AI di Stato e record export italiano | Ven 3 lug
Informazioni su questo episodio
L’America sta perdendo il suo ruolo di superpotenza globale?In questo episodio analizziamo le trasformazioni che stanno cambiando gli equilibri internazionali: dalla guerra in Ucraina alla crisi in Medio Oriente, passando per l’intelligenza artificiale, il futuro dell’Europa e le sfide che attendono l’economia italiana.
Partiamo dalla geopolitica, dove il controllo delle rotte energetiche e commerciali torna al centro dello scenario globale. Lo Stretto di Hormuz, il conflitto tra Israele e Hamas, la guerra in Ucraina e il crescente dibattito sul ruolo degli Stati Uniti alimentano interrogativi sul futuro dell’ordine internazionale e sulla capacità dell’Europa di costruire una vera autonomia strategica.
Ci spostiamo poi nel mondo della tecnologia, dove l’intelligenza artificiale sta assumendo un ruolo sempre più centrale non solo nell’economia, ma anche nella sicurezza nazionale. Approfondiamo il progetto di OpenAI, il rapporto sempre più stretto tra governi e Big Tech, le applicazioni dell’AI nell’industria italiana e il dibattito etico sulle armi autonome e sui cosiddetti killer robots.
Sul fronte economico analizziamo i numeri dell’export italiano, che continua a crescere nonostante le tensioni commerciali globali, l’andamento del mercato del lavoro, il welfare aziendale e le prossime decisioni di BCE e Federal Reserve, destinate a influenzare inflazione, tassi d’interesse e investimenti nei prossimi mesi.
Parleremo inoltre della crisi della governance Rai e delle nuove regole europee sui media, delle indagini sul caso Elisa Claps, della rivoluzione del mercato dei videogiochi con l’addio ai supporti fisici, delle strategie adottate contro l’overtourism e delle nuove minacce legate alla criminalità organizzata online.
Un episodio per capire come geopolitica, economia, tecnologia e informazione stiano entrando in una nuova fase storica, nella quale i rapporti di forza tra Stati, imprese e società stanno cambiando più velocemente di quanto sembri.
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Questo episodio include contenuti generati dall’IA.
0:00 Speaker 2: Giornali aperti e notizie sul tavolo. Siete su due pagine. La rassegna stampa che
0:04 Speaker 3: vi racconta cosa conta davvero, senza rumore di fondo
0:11 Speaker 2: Immaginate un drone che vola a bassa quota in una zona di guerra. Nessuno lo pilota da remoto. Scansiona il terreno, individua una sagoma, calcola le probabilità, decide che è un nemico e, semplicemente, apre il fuoco.
0:25 Speaker 3: In totale autonomia
0:26 Speaker 2: Esatto, tutto da solo. E non è la trama di un film di fantascienza previsto per il 2050, ma una cosa che sta già succedendo. Questo ci porta ai tre temi del nostro approfondimento di oggi. Primo, l'intelligenza artificiale che smette di essere solo un software e diventa vera e propria infrastruttura di Stato. Dal controllo delle aziende tech alle armi autonome.
0:47 Speaker 3: Secondo tema, il riassetto totale della scacchiera globale. Vedremo i droni russi che sorvolano impunemente le centrali nucleari europee e il declino del controllo marittimo americano.
0:58 Speaker 2: E terzo, i grandi paradossi del sistema Italia. Un paese capace di fare record mondiali con l'export, ma che si regge su un mercato del lavoro immobile, trainato solo dagli over 50.
1:10 Speaker 3: Partiamo proprio dall'intelligenza artificiale, perché il passaggio da innovazione privata a questione di Stato è, diciamo, un cambio di paradigma enorme. Fino a poco tempo fa si parlava di algoritmi creati nei garage della Silicon Valley.
1:23 Speaker 2: Sì, dai classici nerd in felpa.
1:26 Speaker 3: Infatti. Oggi, invece, i governi stanno tracciando delle linee rosse molto pesanti su questa tecnologia.
