Missili greci e benzina a due euro | Lun 27 lug
Informazioni su questo episodio
L’Europa è davvero pronta ad affrontare le crisi dei prossimi anni?In questo episodio analizziamo i temi che stanno ridisegnando gli equilibri internazionali: dal terrorismo in Europa alle tensioni in Medio Oriente, passando per la crisi energetica, il futuro dell’Unione Europea e la corsa globale all’intelligenza artificiale.
Partiamo dalla Germania, dove il grave attentato al Pride di Berlino riaccende il dibattito sulla sicurezza e sulla prevenzione del terrorismo. Esamineremo cosa è accaduto, le criticità emerse nei sistemi di deradicalizzazione e perché il caso sta alimentando un confronto sempre più acceso sulle strategie europee contro il terrorismo.
Ci spostiamo poi in Medio Oriente, dove la situazione nello Stretto di Hormuz continua a rappresentare uno dei principali fattori di instabilità mondiale. Tra tensioni con l’Iran, attacchi degli Houthi, diplomazia statunitense e rischio di nuove escalation militari, capiremo perché questa regione continua a influenzare prezzi dell’energia, mercati finanziari e sicurezza globale.
Ampio spazio sarà dedicato all’Europa e alle sue prospettive. Analizzeremo lo stato di attuazione del Rapporto Draghi, il dibattito sulla competitività europea, gli investimenti in difesa, innovazione e autonomia strategica, oltre al ruolo delle istituzioni italiane e del Presidente della Repubblica in una fase di importanti riforme costituzionali.
Sul fronte economico parleremo dell’aumento dei prezzi dei carburanti, delle possibili misure del Governo per contenere il costo dell’energia e dei nuovi rischi che stanno emergendo nell’economia internazionale: dalla fragilità del credito privato americano alla guerra commerciale, fino alle difficoltà del ceto medio e delle imprese italiane alle prese con il caro energia e la carenza di lavoratori qualificati.
Approfondiremo inoltre la competizione mondiale sull’intelligenza artificiale, con lo scontro tra modelli open source e proprietari, il ruolo di NVIDIA, OpenAI e della Cina nella corsa all’AI, e le implicazioni strategiche che questa rivoluzione tecnologica avrà sulla competitività di imprese e Stati.
Infine parleremo di alcuni dei principali fatti di cronaca e società: dal caso di Bologna che ha riaperto il dibattito sull’uso della forza durante i fermi di polizia, alla controversia che coinvolge Andrea Pirlo, fino ai cambiamenti nelle abitudini di viaggio degli italiani, sempre più orientati verso vacanze brevi e di prossimità.
Un episodio per capire come sicurezza, geopolitica, energia, economia e innovazione stiano trasformando gli equilibri internazionali — e perché le scelte compiute oggi avranno un impatto sempre più diretto sul futuro dell’Europa, dell’Italia e della nostra vita quotidiana.
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Questo episodio include contenuti generati dall’IA.
0:00 Speaker 2: Giornali aperti, notizie sul tavolo. Siete su due pagine.
0:03 Speaker 3: La rassegna stampa che vi racconta cosa conta davvero, senza rumore di fondo.
0:08 Speaker 2: Oggi vediamo come un sistema di difesa missilistico greco, piazzato in Arabia Saudita, sia praticamente l'unica cosa che ci separa dalla benzina a cifre stellari. Poi le piazze violente, da Valsusa a Bologna e le falle spaventose nella sicurezza viste a Berlino.
0:24 Speaker 3: E per chiudere, un'Europa bloccata ad aspettare Godot, mentre i trasporti, diciamo, vanno in tilt. Partiamo subito.
0:31 Speaker 2: Partiamo dal Medio Oriente, perché è lì che si decide il prezzo del nostro pieno alla pompa. L'altro voce descrive una sorta di calma apparente tra Stati Uniti e Iran.
0:41 Speaker 3: Una facciata diplomatica.
