Riarmo, bolla IA e sprechi italiani | Ven 28 ago
Informazioni su questo episodio
Russia, debito USA e intelligenza artificiale: le nuove fragilità dell’Occidente.Quanto può essere fragile l’ordine economico e geopolitico su cui si basa l’Occidente?
In questo episodio analizziamo una giornata segnata da nuove tensioni tra Russia e NATO, dall’allarme sul debito pubblico americano e dall’impatto sempre più concreto dell’intelligenza artificiale sul lavoro e sull’economia. Ma anche dalle emergenze climatiche, dalla crisi delle infrastrutture italiane e da un sistema globale in cui sicurezza, tecnologia e resilienza sono ormai inseparabili.
Partiamo dall’Europa orientale, dove la tensione tra Mosca e i Paesi NATO continua a salire. Le nuove forniture militari europee all’Ucraina, il trasferimento di tecnologie per la produzione di missili e le esercitazioni francesi alimentano lo scontro con il Cremlino. Nel frattempo, gli Stati Uniti monitorano il rischio di possibili attacchi russi limitati contro il territorio di un Paese NATO, mentre Polonia e Regno Unito rafforzano le proprie strategie di deterrenza e preparazione interna.
A fare da sfondo a questa escalation c’è anche la morte di Ratko Mladić, condannato all’ergastolo per genocidio e crimini di guerra. La sua scomparsa chiude simbolicamente uno dei capitoli più drammatici della guerra in Bosnia, riportando al centro la memoria di Srebrenica e dell’assedio di Sarajevo.
Ci spostiamo poi sul fronte economico, dove il vero campanello d’allarme arriva dagli Stati Uniti. Il debito federale e il crescente costo degli interessi alimentano interrogativi sulla sostenibilità dei conti pubblici americani e sulle possibili conseguenze per i mercati globali. In Europa, invece, la Francia si prepara a un nuovo scontro politico sul rapporto tra debito, welfare e spesa pubblica, mentre il futuro dell’Eurozona resta legato alla capacità dei governi di conciliare disciplina fiscale e protezione sociale.
In Italia, l’emergenza economica assume anche una dimensione climatica. Il fenomeno del Super Niño potrebbe contribuire a spingere verso l’alto i prezzi dei beni alimentari, ma il problema non riguarda soltanto la quantità di pioggia disponibile. Il vero paradosso italiano è infrastrutturale: il Paese dispone di enormi risorse idriche, ma riesce a raccoglierne e conservarne soltanto una parte. Tra perdite di rete, invasi insufficienti e investimenti ancora limitati, l’acqua rischia di diventare una delle grandi questioni strategiche dei prossimi anni.
Uno dei temi centrali dell’episodio è poi la rivoluzione dell’intelligenza artificiale. Nvidia continua a crescere a ritmi impressionanti, ma dietro il boom dei chip emergono colli di bottiglia industriali, finanziari e tecnologici. La domanda non è più soltanto quanto crescerà il mercato dell’AI, ma se l’economia sarà realmente capace di trasformare questa tecnologia in maggiore produttività.
Il problema riguarda soprattutto il lavoro. Milioni di lavoratori italiani sono già esposti all’intelligenza artificiale, mentre la carenza di competenze specialistiche — dai data scientist alle figure tecnologiche avanzate — rischia di diventare uno dei principali freni alla trasformazione digitale. E mentre l’AI entra sempre più profondamente nei processi produttivi, arriva anche un esempio sorprendente dalla medicina: a Londra, un sistema di intelligenza artificiale ha assistito in tempo reale un neurochirurgo durante la rimozione di un tumore, mappando le strutture più delicate da preservare.
Parleremo inoltre di trasparenza salariale, fuga dei laureati e violenza economica, temi che mostrano quanto il mercato del lavoro italiano sia ancora lontano da un equilibrio tra competenze, salari e opportunità.
Infine, torniamo alle emergenze e alla società: dal devastante disastro idrologico in Nepal e Tibet, con centinaia di vittime e dispersi, alla scomparsa dell’artista Yayoi Kusama, fino al furto del Tesoro di Villena in Spagna e alle nuove preoccupazioni per l’estremismo...
