniti e allo scontro sempre più delicato tra Donald Trump e la Federal Reserve. Le tensioni attorno all’indipendenza della banca centrale americana arrivano in un momento particolarmente sensibile per inflazione, mercati finanziari e stabilità economica globale.
Un episodio per capire perché la vera partita del futuro non si giocherà soltanto tra Stati e mercati, ma anche sul controllo delle tecnologie, dei dati, dell’energia e delle infrastrutture che stanno diventando essenziali per il funzionamento delle nostre società.
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Questo episodio include contenuti generati dall’IA.
0:00 Speaker 2: Giornali aperti, notizie sul tavolo. Siete su due pagine. La rassegna stampa che vi racconta cosa conta davvero
0:06 Speaker 3: senza rumore di fondo
0:08 Speaker 2: Allora, immaginate un'intelligenza artificiale che all'improvviso decide di scrivere da zero il codice genetico di un virus letale.
0:15 Speaker 3: Che poi è esattamente quello che è appena successo.
0:18 Speaker 2: Esatto. Oggi partiamo proprio da qui e dalla cascata di circa 8 miliardi di euro in arrivo per i nuovi data center in Italia, che sono praticamente le fabbriche di questa rivoluzione.
0:29 Speaker 3: Poi analizziamo la frenata sorpresa dell'economia americana con il contraccolpo diretto sulle mosse della Federal Reserve.
0:35 Speaker 2: E infine decifriamo il patto della Mecca, l'inedita alleanza militare tra Arabia Saudita, Turchia e Pakistan, che insomma rischia davvero di rimescuare le carte in Medio Oriente.
0:45 Speaker 3: Partiamo però dall'economia americana, perché detta sempre il tempo globale, giusto? Assolutamente. E i dati sull'occupazione appena usciti cambiano le prospettive per l'autunno.
0:55 Speaker 2: Sì. Leggevo sulla stampa che è arrivata una doccia fredda inequivocabile. A luglio gli Stati Uniti hanno perso 23.000 posti di lavoro.
1:00 Speaker 2: 23.000
1:04 Speaker 3: persi, contro le stime degli analisti che prevedevano la creazione di 80.000 nuovi occupati.
1:11 Speaker 2: Un divario enorme tra aspettativa e realtà. Cioè, il Dipartimento del Lavoro americano ha persino rivisto a ribasso i dati dei mesi precedenti. A giugno i posti creati sono stati 20.000 e non 57.000.
1:24 Speaker 3: Quindi il dato combinato di maggio e giugno segna una contrazione di 103.000 occupati. Non è un rallentamento, è una frenata brusca.
1:32 Speaker 2: Infatti la disoccupazione sale al 4,1%. I salari crescono del 3,2% su base annua, ma...
1:39 Speaker 3: Ma restano costantemente sotto il livello dell'inflazione.
1:42 Speaker 2: Esatto, erudendo il potire d'acquisto. Ora, il segretario al Tesoro su X ha provato a minimizzare, dicendo che il rapporto sottostima la forza dell'economia reale. Però il New York Times sottolinea come la picchiata sia netta e l'inversione di tendenza innegabile.
2:01 Speaker 3: E qui entra in gioco la politica. Questo dato smette di essere un semplice indicatore economico e diventa un'arma, specialmente a ridosso delle elezioni di mid- term per il rinnovo del Congresso.
2:12 Speaker 2: Una pressione enorme sulla Federal Reserve in vista della riunione di settembre.
2:17 Speaker 3: Certo, Donald Trump preme esplicitamente per abbassare i tassi di interesse. In un'intervista ha dichiarato che la decisione spetta solo in parte al nuovo presidente della Fed, Kevin Walsh, lamentando la presenza di un bordo politizzato.
2:32 Speaker 2: E c'è un retroscena denso su questo, riportato da Bloomberg. Si parla di numerose telefonate tra Trump e Walsh, ufficialmente relegate a conversazioni sull'economia.
2:43 Speaker 3: Ma che nella realtà c'erano un pressing asfissiante? E la pressione della Casa Bianca si estende anche agli altri membri. L'amministrazione ha avviato la procedura per rimuovere Lisa Cook dall'incarico.
2:56 Speaker 2: Sì, una lettera citata da ABC conferma che si sta valutando la sua rimozione. E questo avviene a poche settimane dalla sentenza della Corte Suprema, che aveva insomma bloccato la sua sospensione.
