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Fed e moschee, l’ossessione del controllo | Sab 29 ago
21:31

Fed e moschee, l’ossessione del controllo | Sab 29 ago

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Fed, Italia e Islanda: debito, demografia e nuove tensioni geopolitiche.
La stabilità politica basta davvero a garantire la crescita economica? 
In questo episodio analizziamo le contraddizioni che stanno attraversando Stati Uniti, Europa e Italia: dalla sfida di Kevin Warsh all’indipendenza della Federal Reserve sotto Donald Trump al referendum sull’ingresso dell’Islanda nell’Unione Europea, passando per il debito pubblico americano, la crisi demografica italiana e lo scontro sulla governance di Piazza Affari.
Partiamo dagli Stati Uniti, dove il simposio di Jackson Hole riporta al centro una questione che va ben oltre i tassi d’interesse: l’indipendenza della Federal Reserve. Kevin Warsh si trova a gestire una fase delicata, con un’inflazione ancora lontana dall’obiettivo e una Casa Bianca che spinge per una politica monetaria più accomodante. Un eventuale scontro con Donald Trump potrebbe avere conseguenze sulla credibilità della Fed e, più in generale, sulla fiducia internazionale nel dollaro.
Nel frattempo, i mercati guardano con attenzione al debito americano, mentre in Europa il tema della sostenibilità dei conti pubblici torna al centro del dibattito politico. In Francia si confrontano due visioni radicalmente diverse sul futuro del welfare e del debito, mentre l’Italia continua a muoversi in una zona di stabilità senza vera crescita.
I dati economici raccontano infatti un paradosso: aumenta la fiducia di consumatori e imprese, ma la produzione industriale continua a rallentare. Con una crescita del PIL prevista ancora modesta e appena 355.000 nascite nel 2025, la demografia diventa una variabile economica sempre più importante. Meno lavoratori significa meno crescita potenziale, maggiore pressione sul welfare e una sfida sempre più difficile per pensioni e finanza pubblica.
Parleremo anche di carburanti e potere d’acquisto. Il taglio delle accise continua a dividere il dibattito politico, ma le analisi mostrano come i sussidi generalizzati possano favorire soprattutto i redditi più elevati. La vera emergenza, secondo Carlo Cottarelli, riguarda invece il recupero del potere d’acquisto perso dai lavoratori negli ultimi anni e la necessità di intervenire sui salari anziché affidarsi soltanto a misure temporanee.
Sul fronte geopolitico, gli occhi sono puntati sull’Islanda, chiamata a decidere sul rapporto con l’Unione Europea in un momento in cui l’Artico assume un’importanza strategica crescente. Pesca, sovranità economica, sicurezza e rapporti con la NATO si intrecciano in un referendum che potrebbe ridefinire la posizione di Reykjavík nello scenario nordatlantico.
Analizziamo inoltre i rapporti tra Italia, Russia e NATO, tra pressioni americane, sospetti di infiltrazioni nelle istituzioni e necessità di definire con maggiore chiarezza la postura internazionale di Roma. E torniamo sulla figura di Ratko Mladić, la cui morte riapre il tema della memoria delle guerre balcaniche e del rischio che i criminali di guerra vengano trasformati dalla propaganda in simboli nazionalisti.
In Italia, intanto, il confronto politico e sociale si sposta anche sul tema dell’integrazione. A Venezia, la vicenda della moschea di Mestre mette a confronto libertà religiosa, regole comunali e integrazione della comunità bengalese, sollevando una domanda più ampia: dove finisce l’autonomia delle amministrazioni locali e dove inizia la tutela dei diritti fondamentali?
Parleremo poi della psicosi postpartum e del caso Lindsay Clancy, una vicenda giudiziaria che sta alimentando un importante dibattito negli Stati Uniti sul rapporto tra salute mentale, responsabilità penale e riconoscimento medico di una condizione ancora poco compresa.
Infine, spazio alle riforme italiane: dalla delega fiscale e dall’utilizzo dell’intelligenza artificiale contro l’evasione alla riforma delle professioni, fino allo scontro tra Italia ed Euronext sulla governance di Borsa Italiana e MTS. Una partita che...