Conti in regola e sfruttamento in Italia | Gio 2 lug
Informazioni su questo episodio
L’Europa è davvero più forte di quanto sembri?In questo episodio analizziamo i segnali che stanno ridisegnando gli equilibri globali: dalla guerra in Ucraina ai nuovi negoziati con l’Iran, passando per i conti dell’Italia, l’evoluzione dell’intelligenza artificiale e il sorprendente successo delle aziende tecnologiche europee.
Partiamo dallo scenario internazionale, dove il conflitto tra Russia e Ucraina continua a lasciare un bilancio sempre più drammatico mentre proseguono le trattative sul nucleare iraniano e sulla sicurezza dello Stretto di Hormuz. Nel frattempo l’Unione Europea accelera sul rafforzamento delle proprie infrastrutture strategiche, della competitività industriale e delle nuove rotte commerciali tra Europa e Asia, nel tentativo di ridurre la dipendenza dagli snodi geopolitici più instabili.
Ci spostiamo poi in Italia per fare il punto sullo stato dell’economia: il deficit torna sotto il 3%, migliorano alcuni indicatori dei conti pubblici e il PNRR mostra risultati importanti sul fronte della giustizia e degli investimenti. Restano però aperte le sfide della sanità territoriale, dell’evasione fiscale, dell’invecchiamento della popolazione e della carenza di lavoratori qualificati, temi destinati a incidere sempre di più sulla crescita del Paese.
Approfondiremo inoltre uno degli eventi più significativi per il mondo cattolico, con lo scontro tra Papa Leone XIV e la Fraternità San Pio X che riporta al centro il dibattito sul futuro della Chiesa e sul rapporto tra tradizione e riforme.
Parleremo anche del debutto record di Bending Spoons a Wall Street, delle riflessioni di Federico Faggin sul futuro della tecnologia e dell’intelligenza artificiale, della lotta contro il caporalato, della riforma della scuola italiana, del rilancio delle librerie indipendenti e delle grandi trasformazioni che stanno cambiando il mondo del lavoro.
Un episodio per comprendere come economia, geopolitica, innovazione e istituzioni stiano entrando in una nuova fase, in cui le decisioni prese oggi avranno effetti profondi sul futuro dell’Italia, dell’Europa e dell’intero scenario internazionale.
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Questo episodio include contenuti generati dall’IA.
0:00 Speaker 2: Giornali aperti e notizie sul tavolo. Siete su due pagine.
0:04 Speaker 3: La rassegna stampa che vi racconta cosa conta davvero, senza rumore di fondo.
0:09 Speaker 2: Oggi mettiamo sul tavolo un paradosso quasi incredibile. In sintesi estrema, l'Italia sta tenendo i conti pubblici in regola. Persino meglio di giganti come Stati Uniti e Francia.
0:20 Speaker 3: Esatto, una fotografia macroeconomica che sorprende.
0:23 Speaker 2: Però c'è dietro questa facciata perfetta, c'è una realtà che stride. Il PNRR fatica pesantemente e l'evasione fiscale ci brucia a quasi 98 miliardi. Poi parleremo del nostro mercato del lavoro spaccato in due.
0:37 Speaker 3: Fabbriche vuote per l'inverno demografico, ma caporalato spietato nei grandi cantieri.
0:43 Speaker 2: Chiaro. E infine la tecnologia a due facce. Da un lato il colosso italiano Bending Spoons, che fa cifre assurde a Wall Street, e dall'altro il padre del microchip, insomma Federico Faggin, che scappa a gambe levate dalla Silicon Valley.
0:56 Speaker 3: È una puntata densa, direi di partire subito da questa illusione, o meglio, da questa architettura macroeconomica.
1:03 Speaker 2: Assolutamente. Partiamo dai numeri. I dati Istat, che oggi sono ripresi e analizzati dal messaggero, tracciano un quadro oggettivamente solido. Cioè, nel primo trimestre di quest'anno, del 2026, l'indebitamento accumulato ha portato il rapporto deficit su PIL al 2,97%. Che
1:22 Speaker 3: è una soglia cruciale.
1:23 Speaker 2: Esatto. Siamo scesi sotto quel muro psicologico e tecnico del 3%. E la cosa pazzesca è che non c'è una stretta sui cordoni della borsa. Perché il potere d'acquisto delle famiglie ha segnato un più 0,8% e i consumi sono saliti dell'1,4%.
