Euro digitale: come funzionerà davvero | SPECIALE
Informazioni su questo episodio
L’euro digitale cambierà davvero il modo in cui usiamo il denaro?In questo episodio approfondiamo uno dei progetti più importanti per il futuro dell’economia europea: l’euro digitale. Cos’è davvero? A cosa servirà? E soprattutto, quali conseguenze potrebbe avere per cittadini, imprese, banche e governi?
Partiamo dalle basi, sfatando alcuni dei luoghi comuni più diffusi. L’euro digitale non è una criptovaluta come Bitcoin e non sostituirà il denaro che utilizziamo oggi. Sarà una nuova forma di moneta emessa direttamente dalla Banca Centrale Europea, con lo stesso valore dell’euro tradizionale, pensata per offrire pagamenti digitali più sicuri, semplici e indipendenti dai circuiti privati.
Entreremo poi nel funzionamento tecnico del progetto, spiegando caratteristiche come i pagamenti offline, il cosiddetto wallet digitale, il meccanismo “Waterfall”, la tutela della privacy e le differenze rispetto alle carte di credito, ai bonifici e alle principali app di pagamento.
Analizzeremo anche il vero obiettivo strategico dell’euro digitale: rafforzare la sovranità economica europea. Oggi gran parte dei pagamenti elettronici passa attraverso infrastrutture controllate da aziende straniere. Disporre di un’infrastruttura pubblica europea significa aumentare la resilienza del sistema finanziario, ridurre le dipendenze tecnologiche e prepararsi a un futuro sempre più digitale.
Affronteremo inoltre i dubbi più discussi: l’euro digitale metterà a rischio la privacy? Le banche potranno controllare ogni acquisto? Il contante scomparirà? Vedremo quali limiti e garanzie sono stati previsti dalla BCE per evitare fenomeni come la sorveglianza delle spese o una fuga dei depositi dalle banche commerciali.
Un episodio per capire una delle trasformazioni più importanti della finanza europea, andando oltre slogan e disinformazione. Perché il dibattito sull’euro digitale non riguarda soltanto il futuro dei pagamenti, ma anche temi cruciali come indipendenza economica, innovazione, sicurezza e sovranità dell’Europa.
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Questo episodio include contenuti generati dall’IA.
Speaker 2: siete su due
Speaker 3: pagine questo è l'episodio speciale della domenica oggi andiamo a
Speaker 3: fondo sull'euro digitale
Speaker 2: e provate a immaginare questa scena siete alla cassa di
Speaker 2: un bar la connessione internet del vostro smartphone è completamente
Speaker 2: saltata non c'è campo
Speaker 3: magari anche il terminale dell'esercente è spento o c'è un
Speaker 3: guasto di rete generale
Speaker 2: esatto e in tasca ovviamente non avete nemmeno una singola
Speaker 2: moneta metallica Eppure, semplicemente avvicinando il telefono al registratore di cassa,
Speaker 2: il caffè risulta pagato. Istantaneamente.
Speaker 3: Che detta così suona come un trucco di magia. O magari, sai,
Speaker 3: la nuova funzione in fase di test di qualche gigante
Speaker 3: tecnologico californiano.
Speaker 2: E invece no, è l'euro digitale. E credo sia fondamentale,
Speaker 2: primissima cosa, prima ancora di addentrarci nei dettagli tecnici o, insomma,
Speaker 2: nei documenti politici, Dobbiamo assolutamente sgombrare il campo dall'equivoco principale
Speaker 2: che intossica tutto il dibattito pubblico su questo tema.
Speaker 3: Cioè il fatto che non stiamo parlando di una criptovaluta?
Speaker 2: Nessuna criptovaluta. Non è un nuovo bitcoin. Non ci sono
Speaker 2: mercati paralleli, non ci sono sbalzi di valore o speculazioni,
Speaker 2: né crolli improvvisi. È, in tutto e per tutto, l'esatto
Speaker 2: equivalente elettronico di una banconota da 10 euro o di una
Speaker 2: moneta di metallo.