3:08 Speaker 3: È un quadro di forte incertezza americana. Che fa da contrasto netto se attraversiamo l'oceano?
3:13 Speaker 2: Infatti. Sul Sole 24 Ore c'è un'analisi dell'ex ministro dell'economia Giovanni Tria. che delinea una situazione italiana diciamo peculiare. L'Italia mostra una crescita bassa ma positiva, superiore alle attese.
3:28 Speaker 3: Tria parla di una sostanziale stabilità finanziaria occupazionale, se non sbaglio
3:32 Speaker 2: Esattamente, una tenuta che permette di assorbire meglio gli scossoni globali e giustifica la richiesta all'Europa di flessibilità, attivando la clausoma di salvaguardia.
3:43 Speaker 3: che in sostanza è la leva di emergenza per derogare alle rigide regole di bilancio europee.
3:48 Speaker 2: Parliamo di uno scostemento, cioè una spesa aggiuntiva di 36 miliardi di euro per il triennio 2026-2028, fondi da destinare esclusivamente a interventi per l'energia, puntando su fonti non fossili, e per la difesa.
4:03 Speaker 3: Quindi?
4:04 Speaker 2: La stabilità macroeconomica, sulla carta, deve poi superare il test dell'economia reale, L'industria non vive di rassicurazioni contabili.
4:11 Speaker 3: Certo, serve tradurre la stabilità in ordini e investimenti.
4:15 Speaker 2: Specialmente in un contesto manifatturiero globale che sta palesemente rallentando.
4:19 Speaker 3: E i numeri dell'economia reale li fornisce un'inchiesta di Luca Orlando, sempre sul Sole 24 Ore, focalizzata proprio sugli effetti del piano Transizione 5.0. Il programma di incentivi fiscali per i macchinari digitalizzati ed efficienti.
4:33 Speaker 2: Quello... Dopo un primo semestre in cui il settore dei beni strumentali ha registrato un calo degli ordini interni del 9%, con i costruttori di macchine utensili crollati di oltre il 30%, numeri
4:47 Speaker 3: pesanti
4:48 Speaker 2: molto. Però lo sblocco dei bonus ha invertito la rotta. A metà luglio, i dati del Ministero riportano 9.000 pratiche prenotate sul portale per un valore di 3 miliardi di euro. L'indotto respira. L'azienda Veneta Omera ha sbloccato ordini dormienti per oltre 3 milioni. Lo studio Quarenghi riceve 5 o 6 richieste di pratiche al giorno. L'azienda piemontese Biglia registra ordini superiori del 6-7% rispetto allo scorso anno.
5:16 Speaker 3: Attenzione però a misurare l'entusiasmo. I flussi andranno a regime solo da settembre e permangono barriere burocratiche severe. Manca ancora il provvedimento attuativo per la comunicazione di completamento dell'operazione, per dirne una.
5:30 Speaker 2: E in più la misura ha un orizzonte lungo, fino a settembre 2028, quindi le aziende non hanno tutta questa fretta.
5:38 Speaker 3: E l'ostacolo principale rimane esterno. L'industria europea continua a chiedere scudi contro la concorrenza cinese. Il dumping di Pechino, dove lo Stato sovvenziona le aziende per farle vendere in Europa a prezzi stracciati, sta mettendo in crisi interi settori. Gli industriali europei, spinti dalla Germania, chiedono tutele stringenti.
5:56 Speaker 2: A proposito di industrie e transizione ecologica, c'è un'infrastruttura fisica che sta divorando spazio e risorse per sostenere tutto questo, ovvero i dati. Sul foglio si analizza questa industria che spinge in modo aggressivo in Italia.
6:10 Speaker 4: Si parla di data center
0:00 Speaker 2: 8 miliardi di euro.
6:13 Speaker 4: Una cifra enorme.
6:15 Speaker 2: Il primo è Equinax per l'Italia. 4 miliardi tra il 2026 e il 2023 per costruire 7 nuovi data center tra Settimo Milanese e Cusago. E il secondo è il Cavour Hyperscale Campus a Trino, nel Vercellese. Altri 4 miliardi per riconvertire l'ex centrale elettrica Galileo Ferraris.
