Inflazione, balneari e terrore sul volo Israele | Gio 1 ott
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L’Europa sta entrando in una nuova fase di instabilità, tra inflazione, guerre e rivoluzione tecnologica?Il 1° ottobre 2026 si apre con una serie di segnali che arrivano da fronti apparentemente lontani ma sempre più interconnessi: l’inflazione italiana torna al 4,2%, il ritiro delle forze occidentali dall’Iraq chiude una lunga fase della guerra all’ISIS, mentre Russia, NATO e Medio Oriente continuano a mettere sotto pressione gli equilibri di sicurezza internazionale.
Partiamo proprio dalla sicurezza aerea, con il caso del volo Fly Dubai diretto a Tel Aviv, dove un’aggressione in cabina ha rischiato di trasformarsi in un dirottamento. L’aereo ha perso rapidamente quota mentre il personale di bordo e alcuni passeggeri cercavano di neutralizzare l’assalitore, fino all’atterraggio in Arabia Saudita. Un episodio che riporta al centro il tema della sicurezza dei corridoi aerei in una regione attraversata da tensioni militari e geopolitiche.
In Iraq, invece, termina ufficialmente l’operazione Inherent Resolve. Gli ultimi militari statunitensi e alleati lasciano il Paese dopo anni di operazioni contro l’ISIS. Ma il ritiro apre nuovi interrogativi: quale sarà il ruolo delle milizie filoiraniane? E soprattutto, il venir meno del supporto occidentale potrebbe creare le condizioni per una riorganizzazione delle cellule jihadiste ancora presenti nella regione?
La guerra in Ucraina aggiunge un altro livello di pressione. Un nuovo attacco russo contro le infrastrutture energetiche ha provocato blackout a Kiev proprio alla vigilia dell’inverno, mentre droni russi hanno attraversato o interessato lo spazio aereo di Paesi vicini. La sicurezza energetica torna così a intrecciarsi direttamente con quella militare, mentre la NATO deve gestire il rischio di incidenti e di ulteriori escalation ai propri confini.
Anche l’economia europea entra in una fase delicata. In Italia l’inflazione raggiunge il 4,2%, con energia, carburanti e alimentari tra i principali motori dei rincari. Il fenomeno riaccende il timore della stagflazione e mette il Governo davanti a una doppia sfida: proteggere il potere d’acquisto delle famiglie senza compromettere i conti pubblici. Sullo sfondo c’è anche il fiscal drag, che potrebbe modificare il gettito fiscale proprio mentre aumenta la pressione sui redditi.
Sul fronte europeo guardiamo poi al futuro dei rapporti tra Regno Unito e Unione Europea. Il dibattito britannico sulla possibile revisione della Brexit riapre scenari che fino a poco tempo fa sembravano marginali, mentre Bruxelles e Canada preparano una nuova alleanza strategica su materie prime critiche, energia, clima e difesa. Intanto, in Italia, la riforma delle concessioni balneari entra nella fase che dovrebbe portare alle nuove gare pubbliche e alla definizione degli indennizzi per gli operatori uscenti.
La tecnologia introduce un’altra frattura strategica. Alla Casa Bianca, i principali protagonisti dell’industria dell’intelligenza artificiale discutono un modello fondato sull’autoregolamentazione e sulla responsabilità delle aziende. L’Europa mantiene invece un approccio più regolamentato, con l’AI Act e nuove regole che riguardano anche il riconoscimento facciale utilizzato dalle forze dell’ordine. La vera questione diventa quindi come conciliare innovazione, sicurezza e tutela dei diritti fondamentali.
Ma le trasformazioni tecnologiche e geopolitiche si riflettono anche nella vita quotidiana. In Italia, gli incidenti sul lavoro riportano tragicamente l’attenzione sulle condizioni di sicurezza nei cantieri e negli stabilimenti industriali. A Torino, la mobilitazione per la sicurezza stradale e le proteste delle “strisce bianche” trasformano invece il dolore per la perdita di un bambino in una richiesta di maggiore protezione per pedoni e ciclisti.