Speaker 3: Emesso e garantito direttamente dalla Banca Centrale Europea.
Speaker 2: Esatto, c'è una regola aurea, inviolabile. Un euro digitale vale
Speaker 2: sempre e in ogni circostanza esattamente un euro fisico. Punto.
Speaker 3: E infatti la nostra missione di oggi, l'obiettivo di questo approfondimento,
Speaker 3: è spingersi oltre l'aspetto puramente tecnologico. Perché comprendere l'euro digitale
Speaker 3: richiede di esplorare non solo come si materializzerà nei nostri telefoni,
Speaker 3: ma soprattutto le ragioni profonde, i veri e propri perché
Speaker 3: dietro a questa transizione storica.
Speaker 2: Che sono parecchi.
Speaker 3: Assolutamente. Ci sono motivazioni che affondano nella geopolitica dei pagamenti,
Speaker 3: c'è un impatto potenziale direi quasi tellurico sulla stabilità delle
Speaker 3: banche tradizionali e poi ci sono delle feroci divisioni politiche
Speaker 3: a livello continentale.
Speaker 2: Però partiamo dalla base, dall'esperienza utente, dal gesto quotidiano. Questa moneta,
Speaker 2: all'atto pratico, prenderà la forma di un portafoglio digitale. Una
Speaker 2: semplice applicazione?
Speaker 3: Sì, ma attenzione, non sarà un'app creata o gestita dalla
Speaker 3: banca centrale. Sarà fornita dalla tua banca commerciale, quella dove
Speaker 3: hai già il conto corrente, oppure da un fornitore autorizzato.
Speaker 2: E servirà per le cose più banali, giusto? Pagare un
Speaker 2: acquisto su un e- commerce, mandare soldi a un familiare tramite
Speaker 2: lo smartwatch, fare la spesa … E una cosa importante
Speaker 2: è che i pagamenti saranno totalmente gratuiti per chi compra.
Speaker 3: Mentre per i commercianti, per la prima volta, le commissioni
Speaker 3: saranno regolate per legge e abbassate rispetto agli standard attuali.
Speaker 2: E poi nei documenti si parla di una funzione interessante
Speaker 2: sui pagamenti condizionati. Cioè, i fondi partono, ma vengono sbloccati
Speaker 2: solo nel momento esatto in cui, che ne so, il
Speaker 2: corriere ti consegna fisicamente il pacco a casa.
Speaker 3: Però qui bisogna fare una distinzione cruciale. L'euro digitale non
Speaker 3: è un buono pasto.
Speaker 2: In che senso?
Speaker 3: Nel senso che non ha una data di scadenza e
Speaker 3: non prevede vincoli su cosa possa o non possa comprare.
Speaker 3: È denaro puro. L'assenza di vincoli spaziali o temporali è
Speaker 3: la linea di confine netta che lo separa dalla cosiddetta
Speaker 3: moneta programmabile.
Speaker 2: Cioè una moneta dove chi la emette decide come puoi spenderla.
Speaker 3: Esatto. Una moneta programmabile limiterebbe la tua libertà di spesa.
Speaker 3: L'euro digitale, invece, è libero da vincoli, esattamente come la
Speaker 3: moneta di metallo che hai in tasca. E questo ci
Speaker 3: riporta alla funzione offline che citavi all'inizio. Quella del bar
Speaker 2: senza connessione.
Speaker 3: Proprio quella. La funzione offline è il vero elemento di
Speaker 3: rottura infrastrutturale. Trasforma il tuo telefono in un portafoglio fisico.
Speaker 3: Avvicini due telefoni e il valore passa da che all'altra persona,
Speaker 3: in modo istantaneo. senza che nessun server, nessuna banca commerciale
Speaker 3: o connessione internet debba processare o autorizzare la transazione. In
Speaker 3: quel momento
Speaker 2: Sì, ma qui faccio un attimo l'avvocato del diavolo. O meglio,
Speaker 2: metto in discussione l'utilità pratica della cosa. Cioè, io oggi
Speaker 2: pago già tutto appoggiando lo smartphone al terminale. Uso le carte,
Speaker 2: usi vari wallet digitali. Visivamente, che differenza fa per me?