0:43 Speaker 2: Esatto. Cioè, Trump ha dichiarato di voler parlare in modo... più serio con Tehran frenando un po' sulle ritorsioni però sotto questa superficie c'è una tensione operativa che non si ferma
0:54 Speaker 3: gli auti hanno appena tentato di colpire la gigantesca raffineria saudita Aramco a Yambu
1:00 Speaker 2: e stiamo parlando di un potenziale disastro globale evitato per un pelo
1:04 Speaker 3: per un pelo sì E la cosa pazzesca è che i missili sono stati intercettati da sistemi Patriot ma guida greca.
1:12 Speaker 2: Cioè il sistema di difesa appoggia su equilibri così sottili.
1:15 Speaker 3: E ovviamente tutto questo si scarica subito sui mercati. I dati del secolo XIX ci mostrano la meccanica di questo rincaro.
1:22 Speaker 2: Riguarda il cosiddetto oil on water, giusto
1:25 Speaker 3: Esattamente. Spieghiamolo un attimo, perché non è intuitivo. Quando dicono petrolio sull'acqua, non è inquinamento. È petrolio già estratto, letteralmente parcheggiato su queste enormi superpetroliere negli oceani.
1:38 Speaker 2: Una specie di spugna globale. Proprio così, se c'è uno shock improvviso, i mercati strizzano questa spugna per immettere petrolio velocemente e calmare i prezzi. Solo che secondo il secolo XIX questa spugna ormai si sta asseccando.
1:53 Speaker 3: Il cuscinetto si sta esaurendo in fretta e questo succede in mezzo a forze macroeconomiche totalmente contrapposte. Da un lato abbiamo un crollo vertiginoso delle importazioni cinesi.
2:05 Speaker 2: Meno 40% solo a giugno.
2:07 Speaker 3: Meno 40. In teoria, con una frenata del genere da Pechino, i prezzi del greggio dovrebbero crollare, perché c'è troppa offerta.
2:15 Speaker 2: Certo, in condizioni normali. Ma la normalità è saltata. L'offerta è mutilata perché le raffinerie russe sono costantemente sotto attacco dai droni ucraini.
2:26 Speaker 3: Quindi c'è molto meno prodotto raffinato disponibile?
2:29 Speaker 2: Esatto. L'intreccio tra queste due dinamiche spinge il barile di Brent dritto verso i 100 dollari.
2:34 Speaker 3: E la ricaduta sui nostri tabelloni al distributore è in tempo reale. Il giornale riporta la benzina a 1,98 al litro.
2:43 Speaker 2: E il diesel volato a 2,18.
2:46 Speaker 3: Cifre altissime. Per cercare di limitare i danni, soprattutto ora che c'è la logistica estiva, Il governo sta preparando un decreto ponte da circa 100 milioni per agosto.
2:57 Speaker 2: Basato sul meccanismo delle accise mobili, giusto?
3:01 Speaker 3: Praticamente funziona così. Quando il prezzo del carburante sale oltre una certa soglia, lo Stato incassa di più grazie all'IVA, che è in percentuale. Il governo prende questo tesoretto extra e lo usa per tagliare l'accisa fissa. Si parla di uno sconto fino a 20 centesimi al litro.
3:17 Speaker 2: Chiaro, è un tampone. Ma la vera domanda è se, macroeconomicamente parlando, Si è una mossa furba. Carlo Cottarelli, sul Corriere della Sera, tira fuori un'obiezione enorme.
3:28 Speaker 3: Che tagliare le accise a pioggia è sbagliato.
3:31 Speaker 2: Esatto, è un taglio lineare. Abbassi il prezzo per tutti, indipendentemente dal reddito. E in una fase di scarsità reale, dove le petroliere circunnavigano l'Africa e l'offerta è tirata al limite, tenere il prezzo basso per decreto è un errore clamoroso.
3:45 Speaker 3: Perché non disincentiva i consumi.