1:39 Speaker 3: Per capire quanto sia rilevante questa rotta bisogna fare un confronto internazionale, sai?
1:44 Speaker 2: Certo, guardiamo fuori.
1:45 Speaker 3: Proprio in questo momento le proiezioni della Commissione europea vedono gli Stati Uniti viaggiare verso un deficit dell'8%.
1:53 Speaker 2: L' 8 % un abisso.
1:55 Speaker 3: Eh, e la Francia è ferma al 5,1%. Quindi sostanzialmente stiamo mantenendo parametri molto più stabili rispetto alle potenze che di solito dettano le regole del gioco.
2:07 Speaker 2: Ok, i numeri di facciata sono solidi, non ci piove. Ma c'è un elefante nella stanza, secondo me. Cioè quanto di questo successo è reale e quanto invece è letteralmente drogato dai fondi del PNRR?
2:22 Speaker 3: Una domanda necessaria.
2:23 Speaker 2: Perché leggendo l'analisi di Francesco Giavazzi sul Corriere della Sera L'impressione netta è che questo piano stia subendo un crash test durissimo nella realtà di tutti i giorni
2:33 Speaker 3: Giavazzi, infatti, divide molto chiaramente gli ambiti. Spiega bene dove il PNRR sta funzionando e dove invece è un buco nell'acqua.
2:43 Speaker 2: Cioè, dove funziona?
2:44 Speaker 3: Funzione lì dove c'era bisogno di riorganizzare i processi. senza dover per forza costruire muri nuovi o assumere migliaia di super esperti. L'esempio cardini è la giustizia.
2:56 Speaker 2: La giustizia italiana, storicamente lentissima.
2:59 Speaker 3: Esatto, eppure i tempi di attesa per una causa, civile o penale che sia, si sono ridotti del 31,2%. Aspetta,
3:08 Speaker 2: scusa se ti fermo. Meno un terzo dei tempi. Ma qual è il trucco? Cioè, non credo abbiano assunto 10.000 nuovi magistrati di colpo.
3:16 Speaker 3: Nessun trucco e nessun nuovo giudice. Il meccanismo si chiama ufficio del processo.
3:22 Speaker 2: E che cos'è in pratica?
3:23 Speaker 3: È ingegneria gestionale applicata ai tribunali. In sostanza hanno creato delle strutture fisse di supporto, fatte di assistenti e ricercatori. Quindi se un magistrato cambia sede o viene trasferito, il fascicolo non finisce in uno scantinato polveroso.
3:39 Speaker 2: Ah, geniale!
3:39 Speaker 3: Il team dell'ufficio del processo lo tiene attivo, prepara già le ricerche giurisprudenziali e garantisce la continuità. È una vittoria della pura organizzazione.
3:49 Speaker 2: Ed è affascinante perché dimostra che il problema spesso non sono i soldi in sé, ma come si lavora.
3:55 Speaker 3: Assolutamente sì!
3:56 Speaker 2: Però, e qui entra in gioco il buco nero dell'intero piano, c'è la sanità. L'obiettivo del PNRR era costruire le famose case di comunità per filtrare i pazienti prima che intasassero il pronto soccorso, giusto?
4:10 Speaker 3: L'idea di base era eccellente
4:12 Speaker 2: Sì, ma oggi leggo che abbiamo 781 case di comunità aperte, con i muri e tutto il resto. Ma mancano 2.500 medici e 7.000 infermieri per farle funzionare.
4:23 Speaker 3: È assurdo.
4:24 Speaker 2: Cioè abbiamo comprato la fuori serie ma non abbiamo i soldi per la benzina né i piloti per guidarla.
4:28 Speaker 3: È l'errore classico. Si investe nel capitale fisico, quindi nel mattone, ma non si mettono fondi sulla spesa corrente, che poi sarebbero gli stipendi di chi ci deve lavorare dentro.
4:40 Speaker 2: E perché lo Stato non ha questi soldi per la spesa corrente.
4:43 Speaker 3: Qui entra in gioco l'altra faccia della medaglia macroeconomica. Carlo Cottarelli, in un'altra analisi sempre sul Corriere della Sera, punta il dito contro il blocco strutturale per eccellenza dell'Italia.
4:55 Speaker 2: L'evasione fiscale.
4:56 Speaker 3: Esattamente. Nel 2023 sono evaporati 98,5 miliardi di euro. Parliamo del 17,3% del gettito teorico totale.