Speaker 2: Sembra letteralmente solo un'app in più.
Speaker 3: Sembra passare contanti tramite Bluetooth, in pratica.
Speaker 2: Esatto. Alla fine stiamo parlando di un passaggio di contanti
Speaker 2: via Bluetooth.
Speaker 3: L'immagine rende perfettamente l'idea della meccanica offline, ma la differenza colossale, enorme,
Speaker 3: rispetto a quello che fai oggi, è sotto il cofano,
Speaker 3: è nelle fondamenta dell'infrastruttura. Cioè? Quando oggi paghi con lo
Speaker 3: smartphone al supermercato, stai muovendo moneta privata commerciale attraverso intermediari privati.
Speaker 3: Usi circuiti internazionali. Ogni volta che il tuo telefono tocca
Speaker 3: il POS, la richiesta viaggia attraverso una filiera lunghissima di
Speaker 3: soggetti privati e ognuno si trattiene una piccola percentuale come
Speaker 3: costo di intermediazione.
Speaker 2: Le famose commissioni.
Speaker 3: Chiaro. Con l'euro digitale, invece, cambia la natura stessa dei soldi.
Speaker 3: Usi moneta pubblica. Una passività diretta della banca centrale. Questo
Speaker 3: elimina completamente l'intera catena di intermediari privati per validare la spesa.
Speaker 2: Quindi azzera i costi della
Speaker 3: struttura intermedia. Esatto. Il risultato pratico è l'assenza totale di
Speaker 3: commissioni trasfrontaliere in tutta l'eurozona. Pagare in Francia, in Italia
Speaker 3: o in Germania utilizzerà un unico standard pubblico, azzerando quei
Speaker 3: costi di frammentazione che ancora oggi pesano sui bonifici o
Speaker 3: sui pagamenti tra paesi diversi.
Speaker 2: Ok, ma se per me, per l'utente finale che fa
Speaker 2: la spesa, il gesto cambia poco, perché le istituzioni europee
Speaker 2: stanno costruendo una rete del genere? Una cosa che tra
Speaker 2: l'altro costa miliardi. Qual è la vera forza motrice?
Speaker 3: La risposta la trovi incrociando due tendenze che stanno avvenendo contemporaneamente.
Speaker 3: Da una parte, la progressiva scomparsa del contante. Dall'altra, la
Speaker 3: totale dipendenza dell'Europa dalle tecnologie finanziarie straniere.
Speaker 2: Sui numeri del contante i documenti parlano chiaro. In pochissimi anni, nell'Eurozona,
Speaker 2: l'uso delle banconote fisiche è crollato dal 79% al 52%.
Speaker 2: Un
Speaker 3: calo drastico.
Speaker 2: Sì. Poi ci sono paesi che resistono un po' di più. L'Italia,
Speaker 2: ad esempio, è ancora al 61% per le transazioni fisiche.
Speaker 2: Ma la curva globale punta inesorabilmente verso il basso.
Speaker 3: Parallelamente, il mercato dei pagamenti digitali, dove ci stiamo spostando
Speaker 3: tutti in massa, dipende quasi per intero da infrastrutture statunitensi.
Speaker 3: Parliamo di giganti incontrastati come Visa, Mastercard, PayPal. Quindi l'euro
Speaker 3: digitale nasce in primis per garantire autonomia strategica al nostro continente.
Speaker 2: Ma il declino del contante è davvero un problema così
Speaker 2: grande per le istituzioni?
Speaker 3: È un problema enorme di sovranità. Pensaci, le banconote fisiche
Speaker 3: sono oggi l'unica forma di moneta pubblica a cui tutti
Speaker 3: abbiamo accesso diretto. Se questa forma di scambio scompare, l'intera
Speaker 3: popolazione finirà per dipendere esclusivamente da moneta creata e gestita
Speaker 3: da banche private e commerciali
Speaker 2: e per giunta scambiata su binari informatici americani.
