Asse cinese nel Golfo e pensioni povere | Mer 24 giu
Informazioni su questo episodio
Chi controllerà il futuro: gli Stati, le Big Tech o le nuove potenze globali?In questo episodio analizziamo le grandi trasformazioni che stanno ridefinendo gli equilibri mondiali: dalla crisi umanitaria a Gaza alle tensioni tra Occidente e Medio Oriente, passando per l’Euro Digitale, l’intelligenza artificiale e le sfide economiche che attendono l’Europa e l’Italia.
Partiamo dalla Striscia di Gaza, dove un nuovo rapporto delle Nazioni Unite riaccende il dibattito internazionale sulle responsabilità del conflitto e sulle conseguenze umanitarie della guerra. Mentre il confronto diplomatico si intensifica, cresce la pressione sulla comunità internazionale chiamata a trovare un equilibrio tra sicurezza, diritto internazionale e tutela delle popolazioni civili.
Ci spostiamo poi nel Golfo Persico, dove la riapertura dello Stretto di Hormuz e i delicati negoziati tra Stati Uniti e Iran hanno temporaneamente ridotto le tensioni energetiche globali. Dietro la tregua, però, restano aperti nodi strategici fondamentali che coinvolgono non solo Washington e Teheran, ma anche Cina, Russia e il futuro degli equilibri geopolitici mondiali.
Analizzeremo inoltre il difficile rapporto tra Europa e Stati Uniti in una fase caratterizzata da nuove incertezze politiche. L’Italia cerca di preservare una delle relazioni strategiche più importanti della propria storia, mentre l’Unione Europea è chiamata a ridefinire il proprio ruolo in un contesto internazionale sempre più competitivo e frammentato.
Uno dei temi centrali della puntata sarà l’Euro Digitale. Il primo via libera europeo apre una discussione che va ben oltre i pagamenti elettronici: autonomia finanziaria, sovranità monetaria, dipendenza dai circuiti internazionali e competizione con le valute digitali private e statali. Una sfida destinata a influenzare il modo in cui cittadini, imprese e governi utilizzeranno il denaro nei prossimi anni.
Parleremo anche di lavoro, salari e pensioni. In Italia cresce la preoccupazione per la diffusione del lavoro povero, soprattutto nei settori del turismo e dei servizi, mentre il sistema previdenziale affronta cambiamenti che incidono sia sull’età pensionabile sia sul potere d’acquisto delle future pensioni. Temi che toccano direttamente milioni di persone e che influenzeranno la sostenibilità economica e sociale del Paese.
Non mancherà un approfondimento sull’intelligenza artificiale e sulla crescente concentrazione di potere tecnologico nelle mani di pochi grandi operatori globali. Dalla finanza all’istruzione, fino alla pubblica amministrazione, la corsa all’AI sta trasformando modelli economici, processi decisionali e rapporti di forza tra Stati e imprese.
Infine, ci confronteremo con alcune delle sfide che definiranno il prossimo decennio: la sicurezza digitale, la lotta al lavoro irregolare attraverso l’integrazione delle banche dati, l’emergenza climatica e il crescente bisogno di infrastrutture tecnologiche capaci di sostenere economie sempre più interconnesse.
Un episodio per capire come denaro, tecnologia, dati, energia e geopolitica stiano convergendo in un’unica grande partita globale — e perché il vero potere del XXI secolo potrebbe appartenere a chi saprà controllare le infrastrutture che governano il nostro mondo.
📰 Dal lunedì al sabato: la rassegna stampa per iniziare la giornata già aggiornati.
🎯 Ogni domenica: un episodio di approfondimento su un singolo tema.
🔔 Clicca su “Segui” o "Iscriviti" per non perdere i prossimi episodi.
Questo episodio include contenuti generati dall’IA.
Speaker 2: Giornali aperti e notizie sul tavolo. Siete su due pagine.
Speaker 3: La rassegna stampa che vi racconta cosa conta davvero, senza
Speaker 3: rumore di fondo.
Speaker 2: E oggi, beh, il disordine globale è letteralmente servito. Parliamo
Speaker 2: di tre fronti caldissimi. Primo, il nuovo asse nel Golfo
Speaker 2: Persico e la corsa europea per sganciarsi dai circuiti di
Speaker 2: pagamento americani.