5:04 Speaker 3: 98
5:07 Speaker 2: miliardi in 12 mesi. Ma, sai, la composizione di questo dato fa davvero arrabbiare.
5:13 Speaker 4: No.
5:13 Speaker 2: Per il lavoro dipendente l'evasione è zero, banalmente perché le tasse le trattengono direttamente in busta paga. Ma sull'IRPEF del lavoro autonomo l'evasione registrata è al 60,6%.
5:24 Speaker 3: Un numero spaventoso.
5:25 Speaker 2: Cioè, 3 euro su 5 dovuti allo Stato scompaiono completamente nel nulla.
5:30 Speaker 3: E la conseguenza matematica che fa notare Cottarelli è tanto banale quanto devastante.
5:35 Speaker 2: Quale sarebbe?
5:36 Speaker 3: che se lo Stato riuscisse a recuperare tutti questi fondi evasi, le alicote fiscali per tutti noi scenderebbero esattamente di quel 17,3%.
5:46 Speaker 2: Una sforbiciata enorme.
5:48 Speaker 3: L'evasione non è solo un reato. È un freno matematico puro. È il motivo per cui paghiamo tasse altissime ed è il motivo pratico per cui quelle case di comunità non hanno gli infermieri.
5:59 Speaker 2: Chiaro, chiarissimo. E mentre cerchiamo di tappare queste voraggini interne fuori dai nostri confini, l'economia globale procede a fare i spenti.
6:06 Speaker 3: E questo cambia le carte in tavola.
6:08 Speaker 2: Repubblica Oggi documenta cos'è successo al simposio di Sintra, dove si trovano i grandi banchieri centrali e le posizioni sono ormai di rottura.
6:16 Speaker 3: In che senso?
6:17 Speaker 2: Da una parte Kevin Walsh della Federal Reserve si è trovato a dover respingere le pressioni politiche esplicite di Donald Trump, che vuole tassi più bassi, ribadendo che la Fed è indipendente.
6:26 Speaker 3: Un muro istituzionale.
6:28 Speaker 2: Sì, ma dall'altra parte c'è Christine Lagarde della Banca Centrale Europea che ha ufficializzato la fine della cosiddetta Forward Guidance.
6:35 Speaker 3: Ecco, questo è un passaggio tecnico ma vitale.
6:38 Speaker 2: Spichiamolo bene a chi ascolta. Cosa comporta in concreto
6:41 Speaker 3: In pratica per anni le banche centrali ci hanno tenuti per mano. Dicevano tra sei mesi alzeremo i tassi di un quarto di punto e le aziende potevano pianificare.
6:51 Speaker 2: Ti davano la rotta.
6:53 Speaker 3: Esatto. Ora la Lagarda ha detto che questo meccanismo non esiste più. L'inflazione è troppo imprevedibile, quindi non annunceranno più niente a lungo termine. decideranno mese per mese sui dati reali. Il pilota automatico è spento, si naviga a vista.
7:08 Speaker 2: E navigare a vista ci porta dritti al secondo grande blocco di oggi. Perché se il mondo avanza a tentoni, l'economia reale italiana rischia di schiantarsi ma proprio fisicamente, contro un muro anagrafico.
7:19 Speaker 3: Un tema drammatico.
7:20 Speaker 2: Il sole 24 ore riprende i dati di Alessandro Rosina. Le proiezioni dicono che entro il 2050... La popolazione tra i 20 e i 64 anni, cioè chi lavora, crollerà al 51%.
7:34 Speaker 3: Praticamente una persona lavora e una sta a casa.
7:37 Speaker 2: Esattamente. E senza immigrazione mirata, la crescita si ferma del tutto. Non parliamo più di non trovare un programmatore. Qui manca proprio la base.
7:46 Speaker 3: Gli effetti sulle catene produttive li vediamo già adesso, sai? Oggi oltre la metà delle assunzioni programmate va a vuoto.
7:53 Speaker 2: Un disastro per il welfare.
7:55 Speaker 3: È un blocco strutturale che minaccia le pensioni e la sanità.
7:59 Speaker 2: Eppure qui scatta il vero cortocircuito di questa puntata. La logica economica suggerisce che se un bene è raro lo tuteletti al massimo, no?
8:07 Speaker 3: Certo, diventa prezioso.
