Dazi di Trump, deepfake e morti sul lavoro | Sab 25 lug
Informazioni su questo episodio
L’Europa è pronta ad affrontare una nuova crisi economica?In questo episodio analizziamo le tensioni che stanno mettendo sotto pressione economia, industria e sicurezza internazionale: dalla crisi energetica provocata dai conflitti in Medio Oriente ai nuovi dazi degli Stati Uniti, fino alle sfide dell’intelligenza artificiale e della competitività europea.
Partiamo dallo scenario geopolitico, dove il blocco delle principali rotte marittime nel Mar Rosso e nello Stretto di Hormuz continua a pesare sul commercio mondiale. Le tensioni tra Iran, Houthi, Stati Uniti e alleati stanno facendo aumentare i costi di trasporto e alimentano una nuova impennata dei prezzi di petrolio e gas, con conseguenze dirette per famiglie, imprese e mercati finanziari.
Ci spostiamo poi negli Stati Uniti, dove Donald Trump rilancia la sua strategia protezionistica con nuovi dazi e minacce commerciali nei confronti dell’Unione Europea, della Cina e di altri partner strategici. Analizzeremo cosa significa questa nuova fase della guerra commerciale e quali effetti potrebbe avere sulle esportazioni europee e sull’economia globale.
Sul fronte italiano parleremo dell’impatto della crisi energetica sulle imprese, costrette sempre più spesso a indebitarsi per sostenere i costi operativi anziché investire in innovazione e crescita. Approfondiremo anche le possibili misure del Governo sui carburanti, il ruolo del credito e le prospettive per il sistema produttivo nazionale.
Ampio spazio sarà dedicato anche alla tecnologia e all’intelligenza artificiale. Dalle Smart Factory che stanno rendendo l’industria italiana un punto di riferimento mondiale fino alle nuove regole contro deepfake e frodi digitali, passando per il delicato equilibrio tra innovazione, sicurezza e tutela dei cittadini nell’era dell’AI.
Parleremo inoltre della riforma della giustizia minorile, dei risultati raggiunti dal PNRR nella digitalizzazione della sanità e della Pubblica Amministrazione, dell’emergenza delle morti sul lavoro e delle nuove sfide poste dal cambiamento climatico e dalla sicurezza alimentare europea.
Un episodio per capire come geopolitica, energia, commercio internazionale, innovazione tecnologica e politiche economiche stiano ridefinendo il futuro dell’Europa e dell’Italia — e perché le decisioni prese oggi avranno un impatto sempre più concreto sulla competitività, sul lavoro e sulla nostra vita quotidiana.
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Questo episodio include contenuti generati dall’IA.
Speaker 2: Giornali aperti e notizie sul tavolo. Siete su due pagine.
Speaker 3: La rassegna stampa che vi racconta cosa conta davvero, senza
Speaker 3: rumore di fondo.
Speaker 2: Oggi mettiamo in fila tre questioni belle pesanti. Partiamo dall'impatto
Speaker 2: reale della geopolitica. Parliamo di missile nel Mar Rosso, del
Speaker 2: prezzo della benzina che schizza in autostrada e dei nuovi
Speaker 2: dazzi commerciali di Trump.
Speaker 3: Poi passiamo a una specie di tassa invisibile sulla fiducia, diciamo.
Speaker 3: Cioè l'intelligenza artificiale usata per frodi aziendali clamorose e il
Speaker 3: patto politico italiano sui deepfake.
Speaker 2: Per chiudere, con un paradosso sui giovani. L'inasprimento delle pene
Speaker 2: col nuovo disegno di legge antimaranza, da una parte, e
Speaker 2: la strage continua delle morti sul lavoro dall'altra. Ma partiamo
Speaker 2: dal conto della geopolitica sull'economia reale.
Speaker 3: E per farlo prendiamo l'analisi di Giovanni Tria sul Sole 24 Ore.
Speaker 3: Tria ci sbatte in faccia una realtà che tendiamo a dimenticare,
Speaker 3: cioè che il mondo è fisico. In pratica dipendiamo letteralmente
Speaker 3: da navi merci d'acciaio che devono attraversare degli stretti canali d'acqua.
Speaker 3: E gli UTI, che ormai controllano il 60% della popolazione iemenita,
Speaker 3: ed è una fazione che ha mobilitato oltre 200.000 combattenti, stanno
Speaker 3: bloccando le rotte verso l'Europa.
Speaker 2: Sì, e con il loro arsenale missilistico hanno costritto il
Speaker 2: traffico a circunnavigare l'Africa. E l'effetto domino è immediato. Nino
Speaker 2: Sunseri su L'altra voce incrocia i dati e mostra cosa
Speaker 2: significa questo blocco per noi tutti i giorni.