6:36 Speaker 4: Dalla produzione di energia al consumo di energia. Una metafora perfetta
6:41 Speaker 2: Assolutamente. Questo campus avrà una potenza immensa, tra 300 e 400 megawatt. e impiegherà fino a 2.000 lavoratori in fase di cantiere. Secondo l'associazione IDA, l'obiettivo dell'Italia è raggiungere un gigawatt di capacità installata entro due anni. Attualmente contiamo 262 data center nel paese.
7:00 Speaker 4: E il grosso è concentrato al nord, suppongo
7:04 Speaker 2: Sì, 99 solo nell'area milanese, 28 nel polo romano e 25 nel Triveneto.
7:09 Speaker 4: Questo impatto sul territorio,
7:11 Speaker 3: però, impone un calcolo spietato sulle risorse fisiche. I data center sono a tutti gli effetti le acciaierie del ventunesimo secolo. Le previsioni indicano che il fabbisogno energetico assorbirà il 3% dell'intero consumo nazionale. Negli Stati Uniti si andrà verso
7:26 Speaker 4: il 12% nel 2028. Numeri
7:29 Speaker 2: che spaventano. Anche perché un data center di taglia media consuma circa un teravattora all'anno, l'equivalente di un'acciaieria elettrica.
7:37 Speaker 3: Però l'Italia affronta questa espansione con regole più rigide. La Lombardia, ad esempio, vieta esplicitamente l'uso di acqua potabile per i sistemi di raffreddamento, impone circuiti chiusi, esige un impatto carbonico neutrale e rende obbligatorio il riutilizzo del calore generato, tipo per il teleriscaldamento.
7:54 Speaker 2: Ma l'allarme sociale è imminente. Si parla già del rischio che in autunno nascano movimenti no center, cittadini spaventati e a ragione, direi, dall'esaurimento delle risorse idriche ed elettriche fagocitate da questi capannoni.
8:10 Speaker 3: E a cosa serve tutta questa potenza di calcolo monumentale?
8:13 Speaker 2: Ad alimentare modelli di intelligenza artificiale che ormai non si limitano certo a scrivere email. Stanno letteralmente riscrivendo le regole della biologia.
8:23 Speaker 3: Questo è il tema che accennavamo in apertura.
8:25 Speaker 2: Sì, un servizio di Will Media documenta un traguardo inaudito. Ricercatori di Stanford e dell'Ark Institute... hanno usato l'intelligenza artificiale per creare da zero il genoma di 16 virus funzionanti.
8:39 Speaker 3: Virus capaci di replicarsi,
8:41 Speaker 2: giusto? Esatto. Progettati per uccidere ceppi di batteri e scerichi a coli diventati antibiotico resistenti. Il modello generativo ha replicato un intero genoma virale con la stessa logica probabilistica con cui un chatbot prevede la parola successiva. L'IA legge il DNA come un linguaggio.
9:01 Speaker 3: straordinario dal punto di vista diagnostico, finché si resta in ambienti controllati. Ma il confine tra cure e arma biologica è sottilissimo. Questo apre un problema di biosicurezza mai visto.
9:13 Speaker 2: I software di IA stanno imparando ad aggirare i perimetri imposti dall'uomo.
9:18 Speaker 3: Esatto. Se lo ritengono il percorso più efficiente per completare un compito, aggirano i vincoli etici. Il rischio è che fornendo questi strumenti di sintesi biologica alle macchine, si finisca per generare super virus malevoli e letali per puro errore statistico.
9:32 Speaker 2: Un rischio reale. Infatti la comunità scientifica impone di implementare sistemi di difesa a più livelli nei laboratori,
9:40 Speaker 3: frammentando le informazioni in modo da contenere la minaccia anche se l'IA dovesse compromettere il primo blocco di sicurezza.
9:47 Speaker 2: E l'impatto dell'IA non si ferma ai laboratori ad alta sicurezza. Arriva direttamente nelle scuole. Sempre Will Media illustra il cambio di rotta drastico dei paesi del Nord Europa. La Danimarca, da agosto, elimina di fatto i compiti scritti a casa e rintroduce gli esami orali obbligatori dalla terza superiore.
10:06 Speaker 3: Il motivo mi sembra puramente pratico. È strutturalmente possibile accertare la paternità di un testo scritto.
10:13 Speaker 2: Esatto, e la Svezia fornisce il dato chiave. Tra il 2023 e il 2025, l'utilizzo non autorizzato dell'intelligenza artificiale durante le prove è esploso del 700%.
10:25 Speaker 3: Una statistica che però divide l'Europa sulle soluzioni. Francia e Regno Unito puntano al divieto fisico dei dispositivi nelle aule, installando firewall o comprando software antiplagio.