Speaker 3: Esatto. L'obiettivo qui non è forzare la morte del contante. Anzi,
Speaker 3: il contante manterrà il suo corso legale. Sarà difeso. L'obiettivo
Speaker 3: è fornire un'ancora pubblica in un mondo che diventa sempre
Speaker 3: più digitale. Se lo Stato restasse inerme di fronte al
Speaker 3: declino del contante, perderebbe totalmente il controllo sui mezzi di pagamento.
Speaker 2: Cederebbe il monopolio a privati esteri. Però, aspetta, voglio capire
Speaker 2: bene questa cosa della dipendenza. Esiste davvero un pericolo reale, imminente,
Speaker 2: nell'usare circuiti americani? Alla fine sono rapidi, sicuri, funzionano da decenni.
Speaker 2: Non è che questa è solo una mossa politica per
Speaker 2: mostrare i muscoli? Sai, in un periodo in cui magari
Speaker 2: gli alleati oltreoceano sembrano un po' meno affidabili?
Speaker 3: Non è solo geopolitica astratta. Il rischio è sistemico. In
Speaker 3: uno scenario globale così frammentato, la rete che processa le
Speaker 3: transazioni elettroniche è un'infrastruttura critica. al pari della rete elettrica
Speaker 3: o delle telecomunicazioni. Lasciare la totalità dei pagamenti quotidiani di
Speaker 3: centinaia di milioni di cittadini europei in mano a infrastrutture
Speaker 3: che rispondono a governi di un'altra giurisdizione espone l'Europa a
Speaker 3: una vulnerabilità enorme.
Speaker 2: Cioè il rischio di interruzioni di servizio?
Speaker 3: Interruzioni per regimi sanzionatori esteri, decisioni politiche improvvise, falle cibernetiche
Speaker 3: gestite fuori dal controllo europeo. Avere una rete pubblica indipendente
Speaker 3: funziona come un paracadute, garantisce resilienza e ti dà una
Speaker 3: leva negoziale indispensabile nel mondo.
Speaker 2: Chiaro. Però costruire un'alternativa pubblica ai conti correnti privati ha
Speaker 2: scatenato il panico tra le banche e ha anche sollevato
Speaker 2: dubbi pesanti sul controllo dello Stato. Partiamo dall'incubo delle banche,
Speaker 2: il rischio della corsa agli sportelli.
Speaker 3: E quello è il timore principale
Speaker 2: E ci credo. Se improvvisamente arriva un portafoglio digitale considerato
Speaker 2: infallibile perché garantito direttamente dalla banca centrale e immune fallimenti,
Speaker 2: molti potrebbero prendere i propri risparmi dal conto corrente e
Speaker 2: spostarli in massa sulla nuova app. E se succede, le
Speaker 2: banche tradizionali restano senza la liquidità necessaria per erogare prestiti
Speaker 2: o mutui. Sarebbe un collasso dell'economia reale.
Speaker 3: Perché la stabilità bancaria si regge su un concetto che
Speaker 3: tecnicamente si chiama trasformazione delle scadenze.
Speaker 2: Ovvero?
Speaker 3: Semplicemente, le banche raccolgono i nostri depositi a breve termine,
Speaker 3: la liquidità sul conto, che pensiamo di poter ritirare quando vogliamo,
Speaker 3: E la usano per erogare prestiti a lunghissimo termine, come
Speaker 3: un mutuo a 30 anni.
Speaker 2: Ah, quindi se i correntisti trasferiscono tutto sull'euro digitale di colpo.
Speaker 3: Le banche restano incastrate. Devono mantenere in vita i prestiti
Speaker 3: a lungo termine, ma non hanno più la base dei
Speaker 3: depositi a breve che li finanziava. Si crea un buco
Speaker 3: di liquidità spaventoso.