8:09 Speaker 2: Invece una parte della nostra economia letteralmente stritola questa mano d'opera. Ho incrociato i report di Italia Oggi e due puntate uscite su Cora Media. Due fatti emblematici a poche une di distanza. Vai! Nelle campagne del Mantovano, un bracciante marocchino di 55 anni è morto crollando nei campi, ucciso dalla fatica e dal caldo, mentre raccoglieva angurie.
8:32 Speaker 3: Una morte atroce.
8:34 Speaker 2: E in quelle stesse ore a Vado Ligure, la procura di Savona chiudeva una maxi- operazione sul caporalato. E attenzione, non in un campo disperso, ma nella nuova diga foreania del porto di Genova.
8:46 Speaker 3: Un'opera strategica enorme, finanziata anche da fondi pubblici.
8:50 Speaker 2: Esatto. Lì dentro hanno trovato 127 operai edili indiani e pakistani sfruttati sistematicamente. I caporali si tenevano mezza busta paga e usavano il licenziamento come minaccia costante.
9:03 Speaker 3: Questo contrasto racconta due economie che convivono nello stesso posto ma in epoche diverse.
9:09 Speaker 2: Una feudale praticamente.
9:11 Speaker 3: Da una parte, sì, c'è un'economia sommersa o semisommersa che va avanti col massimo ribasso e lo sfruttamento puro. Dall'altra, però, c'è un tessuto emerso che va nella direzione diametralmente opposta.
9:23 Speaker 2: Cioè? Che dati abbiamo
9:24 Speaker 3: Avvenire ha pubblicato i risultati del rapporto Welfare Index PMI. Ne esce che il 76,5% delle piccole e medie imprese italiane ha raggiunto un livello medio- alto di welfare aziendale
9:37 Speaker 2: Ah, una bella
9:38 Speaker 3: fetta. Non si limitano a pagare lo stipendio a fine mese. Offrono sanità integrativa alle famiglie, asili nido interni, orari super flessibili. Hanno capito il problema demografico. Cioè,
9:48 Speaker 2: sanno che se non offri di più, i dipendenti scappano
9:52 Speaker 3: Esatto. Sanno che per attrarre talenti oggi serve un ecosistema di supporto, non solo un bonifico.
9:58 Speaker 2: E poi, questa spaccatura in Burianime si vede benissimo anche nelle mosse dello Stato. Il messaggero oggi dettaglia il nuovo contratto della scuola. 137 euro di aumento medio per i dipendenti, ok, ma la mossa vera, fuori dal PNRR, sono 420 milioni di euro stanziati per pagare periodi di studio all'estero a 150.000 studenti delle superiori.
10:24 Speaker 3: Un
10:24 Speaker 2: investimento nel capitale umano potentissimo. Fortissimo, sì. Però rendimi vente la follia. Da una parte formiamo i giovani con centinaia di milioni per mandarli in Nord Europa, dall'altra chiudiamo gli occhi sullo sfruttamento da medioevo per colare il cemento nell'infrastruttura del paese.
10:38 Speaker 3: E a proposito di capitale umano e di eccellenze che competono all'estero, dobbiamo spostarci sulla tecnologia, che poi è la punta di diamante di questo ragionamento.
10:47 Speaker 2: Il caso di Bending Spoon, si immagino.
10:49 Speaker 3: Sì. Il Sole 24 Ore dedica molto spazio al loro debutto a Wall Street.
10:53 Speaker 2: È una società italiana, ricordiamolo.
10:55 Speaker 3: Milanese.
10:56 Speaker 2: E l'operazione è stata perfetta dal punto di vista finanziario. Al Nasdaq, nel primo giorno, il titolo ha fatto un più 38%, portando l'azienda a valere più di 24 miliardi di dollari.
11:07 Speaker 3: Numeri giganteschi.
11:08 Speaker 2: Giganteschi. Però, aiutami a capire, come fa esattamente una software house a diventare un colosso da 24 miliardi? Tutti li descrivono quasi come un fondo di private equity.
11:19 Speaker 3: Perché il loro modello non si basa necessariamente sull'inventare l'app del secolo da zero.
11:25 Speaker 2: Ok
11:26 Speaker 3: È ingegneria di acquisizione. Bending Spoons individua società storiche, magari un po' in declino, ma con tantissimi utenti. Hanno comprato Vimeo, Eventbrite, persino AOL.
11:39 Speaker 2: Ah, nomi enormi. E una volta acquisite che fanno
11:41 Speaker 3: Applicano un protocollo rigidissimo. Tagliano il personale in eccesso, a volte in modo molto drastico.
11:48 Speaker 2: Licenziano, in poche parole.