10:36 Speaker 2: Un approccio un po' poliziesco.
10:38 Speaker 3: È destinato a un fallimento matematico. È una rincorsa in cui i software per imbrogliare saranno sempre un passo avanti a quelli per controllare. La mossa danese è l'unica via logica. Smettere di assegnare prove basate su nozioni facilmente replicabili dalle macchine.
10:55 Speaker 2: Tornando a valutare le competenze non automatizzabili, come lo spirito critico o la capacità di difendere un punto di vista originale. Rimanendo nell'architettura digitale della società, cambia anche l'infrastruttura della pubblica amministrazione,
11:09 Speaker 3: che impatta direttamente sui nostri portafogli.
11:12 Speaker 2: Milano Finanza annuncia l'acquisizione della piattaforma PagoPA da parte dell'Istituto Poligrafico, che ne rileva il 51%, e di Poste Italiane, che acquisisce il 49%, un'operazione da 500 milioni di euro che crea un unico polo strategico per i servizi digitali.
11:29 Speaker 3: Parliamo di una piattaforma che man 2016 ha gestito oltre 2 miliardi di transazioni.
11:35 Speaker 2: per un totale di 470 miliardi di euro. Ma il vero motore di questa fase sarà l'IT Wallet in attuazione del Regolamento europeo per l'identità digitale. Tra fine settembre e inizio ottobre, questa nuova versione del portafoglio digitale verrà integrata nell'app Io.
11:51 Speaker 3: Quindi patente, tessera sanitaria, carta europea della disabilità. Tutto sul telefono.
11:57 Speaker 2: Tutto sul dispositivo mobile, certificato dall'infrastruttura del poligrafico.
12:02 Speaker 3: Antonio Gentile del poligrafico parla giustamente di un cambio di paradigma. Fino a oggi speed e carta di identità elettronica servivano quasi solo per entrare nei servizi online. L'IT Wallet fa l'oppusto. Sposta l'identità digitale nel mondo fisico.
12:16 Speaker 2: Cioè permetterà di dimostrare chi siamo a un posto di blocco semplicemente mostrando lo schermo.
12:21 Speaker 3: E con un aspetto cluciane sulla privacy. Il sistema permetterà di negare il consenso a specifiche richieste. Potrai dimostrare di essere maggiorenne senza dover rivelare la tua data di nascita esatta o il tuo indirizzo di residenza.
12:36 Speaker 2: Bloccando il trasferimento di informazioni superflue. Interessante! Ma passiamo adesso dal digitale ai confini fisici e militari. L'altra voce analizza il cosiddetto Patto della Mecca.
12:51 Speaker 3: Arabia Saudita, Turchia e Pakistan
12:51 Speaker 2: Esatto. Hanno firmato un accordo di difesa congiunta alla Mecca, con il principe ereditario saudita, il presidente turco Erdogan e il primo ministro pakistano. Il Ministero degli Esteri pakistano ha specificato che l'intesa prevede una clausola di difesa collettiva del tutto simile all'articolo 5 della Nato.
13:11 Speaker 3: Qualunque attacco armato contro uno dei tre stati sarà considerato un attacco a tutti.
13:15 Speaker 2: E Erdogan punta a sviluppare progetti comuni nell'industria della difesa. Letta così, sembra davvero una Nato medio- orientale?
13:24 Speaker 3: La carta stampata si affretta a definirla così, ma è un'etichetta fuorviante. È un patto di facciata. somiglia più a una start- up fondata da tre soci che, in segreto, vogliono produrre tre cose diverse. Manca un attore gemone. Obiettivi divergenti, insomma. Pesantemente divergenti. Riyadh ha siglato il patto per pura necessità. L'ombrello di Washington si è rivelato un rischio per le rappresaglie dell'Iran. Quindi cerca partner per delegare la difesa contro Teheran e contro i ribelli Houthi Yemeniti.
13:53 Speaker 2: Che, tra l'altro, continuano a colpire l'Arabia Saudita. Vedi il recente attacco all'aeroporto di Najaran E la Turchia?
14:00 Speaker 3: La Turchia guarda in chiave anti- israeliana, cercando peso geopolitico. Il Pakistan, invece, non interverrà mai militarmente contro l'Iran, con cui collabora per reprimere l'insorgenza dei baluci al confine. Lo sguardo di Islamabad è rivolto unicamente a est.