1:32 Speaker 2: I dettagli li riportano il Financial Times e il Sole24ore. E rendono bene l'idea. C'è questa indiscrezione fortissima su OpenAI. L'azienda di Sam Altman, quella di ChagGPT, starebbe valutando di cedere il 5% delle proprie quote azionarie direttamente al governo degli Stati Uniti.
1:49 Speaker 3: Una mossa senza precedenti.
1:51 Speaker 2: Assolutamente. La scusa ufficiale, in vista della loro quotazione in borsa tra l'autunno e il 2027, è che vogliono creare un meccanismo per condividere la ricchezza generata dall'AI coi cittadini americani. E il Sole 24 Ore dice che questo modello potrebbe allargarsi a Google Meta Antropic.
2:10 Speaker 3: Ricalcando un po' quello che hanno già fatto con i semiconduttori, insomma.
2:14 Speaker 2: Esatto. Però, guarda, la narrativa della ricchezza condivisa regge fino a un certo punto. Cedere quote allo Stato significa fargli spazio nella stanza dei bottoni.
2:25 Speaker 3: Ma certo. Dietro questa retorica c'è una questione di puro controllo governativo e sicurezza nazionale. Will Media riporta un episodio molto specifico su Antropic. Hanno sviluppato i nuovi modelli linguistici, i Cloud 3.5.
2:40 Speaker 2: Mitos e Sonnet, se non sbaglio.
2:42 Speaker 3: Quelli. Prima di rilasciarli hanno dovuto sottoporli a una revisione profondissima da parte del governo americano, una specie di bollino di approvazione della Casa Bianca scattato dopo una falla segnalata da Amazon. Il messaggio è chiaro, cioè queste tecnologie non possono più girare liberamente.
3:02 Speaker 2: Anche perché poi finiscono in mani
3:04 Speaker 3: sbagliate. Esatto. Lo Stato interviene per evitare che algoritmi sensibili finiscano a nazioni ostili.
3:10 Speaker 2: E questo bisogno di controllo totale si incastra perfettamente con l'applicazione militare. Cora Media, riprendendo il New Scientist e l'Università di Oxford, parla dell'automatizzazione della kill chain. La catena
3:23 Speaker 3: letale
3:23 Speaker 2: Sì. Per chi non mastica il gergo, è tutta la sequenza che va dall'identificare un bersaglio alla decisione di eliminarlo. In Ucraina ci sono già stati casi di soldati uccisi da droni guidati dalle AI in completa autonomia. Manca totalmente il passaggio umano.
3:38 Speaker 3: È un salto tecnologico che sta spaccando la comunità internazionale. Maria Rosa Taddeo, di Oxford, fa notare che l'industria bellica globale lavora a questo obiettivo da anni. Non è un caso. È esattamente quello che volevano ottenere.
3:53 Speaker 2: Però c'è un dibattito etico assurdo. Ronald Harkin, del Georgia Institute of Technology, sostiene una tesi che, A me sembra quasi controintuitiva.
4:02 Speaker 3: Quella di delegare la guerra alle macchine per renderla meno disumana? Cioè
4:06 Speaker 2: in che modo un robot killer riduce le atrocità? Fatico a capirne la logica.
4:11 Speaker 3: La logica di Arkin si basa sul fatto che noi umani siamo fallibili. Un soldato sul campo prova paura, panico, stanchezza.
4:19 Speaker 2: Magari cerca vendetta.
4:20 Speaker 3: Esatto. Queste emozioni portano ai crimini di guerra e alle stragi di civili. Una macchina invece. Se la programmi per rispettare rigidamente le regole di ingaggio e il diritto internazionale, non va nel panico. Arkin chiede una moratoria temporanea, solo per perfezionare questi sistemi, per poi usarli.
4:41 Speaker 2: Immagino che molti non siano d'accordo
4:43 Speaker 3: Moltissimi. La campagna Stop Killer Robots e il segretario dell'ONU Guterres chiedono un bando totale. Guterres usa parole durissime. Definisce moralmente repellente affidare la vita o la morte a un algoritmo.