11:50 Speaker 3: Sì, licenziano. E poi riscrivono l'infrastruttura tecnologica e i server per ottimizzare i costi al millimetro. Tagliando le spese e migliorando l'efficienza, i margini di profitto schizzano e Wall Street applaude.
12:04 Speaker 2: Insomma, dal punto di vista degli azionisti, è una macchina da soldi perfetta.
12:08 Speaker 3: Infallibile.
12:09 Speaker 2: Però solleva una questione etica bella pesante. È questa l'innovazione che vogliamo? Un modello basato solo sull'estrazione di valore, tagli di massa e speculazione?
12:19 Speaker 3: È una critica condivisa da molti, sai?
12:21 Speaker 2: E a darci manforte su questo dubbio è arrivata un'intervista clamorosa sul Corriere della Sera, a Federico Faggin.
12:27 Speaker 3: Il fisico italiano?
12:28 Speaker 2: Il padre del microprocessore, uno che la Silicon Valley l'ha fondata materialmente. Ebbene, Faggin ha appena lasciato gli Stati Uniti dopo 57 anni, per tornare in Italia.
12:38 Speaker 3: Una scelta radicale
12:39 Speaker 2: Radicale e in modo durissimo. Sostiene che la Silicon Valley delle origini cambiava il mondo perché creava hardware, oggetti fisici. Oggi, e cito, si è ridotta a usare il software per fregare gli altri.
12:52 Speaker 3: Parole pesantissime.
12:53 Speaker 2: Pesantissime. Dice che l'innovazione vera è morta, sostituita da monopoli dell'informazione e uso spregedicato dei dati.
13:01 Speaker 3: E sai che questa visione di Faggin trova una conferma pratica incredibile proprio in queste ore?
13:06 Speaker 2: Dimmi.
13:07 Speaker 3: Riguarda il mondo dell'intrattenimento digitale, Multiplayer, poi ripreso anche da Chiora, riporta un annuncio ufficiale di Sony.
13:13 Speaker 2: La PlayStation.
13:14 Speaker 3: Esatto. Dal 1 gennaio 2028 cesseranno totalmente la produzione di giochi fisici su disco, solo ed esclusivamente digitale.
13:24 Speaker 2: Molti diranno, sai che è comodissimo non doversi alzare dal divano, ma dov'è la fregatura?
13:29 Speaker 3: La fregatura è totale. Sancisce la fine del diritto di proprietà per chi compra.
13:34 Speaker 2: In che senso?
13:35 Speaker 3: Fino a ieri compravi il disco, il gioco era tuo e potevi rivenderlo. Col modello tutto digitale tu non possiedi niente. Compri una licenza d'uso legata ai loro server. Loro possono revocarla, modificarla o cancellarla quando vogliono.
13:50 Speaker 2: È la conferma esatta di quello che dice Faggini, insomma.
13:53 Speaker 3: Smettono di vendere oggetti fisici che ti danno potere e creano un recinto software dove controllano ogni tuo respiro. Estrazione di valore pura.
14:02 Speaker 2: Assurdo. Ti affittano l'accesso finché continui a pagare. E mentre i colossi del tech ottimizzano questo controllo totale, facciamo un salto sulla geopolitica per chiudere il cerchio.
14:13 Speaker 3: Perché anche lì si parla di controllo e di spese enormi.
14:17 Speaker 2: Repubblica oggi anticipa la linea che l'Italia terrà al vertice NATO in Turchia. Giorgia Meloni si presenta con un dato che pesa come un macigno. La spesa militare italiana è al 2,8% del PIL.
14:29 Speaker 3: Un salto enorme, considerando che pochissimo tempo fa eravamo fermi all'1,6%.
14:35 Speaker 2: Ma non è finita qui. La vera richiesta, spinta fortissimo dagli USA e in particolare dalle posizioni di Donald Trump... è di portare questo investimento strutturale al 5% del PIL entro il 2035.
14:47 Speaker 3: È un cambio di paradigma totale. La difesa non è più una voce di spesa ordinaria. Sta diventando il motore di un riarmo permanente per tutto l'Occidente.
14:57 Speaker 2: Ed è una faglia enorme in questa narrazione. Perché noi programmiamo trilioni per le armi, ma ci sono aree del mondo dove lo Stato semplicemente non esiste più.
15:05 Speaker 3: Ti riferisci al Venezuela, immagino?