Chiudiamo con il Marocco e con il tema della partecipazione sociale. La nuova leadership politica e il dibattito sulla riforma della Moudawana riportano...
0:00 Speaker 2: Giornali aperti e notizie sul tavolo. Siete su due pagine. La rassegna stampa che vi racconta cosa conta davvero
0:06 Speaker 3: senza rumore di fondo
0:09 Speaker 2: Oggi affrontiamo sistemi che rischiano di saltare. Abbiamo tre temi enormi sul tavolo. Primo, l'inflazione italiana torna a bruciare. Siamo al 4,2% e parte un braccio di ferro con l'Europa per dirottare 14 miliardi di euro. Mentre sulle spiagge si blindano le concessioni. Secondo tema, il far west dell'intelligenza artificiale. Negli Stati Uniti si firmano, diciamo, delle non regole per dominare il mercato e l'Europa invece blocca lo sviluppo con diviati preventivi.
0:36 Speaker 3: E il terzo punto ci porta in Medio Oriente. I Stati Uniti abbandonano l'Iraq dopo 20 anni e nel frattempo un volo commerciale verso Israele si trasforma in un tentato massacro, direttamente dalla cabina di pilotaggio.
0:47 Speaker 2: Partiamo dall'economia reale, perché i numeri dell'Istat riportati oggi da Corriere della Sera, La Stampa e Il Sole 24 Ore delineano una frattura netta.
0:55 Speaker 3: Sì, l'illusione che la fiammata fosse passata si è schiantata contro questi dati
1:00 Speaker 2: Cioè, a settembre l'inflazione su base annua è arrivata al 4,2%. Ad agosto era al 3,3%. È il livello più alto degli ultimi tre anni, trenato da due voci specifiche. Energia, che fa un catastrofico più 22,3%, e cibo fresco a più 5,5%.
1:18 Speaker 3: Allora, il dato che potrebbe sembrare rassicurante è che se togliamo energie alimentari, l'inflazione core, quella di fondo,
1:25 Speaker 2: resta all'1,7%. Sì
1:27 Speaker 3: ma l'economia reale non funziona a compartimenti stagni. Cioè, un rincaro energetico del 22% ci mette pochissimo a propagarsi su tutta la filiera.
1:35 Speaker 2: E infatti Sole24ore parla esplicitamente del rischio stagflazione.
1:40 Speaker 3: Che è lo scenario peggiore in assoluto per una banca centrale. I prezzi salgono per colpa dell'energia, ma la crescita economica è ferma. Insomma, la vita costa di più, ma il sistema non produce la ricchezza per pagarla.
1:51 Speaker 2: Davanti a questo il governo prova a forzare le regole europee. Giorgia Meloni sta preparando una lettera per Ursula von der Leyen per chiedere flessibilità sui conti pubblici. Si punta ad attivare la clausola europea per l'energia. Parliamo di 14 miliardi di euro.
2:06 Speaker 3: Che in teoria sarebbero già disponibili per i prossimi due anni, giusto?
2:09 Speaker 2: Sì, l'obiettivo dichiarato è calmierare i costi delle imprese.
2:13 Speaker 3: La narrativa è che i parametri europei sono troppo rigidi per una crisi globale Però analizziamo la meccanica di questi 14 miliardi. Se Bruxelles dice di sì, il vero problema è dove finiscono questi soldi.
2:25 Speaker 2: Spieghiamo questo passaggio. In teoria, la clausola ha vincoli precisi per aiutare il tessuto produttivo. Come fa lo Stato a usarli per altro?
2:34 Speaker 3: Per via della fungibilità del bilancio.
2:36 Speaker 2: Cioè?
2:37 Speaker 3: Immettere liquidità straordinaria per l'energia significa liberare altre risorse ordinarie. Risorse che lo Stato poi usa per tappare le falle, magari i ritardi del PNRR o i buchi del gettito fiscale.