4:57 Speaker 2: Anche perché se togli il peso morale di uccidere, insomma, abbassi la soglia per iniziare un conflitto.
5:03 Speaker 3: È il punto centrale.
5:04 Speaker 2: Dei critici sì. Spostandoci invece sull'economia civile. Il Sole 24 Ore riporta un intervento del governatore di Banca Italia, Fabio Panetta. Cerca di riportare la I su un piano industriale. Dice che non può arrestare solo un'arma o un giocattolo della Silicon Valley.
5:20 Speaker 3: Soprattutto per l'Italia, chi vive di manifattura.
5:22 Speaker 2: Chiaro. Per noi è l'ultima leva per far ripartire una produttività che è ferma da decenni. Panetta parla di ottimizzare i consumi delle fabbriche, prevedere i guasti dei macchinari e ovviamente c'è tutta la parte medica, dove l'analisi dei dati accorcia la ricerca di decenni.
5:37 Speaker 3: Ma c'è un limite sistemico che Panetta sottolinea bene. Portare le AI in una fabbrica metalmeccanica non vuol dire comprargli un computer nuovo. Servono investimenti in materiali enormi.
5:50 Speaker 2: Riorganizzare i dati, licenze, formazione.
5:52 Speaker 3: Esatto. E sono tutte cose che non ti danno un ritorno economico il trimestre dopo. Ci vogliono anni. Panetta la chiama finanza paziente. Se il sistema bancario non accetta questo rischio, a lungo termine, l'innovazione in Europa resterà un, diciamo, un costoso esercizio accademico.
6:09 Speaker 2: E questa competizione tecnologica ci porta al secondo tema. Mentre gli Stati Uniti blindano le AI nel digitale, stanno perdendo la presa sulla geografia fisica. Il Corriere della Siera pubblica un'analisi di Angelo Panebianco, che usa lo stretto di Hormuz come simbolo.
6:25 Speaker 3: Un collo di bottiglia fondamentale per il petrolio?
6:27 Speaker 2: Eh sì. Panebianco fa notare il paradosso. L'Iran, che è una potenza solo regionale, sta controllando quello snodo imponendo pedaggi e minacciando le navi. E gli Stati Uniti non riescono a impedirlo.
6:39 Speaker 3: Il punto è che il controllo della libera navigazione è stato la base dell'egemonia americana dal 1945 in poi. Più del dollaro, più delle armi nucleari.
6:47 Speaker 2: Avevano 640 basi sparse per il mondo per garantire proprio questo.
6:51 Speaker 3: Infatti, ha permesso la globalizzazione. Se ora l'Iran dimostra che questa garanzia non c'è più, si crea un precedente letale. Altri stati capiranno che possono frammentare gli oceani e bloccare gli stretti. Per l'Europa è un danno strutturale incalcolabile.
7:10 Speaker 2: Visto che noi importiamo materie prime via mare e le trasformiamo.
7:14 Speaker 3: Esattamente.
7:15 Speaker 2: E davanti a questo ritiro dell'ombrello americano, le reazioni sono forti. La stampa riporta un post di Trump su Truth Social. Un attacco frontale ai partner NATO, specialmente la Germania.
7:27 Speaker 3: L'accusa solita. Non spendono abbastanza per la difesa.
7:30 Speaker 2: Sì, dice che ci siamo arricchiti alle loro spalle. E Roberta Mezzola, presidente del Parlamento europeo, Risponde tracciando una linea netta. Dice che l'Europa deve farsi la sua architettura di sicurezza, perché il tempo di contare sugli altri è finito.
7:45 Speaker 3: Anche perché queste frizioni arrivano mentre i conflitti ai nostri confini toccano livelli di logoramento estremi. Corra Media e Will Media hanno diffuso numeri pesantissimi.
7:57 Speaker 2: Dimmi.