Speaker 3: Secondo, facciamo i conti in tasca agli italiani. Pensioni in calo,
Speaker 3: lavoro povero, ma anche la nuova rete dati per contrastare
Speaker 3: il caporalato.
Speaker 2: E terzo, bilanci decennali che proprio non tornano. Dalla bolla
Speaker 2: dell'intelligenza artificiale fino ai dieci anni esatti della Brexit. Insomma,
Speaker 2: partiamo subito dalla geopolitica, perché l'altra voce oggi ci fa
Speaker 2: notare un paradosso pazzesco nel Golfo Persico
Speaker 3: Sì, il classico caso in cui la facciata non
Speaker 2: corrisponde alla realtà dei fatti. Esatto. Cioè, la narrazione ufficiale
Speaker 2: statunitense canta vittoria sullo stretto di Hormuz. Loro dicono di
Speaker 2: aver garantito il transito marittimo del petrolio. Ma incrociando i
Speaker 2: numeri si capisce che la vera vincitrice di tutta questa
Speaker 2: tensione è un'altra. È la Cina.
Speaker 3: E sembra controintuitivo, in effetti. Se gli americani tengono aperto
Speaker 3: lo stretto militarmente con le loro navi, come fa il
Speaker 3: dividendo strategico a finire a Pechino?
Speaker 2: Il punto è che bisogna guardare la terraferma, non il mare.
Speaker 2: Diciamo che si sta accelerando involontariamente quella che gli analisti
Speaker 2: chiamano la dottrina Primakov.
Speaker 3: Ah, certo, l'asse antioccidentale. Il blocco con Russia, Iran e
Speaker 3: così via.
Speaker 2: Proprio quello. Russia, Cina, India, Iran. E ora a questo
Speaker 2: blocco si è saldata anche la Corea del Nord. Più
Speaker 2: l'Occidente cerca di isolare l'Iran via mare, imponendo sanzioni, più
Speaker 2: questi sono costretti a organizzarsi via terra.
Speaker 3: Che poi all'atto pratico significa costruire infrastrutture alternative, grandi collegamenti ferroviari.
Speaker 3: Chiaro
Speaker 2: come la rete che collega Teheran alla Cina. Il petrolio
Speaker 2: iraniano fluisce verso est, aggirando totalmente la superiorità navale americana.
Speaker 2: Pechino si assicura energia a prezzi vantaggiosi e il blocco
Speaker 2: anti- occidentale consolida le sue infrastrutture.
Speaker 3: E questo ci porta dritti al secondo punto, perché le
Speaker 3: ricadute di questi blocchi si sentono forti in Europa. L'Unione
Speaker 3: Europea si sente oggettivamente strecca in questa morsa e corre ripari.
Speaker 3: Leggevo sulla Repubblica e su Will Media che c'è stato
Speaker 3: il via libera della Commissione Econ al Parlamento Europeo. Parliamo
Speaker 3: del nuovo regolamento per l'euro digitale. I tempi
Speaker 2: quali sono? Sperimentazione nel 2027 e a regime nel 2029, giusto?
Speaker 3: Sì, confermato. E bisogna chiarire subito una cosa. L'obiettivo non
Speaker 3: è far sparire il contante, come si legge ciclicamente sui social.
Speaker 3: È una pura questione di indipendenza.
Speaker 2: Anche perché, insomma, oggi dipendiamo in modo imbarazzante dai circuiti americani.
Speaker 3: Assolutamente. Il 61% dei pagamenti con carta nell'intera area euro
Speaker 3: passa da Visa e Mastercard. Avere una valuta digitale emessa
Speaker 3: e garantita direttamente dalla Banca Centrale Europea significa crearsi un'infrastruttura sovrana.
Speaker 2: Sovranità digitale pura. Che poi è un tema che si
Speaker 2: incrocia inevitabilmente con il problema della sovranità militare. E qui
Speaker 2: immancabilmente emergono i limiti di bilancio. Il giornale oggi dedica
Speaker 2: ampio spazio al cosiddetto prestito safe.
Speaker 3: Una partita complessa.
Speaker 2: Parliamo di 14,9 miliardi di euro da Bruxelles destinati all'industria della difesa.