2:51 Speaker 2: Quindi c'è il rischio che questi 14 miliardi non aiutino le famiglie?
2:55 Speaker 3: Finiscono per essere un gigantesco tampone contabile per tenere in piedi il bilancio statale.
3:00 Speaker 2: Ma la cosa interessante è che mentre l'Italia chiede flessibilità a Bruxelles sui conti, sul fronte interno applica regole europee storicamente osteggiate, però lo fa con un'architettura studiata per neutralizzarle.
3:12 Speaker 3: Parliamo della direttiva Bolkenstein.
3:14 Speaker 2: Esatto. Repubblica e Il Giornale svelano la bozza del Ministero delle Infrastrutture sulle concessioni balneari. La facciata sembra di assoluto rigore. Gare pubbliche entro settembre 2027, durata tra i 5 e i 20 anni.
3:27 Speaker 3: Però la Bolkenstein nasce per scardinare i monopoli e far entrare nuovi attori. Se leggi le clausole tecniche della bozza, il meccanismo è letteralmente ribaltato.
3:36 Speaker 2: A partire dall'indennizzo.
3:38 Speaker 3: Certo. Chi vince la nuova gara deve obbligatoriamente risarcire il gestore uscente per gli investimenti non ammortizzati degli ultimi cinque anni.
3:45 Speaker 2: Che di fatto è un costo di ingresso preventivo e altissimo.
3:48 Speaker 3: E non è l'unico sbarramento, aspetta. Nella valutazione delle offerte, il peso dell'offerta economica, cioè quanto paghi allo Stato, non può superare il 10% del punteggio.
3:58 Speaker 2: Solo il 10%. E
3:59 Speaker 3: il resto?
4:01 Speaker 2: Il 90% è calcolato sull'offerta tecnica.
4:04 Speaker 3: Quindi premi l'esperienza pregressa, le continuità aziendale, cose così.
4:07 Speaker 2: Praticamente blindi chi ha già dentro.
4:09 Speaker 3: È un capolavoro di burocrazia difensiva. Se schiacci l'offerta economica al 10% togli a un nuovo investitore la sua arma principale, cioè i capitali.
4:17 Speaker 2: Unisci questo all'obbligo del max indennizzo e hai una barriera insormontabile. Formalmente fai le gare per l'Europa, ma matematicamente disincentivi chiunque da fuori.
4:26 Speaker 3: L'illusione delle regole serve solo a mantenere lo status quo.
4:30 Speaker 2: Cambiamo completamente scenario. Da un settore iperregolato passiamo al vuoto totale, l'intelligenza artificiale. Il contrasto tra Stati Uniti ed Europa è netto. Will Media analizza il vertice tech alla Casa Bianca con Trump. C'erano Zuckerberg, Musk, Wang, i vertici di OpenAI e Antropic. Il risultato? Un accordo di una singola
4:48 Speaker 3: pagina.
4:54 Speaker 2: Solo impegni volontari a fare test interni e tenersi in contatto. Nessuna sanzione. La priorità è chiara, cioè non frenare la supremazia tecnologica americana.
4:59 Speaker 3: Anche perché per loro la corsa all'IA è una nuova guerra fredda. Non metteranno mai lacci industriali per questioni etiche.
5:05 Speaker 2: Eppure le agenzie federali americane ci provano. Reuters e Chor riportano che la Federal Trade Commission ha aperto un'indagine formale, con poteri di sappina.
5:13 Speaker 3: Sì, obbligano i dirigenti a testimoniare.
5:15 Speaker 2: Ma il bersaglio dell'indagine non è l'IA in generale. Sono gli agenti autonomi.
5:20 Speaker 3: Qual è la differenza esatta con un normale chatbot?
5:24 Speaker 2: Se chiedi a un chatbot di scrivere una mail, lui la scrive e si ferma. Aspetta che tu clicchi invio. Un agente autonomo, invece, esegue task complessi da solo.