3:47 Speaker 2: Proprio così. Cioè, se sussidi il petrolio in un momento di carenza, la gente continua a consumare uguale, peggiorando il problema a lungo termine.
3:55 Speaker 3: È un po' come abbassare il costo dell'acqua per riempire le piscine private in piena siccità.
3:59 Speaker 2: Esattamente. Infatti Cottarelli propone una cosa diversa. cioè abbandonare i tagli lineari e usare trasferimenti mirati assegni diretti o rimborsi solo per le famiglie a basso reddito e le imprese di logistica che sono davvero in difficoltà
4:13 Speaker 3: in questo modo proteggi chi non ce la fa ma lasci che il prezzo alto freni naturalmente i consumi di chi se lo può permettere e tra l'altro questa fiammata del petrolio non è un evento isolato
4:27 Speaker 2: no infatti Mario Platero sempre sul Corriere allarga l'inquadratura L'escalation in Medio Oriente è solo una di quattro bombe a orologeria innescate sotto l'economia degli Stati Uniti.
4:38 Speaker 3: Bombe che, se esplodono, si tirano dietro anche l'Europa. Oltre all'Iran, Platero elenca i nuovi dazzi di Trump al 10,1%. Che
4:47 Speaker 2: sarebbero insomma una tassa diretta sui consumatori, riaccendendo l'inflazione americana. E la terza?
4:52 Speaker 3: L'euforia quasi fuori controllo per l'intelligenza artificiale. Stiamo vedendo investimenti colossali. Google da sola ha in cantiere Capex per 205 miliardi di dollari.
5:04 Speaker 2: Una scommessa al buio.
5:05 Speaker 3: Ma il quarto rischio è quello che, guarda, mi sembra il più subdolo di tutti. Il direct lending. Il credito privato non bancario, il cosiddetto shadow banking.
5:16 Speaker 2: Esatto, il sistema bancario ombra. Parliamo di prestiti enormi fatti fuori dalle banche tradizionali. Vengono erogati velocemente, a tassi più alti, ad aziende che magari una banca normale non finanzierebbe.
5:29 Speaker 3: E il problema grosso è che non ci sono reti di sicurezza.
5:32 Speaker 2: Cioè, se un gruppo di queste aziende salta, non c'è la banca centrale o un prestatore di ultima istanza pronto a bloccare il contagio in modo convenzionale.
5:41 Speaker 3: E l'incrocio di tutti questi fattori, inflazione dai dazi, spese folli in IA, tensioni sul greggio e possibili default nel debito ombra, metterebbe la Federal Reserve all'angolo, costringendola ad alzare i tassi in modo violento.
5:56 Speaker 2: Con effetti devastanti sui mercati. E questa idea di un sistema complesso stressato fino alla rottura ci porta dritti al secondo tema. Perché stiamo vedendo la stessa fragilità sistemica anche nella sicurezza fisica.
6:08 Speaker 3: Una fragilità che a Berlino ha avuto un esito tragico. Will Media e Die Tagessaitung ricostruiscono un attentato pazzesco avvenuto sabato al Pride nel Tiergarten.
6:19 Speaker 2: Un minivan bianco lanciato sulla folla...
6:22 Speaker 3: Sì, e poi l'attentatore è sceso che ha continuato l'attacco usando un mascete. Un morto e 29 feriti, alcuni gravissimi. L'attentatore, poi ucciso dalla polizia, si chiamava Abdul Balut, aveva 21 anni.
6:35 Speaker 2: E il punto focale dei quotidiani tedeschi non è solo la brutalità dell'attacco, ma il cortocircuito istituzionale, perché questo Balut lo Stato lo conosceva benissimo. Non era un lupo solitario spuntato dal nulla.
6:46 Speaker 3: Per niente. Aveva già tentato di andare in Siria per unirsi all'ISIS. Nel novembre 2025 viene arrestato di nuovo in Germania, processato e condannato per la preparazione di un grave atto di violenza.