Speaker 3: Arriva direttamente al distributore di benzina.
Speaker 2: Esatto. La benzina self- service ha toccato quota 1,968 euro. In autostrada
Speaker 2: supera agilmente i 2,059. E badete bene, non stiano parlando di
Speaker 2: inflazione da boom economico.
Speaker 3: No, per niente. È una tassa geografica, il costo puro
Speaker 3: di un conflitto che si scarica sulla logistica navale.
Speaker 2: E Confindustria, infatti, segnala che il terzo trimestre è già
Speaker 2: in recessione tecnica.
Speaker 3: C'è un dato sui prestiti all'impresa, secondo me, che fa
Speaker 3: capire bene la gravità della situazione.
Speaker 2: Sarebbe a dire?
Speaker 3: I finanziamenti crescono del 3,5% su base annua.
Speaker 2: Ma con i tassi di interesse così alti, al 3,67%
Speaker 2: non dovrebbero calare?
Speaker 3: Logica economica vorrebbe di sì, certo. Ma qui le aziende
Speaker 3: non chiedono soldi in banca per comprare nuovi macchinari o
Speaker 3: assumere personale. Si indebitano solo per avere liquidità immediata.
Speaker 2: Cioè per pagare le bollette e i costi operativi correnti
Speaker 2: gonfiati dalle materie prime.
Speaker 3: Esattamente. È un debito di pura sopravvivenza aziendale.
Speaker 2: Di fronte a questo scenario di emergenza, il governo sta
Speaker 2: ragionando sull'introduzione delle famose accese mobili.
Speaker 3: Che in pratica funzionano così. Se il prezzo del carburante
Speaker 3: sale a dismisura... lo Stato incassa automaticamente più soldi tramite l'IVA.
Speaker 3: Il governo vorrebbe prendere questo extra gettito e usarlo per
Speaker 3: tagliare le accise, calmirando il prezzo finale.
Speaker 2: Sulla carta sembra un meccanismo logico di compensazione, insomma. Ma
Speaker 2: Tria fa notare che operativamente è uno strumento macchinoso, lento
Speaker 2: e soprattutto è un cerotto, non una vera strategia.
Speaker 3: Continuiamo a discutere per mesi di accise mobili legate all'IVA,
Speaker 3: magari trattando con la Commissione europea per qualche decimale di deficit,
Speaker 3: ma stiamo ignorando il nodo strutturale di tutto il discorso.
Speaker 2: C'è il fatto che sussidiamo i consumi di fonti fossili
Speaker 2: invece di cambiare modello.
Speaker 3: Secondo Tria, l'unica difesa reale contro i blocchi navali sono
Speaker 3: investimenti massicci nelle rinnovabili, non lo sconto temporaneo alla pompa
Speaker 3: di benzina, ecco.
Speaker 2: E se l'economia fisica è sotto stress per il Mar Rosso,
Speaker 2: l'incertezza esplode letteralmente guardando agli Stati Uniti. Marco Valsania, sempre
Speaker 2: sul Sole 24 Ore, accende un faro sull'amministrazione Trump.
Speaker 3: Che ha appena sganciato una bomba commerciale su oltre 80 paesi,
Speaker 3: colpendo praticamente il 99,4% dell'import americano.
Speaker 2: Sono dazzi docanali, pesanti, che vanno dal 10 al 12,5%.
Speaker 3: E per farlo Trump ha ripescato la section 301 del Trade Act,
Speaker 3: una norma che dà poteri enormi al presidente per imporre sanzioni.
Speaker 3: La giustificazione ufficiale è colpire il lavoro forzato.
Speaker 2: Ma alla fine è il consolidamento puro e semplice dell'agenda
Speaker 2: protezionistica America First.
Speaker 3: Anche perché Trump sta minacciando dazzi mirati proprio contro l'Unione Europea.
Speaker 2: Una vera e propria ritorsione diretta per la multa antitrust
Speaker 2: da 890 milioni di euro che Bruxelles ha inflitto a Google.
Speaker 3: Sì, Trump ha definito l'Europa illegale e immorale. Quindi ci
Speaker 3: troviamo con le merci bloccate tra i missili in mare
Speaker 3: e i dazi nei porti.
Speaker 2: Un quadro di paralisi totale. Ma se l'economia fisica soffre,
Speaker 2: il mondo digitale sta affrontando una crisi strutturale di fiducia
Speaker 2: che ha costi altrettanto alti. E qui arriviamo alla tassa
Speaker 2: sulla fiducia.