Speaker 2: Sono prestiti a tasso agevolato da restituire in 45 anni e
Speaker 2: dentro l'esecutivo italiano ci sono visioni opposte. Crosetto spinge per
Speaker 3: usarli tutti
Speaker 2: Eh sì, per finanziare satelliti militari, carri armati, insomma, la
Speaker 2: difesa pura.
Speaker 3: Però Giargetti, e qui entra la logica contabile, frena in
Speaker 3: modo deciso. Perché un prestito europeo, pur agevolato, fa comunque
Speaker 3: aumentare il debito pubblico nazionale.
Speaker 2: Quindi bisogna farsi i conti in tasca.
Speaker 3: Esatto. Il Ministero dell'Economia deve capire se il risparmio sugli
Speaker 3: interessi di questo prestito vale davvero la rigidità delle condizioni
Speaker 3: europee su come spendere quei soldi. O se alla fine
Speaker 3: convenga emettere dei normali BTP.
Speaker 2: E questa difficoltà costante nel trovare risorse, come spiega benissimo
Speaker 2: Enzo Muovero Milanesi sul Corriere della Sera, è proprio il
Speaker 2: sintomo di un'architettura europea bloccata. Nel quadro finanziario pluriennale fino al 2034...
Speaker 2: Non si trova la quadra.
Speaker 3: E non si troverà facilmente, considerando che il bilancio complessivo
Speaker 3: dell'Unione vale circa l'1% del PIL aggregato di tutti gli
Speaker 3: Stati membri.
Speaker 2: Solo l'1%.
Speaker 3: Una miseria.
Speaker 2: Soprattutto se lo si paragona al 23% del bilancio federale
Speaker 2: degli Stati Uniti.
Speaker 3: È una sproporzione mostruosa.
Speaker 2: Con 1% l'Europa può fare solo il regolatore, non ha
Speaker 2: la potenza di fuoco per finanziare grandi eserciti o enormi
Speaker 2: investimenti tecnologici.
Speaker 3: No, e le divisioni interne paralizzano tutto. Da un lato
Speaker 3: ci sono i paesi frugali che vogliono spendere in difesa
Speaker 3: e tecnologia, dall'altro chi difende vecchi fondi agricoli.
Speaker 2: Rimanendo in tema di conflitti e di tensioni internazionali, c'è
Speaker 2: un dossier estremamente delicato sul Medio Oriente riportato oggi da
Speaker 2: Cora Media. Si parla del secondo rapporto della Commissione indipendente, ONU,
Speaker 2: e i dati sono gravissimi.
Speaker 3: Sì, coprono il periodo che va da ottobre 2023 all'inizio del 2025.
Speaker 3: Indicano che a Gaza sono stati uccisi oltre 20.000 bambini, praticamente
Speaker 3: il 30% del totale delle vittime.
Speaker 2: Un bilancio pesantissimo. Il rapporto dell'ONU accusa Israele di colpire
Speaker 2: deliberatamente i minori in aree urbane, configurando dei crimini contro l'umanità. Ma,
Speaker 2: ed è doveroso farlo, dobbiamo riportare immediatamente la posizione diametralmente opposta.
Speaker 3: Certo. La visione israeliana a Ginevra ha respinto in toto
Speaker 3: il documento. Lo hanno definito, senza mezzi termini, una farsa diffamatoria.
Speaker 2: Esattamente. Le autorità israeliane ribadiscono i loro sforzi per minimizzare
Speaker 2: il coinvolgimento dei civili e accusano formalmente Hamas di rubare
Speaker 2: sistematicamente gli aiuti umanitari destinati alla popolazione. Un'accusa che ovviamente
Speaker 2: Hamas smentisce a sua volta. In questa sede noi ci
Speaker 2: limitiamo a riportare i fatti in modo chirurgico. Ma la
Speaker 2: frattura diplomatica è davvero totale.
Speaker 3: Totale. E si intreccia anche con dinamiche molto più vicine
Speaker 3: a noi.
Speaker 2: Ad esempio?
Speaker 3: Pensa alle flash news di oggi su domani. I due
Speaker 3: attivisti italiani che facevano parte di un convoglio umanitario diretto
Speaker 3: a Gaza e che erano bloccati in Libia da 30 giorni
Speaker 3: sono stati finalmente liberati.