Speaker 2: Però, leggendo i documenti, c'è una soluzione tecnica per elitare
Speaker 2: questo scenario. Ed è l'imposizione di un tetto massimo di detenzione. Cioè,
Speaker 2: stanno discutendo di un limite rigoroso, fissato per legge, tra i 3.000
Speaker 2: e i 4.000 euro a persona. E, dettaglio importante, questi soldi
Speaker 2: non produrranno alcun interesse economico.
Speaker 3: Esatto. L'euro digitale diventa in sostanza l'equivalente di un portafoglio
Speaker 3: di pelle virtuale
Speaker 2: Insomma, non ci metti dentro i risparmi di una vita
Speaker 2: lavorativa o i soldi vendendo una casa, perché proprio fisicamente
Speaker 2: il portafoglio si blocca a 3.000 euro. Serve per le spese correnti,
Speaker 2: il supermercato, il caffè. Ma a questo punto mi sorge
Speaker 2: un dubbio logistico bello grosso.
Speaker 3: Quale?
Speaker 2: Mettiamo che io debba comprare un'auto usata da 5.000 euro e
Speaker 2: il mio portafoglio dell'euro digitale ha il limite tassativo a 3.000.
Speaker 2: Che succede? La transazione viene bloccata? Devo pagare a rate?
Speaker 3: No, l'ostacolo si supera con un meccanismo tecnico che viene
Speaker 3: chiamato waterfall, cioè accascata.
Speaker 2: Praticamente come funziona
Speaker 3: Praticamente il tuo portafoglio dell'euro digitale è collegato, in modo
Speaker 3: costante e invisibile, al tuo conto bancario tradizionale
Speaker 2: Ah, ok
Speaker 3: Quando autorizzi quel pagamento da 5.000 euro, il sistema prima svuota
Speaker 3: in tempo reale i 3.000 euro presenti nel portafoglio digitale, poi
Speaker 3: preleva istantaneamente i restanti 2.000 direttamente dal conto bancario collegato.
Speaker 2: Senza che io debba fare ricariche manuali o bonifici prima?
Speaker 3: Zero ricariche. Tutto avviene in una frazione di secondo. Pagamenti
Speaker 3: fluidi anche per importi alti. ma salvaguardando la stabilità delle banche,
Speaker 3: perché i grossi risparmi rimangono sui loro conti.
Speaker 2: Geniale. Però, ok, trovato l'equilibrio con le banche, rimane aperto
Speaker 2: un nodo forse ancora più spinoso. La privacy.
Speaker 3: Il tema più caldo in assoluto
Speaker 2: Eh sì, perché infiamma proprio il dibattito. Se i miei
Speaker 2: pagamenti digitali passano su un'infrastruttura dello Stato, chi mi garantisce
Speaker 2: che la banca centrale o il governo non sbircino nei
Speaker 2: miei scontrini? Chi impedisce loro di tracciare ogni mia spesa
Speaker 2: o monitorare le mie abitudini?
Speaker 3: È una paura legittima, ma l'architettura tecnica affronta la cosa
Speaker 3: separando nettamente le modalità di utilizzo. Prendi le operazioni offline,
Speaker 3: quelle dove avvicini due dispositivi senza rete internet. Lì il
Speaker 3: livello di riservatezza è tecnicamente identico a quando scambi una
Speaker 3: banconota di carta.
Speaker 2: Cioè, anonimato totale.
Speaker 3: Totale. I dettagli rimangono sigillati solo e unicamente sui dispositivi
Speaker 3: di chi paga e di chi riceve. Non esiste nessun
Speaker 3: server centrale che registra un monitor in tempo reale quelle
Speaker 3: operazioni offline.
Speaker 2: Va bene, questo offline. Ma per i pagamenti online, per
Speaker 2: forza di cose, un server centrale da qualche parte deve
Speaker 2: elaborare i dati per far passare i soldi. Lì la
Speaker 2: tracciabilità mi sembra inevitabile.