0:00 Speaker 2: Giornali aperti e notizie sul tavolo. Siete su due pagine.
0:03 Speaker 3: La rassegna stampa che vi racconta cosa conta davvero, senza rumore di fondo.
0:09 Speaker 2: Allora, oggi abbiamo tre temi principali belli densi. Primo, l'economia di guerra, cioè quanto ci costa davvero la democrazia e il rischio di, insomma, di un nuovo schema Ponzi globale.
0:21 Speaker 3: Secondo tema, il grande bluff o la grande rivoluzione dell'intelligenza artificiale? Vedremo i colli di bottiglia e i posti di lavoro a rischio in Italia.
0:31 Speaker 2: E terzo, i paradossi strutturali italiani. Dai rincari d'autunno all'acqua che abbiamo ma che sprechiamo, fino alla fuga dei laureati.
0:39 Speaker 3: Esatto, insomma, c'è parecchio.
0:41 Speaker 2: Sì, direi di partire subito dal tema caldo, la geopolitica. Leggendo stamattina Will Media e Cora Media, guarda, sembra di essere tornati in piena guerra fredda.
0:50 Speaker 3: Eh, il clima è quello.
0:52 Speaker 2: C'è questa escalation fortissima tra Russia e l'asse franco- britannico. Cioè Londra e Parigi forniscono missili a lungo raggio, gli storm shadow all'Ucraina. E la reazione russa non si è fatta attendere. Maria Zakharova ha detto chiaramente che stanno giocando col fuoco. E non è solo retorica. Nel Regno Unito stanno preparando un war book per i cittadini.
1:16 Speaker 3: Sì, un manuale di resilienza domestica.
1:19 Speaker 2: Roba da matti, cioè scorti di acqua e cibo per attacchi cyber o fisici. E intanto la Polonia schiera carri armati sudcoreani, i Black Panther, proprio al confine di Kaliningrad. Persino la CIA è andata a Mosca.
1:31 Speaker 3: Per... avvertire di non toccare i paesi nato.
1:36 Speaker 2: Esatto. Quindi, di fronte a questo riarmo, a me viene una domanda spontanea. Cioè, aumentare la difesa sembra ovvio, ma chi paga il conto?
1:45 Speaker 3: E questo, sai, è il punto cruciale. Ne parla Giuseppe Vegas oggi sul Messaggero. Lui fa un'analisi molto lucida. Dice che le democrazie sono strutturalmente svantaggiate rispetto alle autocrazie.
1:57 Speaker 2: Aspetta, in che senso? Cioè, noi in Occidente abbiamo i soldi, abbiamo le economie più avanzate.
2:02 Speaker 3: Certo, ma è un problema di consenso. In una democrazia ogni euro che tu spendi in missili o deterrenza è un euro che toglie allo stato sociale, alla sanità, alle scuole.
2:14 Speaker 2: Ah, chiaro, i bisogni individuali. Esatto.
2:17 Speaker 3: Un regime totalitario, invece, non ha il problema delle elezioni. Se deve sacrificare i cittadini per finanziare le armi, lo fa. E basta.
2:25 Speaker 2: Non ha i sindacati che protestano in piazza, insomma
2:27 Speaker 3: Precisamente. E Vegas sottolinea che in Europa, e in Italia in particolare, noi viviamo in un sistema che detesta i rischi economici, ma, in un certo senso, ignora i rischi geopolitici.
2:39 Speaker 2: Siamo abituati troppo bene, dici?
2:40 Speaker 3: Siamo abituati alla pace. E questo riarmo arriva in un momento, come dire, finanziariamente pessimo. Eh
2:49 Speaker 2: e qui mi aggancia un pezzo bellissimo, o meglio, preoccupante, di Carlo Cottarelli sull'Espresso. Lui lancia un'allarme enorme sugli Stati Uniti. Ah
2:57 Speaker 3: sul debito! Sì,
2:59 Speaker 2: dice che il debito federale ha toccato i 40 trilioni di dollari, con un deficit primario del 3,2%. E guarda, lui usa un'espressione forte, parla di uno schema Ponzi statale.
3:11 Speaker 3: Che fa impressione, detto dagli Stati Uniti.