Speaker 2: Un sospiro di sollievo, certo. E sempre sul fronte delle
Speaker 2: turbulenze mediterrane, la Repubblica riporta un aggiornamento cruciale sul processo
Speaker 2: per l'omicidio di Giulio Regeni. La Procura ha chiesto l'ergastolo
Speaker 2: e pene altissime per gli agenti dell'intelligenza egiziana.
Speaker 3: Segnali continui di un'area geografica, il bacino del Mediterraneo che
Speaker 3: è costantemente sotto pressione.
Speaker 2: Ma le tensioni non riguardano solo la geopolitica. Se ci
Speaker 2: spostiamo sull'economia interna italiana, i dati previdenziali fanno scattare ben
Speaker 2: più di un allarme. Il Sole 24 Ore pubblica i dati
Speaker 2: del rapporto IMSS 2025 e il quadro è, beh, preoccupante.
Speaker 3: Le nuove liquidazioni sono in netto calo. Parliamo di circa 27.000
Speaker 3: pensioni in meno rispetto all'anno scorso. E gli importi scendono.
Speaker 2: Si arriva a tagli di oltre 140 euro al mese per
Speaker 2: l'anzianità maschile. Ma c'è un dato che mi ha lasciato interdetto.
Speaker 2: Il divario di genere. Per le pensioni di vecchiaia le
Speaker 2: donne ricevono in media il 45% in meno degli uomini. 45%.
Speaker 3: Sembra un errore di calcolo del sistema, ma non lo è.
Speaker 3: È semplicemente il riflesso matematico del nostro mercato del lavoro.
Speaker 3: Pensioni povere oggi sono figlie di stipendi poveri accumulati ieri.
Speaker 3: E non dimentichiamo che gli strumenti per l'uscita anticipata, come
Speaker 3: quota 103 o opzione donna, sono stati pesantemente ristretti. Prima
Speaker 2: garantivano decine di migliaia di uscite, ora
Speaker 3: poche migliaia. Esatto, bloccando di fatto le persone sul posto
Speaker 3: di lavoro fino a 65 anni.
Speaker 2: E tornando al tema degli stipendi, l'analisi della Filcams CGL,
Speaker 2: citata da Cora Media sul lavoro povero, fa davvero impressione.
Speaker 2: Quasi la metà dei lavoratori nel terziario guadagna meno di 14.800
Speaker 2: euro lordi all'anno.
Speaker 3: Numeri da fame.
Speaker 2: Nel turismo, nello specifico, oltre 70% di dipendenti è sotto
Speaker 2: la soglia di povertà salariale e al sud questa percentuale
Speaker 2: supera l'81%. La colpa principale viene data al part- time involontario.
Speaker 3: È vero. Persone che vorrebbero lavorare a tempo pieno, ma
Speaker 3: ottengono solo contratti a singhiozzo. Però su questo c'è un
Speaker 3: dibattito interessante. Sul foglio c'è un intervento del vicepresidente di Confcommercio,
Speaker 3: che offre una lettura un po' diversa.
Speaker 2: Cioè
Speaker 3: Riconosce assolutamente il problema dei contratti pirata, quelli firmati da
Speaker 3: finte associazioni sindacali solo per fare dumping salariale. Ma contesta
Speaker 3: la narrativa generale. Secondo i loro dati, se consideri il
Speaker 3: welfare aziendale e i vari benefit, il divario reale tra
Speaker 3: inflazione e stipendi si ferma al 3% e non all'8%,
Speaker 3: come si percepisce comunemente.
Speaker 2: Sara, resta il fatto che l'opacità, l'irregolarità e lo sfruttamento
Speaker 2: in certi settori sono la norma. Ma qui entra in
Speaker 2: gioco la tecnologia, con una novità cruciale spiegata sempre sul
Speaker 2: Sole 24 Ore.
Speaker 3: Parli del nuovo sistema Silca, immagino?
Speaker 2: Esatto. L'alibi storico in Italia è sempre stato la frammentazione
Speaker 2: dei dati, no?