Speaker 3: Per l'online si applica il principio della pseudonimizzazione.
Speaker 2: Ovvero?
Speaker 3: Si alza un vero e proprio muro. Da una parte
Speaker 3: hai la Banca Centrale Europea, che gestisce i tubi dell'infrastruttura
Speaker 3: e vede scorrere le transazioni. Ma i dati che vede
Speaker 3: sono solo stringhe alfanumeriche incomprensibili. Non possiede le chiavi per
Speaker 3: collegare quel flusso di acquisti alla tua vera identità.
Speaker 2: E dall'altra parte?
Speaker 3: Dall'altra ci sono le banche commerciali. Loro sanno chi sei, ovviamente.
Speaker 3: ma hanno una visibilità sulle transazioni limitata solo a quello
Speaker 3: che la legge impone per i controlli antiriciclaggio o antiterrorismo.
Speaker 3: Ma il punto veramente cardine, quello che eleva questo sistema
Speaker 3: rispetto alle carte attuali, è il divieto assoluto di sfruttamento
Speaker 3: commerciale
Speaker 3: Ah, questa è una differenza enorme. Esatto. Essendo infrastruttura pubblica,
Speaker 3: è categoricamente illegale analizzare, vendere o profilare i tuoi dati
Speaker 3: di spesa per mandarti pubblicità senza il tuo consenso esplicito. Oggi,
Speaker 3: con molte app private, quello è il loro modello di business.
Speaker 3: Con l'euro digitale ci sono standard di tutela molto più rigidi.
Speaker 2: Chiaro. Senti, passiamo a un altro aspetto cruciale. I costi.
Speaker 2: Perché mettere in piedi una rete continentale di questo tipo
Speaker 2: comporta sfide ingegneristiche e spese colossali. Inizialmente, le stime del
Speaker 2: settore bancario parlavano di costi di implementazione insostenibili per le filiali.
Speaker 2: Un allarme
Speaker 3: rosso. Sì, c'è stata una grande levata di scudi.
Speaker 2: Però, leggendo le analisi tecniche approfondite dei documenti, lo scenario
Speaker 2: si ridimensiona molto. Sfruttando le infrastrutture e i terminali già esistenti,
Speaker 2: i costi per l'industria bancaria ammonterebbero tra i 4 e i
Speaker 2: quasi 6 miliardi di euro. Dilazionati è tra l'altro in un
Speaker 2: periodo di quattro anni.
Speaker 3: Sembra una cifra enorme, ma c'è un trucco. o meglio,
Speaker 3: una sinergia operativa.
Speaker 2: Quella sui POS,
Speaker 3: giusto? Esatto. Non servirà a rottamare e cambiare tutti i
Speaker 3: terminali POS e i bancomat d'Europa da un giorno all'altro.
Speaker 3: Questi apparecchi hanno un ciclo di vita naturale, vengono cambiati
Speaker 3: ogni 5 o 7 anni. I modelli nuovi integrano già i chip
Speaker 3: NFC e i lettori di codici QR, che servono per
Speaker 3: l'euro digitale. Quindi l'aggiornamento hardware sarà morbido, progressivo.
Speaker 2: E per quanto riguarda invece... L'infrastruttura centrale, gestita dalla banca.
Speaker 2: Lì si parla di circa 1,3 miliardi di costi, ma ho
Speaker 2: letto che verranno coperti tramite il meccanismo del signoraggio.
Speaker 3: E qui vale la pena fare una precisazione rapida sul signoraggio,
Speaker 3: perché è un concetto interessante. È, in parole povere, il
Speaker 3: flusso di reddito che l'autorità monetaria genera stampando moneta.
Speaker 2: Cioè, produrre soldi costa meno di quanto valgono.
Speaker 3: Perfetto. Stampare una banconota da 50 euro... o generare un token
Speaker 3: digitale in questo caso, a costi di produzione minimi rispetto
Speaker 3: al valore nominale di quei 50 euro. Questo scarto positivo finanzia
Speaker 3: il funzionamento della banca centrale stessa.