7:58 Speaker 3: A Gaza, Save the Children parla di 21.000 minori uccisi in 1.000 giorni di operazioni e 800.000 sfollati. Sull'Ucraina, invece, il volume di fuoco sembra quello di una guerra mondiale. In una sola ondata su Kiev, la Russia ha lanciato quasi 500 droni e 74 missili.
8:16 Speaker 2: Sventrando interi quartieri, tra l'altro. E Kiev ha risposto colpendo la raffineria russa Lukoil per bloccargli il carburante.
8:23 Speaker 3: Sì, una mossa molto tattica. Ma il vero dato scioccante lo dà il think tank CSIS sulle perdite. Stimano due milioni di perdite complessive. Parliamo di 400.000 o 450.000 soldati russi e 150.000 ucraini fuori combattimento.
8:41 Speaker 2: In mezzo a questa carneficina c'è un dettaglio molto inquietante dell'istituto IIS, sempre tramite Will Media. Dimostra quanto l'Europa sia già esposta. Dal 2024, droni russi hanno violato lo spazio aereo di Regno Unito, Francia, Belgio e Paesi Bassi.
8:58 Speaker 3: Solo per sorvolare le centrali nucleari?
9:00 Speaker 2: Esatto. Raccolgono informazioni e tornano indietro intatti. Ma io mi chiedo, come fai a far volare un mezzo ostile sopra una centrale francese senza che la contraerea lo incenerisca?
9:11 Speaker 3: Fa parte di un gioco psicologico delicatissimo. Se la NATO abbatte un drone russo nel suo spazio aereo, rischi un escalation incontrollabile. Il Cremlino lo sa e lo fa apposta.
9:22 Speaker 2: Per testare i nostri tempi di reazione.
9:24 Speaker 3: Esatto. Mappano i radar e testano le regole d'ingaggio. È un modo per dirci che ci stanno guardando e che i cieli europei sono permeabili.
9:32 Speaker 2: E in tutto questo caos geopolitico, tra guerre e rotte marittime a rischio, come sta l'Italia? Guardando fuori, incredibilmente bene.
9:41 Speaker 3: Il rapporto export 2026 di
9:44 Speaker 2: Sace. Letto su Milano Finanza, sì. Le proiezioni danno il nostro export a 655,8 miliardi nel 2026. Abbiamo il primato europeo per imprese che esportano in oltre 10 mercati contemporaneamente. Superiamo Francia e Germania.
9:59 Speaker 3: Perché il meccanismo che ci salva è la diversificazione estrema. La Germania dipende troppo dall'industria pesante e dalla Cina. L'Italia invece esporta oltre 4.400 tipologie di prodotti in nicchie diverse.
10:12 Speaker 2: Asia, America Latina e l'Africa con il piano
10:15 Speaker 3: Mattei. Eh sì, lì i progetti per macchinari e tecnologie nei 18 paesi prioritari valgono già 14,4 miliardi. Spalmando il rischio su più aree, compensiamo la debolezza del mercato interno.
10:27 Speaker 2: Qui arriviamo al vero paradosso di oggi. Questa forza all'estero si scontra con una paralisi interna, specialmente sul lavoro. I dati Istat analizzati dal Sole 24 Ore e Cora sembrano incompatibili. Da una parte la disoccupazione scende al 5%, minimo storico dal 2004. Sembrerebbe
10:47 Speaker 3: un boom
10:48 Speaker 2: economico. Invece no, perché il tasso di inattività schizza al 33,6%, un terzo del paese. Come fa la disoccupazione a crollare se così tanta gente è inattiva?
11:00 Speaker 3: È un trucco statistico, di fatto. Per l'Istat sei disoccupato solo se stai attivamente cercando un lavoro.
11:07 Speaker 2: Se smetti, non sei più disoccupato.
11:09 Speaker 3: Esatto, diventi inattivo. In un solo mese 59.000 persone si sono scoraggiate e hanno smesso di cercare. E la distorsione anagrafica è ancora peggio. In un anno la crescita dell'occupazione è trainata solo dagli over 50. Hanno registrato 397.000 occupati in
11:28 Speaker 2: più.