Speaker 3: Partiamo dal caso di Hong Kong, che ha dell'incredibile. Un'azienda
Speaker 3: ha perso 25 milioni di dollari in una singola operazione finanziaria.
Speaker 2: Tutto a causa di una videochiamata di lavoro. Un dipendente
Speaker 2: si collega e vede sullo schermo il suo capo, il
Speaker 2: direttore finanziario, i colleghi. Tutti gli chiedono di autorizzare un
Speaker 2: bonifico urgente e riservato.
Speaker 3: Lui lo fa, ovviamente. Le voci e le facce combaciavano.
Speaker 3: E solo a bonifico eseguito scopre che in quella chiamata
Speaker 3: era l'unico essere umano. Gli altri erano tutti deepfake, generati
Speaker 3: dall'intelligenza artificiale.
Speaker 2: Fa una certa impressione la facilità della truffa. E Goffredo Buccini,
Speaker 2: sul Corriere della Sera, usa due concetti molto precisi per
Speaker 2: descrivere il terreno su cui attecchiscono queste manipolazioni.
Speaker 3: Presentismo e tribalismo, li definisce rifacendosi al politico francese Michel Rocard.
Speaker 2: Esatto. La politica moderna, spinta da figure come Musk e
Speaker 2: lo stesso Trump, usa i social per appiattire tutto sul presente,
Speaker 2: annullando la complessità del discorso pubblico.
Speaker 3: Si riduce tutto a uno scontro tra tribù. In un
Speaker 3: ambiente così polarizzato, un video falso diventa un'arma letale per
Speaker 3: confermare i pregiudizi.
Speaker 2: Il foglio, in un'analisi di Brunetta e Cerra, porta l'attenzione
Speaker 2: sul patto appena siglato tra Giorgia Meloni ed Ellish Line.
Speaker 3: Un accordo formale per non usare l'intelligenza artificiale generativa per
Speaker 3: creare finti video o false dichiarazioni degli avversari politici.
Speaker 2: L'intenzione istituzionale è inecceppibile, ma analizzando la meccanica, all'atto pratico
Speaker 2: rischia di essere inefficace.
Speaker 3: Perché i professionisti della disinformazione, gli agenti esteri o i
Speaker 3: truffatori non firmano patti d'onore e agiscono coperti dall'anonimato totale.
Speaker 2: I danni economici sono spaventosi. Deloitte calcola che solo negli
Speaker 2: Stati Uniti le frodi basate su IA generativa balzeranno dagli attuali 12,3
Speaker 2: miliardi di dollari a 40 miliardi nel 2027.
Speaker 3: È una tassa sulla fiducia vera e propria. Non c'è
Speaker 3: altro modo di chiamarla. Che genera il cosiddetto dividendo del bugiardo.
Speaker 2: Cioè il fatto che chiunque, ritreso a fare qualcosa di illecito,
Speaker 2: potrà sempre difendersi dicendo che si tratta di un deepfake.
Speaker 3: L'Italia, va detto, dal 10 ottobre ha introdotto il nuovo articolo 612 quater,
Speaker 2: che prevede il carcere, da 1 a 5 anni, per chi diffonde
Speaker 2: immagini o voci falsificate creando un danno ingiusto a qualcuno.
Speaker 2: Ma torniamo all'ostacolo logico di prima. A cosa serve una
Speaker 2: legge penale se chi crea il file sintetico è un
Speaker 2: utente anonimo, che rimbalza su un server estero? Non puoi
Speaker 2: processare un fantasma, insomma.
Speaker 3: Infatti il foglio chiarisce che la soluzione tecnica non è
Speaker 3: spegnere l'anonimato in rete.
Speaker 2: Quello serve ai dissidenti, ai giornalisti investigativi in regimi oppressivi.
Speaker 2: È uno scudo vitale.
Speaker 3: Bisogna invece creare un sistema criptografico in cui l'identità verificata
Speaker 3: sia legata alla tracciabilità dei contenuti. Etichettare sintetico e firmare
Speaker 3: digitalmente l'autentico.
Speaker 2: E passando dalla legislazione digitale a quella penale del mondo reale,
Speaker 2: c'è un altro ambito che si sta scontrando con la realtà.
Speaker 2: Il rapporto con le nuove generazioni.
Speaker 3: Il canale YouTube Will Media ha analizzato a fondo il
Speaker 3: disegno di legge del governo, ribattezzato dalle cronache come DDL antimaranza.
Speaker 2: È una norma che porta a uno stravolgimento filosofico profondo.
Speaker 2: su come lo Stato valuta i minori tra i 14 e 18 anni.