6:59 Speaker 2: E qui c'è la voragine. Viene condannato, ma la pena viene sospesa. Niente carcere. Il Triburale dispone un percorso alternativo di 26 colloqui di deradicalizzazione.
7:12 Speaker 3: Una roba che lascia senza parole
0:00 Speaker 2: 26 chiacchierate per un terrorista dichiarato, che ha provato a unirsi allo Stato islamico. E sai qual è il dettaglio che rende tutto ancora più amaro?
7:23 Speaker 3: Che proprio il giorno dell'attentato, Ballut aveva in programma il suo terzo colloquio.
7:28 Speaker 2: Cioè, il fallimento è totale. E giustamente la Die Target Sightung fa notare l'assurdità del dibattito politico che ne è seguito.
7:36 Speaker 3: Certo, perché la politica ora chiede più fondi per l'intelligenza artificiale, per prevedere i crimini.
7:42 Speaker 2: Ma a cosa serve l'intelligenza artificiale per scovare i terroristi nascosti se quando ne hai uno davanti già processato e condannato lo rimetti in libertà per mandarlo dal terapeuta? È una toppa tecnologica su un cratere giuridico enorme.
7:56 Speaker 3: Assolutamente. E questa disconnessione tra le istituzioni e le piazze, questa insicurezza, la vediamo in forme diverse anche da noi in Italia. L'ordine pubblico è tesissimo.
8:08 Speaker 2: Repubblica e Will Media evidenziano una polarizzazione forte. A Bologna c'è stato un cortereo molto teso, di circa 2000 persone, per chiedere verità sulla morte di Abderraim Fakir, avvenuta durante un fermo di polizia.
8:22 Speaker 3: L'autopsia, per ora, anche se mancano mesi per l'esito definitivo, ha rilevato segni di schiacciamento e sangue nei polmoni.
8:31 Speaker 2: E questo ha infiammato il clima. Il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, è sottoscorta per le minacce ricevute sulla sua gestione della situazione.
8:39 Speaker 3: Mentre se guardiamo alla Valsusa, le proteste latenti sono esplose in scontri aperti. I movimenti Notav hanno generato vere guerriglie. Oltre 100 agenti feriti.
8:50 Speaker 2: Il ministro dell'interno Piantedosi, sul Corriere della Sera, ha superato le solite formule politiche. Lo ha chiamato chiaramente un attacco allo Stato.
8:58 Speaker 3: Hanno sequestrato un arsenale da guerriglia urbana, molotov, mortagli artigianali, mascheri antigas …
9:05 Speaker 2: E di fronte a tutto questo, il sindaco di Torino, Stefano Lorusso, fa un ragionamento molto lucido sul Corriere. Dice che, in questi casi, si rischia di finire schiacciati tra due errori speculari.
9:16 Speaker 3: Il primo è delegittimare un'intera manifestazione o addirittura i bisogni di una comunità solo per colpa di una minoranza violenta infiltrata.
9:24 Speaker 2: Esatto. Ma il secondo errore, ed è coraggioso a dirlo, è giustificare o tollerare chi usa la violenza in nome della presunta nobiltà della causa. È la fine dello Stato di diritto.
9:35 Speaker 3: Perché così facendo svuoti il dibattito pubblico, regali l'attenzione solo a chi spacca tutto e silenzi chi protesta pacificamente?
9:43 Speaker 2: Questa incapacità cronica di gestire le crisi a livello locale si riflette pari pari se ci spostiamo a Bruxelles, un'Europa che è letteralmente paralizzata.
9:54 Speaker 3: Sergio Fabbrini, sul sole 24 ore, fa pezzi questo immobilismo. Traccia un bilancio a due anni dal famoso rapporto Draghi sulla competitività europea che è del
10:06 Speaker 2: settembre
10:06 Speaker 3: 2024
0:00 Speaker 2: 383 raccomandazioni operative. Sai quante ne sono state implementate oggi, due anni dopo?