11:31 Speaker 3: E i trentenni? I quarantenni? La fascia 35-49 anni ha bruciato 202.000 posti. Le aziende si tengono i lavoratori anziani per i costi delle uscite anticipate e i giovani restano bloccati fuori. È un tappo demografico aziendale.
11:44 Speaker 2: Questa paralisi si riflette alla perfezione sulle nostre istituzioni. L'altra voce riporta una notizia passata un po' in sordina. Le dimissioni in massa dalla Commissione bicamerale di vigilanza sulla RAI.
11:56 Speaker 3: Tutti. Maggioranza e opposizione.
11:59 Speaker 2: Tutti via. E da due anni la Commissione è un contenitore vuoto.
12:03 Speaker 3: Lo stallo ha due ragioni. Una normativa, cioè l'European Media Freedom Act, che chiede di slegare la RAI dal controllo del governo entro agosto 2025. E il Senato non sa come ricepirlo.
12:16 Speaker 2: E poi c'è il blocco politico.
12:18 Speaker 3: Certo. Il calendario elettorale. La concessione RAI scade a ridosso delle elezioni politiche del 2027. Nessuno vuole rinunciare a controllare le nomine prima del voto. Risultato? L'organo di garanzia semplicemente smette di funzionare.
12:33 Speaker 2: Assurdo. Chiudiamo l'analisi con tre notizie veloci sulle reazioni del mercato a questi blocchi strutturali. La prima, dalla verità, sui dati CINEL. Il welfare aziendale è diventato un mercato da 20 miliardi di euro all'anno.
12:47 Speaker 3: Tra buoni pasto e previdenza integrativa. È una risposta razionale a un fisco insostenibile. Le aziende lo usano per battere l'inflazione e dare soldi ai dipendenti senza pagare le tasse del cuneo fiscale.
13:00 Speaker 2: La seconda, segnalata da Will Media, è sul concetto di proprietà digitale. Rockstar Games ha annunciato che il nuovo GTA 6 uscirà solo in digitale. E Sony dal 2028 non produrrà più console con lettore dischi.
13:13 Speaker 3: Non è solo un cambio di formato. Comprare in digitale significa non possedere il gioco, ma comprare una licenza d'uso.
13:20 Speaker 2: Fine del mercato dell'usato e dei prestiti agli amici.
13:23 Speaker 3: Esatto, è come comprare casa con un contratto che ti vieta di affittarla o far centrare ospiti.
13:28 Speaker 2: Ultimo flash globale da rivista studio Echora sul Giappone, che sta combattendo l'overturismo. sono passati da 10 a 42 milioni di visitatori.
13:38 Speaker 3: E puntano a 60 milioni, insomma, una follia. Per non collassare stanno mettendo la doppia tariffa. Bus a chioto o musei costeranno il doppio per i turisti stranieri rispetto ai residenti. Ed è una mossa che guardano con interesse anche in Europa.
13:53 Speaker 2: Tirando un po' le fila di tutto questo emerge un contrasto forte. Da un lato una tecnologia velocissima, algoritmi che decidono chi colpire o che ridisegnano interi settori. Dall'altro, il deterioramento delle istituzioni umane. Gli Stati Uniti sfidati sui mari da potenze regionali. È un'Italia che esporta ovunque, ma in casa assume solo cinquantenni, con commissioni parlamentari vuote per calcolo elettorale. Il dubbio è proprio se questi ritmi lenti della politica riusciranno mai a governare l'accelerazione tecnologica.
14:25 Speaker 3: O se ne verranno travolti. Per fare un riepilogo lampo finale, l'AI diventa ufficialmente in materia di sicurezza nazionale. L'America perde la presa sulle rotte commerciali globali e l'Italia si salva coi numeri dell'export ma resta congelata in un mercato del lavoro immobile.
14:42 Speaker 2: Noi ci fermiamo qui. Per non perdere le prossime analisi, vi invitiamo a cliccare Segui sulla piattaforma e a lasciarci una recensione a 5 stelle su Spotify o Apple Podcasts.
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