Speaker 3: Fino a oggi, col vecchio codice Rocco che risale all'epoca fascista,
Speaker 3: vigeva la presunzione di incapacità. Cioè lo Stato presumeva che
Speaker 3: un sedicenne non fosse del tutto consapevole della gravità delle
Speaker 3: proprie azioni.
Speaker 2: Spettava al pubblico ministero trovare le prove per dimostrare il contrario.
Speaker 2: Ora il ragionamento viene completamente invertito dalla norma.
Speaker 3: Si presume la piena capacità di intendere e volere, esattamente
Speaker 3: come per un adulto, fino a prova contraria fornita dalla
Speaker 3: difesa
Speaker 2: È una linea durissima, che però a livello comparato allinea
Speaker 2: l'Italia all'impianto giuridico di paesi come Francia, Austria e Paesi Bassi.
Speaker 3: Certo, ma l'attenzione chirurgica alla condotta penale dei giovani fa
Speaker 3: pugni dolorosamente con la nostra incapacità cronica di proteggerli in
Speaker 3: altri ambiti.
Speaker 2: E qui i dati della Gazzetta del Mezzogiorno, in un
Speaker 2: pezzo di Vincenzo Garofalo sull'Osservatorio di Bologna, sono una vera
Speaker 2: doccia gelata
Speaker 3: 400 morti sul lavoro nei primi 100 giorni del 2026. Parliamo dell'emergenza
Speaker 3: continua di 4 vittime in appena 5 giorni, sparse tra Roma, Latina
Speaker 3: e il Nuorese.
Speaker 2: Tra loro c'era Fabrizio Pittalis, aveva appena 18 anni.
Speaker 3: Lavorava in un impianto di trattamento rifiuti a Uniferi, in Sardegna.
Speaker 3: è stato travolto e ucciso da un muletto.
Speaker 2: I sindacati confederali Cigil, Cisl e Will puntano il dito
Speaker 2: su una realtà innegabile.
Speaker 3: Un ragazzo neoassunto che muore schiacciato da un mezzo pesante
Speaker 3: in un ecocentro non è sfortuna o una tragica fatalità.
Speaker 2: No, è l'esito matematico di un sistema produttivo che ha
Speaker 2: smantellato le garanzie minime. Significa che la formazione e le
Speaker 2: procedure di emergenza hanno fallito miseramente. Quindi lo Stato si
Speaker 2: dimostra pronto e rapidissimo ad aggiornare i codici per mandare
Speaker 2: in carcere i ragazzi che sbagliono.
Speaker 3: Ma resta immobile e disarmato quando si tratta di imporre
Speaker 3: regole di sicurezza nei cantieri e nelle fabbriche per non
Speaker 3: farli stritulare.
Speaker 2: E allora ci chiediamo qual è la vera priorità per
Speaker 2: i giovani oggi?
Speaker 3: È un interrogativo che pesa sul nostro livello di civiltà. Eppure,
Speaker 3: in mezzo a queste contraddizioni, ci sono segnali di una
Speaker 3: forte vitalità sotterranea.
Speaker 2: Facciamo un flash sui dati dell'innovazione.
Speaker 3: Italia Oggi, con Giovanni Galli, documenta numeri alla mano il
Speaker 3: salto di qualità dell'infrastruttura digitale pubblica.
Speaker 2: PagoPà, la piattaforma per i pagamenti, ha superato i 2 miliardi
Speaker 2: di transazioni processando un volume di 465 miliardi di euro e connettendo 20.000 enti.
Speaker 3: Numeri enormi che smontano la narrazione del paese bloccato nella burocrazia.
Speaker 3: E sul fronte PNRR l'Italia ha incassato nove rate con 125
Speaker 3: miliardi di spesa effettiva certificata.
Speaker 2: E la capacità di competere dell'Italia si vede anche nell'industria privata.
Speaker 2: Emanuela Meucci su Moneta racconta il caso di Vualap, un'eccellenza
Speaker 2: della provincia di Modena.
Speaker 3: Loro non fanno solo macchinari, progettano smart factory, fabbriche automatizzate
Speaker 3: con robotica e intelligenza artificiale. Hanno lavorato per strutture immense
Speaker 3: come la Sagrada Famiglia e il Burj Khalifa.
Speaker 2: E ora hanno firmato accordi strategici per esportare robotica avanzata
Speaker 2: e tecnologie per umanoidi direttamente in Cina.
Speaker 3: È un po' il mondo al contrario. Non pensiamo più
Speaker 3: all'Asia solo come fabbrica tecnologica e a noi come mercato
Speaker 3: di consumo. Qui stiamo esportando il cervello manifatturiero italiano in Oriente.