3:13 Speaker 2: Fa impressione, sì. Ma spiegami una cosa. Come funziona uno schiamo a Ponzi a livello di Stato?
3:20 Speaker 3: Allora, funziona finché la turta cresce. Cioè, regge solo se il PIL cresce più velocemente degli interessi che paghi sul debito.
3:29 Speaker 2: Ok.
3:30 Speaker 3: Ma se guardi i dati, e lo dicevamo prima, sotto l'amministrazione Trump il PIL reale americano è iniziato a rallentare, mentre i tassi restano alti.
3:40 Speaker 2: Trump che proprio ieri ha detto che Putin non attaccherà la Nato.
3:44 Speaker 3: Sì, le classiche dichiarazioni elettorali. Ma il rischio vero è sui mercati. Se gli investitori scoprono che il re è nudo, per citare la favola, rischiamo una crisi molto peggiore di quella del 2009. E in
3:58 Speaker 2: Europa come siamo messi? Cioè ci stiamo difendendo da questo?
4:02 Speaker 3: Più o meno. Il Foglio oggi fa un'analisi con David Carretta sui sei cantiari di Ursula von der Leyen, quelli post- rapporto Draghi. Si parla di unione del risparmio, mobilitare qualcosa come 470 miliardi per contrastare la concorrenza cinese. Ma c'è un ostacolo gigantesco.
4:22 Speaker 2: L'energia.
4:23 Speaker 3: Esatto. Le imprese europee pagano l'elettricità tre volte tanto rispetto al gas.
4:29 Speaker 2: Tre volte?
4:30 Speaker 3: Sì. E in più abbiamo normative completamente frammentate, quindi competere così è dura.
4:36 Speaker 2: E a proposito di competizione e innovazione, passiamo al secondo blocco, che è, insomma, il tema dell'anno. L'intelligenza artificiale.
4:45 Speaker 3: Il grande tema.
4:46 Speaker 2: Allora, Will Media oggi riporta una notizia bellissima. Il primo intervento di neurochirurgia per un tumore all'ipofisi assistito dall'IA in tempo reale, fatto in Inghilterra.
4:57 Speaker 3: Ah, un tumore di 11 mm, mi pare
5:00 Speaker 2: 11 mm, sì. E qui l'IA non ha sostituito il medico, ma lo ha supportato per evitare di tranciare i nervi ottici. Una roba che salva la vita.
5:09 Speaker 3: E questo è il lato positivo, l'applicazione verticale che funziona.
5:13 Speaker 2: Però, e qui faccio la parte del guastafeste, se l'IA fa questi miracoli in sala operatoria, perché analisti ed economisti parlano di bolla?
5:22 Speaker 3: Perché c'è una bella differenza tra l'uso medico e l'infrastruttura finanziaria che ci sta dietro. Giuliano Noci sul sole 24 ore oggi fa a pezzi il mito di Nvidia.
5:31 Speaker 2: Nvidia che ormai vale 5 mila miliardi.
5:34 Speaker 3: Esatto. Fattura a 96 miliardi. Mannosci dice che vendano biglietti per il futuro. E ci sono quattro coli di bottiglia reali.
5:44 Speaker 2: Vai, quali sono
5:45 Speaker 3: Il primo è culturale. Usa un'immagine perfetta. Dice che le aziende stanno mettendo il motore di una Formula 1 su una Panda.
5:53 Speaker 2: E rende l'idea
5:54 Speaker 3: Cioè automatizzano singole funzioni, ma non cambiano i processi aziendali.
5:58 Speaker 2: Quindi sprecano potenziale
6:00 Speaker 3: Moltissimo. Il secondo collo di bottiglia è industriale ed energetico. I data center assorbiranno 945 terawattora entro il 2030.
6:11 Speaker 2: È il doppio di oggi, se non sbaglio.
6:13 Speaker 3: Sì, e la nostra burocrazia e i nostri permessi per costruire queste infrastrutture semplicemente non reggeranno questi tempi. Non abbiamo la rete elettrica pronta.
6:22 Speaker 2: Assurdo. E il terzo?