Speaker 3: Il famoso
Speaker 2: puzzle in cui nessuno ha tutti i pezzi. Perfetto. Ora,
Speaker 2: col nuovo decreto per l'agricoltura, le banche dati di IMSS,
Speaker 2: INAIL e AGEA, che è l'ente che eroga i fondi agricoli,
Speaker 2: diventano finalmente interoperabili. si parlano
Speaker 3: prima era una follia la GEA sapeva quanti ettari avevi
Speaker 3: a pomodori per darti il sussidio l'IMSS sapeva quanti braccianti
Speaker 3: avevi assunto ma i due sistemi erano compartimenti stagni
Speaker 2: nessuno univa i puntini
Speaker 3: ora lo fa l'algoritmo in automatico se dichiari 100 ettari coltivati
Speaker 3: ma all'IMSS risultano solo due dipendenti regolari il sistema non
Speaker 3: torna
Speaker 2: iscatta l'allarme preventivo ma voglio chiarire una cosa Non è
Speaker 2: l'algoritmo a sanzionare l'azienda.
Speaker 3: Certo che no, la multa non parte in automatico. L'algoritmo
Speaker 3: formisce un indicatore di rischio altissimo. Dice all'ispettore umano, guarda,
Speaker 3: vai esattamente in quell'azienda perché i numeri non hanno senso.
Speaker 3: Toglie il velo di opacità.
Speaker 2: È uno strumento fantastico. E, visto che parliamo di tecnologia,
Speaker 2: algoritmi e intelligenza artificiale, spostiamoci sui mercati finanziari. perché lì
Speaker 2: suona un campanello d'allarme diverso. L'analisi di Salvatore Rossi sulla
Speaker 2: stampa sulla bolla dell'intelligenza artificiale.
Speaker 3: Il Nasdaq che fa un balzo dell'80% dal 2023, trainato quasi
Speaker 3: solo da Microsoft e Nvidia.
Speaker 2: E molti tracciano il parallelismo con la bolla delle dotcom
Speaker 2: degli anni 2000. Ma le differenze ci sono.
Speaker 3: Ed è importante capirle. All'epoca delle dot com la barriera
Speaker 3: all'ingresso era nulla. Chiunque con un'idea e un sito web
Speaker 3: riceveva finanziamenti. Era una corsa all'oro aperta a tutti.
Speaker 2: Oggi invece si parla di bolla feudale
Speaker 3: Esattamente. L'IA generativa costa cifre inimmaginabili. Serve una potenza di
Speaker 3: calcolo enorme, data center, microchip costosissimi. Solo pochissimi colossi tecnologici
Speaker 3: possono competere.
Speaker 2: E questi colossi come si stanno finanziando? A debito? In
Speaker 2: un momento in cui i tassi di interesse non sono
Speaker 2: certo a zero
Speaker 3: Il mercato sta apprezzando profitti futuri pazzeschi per giustificare questi
Speaker 3: investimenti titanici. Ma quando gli investitori inizieranno a pretendere di
Speaker 3: vedere dei veri ricavi, dei veri margini di profitto da
Speaker 3: questa IA, la bolla potrebbe sgonfiarsi molto in fretta.
Speaker 2: E a proposito di aspettative che si scontrano duramente con
Speaker 2: la realtà, c'è un anniversario che è emblematico. Il New
Speaker 2: York Times fa il bilancio a dieci anni esatti dal
Speaker 2: voto sulla Brexit.
Speaker 3: Dieci anni, già. 23 giugno 2016.
Speaker 2: I numeri oggi sono impietosi. L'economia britannica è stimata tra
Speaker 2: il 4 e il 6% più piccola di come sarebbe se
Speaker 2: fosse rimasta nell'Unione Europea. E le esportazioni sono crollate del 12%.
Speaker 2: Che
Speaker 3: è una cifra enorme. E non è solo questione di dazzi,
Speaker 3: ma di attrito puro. Uscire dal mercato unico significa reintrodurre
Speaker 3: la burocrazia logorante.
Speaker 2: Tipo?
Speaker 3: Certificazioni sanitarie, controlli doganali, dover compilare faldoni per dimostrare la
Speaker 3: provenienza di ogni componente di un macchinario. Per una piccola azienda,
Speaker 3: questi costi burocratici annullano i margini di profitto e quindi
Speaker 3: smettono di esportare.
Speaker 2: Ma la vera beffa, il paradosso definitivo della Brexit, riguarda l'immigrazione.
Speaker 3: Il pilastro della campagna elettorale pro uscita.
Speaker 2: Chiudere i confini. Bene, dieci anni dopo, l'immigrazione netta nel
Speaker 2: Regno Unito non è scesa, è aumentata.