10:13 Speaker 3: Solo il 15,7%, un dato che fa spavento.
10:18 Speaker 2: È fermo. E il conto intanto sale. Draghi diceva che servivano 800 miliardi all'anno per le transizioni. Ora Fabbrini dice che ne servono 1200 per via delle nuove spese militari.
10:29 Speaker 3: E Fabbrini usa una metafora azzeccatissima. Il rapporto Draghi è diventato il Godot dell'Unione Europea.
10:36 Speaker 2: Lo aspettano tutti, ma non arriva mai. I leader lo invocano ai vertici, ma poi lo bloccano con i veti incrociati e i soliti nazionalismi.
10:44 Speaker 3: È come pagare il miglior architetto del mondo per progettare una casa antisismica.
10:50 Speaker 2: Per poi prendere il progetto, chiuderlo in un cassetto e continuare a vivere in una tenda canadese. Ha senso commissionare un'analisi chirurgica se poi hai già deciso di ignorarne quasi l'85%? Appunto.
11:02 Speaker 3: E su questo stallo interviene Maurizio Maresca sul secolo XIX, lanciando una provocazione forte. Dice che il modello europeo attuale, basato solo sul mercato unico e sulla concorrenza, è semplicemente esaurito.
11:16 Speaker 2: Non funziona più nell'era del protezionismo armato, delle economie di guerra?
11:22 Speaker 3: Esatto, la sua soluzione è creare urgentemente un vero Stato federale europeo, un federalismo pragmatico.
11:30 Speaker 2: Che non vuol dire aspettare l'unanimità di 27 nazioni, vuol dire partire con un nucleo ristretto di paesi occidentali, un'Europa a due velocità, disposti a cedere vera sovranità fiscale e militare.
11:44 Speaker 3: Esattamente come si fece decenni fa con l'euro. L'obiettivo è avere un esecutivo capace di finanziare una politica industriale unitaria per competere con USA e Cina e soprattutto di presidiare militarmente colli di bottiglia vitali come Suez o il Mar Rosso.
12:00 Speaker 2: Perché, mentre a Bruxelles discutono di queste architetture teoriche, la realtà a terra collassa. E parlo letteralmente di trasporti, come racconta la stampa in un'inchiesta sul nostro luglio nero.
12:13 Speaker 3: Un disastro logistico. I volumi di traffico sono enormi. La stagione turistica porta 230 milioni di passeggeri negli aeroporti italiani. Ma le infrastrutture cedono.
12:24 Speaker 2: Il 31,5% dei voli estivi è in ritardo. Fiumicino, che negli anni scorsi ha preso un sacco di premi, è crollato al 23° posto in Europa per puntualità.
12:35 Speaker 3: Garantisce partenze in orario solo nel 65% dei casi. Cioè...
12:40 Speaker 2: Siamo felicissimi di incassare i soldi del turismo di massa, ma la nostra rete logistica si regge col fil di ferro e va subito in tilt. E parlando di sistemi che vanno in tilt, passiamo alle flash news. Partiamo dal clima, dove la situazione è drammatica.
12:55 Speaker 3: L'Europa sta vivendo eventi estremi senza precedenti. In Francia, gli incendi a sud- ovest di Bordeaux hanno sprigionato così tanto calore da formare un piro cumulonembo.
13:06 Speaker 2: Questo è un fenomeno pazzesco e spaventoso. In pratica l'incendio è talmente vasto e incandescente che la colonna d'aria bollente sale e crea un vero e proprio sistema temporalisco autonomo.
13:16 Speaker 3: Generando fulmini ma senza una goccia di pioggia. E questi fulmini innescano altri incendi nel terreno secco circostante.
13:25 Speaker 2: Un inferno che si autoalimenta. I meteorologi dicono che è la prima volta storica che si documenta un fenomeno del genere sul suolo francese.