5:33 Speaker 3: Cioè?
5:34 Speaker 2: Naviga per conto suo.
5:35 Speaker 3: Naviga, compila moduli, fa transazioni finanziarie, inganna i CAPTCHA fingendosi umano. Tutto senza supervisione.
5:41 Speaker 2: E il FTC indaga su questo.
5:44 Speaker 3: Indaga sulle pratiche ingannevoli di macchine che operano nel mercato reale fingendosi umane. È un rischio enorme per il commercio digitale.
5:51 Speaker 2: E mentre gli USA si pongono questi problemi pratici, l'Europa risponde con divieti preventivi. La stampa riporta l'entrata in vigore in Italia dell'AI Act europeo. Scatta il divieto di riconoscimento facciale biometrico di massa.
6:04 Speaker 3: Le eccezioni ci sono, ma sono microscopiche.
6:06 Speaker 2: Del tipo?
6:07 Speaker 3: Lo puoi usare a posteriori, magari negli stadi, ma i dati vanno cancellati dopo sette giorni e serve un reato già consumato.
6:14 Speaker 2: E in tempo reale
6:15 Speaker 3: Massimo 15 giorni solo per reati di estrema gravità come il terrorismo e limitato a zone specifiche.
6:20 Speaker 2: Molti direbbero che è un argine fondamentale per evitare modelli di sorveglianza alla cinese.
6:24 Speaker 3: Certo, ma il punto qui non è l'etica, è la fisica dei sistemi industriali. Mettere di vieti così stretti sullo sviluppo delle reti neurali è come voler garantire la sicurezza in autostrada vietando alle auto di avere le targhe.
6:36 Speaker 2: In che senso?
6:37 Speaker 3: Proteggi l'anonimato, ma non puoi più rintracciare i criminali e soprattutto impedisci di sviluppare tecnologie per il traffico intelligente. L'Europa sta paralizzando il suo mercato.
6:46 Speaker 2: Quindi i modelli visivi avanzati verranno addestrati in USA o in Asia su dataset enorme?
6:51 Speaker 3: E noi diventeremo i compratori di tecnologie straniere, su cui paradossalmente non avremo alcun controllo tecnico. Faremo solo gli arbitri della morale.
6:59 Speaker 2: Questa assenza di politica industriale si sente forte nell'economia fisica. Milano Finanza segnala un autunno nerissimo per Stellantis e Mirafiori. Altra cassa integrazione fino a dicembre per mancanza di ordini sulla 500 ibrida ed elettrica. I sindacati denunciano la mancanza di un piano strategico sui volumi di massa.
7:17 Speaker 3: E questo smantellamento si incrocia con il crollo della sicurezza sul lavoro, che nasce dalla stessa logica di taglio dei costi.
7:23 Speaker 2: In sole 24 ore Piccolo riportano due morti a poche ore di distanza. Alla fincantieri di Ancona un operaio in subappalto è morto carbonizzato e a Milano un altro è caduto da 8 metri.
7:34 Speaker 3: E la contraddizione clamorosa è che tutto questo succede mentre la dirigenza della CGL festeggiava i 120 anni alla scala con il presidente Mattarella.
7:42 Speaker 2: Si celebravano i diritti storici e intanto nei cantieri si muore per i subappalti a cascata.
7:47 Speaker 3: È un meccanismo che diluisce le responsabilità fino a farle sparire.
7:51 Speaker 2: Quando le regole non funzionano più, i sistemi cercano strade radicali per non crollare. Formiche analizza quello che sta succedendo in Marocco.
7:58 Speaker 3: Ah sì, la nomina di Fatima Ezzara è il Mansuri a capa del governo.
8:02 Speaker 2: Prima donna nella storia del paese, voluta da Re Mohamed VI.
8:06 Speaker 3: Ha un profilo ipertecnico, ex ministra ed ex sindaca di Marrakesh. Ma non è una mossa simbolica.