Speaker 3: L'effetto boomerang perfetto. Avendo chiuso ai lavoratori europei, si sono
Speaker 3: ritrovati con i cantieri fermi, gli ospedali al collasso e
Speaker 3: i raccolti invenduti.
Speaker 2: Senza braccia, insomma
Speaker 3: Esatto. E i governi britannici, per pura disperazione economica, hanno
Speaker 3: dovuto abbassare le soglie per i visti dei lavoratori extraeuropei,
Speaker 3: dall'Asia all'Africa. Volevano chiudere i confini per bloccare l'Europa e
Speaker 3: hanno dovuto aprirli al resto del mondo per non fermare l'economia.
Speaker 2: I numeri, come sempre, non assecondano gli slogan. Cambiando un
Speaker 2: attimo argomento, Will Media ci dà un rapido aggiornamento fiscale.
Speaker 2: Slitta all'autunno la tassa italiana da 2 euro sui piccoli pacchi
Speaker 2: e- commerce cinesi.
Speaker 3: Ah sì, per evitare di farsi autogol.
Speaker 2: Proprio così. Se l'avesse messa solo l'Italia in anticipo, le
Speaker 2: grandi piattaforme avrebbero semplicemente reindirizzato i pacchi, facendoli entrare da
Speaker 2: Olanda o Germania, aggirando il dazio e danneggiando la nostra logistica.
Speaker 3: Quindi si aspetta luglio per la tassa europea uniforme da 3 euro.
Speaker 3: Le azioni isolate non funzionano.
Speaker 2: Mai. E prima di chiudere, vi lascio una riflessione finale
Speaker 2: che parte proprio dalla tecnologia di cui parlavamo prima. Uno
Speaker 2: spunto che ci dà Michele Tiraboschi suo avvenire. Riguarda l'intelligenza artificiale,
Speaker 2: ma non sui mercati, bensì nell'educazione.
Speaker 3: Un ambito dove l'IA sta cambiando le regole del gioco
Speaker 3: in modo radicale.
Speaker 2: Cita il caso dell'Università di Princeton. Per oltre un secolo
Speaker 2: hanno basato gli esami sul loro famoso codice d'onore. Studenti
Speaker 2: in aule vuote, nessun professore a sorvegliare, fiducia totale nell'integrità accademica.
Speaker 3: Da noi sarebbe fantascienza, ammettiamolo.
Speaker 2: Vera. Però oggi Princeton ha dovuto fare marcia indietro. Hanno
Speaker 2: reintrodotto i sorveglianti, ma non perché gli studenti si passassero
Speaker 2: i bigliettini, bensì per via degli A generativa.
Speaker 3: Se ti fai scrivere il saggio da un software in
Speaker 3: tre secondi sul cellulare, il codice d'onore salta.
Speaker 2: E la riflessione di Tiraboschi è potente. Dice che la
Speaker 2: vera sfida oggi per la scuola non è insegnare a
Speaker 2: essere più veloci dei software o a usare l'ultimo aggiornamento dell'algoritmo.
Speaker 3: Certo, la tecnologia cambia ogni tre mesi.
Speaker 2: La vera sfida è insegnare a restare umani. Mantenere uno
Speaker 2: spirito critico, una capacità di analisi per non farsi assorbire
Speaker 2: dalle risposte facili e preconfezionate che le macchine ci restituiscono
Speaker 2: senza fatica. Un rischio di atrofia intellettuale su cui vale
Speaker 2: davvero la pena fermarsi a pensare.
Speaker 3: Molto vero.
Speaker 2: Bene, riapilo Golampo e chiudiamo. Il mondo si polarizza. L'Europa
Speaker 2: cerca difese digitali e militari.
Speaker 3: I salari italiani faticano, ma finalmente le banche dati provano
Speaker 3: a parlarsi per stanare lo sfruttamento.
Speaker 2: E la Brexit, dieci anni dopo, ci insegna che forzare
Speaker 2: sistemi complessi genera conseguenze imprevedibili. Per oggi è tutto. Se
Speaker 2: due pagine vi è utile, cliccate segui e lasciateci una
Speaker 2: recensione a 5 stelle.
Speaker 3: Noi torniamo domani. Giornali alla mano.
Podbean