Speaker 2: Questa spinta all'adattamento, diciamo, riguarda anche questioni basilari per la
Speaker 2: sopravvivenza in un ambiente che cambia, come la crisi climatica.
Speaker 3: Will Media segnala un caso affascinante dal Giappone, che mostra
Speaker 3: come il clima forzi persino l'evoluzione del linguaggio.
Speaker 2: Tramite un sondaggio pubblico, le autorità nipponiche hanno coniato un termine, nuovo, kokushobi,
Speaker 3: che si traduce letteralmente in giornata calda in maniera crudele.
Speaker 3: Serve a definire quell'ondate di calore estremo che superano i 40
Speaker 3: gradi
Speaker 2: E nominare una cosa significa darle uno status. Avere una
Speaker 2: parola ufficiale per il caldo letale permette di far scattare
Speaker 2: protocolli di emergenza e spinge le aziende a rendere obbligatorio
Speaker 2: lo smart working.
Speaker 3: Insomma, un modo per codificare il rischio. E rimanendo in
Speaker 3: tema di sfide e adattamento, in Europa c'è il nodo
Speaker 3: spinoso dell'acquacoltura.
Speaker 2: Noi importiamo il 60% dei prodotti ittici che consumiamo. La
Speaker 2: Commissione europea spinge da tempo per sviluppare la produzione interna
Speaker 2: su larga scala.
Speaker 3: Ma si scontra quotidianamente con barriere ambientali ed etiche fortissime.
Speaker 3: In Spagna gli animalisti hanno bloccato il progetto del primo
Speaker 3: allevamento intensivo di polpi.
Speaker 2: E in Francia un colossale impianto per salmoni sta subendo
Speaker 2: la stessa sorte. Vogliamo l'autonomia alimentare strategica, ma ci rifiutiamo
Speaker 2: di abbassare i nostri standard etici per ottenerla. È un cortocircuito.
Speaker 3: Analizzando le notizie abbiamo cercato di misurare lo stato delle cose,
Speaker 3: con parametri diversissimi. Abbiamo parlato di barili, di miliardi di
Speaker 3: dollari sottratti dall'IA, di transazioni su Pagopà e di gradi centigradi.
Speaker 2: Ma questi indicatori, puramente quantitativi, bastano a definire la traiettoria
Speaker 2: reale in cui stiamo andando?
Speaker 3: Leonardo Becchetti, in un editoriale su Avvenire, solleva esattamente questo
Speaker 3: enorme dubbio.
Speaker 2: Il rischio è che i numeri ci dicano quanto andiamo veloci,
Speaker 2: ma non dove stiamo andando.
Speaker 3: Becchetti avverte che PIL e PNRR non riescono a mappare
Speaker 3: quello che definisce l'ultimo miglio della felicità.
Speaker 2: Nel senso che un cittadino può vivere in un paese
Speaker 2: con reddito sicuro, infrastrutture digitali impeccabili ed essere comunque profondamente
Speaker 2: depresso e alienato senza uno scopo.
Speaker 3: Becchetti si rifà al pensiero di Aristotele. La distensione tra
Speaker 3: la potenza, le capacità latenti e l'energia, l'atto pratico, quella
Speaker 3: che oggi chiamiamo la fioritura della vita umana.
Speaker 2: Dovrebbero
Speaker 3: misurare il proprio successo in base a quanti ostacoli strutturali
Speaker 3: riescono a rimuovere per permettere alle persone di esprimersi ed
Speaker 3: essere creative.
Speaker 2: È il principio dell'articolo 3 della nostra Costituzione, in fondo. Ma,
Speaker 2: osservando un mercato del lavoro che uccide i diciottenui, la
Speaker 2: sfiducia generata dalle truffe digitali e un dibattito tribale, su
Speaker 2: questo indicatore sembriamo drammaticamente in rosso
Speaker 3: Assolutamente
Speaker 2: carenti, sì. E questa fioritura mancata ci lascia con una
Speaker 2: riflessione finale. Se la vera metrica del progresso è la
Speaker 2: qualità dell'espressione umana, quante delle innovazioni di cui parliamo ci
Speaker 2: aiutano a fiorire e quante invece ci fanno solo sopravvivere
Speaker 2: nel rumore? Pensateci la prossima volta che interagite con uno schermo.
Speaker 2: La rassegna di oggi finisce qui.
Speaker 3: Seguite The Deep Dive sulla vostra app preferita e lasciateci
Speaker 3: una recensione a 5 stelle.
Speaker 2: A domani.
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