13:34 Speaker 3: E non va meglio in Spagna. Il governo ha già dichiarato lo stato di emergenza preventivo. Metà del 2026 e contano già 32 incendi catastrofici. L'anno scorso, in tutto l'anno, ne avevano avuti sette.
13:47 Speaker 2: Numeri a bormi. Ma pure in Italia la situazione è critica. Nel Gargano, a Pescici, hanno dovuto evacuare 300 turisti via mare e terra perché accerchiati dalle fiamme.
13:58 Speaker 3: E il dettaglio che fa più rabbia è che il sindaco e le perizie indicano già l'origine dolosa. Qualcuno dà fuoco di proposito.
14:06 Speaker 2: Criminalità pura in un momento di siccità estrema, ma cambiamo decisamente argomento. E passiamo allo sport e all'economia dei grandi eventi. Il sole 24 ore ha fatto uscire l'indice di sportività delle province italiane.
14:19 Speaker 3: E la notizia è che Milano è balzata al primo posto, superando città storiche come Trento. E questo primato è trainato quasi interamente dai capitali e dalle infrastrutture per le imminenti Olimpiadi Invernali.
14:32 Speaker 2: Sempre di sport, ma sul calcio Will Media fa emergere un nodo piuttosto spinoso su Andrea Pirlo, di cui si parla tanto come possibile nuovo CT della nazionale italiana
14:42 Speaker 3: Il problema è etico e commerciale. Pirlo attualmente ha un contratto molto ricco come Global Ambassador Ufficiale per FOMBET.
14:50 Speaker 2: Che per chi non lo sapesse è una gigantesca agenzia di scommesse di origine russa.
14:55 Speaker 3: Diciamo che avere il selezionatore della nazionale italiana legato economicamente a un colosso delle scommesse, per di più russo, crea non pochi problemi di opportunità per la federazione.
15:07 Speaker 2: Direi un bel conflitto, insomma. Allora, direi che è il momento di tirare le somme di questa puntata. Abbiamo attraversato un quadro globale molto fragile.
15:17 Speaker 3: Dai missili in Medio Oriente che si traducono in rincari alla pompa di benzina e mettono in crisi il taglio lineare delle accise.
15:26 Speaker 2: Fino ai buchi neri del sistema giudiziario tedesco che lascia i terroristi in terapia invece che in carcere. Passando per il collasso dei nostri aeroporti d'estate per arrivare alla paralisi di un'Europa che non riesce proprio a mettere in pratica il rapporto Draghi.
15:41 Speaker 3: E su questo senso di paralisi generale, Giorgio Vittadini, in un editoriale suo avvenire, ci dà una chiave di lettura perfetta per chiudere. Definisce la democrazia, citando Churchill, come il sistema imperfetto più perfetto, ma ci ricorda una cosa fondamentale.
15:58 Speaker 2: Che la democrazia non funziona da sola come un'automa solo perché vai a votare una volta ogni tanto. Ha bisogno di partecipazione continua, di sindacati, associazioni, corpi intermedi.
16:07 Speaker 3: Esatto, una società civile vigile. E la provocazione che lancia Vittadini è proprio su questo. Di fronte al fallimento europeo, alla giustizia che si inceppa e alle piazze violente, si chiede ma queste enormi falle istituzionali sono davvero la causa dei problemi sociali che stiamo vivendo?
16:25 Speaker 2: O sono invece il sintomo? Cioè l'esito terminale di una società civile che ormai si è sfiancata, che ha rinunciato a informarsi e a partecipare attivamente? preferendo delegare tutto a un potere chiuso nei propri palazzi. Un bel
16:39 Speaker 3: dubbio da cui partire per riflettere.
16:42 Speaker 2: Decisamente. E per oggi i giornali si chiudono qui. Cliccate su Segui per non perdere la rassegna di domani e lasciate una recensione a 5 stelle su Spotify o Apple Podcasts. A domani!
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