6:24 Speaker 3: Il terzo è quello finanziario, che è forse il più, insomma, pericoloso. E Nvidia sta prestando soldi ai propri clienti. I crediti sono schizzati a 63 miliardi.
6:37 Speaker 2: Aspetta, aspetta, quindi loro finanziano le start- up per far comprare a queste start- up... I chip di Nvidia stessa
6:43 Speaker 3: Esattamente. È una finanza circolare. Se la startup fallisce, il castello crolla.
6:50 Speaker 2: Un bel rischio sistemico. E il quarto punto?
6:52 Speaker 3: Il quarto è sociale. Nessun governo ha un piano serio per gestire l'impatto occupazionale.
6:58 Speaker 2: E qui caschiamo in Italia. Perché la stampa oggi riprende i dati di Banca Italia. Fabrizio Goria scrive che ci sono 15 milioni di lavoratori italiani esposti all'IA. e 4,75 milioni a rischio spiazzamento. Ma la cosa ridicola, o forse tragica, è che solo il 5% delle nostre aziende la usa davvero
7:17 Speaker 3: Infatti il vero problema non è Terminator che ci ruba il lavoro.
7:20 Speaker 2: No, infatti.
7:21 Speaker 3: È che ci mancano le persone per farla funzionare. Hai visto la denuncia di Natuzzi?
7:26 Speaker 2: Sì, non trovano data scientists.
7:28 Speaker 3: Esatto. Le grandi aziende creano questi centri di competenze interni, Ma le piccole restano bloccate. Hanno il terrore per la sicurezza dei dati.
7:39 Speaker 2: Come Fincanzieri, che frena per paura di perdere brevetti o roba sensibile.
7:43 Speaker 3: Eh, certo. Devi inserire i dati in modelli cloud che magari non controlli.
7:49 Speaker 2: Bene, facciamo un respiro. Passiamo a un giro di flash news veloci, perché il mondo non si ferma. Ne abbiamo un bel po' sparse nei giornali.
7:56 Speaker 3: Vai.
7:57 Speaker 2: Tragedia sull'Himalaya. Tra Nepal e Tibet si è staccato un ghiacciaio e ha causato un'inondazione assurda.
8:03 Speaker 3: Ho letto. Numeri spaventosi.
8:06 Speaker 2: Sì, Cora e il Corriere parlano di 1.400 dispersi, tra cui tre italiani, Marco Ratto e una coppia italo- svizzera. I morti accertati sono già quasi 400.
8:16 Speaker 3: Mamma mia, un disastro enorme.
8:19 Speaker 2: E poi, spostandoci in Francia, dibattito rovente al Medef, la confindustria francese. Sette candidati. La Le Pen, che promette la pensione a 60-62 anni. Promessa costosissima. e Melenchonk, che propone letteralmente di bruciare il debito pubblico. Con un debito al 117% del PIL, Reuters e Le Monde ne parlavano quasi con sgomento. Ci credo. E negli USA, sempre in tema esteri, hanno bloccato temporaneamente i visti di migrazione a lungo periodo.
8:49 Speaker 3: Perché?
8:50 Speaker 2: Per istruire il personale sulla regola del public charge, cioè devi dimostrare di non pesare sulle finanze pubbliche americane se vuoi entrare. Lo riportava il New York Times.
8:59 Speaker 3: La selezione all'ingresso, insomma.
9:01 Speaker 2: E mentre lì bloccano le frontiere, ad Haiti la situazione è al collasso totale. Elezioni rinviate, l'85% della capitale, Port- au- Prince, è in mano alle gang. Hanno ucciso 47 persone a Kenskov. Lo riporta Liberation. Lì lo Stato non esiste più, praticamente. E sempre restando all'estero, ma su un piano storico, è morto a 84 anni in Olanda Ratko Mladic. Il boia di Srebrenica. Esatto. responsabile dell'assedio di Sarajevo e del genocidio di 8.000 musulmani. Corriere al Post gli dedicano ampi spazi.
