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Geopolitica, economia e tutto l’evento Apple | Gio 10 set
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Geopolitica, economia e tutto l’evento Apple | Gio 10 set

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L’Occidente sta correndo verso il futuro senza essere pronto ad affrontarlo?
In questo episodio analizziamo le contraddizioni di un mondo che accelera sul piano tecnologico mentre diventa sempre più fragile sul fronte geopolitico, energetico e sociale: dall’incursione russa nello spazio aereo moldavo al venticinquesimo anniversario dell’11 settembre, dalle nuove tensioni nello Stretto di Hormuz alla rivoluzione dell’intelligenza artificiale, fino alla crisi energetica europea, alla competitività industriale e all’emergenza abitativa in Italia. 
Partiamo dalla sicurezza europea, con l’incidente avvenuto sopra la Moldavia durante la visita di Volodymyr Zelensky. Una traiettoria russa tutt’altro che casuale riporta al centro il tema delle vulnerabilità dell’Europa orientale e dei territori che non beneficiano della protezione dell’ombrello NATO. Un episodio che si inserisce in una fase di crescente pressione militare e diplomatica, mentre l’escalation nello Stretto di Hormuz minaccia di trasformare la crisi regionale in una nuova emergenza energetica globale.
A venticinque anni dall’11 settembre, ci chiediamo invece che cosa sia rimasto della Pax Americana. La lunga guerra al terrorismo ha assorbito risorse e attenzione strategica mentre Cina e Russia rafforzavano le proprie ambizioni. E all’interno degli stessi Stati Uniti, la fiducia nelle istituzioni è stata erosa dalla polarizzazione e dalle teorie cospirative, amplificate dalle camere dell’eco dei social network.
Lo sguardo si sposta poi sulla tecnologia. Con il nuovo iPhone Duo, Apple entra nel mercato degli smartphone pieghevoli e prova a ridefinire il rapporto tra hardware, intelligenza artificiale e servizi. Ma dietro l’entusiasmo per nuovi processori, dispositivi e funzioni sempre più integrate emerge una domanda molto più inquietante: quanto è sicuro il futuro che stiamo costruendo con l’IA? Le denunce di alcuni ricercatori e le stime sul rischio esistenziale legato alla perdita di controllo dei sistemi avanzati riportano il dibattito dal terreno dell’innovazione a quello della sopravvivenza.
Nel frattempo, l’Europa deve fare i conti con una realtà molto più concreta. Petrolio sopra i 100 dollari, gas in forte tensione e stoccaggi tedeschi ai minimi degli ultimi anni mostrano quanto la sicurezza energetica resti una delle principali vulnerabilità del continente. L’Italia, con livelli di stoccaggio più elevati, parte da una posizione relativamente più solida, ma il problema resta europeo: senza energia competitiva non c’è transizione, e senza industria non c’è autonomia strategica.
A due anni dal Rapporto Draghi, analizziamo anche il divario tra le ambizioni dell’Unione e la lentezza delle riforme necessarie per rafforzarne competitività, mercati dei capitali e difesa comune. Mentre Canada e Unione Europea cercano nuove forme di cooperazione sulle materie prime, sulla tecnologia e sulla sicurezza, l’Europa continua a scontrarsi con il problema della propria frammentazione politica.
In Italia, la crisi assume una dimensione sociale sempre più evidente: dagli affitti che rendono difficile per i docenti accettare un posto di lavoro al Nord alla riforma elettorale, fino al conflitto sull’ex Ilva di Taranto, dove salute, ambiente, occupazione e industria si confrontano in una delle questioni più controverse della storia economica italiana.
Parleremo anche di casa, lavoro e trasformazioni urbane, fino a una riflessione sul cambiamento delle nostre città e dei nostri spazi sociali.
Un episodio per capire perché il vero conflitto del prossimo futuro potrebbe essere quello tra innovazione e realtà materiale: tra l’intelligenza artificiale che promette di trasformare ogni aspetto della nostra vita e infrastrutture, energia, industria e istituzioni che faticano a tenere il passo.
Perché la domanda non è più soltanto quanto velocemente stiamo entrando nel futuro. È capire se le nostre società saranno abbastanza solide da...