Speaker 2: Ok, quindi la questione costi tecnici sembra risolvibile. E questo
Speaker 2: ci porta all'ultimo enorme scoglio che non si combatte sui
Speaker 2: manuali di ingegneria, ma nelle aule parlamentari. La politica.
Speaker 3: Eh, qui il dibattito si fa prettamente ideologico e polarizzato.
Speaker 2: Leggendo le carte emerge uno schieramento nettissimo. Da un lato
Speaker 2: abbiamo le forze di centro e di sinistra che spingono
Speaker 2: per l'infrastruttura pubblica. Per loro è una questione di inclusione finanziaria,
Speaker 2: permettere anche a chi non può permettersi i costi di
Speaker 2: un conto bancario di avere accesso ai pagamenti digitali.
Speaker 3: E poi c'è la volontà di rompere quel duopolio delle
Speaker 3: carte americane che dicevamo prima
Speaker 2: Esatto. Dall'altro lato invece abbiamo i partiti di destra ed
Speaker 2: estrema destra, che si oppongono in modo categorico al progetto.
Speaker 2: Le loro motivazioni ruotano attorno alla difesa strenua del contante,
Speaker 2: che percepiscono come minacciato. E poi battono molto sui timori
Speaker 2: di sorveglianza, temono che la rete pubblica diventi uno strumento
Speaker 2: di tracciamento di massa.
Speaker 3: E se ci fai caso, questa narrativa dell'opposizione è fortissimamente
Speaker 3: influenzata da quello che succede oltreoceano, negli Stati Uniti. Lì
Speaker 3: c'è un dibattito molto aspro, con fazioni che spingono per
Speaker 3: deregolamentare le cripto private e combattono aspramente l'idea di una
Speaker 3: valuta digitale di Stato.
Speaker 2: Sì, sembra proprio che lo scontro americano si stia riflettendo sull'Europa,
Speaker 2: trasformando quella che doveva essere una discussione tecnica sui protocolli
Speaker 2: di pagamento in una battaglia campale su libertà individuali e
Speaker 2: sorveglianza di Stato.
Speaker 3: Dinamica classica.
Speaker 2: Allora, chiudiamo il cerchio riassumendo un po' l'architettura complessa che
Speaker 2: abbiamo sviscerato oggi. L'euro digitale non ha niente a che
Speaker 2: vedere con le cripto o la speculazione. Sarà il perfetto
Speaker 2: equivalente elettronico delle nostre monete, avrà dei limiti rigorosi di
Speaker 2: capienza per non far fallire le banche e funzionerà anche
Speaker 2: offline per garantire l'anonimato delle piccole spese.
Speaker 3: E soprattutto farà da scudo geopolitico per assicurare all'Europa l'indipendenza
Speaker 3: dei giganti finanziari stranieri.
Speaker 2: A questo proposito, mentre siamo arrivati alla fine di quest'analisi...
Speaker 3: Aggiungo solo una cosa. Seguite due pagine e lasciate una
Speaker 3: recensione a 5 stelle se questo approfondimento vi è stato utile.
Speaker 2: E vi lascio con un pensiero provocatorio da masticare. Perché
Speaker 2: in Europa il dibattito legislativo procede analizzando col bilancino i
Speaker 2: limiti di deposito, la pseudonimizzazione, allungando i tempi di sviluppo
Speaker 2: fino alla fine del decennio. Ma il mondo fuori non aspetta.
Speaker 2: Cosa succederebbe se altre potenze globali lanciassero le loro monete
Speaker 2: digitali di Stato prima di noi, in modo molto più aggressivo?
Speaker 2: Il vero rischio, forse, non è nei dettagli tecnici, ma
Speaker 2: nell'arrivare in un mondo dove gli standard globali dei pagamenti
Speaker 2: sono già stati riscritti per l'ennesima volta da qualcun altro.
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