9:34 Speaker 2: Un pezzo di storia nerissima che se ne va. Già. E per chiudere con la cronaca, furto da film in Spagna, a Villena. Hanno rubato 1.700.000 euro di reperti dell'età del
9:45 Speaker 3: bronzo. E
9:48 Speaker 2: l'hanno fatto in pochissimo tempo, leggevo. Quattro minuti. Quattro minuti netti, lo racconta El País, e poi segnaliamo un raduno neonazista nel nord Italia... ritorno a camelot 2026 interpellanza di alleanza verdi su repubblica e per la cultura morta a 97 anni yayoi kusama
10:06 Speaker 3: l'artista dei pua giapponese
10:09 Speaker 2: proprio lei l'ha ricordata il sole 24 ore
10:11 Speaker 3: e c'era un'ultima notizia sulla scuola in emilia romagna te la ricordi
10:15 Speaker 2: ah sì bravissima Iniziativa stupenda, in 42 comuni aprono le scuole prima, con laboratori gratuiti, prima del 15 settembre. Un bel aiuto per le famiglie.
10:25 Speaker 3: Welfare vero, dal basso.
10:27 Speaker 2: E questo, guarda, ci porta perfettamente al nostro terzo blocco. L'Italia e i suoi paradossi. Partiamo dalle tasche degli italiani. Il giornale, tramite il Kodakons, stima la solita stangata d'autunno.
10:39 Speaker 3: Non manca mai a settembre
10:41 Speaker 2: No. 420 milioni di euro di aggravio, tipo 70 euro a famiglia a trimestre. E ovviamente a chi diamo la colpa?
10:51 Speaker 3: All'inflazione, immagino.
10:53 Speaker 2: E al clima?
10:54 Speaker 3: Esatto, al super e il nigno che rovina i raccolti. Però, io dico, diamo sempre la colpa al clima come se fosse un'emergenza improvvisa. Prendiamo la siccità. Sembra che ci cada addosso dal nulla, no?
11:07 Speaker 2: Eh, sembra.
11:08 Speaker 3: Invece, è la decima crisi grave dal 2000. e costata 30 miliardi di euro in 20 anni.
11:14 Speaker 2: E questo è il paradosso italiano per eccellenza. Il Corriere della Sera oggi smonta questa narrativa con i dati. Cioè? Noi siamo letteralmente il paese dell'acqua. In Italia cadono 305 miliardi di metri cubi d'acqua all'anno. Aspetta, così tanti? Tantissimi. Per farti capire, Milano riceve più pioggia di Londra e Parigi. 1162 mm all'anno.
11:36 Speaker 3: A Milano piove più che a Londra? Solutamente sì. Il problema è che di questi 305 miliardi noi ne consumiamo solo 28.
11:46 Speaker 2: Ma quindi dove finisce il resto dell'acqua?
11:48 Speaker 3: Eh, la buttiamo via. Non la stocchiamo. Abbiamo infrastrutture vecchie, dighe piene di detriti, reti che fanno acqua da tutte le parti. Letteralmente.
11:59 Speaker 2: Un colabrodo.
12:00 Speaker 3: Sì. E la cosa incredibile è che continuiamo a trattarla come un'emergenza di protezione civile, dando rimborsi a posteriori.
12:07 Speaker 2: Invece di fare i lavori prima.
12:09 Speaker 3: E nel PNRR i fondi per questo settore sono briciole, circa il 2%, tipo 4 miliardi, contro i 30 miliardi di danni che dicevi tu.
12:19 Speaker 2: È pura follia gestionale. Ma guarda, questa incapacità di gestire le risorse ce l'abbiamo anche con il nostro capitale più prezioso, le persone.
12:27 Speaker 3: Il capitale umano?
12:29 Speaker 2: Eh sì. Il foglio ricorda che perderemo 10 milioni di abitanti entro il 2050. Un calo demografico spaventoso. C'è una proposta di Adule A e dell'Università Bocconi. Loro dicono facciamo più corsi in inglese per attrarre studenti stranieri in Italia.
12:47 Speaker 3: Che sulla carta è un'ottima idea.
12:49 Speaker 2: Sulla carta. Ma il foglio avverte di stare attenti al modello olandese.
12:53 Speaker 3: Cioè, cos'è successo in Olanda?