15:07 Speaker 2: Sì. Gli aggiornamenti di Will Media sul terremoto in Venezuela sono da brivido. 2.295 morti accertati e circa 50.000 dispersi. Ma la notizia peggiore è il collasso istituzionale.
15:19 Speaker 3: Un collasso etico, direi.
15:21 Speaker 2: Esatto. Hanno arrestato quattro agenti della CCPC, che in teoria è l'ente governativo per le indagini e i soccorsi.
15:28 Speaker 3: Arrestati per sciacallaggio, no?
15:30 Speaker 2: Sì. Invece di tirare fuori i superstiti, usavano le divise per scassinare le casse forti nei palazzi crollati. Una corruzione tale che gli aiuti internazionali stanno scavalcando il governo. Il Vaticano ha sbloccato 100.000 euro cercando canali diretti, pur di non farsi rubare soldi
15:46 Speaker 3: E visto che citi il Vaticano, c'è un ultimissimo flash che voglio portarti.
15:51 Speaker 2: Grego.
15:51 Speaker 3: Sembra teologia, ma in realtà è pura sociologia contemporanea. Coramidia documenta una rottura storica in Svizzera.
15:59 Speaker 2: Che è successo?
16:00 Speaker 3: I Lefevriani, la comunità ultratradizionalista, hanno deciso di sfidare l'appello diretto di Papa Leone X e hanno ordinato quattro nuovi vescovi senza mandato papale.
16:10 Speaker 2: Papa Leone X, eh? Uno strappo vero e proprio.
16:12 Speaker 3: Immediata scomunica in blocco. Ma, come dicevo, non è questione di diritto canonico. Loro rifiutano ogni apertura della modernità.
16:22 Speaker 2: E la sociologia dove entra in gioco?
16:24 Speaker 3: Entra in gioco guardando chi li segue. A differenza del callo generale dei cattolici, questa frangia estremista sta tirando migliaia di giovanissimi in Europa e in America.
16:35 Speaker 2: Giovani che cercano regole ferre.
16:36 Speaker 3: Esatto. Una generazione spaventata dalla troppa fluidità che si aggrappa a dogmi inflessibili. Tutto bianco o tutto nero. Niente sfumature.
16:46 Speaker 2: Molto indicativo. Insomma, proviamo a tirare le fila di tutta questa puntata. Abbiamo un'Italia che a livello macroeconomico fa la prima della classe e vanta colossi da 24 miliardi a Wall Street, ma che nella pratica si blocca. Muri senza medici e infrastrutture costruite sullo sfruttamento. E un mondo tech che genera ricchezza infinita ma disgusta i suoi stessi inventori, diventando pura speculazione algoritmica.
17:11 Speaker 3: Una dicotomia tra capacità teoriche e un'esecuzione che calpesta le persone, sostanzialmente.
17:18 Speaker 2: Esatto. E c'è una via d'uscita a tutto questo.
17:21 Speaker 3: Milano Finanza oggi riprende un concetto del filosofo Jürgen Habermas, il nuovo contratto sociale europeo.
17:28 Speaker 2: Di che si tratta?
17:29 Speaker 3: Secondo Habermas, l'Europa non può competere se cerca di scopiazzare il modello spietato americano. Dobbiamo puntare su un sistema di solidarietà che funzioni come una gigantesca assicurazione sovranazionale. Non più sussidi a pioggia, ma condivisione del rischio. Insomma, unire alta tecnologia a tutele sociali reali.
17:50 Speaker 2: Un bel punto d'arrivo e una prospettiva che ci lascia con una riflessione finale da fare. A microfoni spenti, per chi ci ascolta.
17:57 Speaker 4: Cioè?
17:58 Speaker 2: Se l'hardware e il mondo fisico viene abbandonato dalle grandi aziende tech per concentrarsi solo su licenze software e finanza, non c'è il rischio che queste stesse multinazionali tech, piene di liquidità, prima o poi iniziano a comprarsi materialmente le infrastrutture fisiche dei nostri stati? Ponti, ospedali, reti elettriche, imponendo le loro logiche sui nostri diritti primari? È uno scenario distopico
18:24 Speaker 4: ma tremendamente illogico.
18:28 Speaker 2: E su questo spunto chiudiamo questo approfondimento. Vi invitiamo a cliccare segui, attivare la campanella e lasciarci le vostre 5 stelle su Spotify o Apple Podcast. Alla prossima!
18:39 Speaker 4: Grazie per l'asconto!
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