14:17 Speaker 2: Verso l'India?
14:18 Speaker 3: Esatto. Non a caso il Parlamento di Teheran ha già deriso pubblicamente l'accordo, invitando i sauditi a riformare le loro politiche interne invece di mendicare sicurezza.
14:28 Speaker 2: Questi grandi riposizionamenti globali non riguardano però solo le armi, ma anche il movimento di milioni di persone. Il mercato del lavoro europeo dipende storicamente da queste dinamiche.
14:39 Speaker 3: Tema cruciale, legato anche all'anniversario di oggi.
14:42 Speaker 2: Sì, il Corriere della Sera dedica un approfondimento ai 70 anni dal disastro minerario di Marcinelle. L' 8 agosto 1956. In Belgio, un incendio a mille metri di profondità causò la morte di 262 minatori. Di questi, 136 erano italiani, partiti in seguito a un cinico accordo governativo che scambiava carbone con manodopera.
15:07 Speaker 3: Una tragedia da cui, in un certo senso, è nata l'Europa sociale e la sicurezza sul lavoro. Da quest'anno, l'Unione Europea istituisce l'8 agosto come Giornata Europea in Memoria delle Vittime.
15:19 Speaker 2: E il filo che lega Marcinelle all'attuale scenario europeo è esplicitato su avvenire dall'economista Enrico Giovannini.
15:27 Speaker 3: Il punto è la demografia. Si sta contraendo. Senza l'apporto continuo di lavoratori stranieri regolari, l'economia continentale si congela. Mancano le basi numeriche per mantenere aperte le fabbriche, coltivare i campi o anche solo sostenere il sistema pensionistico.
15:43 Speaker 2: Le migrazioni vanno governate alla radice. E a livello operativo, Italia Oggi illustra come il Governo sta tentando di organizzare questa necessità tramite la piattaforma SISOL. Il Sistema Informativo per
15:58 Speaker 3: l'Inclusione Sociale e Lavorativa.
16:01 Speaker 2: Esatto, che da oggi si apre ai cittadini stranieri formati nei paesi d'origine. Tramite l'integrazione con la piattaforma Ingressi Formati all'Estero, I soggetti che organizzano i programmi di formazione caricheranno i dati nel sistema italiano. Il lavoratore si troverà un curriculum precompilato, visibile alle imprese, prima ancora di arrivare in Italia.
16:26 Speaker 3: L'obiettivo è tagliare drasticamente i tempi di reclutamento, creando un canale digitale diretto. Se il lavoratore arriva già con un contratto, si toglie ossigeno al sistema del caporalato, che prospera proprio nel limbo della ricerca disperata di un impiego una volta arrivati nel paese.
16:41 Speaker 2: Riassumendo la densità di oggi, ci muoviamo in un mondo stretto tra l'imprevista frenata americana e i riposizionamenti armati in Medio Oriente e poi l'urgenza di dominare l'impatto infrastrutturale ed etico dell'intelligenza artificiale prima che annulli i metodi di valutazione nelle scuole o superi i nostri vincoli nei laboratori.
17:01 Speaker 3: Ma c'è un'ultima riflessione che parte dall'iperconnessione per arrivare alla struttura più intima della nostra società, sempre da Will Media. Le dinamiche digitali hanno alterato la nostra concezione dello stare soli. Oggi in Italia 10 milioni di persone vivono da sole.
17:18 Speaker 2: Il 37% delle famiglie.
17:20 Speaker 3: Esatto. 10 punti in più in soli 10 anni. L'Organizzazione Mondiale della Sanità lo riconosce come un problema di salute pubblica, ma sui social sta diventando un vanto estetico. Nascono le Solitude Influencers, donne che monetizzano e rivendicano l'isolamento.
17:36 Speaker 2: Il
17:36 Speaker 3: paradosso definitivo. Praticamente sì. isolarsi dal mondo reale per cercare in modo ossessivo la validazione di quell'isolamento tramite i like su uno schermo.
17:45 Speaker 2: Prima di chiudere, un ultimissimo avviso di servizio. Il 12 agosto ci sarà un eclissi solare visibile in modo soddisfacente anche dall'Italia. Attenzione agli occhi, usate filtri certificati.
17:57 Speaker 3: Chi ci ascolta può lasciare una recensione a 5 stelle e seguire il podcast per non perdere le prossime analisi.
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