12:55 Speaker 2: Hanno attratto un sacco di stranieri, ma poi questi non restavano a lavorare lì. E da noi il rischio è mille volte peggiore. Se noi diamo una formazione pubblica, a spese nostre, a un ingegnere straniero. E per questo, siccome da noi i salari sono stagnanti, se ne va in Germania. Insomma, noi stiamo finanziando i sistemi economici dei nostri concorrenti
13:16 Speaker 3: Stiamo formando i talenti per gli altri. Perché mancano... visti veloci e ammettiamolo mancano gli stipendi
13:23 Speaker 2: e a proposito di stipendi c'è un caos totale sulla direttiva della trasparenza salariale il sole 24 ore oggi ne parlava il decreto legislativo 96 quello sulle pari retribuzioni
13:33 Speaker 3: quello per colmare il divario di genere
13:36 Speaker 2: l'intenzione è nobile giustissima ma sta creando il palico negli uffici del personale ah sì perché Perché la legge italiana parla di allinearsi ai livelli dei contratti nazionali, i famosi CCNL. Ma le multinazionali ormai non usano più i livelli, usano dei sistemi di grade globali.
13:55 Speaker 3: Certo, basati sulle performance, sulle competenze. E
13:59 Speaker 2: non riescono a far combaciare queste due cose. In più, la legge parla di retribuzione fissa. ma esclude i bonus. E allora la domanda è, i superminimi ad personam, quelli che l'azienda ti dà in più rispetto al contratto?
14:12 Speaker 3: Sono considerati fissi?
14:13 Speaker 2: Nessuno lo sa. È un'ambiguità enorme. Le aziende hanno il terrore di sbagliare e di prendersi delle cause legali infinite.
14:20 Speaker 3: Il solito pasticcio burocratico. Però guarda, parlando di disuguaglianze, di stipendi, voglio citare l'articolo dell'Espresso, che chiudo un po' il cerchio.
14:30 Speaker 2: Dimmi.
14:31 Speaker 3: Parla della violenza economica sulle donne. che colpisce il 6,6% delle donne in Italia.
14:38 Speaker 2: Un numero altissimo.
14:40 Speaker 3: È altissimo. E c'è una commissione parlamentare che vuole inserire questo reato, la violenza economica, dentro l'articolo 572 del codice penale.
14:50 Speaker 2: Quello sui maltrattamenti in famiglia.
14:52 Speaker 3: Esatto. Ma l'articolo dell'Espresso fa notare una cosa cruda. Puoi fare tutte le leggi penali che vuoi, ma se noi restiamo ultimi in Europa per l'occupazione femminile... Già. E se manca l'alfabetizzazione finanziaria, la donna non avrà mai l'indipendenza per denunciare e rifarsi una vita. Se non è il conto in banca tuo, è una chimera.
15:12 Speaker 2: Assolutamente. Il problema è culturale, radicato a fondo. Ed è incredibile come, cioè, tirando le fila di quest'oretta insieme, tutto si collega.
15:21 Speaker 3: Tutto. Dalla geopolitica alla finanza globale all'IA, soleto.
15:26 Speaker 2: Ma forse il pensiero finale che dobbiamo portarci a casa oggi è proprio sulle parole che usiamo. Cioè dobbiamo smetterla di chiamare emergenze quelle cose che succedono uguali da vent'anni.
15:36 Speaker 3: Il clima,
15:37 Speaker 2: la siccità, la spesa per la difesa, il calo demografico, non sono emergenze, sono la realtà, sono i nuovi parametri fissi. E se continuiamo a gestirli con l'ottica della protezione civile, con i sacchi di sabbia all'ultimo minuto...
15:50 Speaker 3: Rimarremo sempre un posto indietro.
15:52 Speaker 2: Esatto. Bene, direi che per oggi abbiamo messo sul tavolo abbastanza materiale su cui riflettere.
15:58 Speaker 3: Direi di sì. E se vi piace il nostro modo di unire i puntini, seguite il podcast.
16:03 Speaker 2: Sì, lasciateci una bella recensione a 5 stelle, magari su Spotify o Apple Podcast. Ci aiuta tantissimo a crescere.
16:12 Speaker 3: Alla prossima!
16:13 Speaker 2: Giornali chiusi.
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