8:12 Speaker 2: Assolutamente no. È real politica.
8:14 Speaker 3: Il Marocco ha tensioni sociali al limite, crisi abitativa, disoccupazione giovanile e una polarizzazione assurda tra i centri urbani e le periferie.
8:23 Speaker 2: Quindi il Re l'ha nominata per disinnescare queste disuguaglianze in modo tecnico, prima che esploda l'intero sistema.
8:29 Speaker 3: E l'esplosione istituzionale avviene proprio quando chi garantiva l'equilibrio fa un passo indietro. Lo vediamo in Iraq.
8:37 Speaker 2: Will Media riporta la chiusura formale della missione americana in Irent Resolve. I 2.500 militari lasciano l'Iraq dopo 20 anni.
8:44 Speaker 3: Il premier iracheno ha pure dichiarato quattro giorni di festa.
8:48 Speaker 2: Sì, per il recupero della sovranità territoriale. Ma l'operazione era iniziata nel 2003 con la caduta di Saddam ed era stata riattivata nel 2014 per fermare l'ISIS.
8:58 Speaker 3: Dal punto di vista politico interno iracheno festeggiano, ma a livello tattico salta l'intero banco.
9:02 Speaker 2: Quali sono i rischi operativi immediati?
9:05 Speaker 3: Si aprono due voragini. La prima è l'ISIS. Le cellule dormienti non sono mai sparite. Erano solo compresse dalla presenza americana. Adesso hanno spazio.
9:13 Speaker 2: E la seconda
9:15 Speaker 3: Le milizie sciite filoiraniane. Sono potentissime. Rifiutano di farsi disarmare. Senza gli americani come contrappeso, l'Iraq rischia di diventare una provincia satellite dell'Iran.
9:25 Speaker 2: E quando i deterrenti saltano, a terra, la sicurezza crolla anche dove non te lo aspetti. Guardian, Will Media e Cora ricostruiscono una follia totale ad alta quota. Un volo fly Dubai diretto a Tel Aviv. 170
9:36 Speaker 3: civili a bordo
9:38 Speaker 2: I protocolli antiterrorismo sono progettati per fermare le minacce esterne, ma qui la minaccia aveva le chiavi della cabina.
9:44 Speaker 3: Il copilota.
9:45 Speaker 2: Esatto, cittadino dell'Oman. Dopo due ore e mezza di volo partono i codici radar 7700 per avaria e 7500. Il
9:53 Speaker 3: 7500 è il codice per dirottamento autostile.
9:57 Speaker 2: Il copilota ha estratto un coltello, ha pugnalato il comandante indiano e si è buttato sui comandi per far schiantare l'aereo.
10:02 Speaker 3: Che dinamica
10:04 Speaker 2: era fisicamente?
10:07 Speaker 3: Perdere 5.000 metri in 120 secondi su un aereo civile non è una discesa. È una picchiata verticale inarrestabile. Significa spingere la macchina oltre i limiti aerodinamici per impedire qualsiasi recupero prima dello schianto.
10:20 Speaker 2: Ed è stato evitato solo perché passeggeri e membri dell'equipaggio hanno letteralmente sfondato la porta blindata, neutralizzando l'aggressore a terra per raddrizzare l'aereo.
10:28 Speaker 3: Sono atterrati a Tabuk, in Arabia Saudita.
10:31 Speaker 2: Il movente è chiaro.
10:32 Speaker 3: Le autorità saudite indagano. Trump l'ha liquidato come il gesto di uno squilibrato o di un terrorista, mentre Israele parla di un attentato mirato contro i propri cittadini.
10:42 Speaker 2: Comunque sia, l'impatto di questo evento, dopo gli accordi di Abramo del 2020
10:47 Speaker 3: demolisce quell'illusione di sicurezza.
10:49 Speaker 2: Gli accordi dovevano normalizzare i voli tra Emirati e Israele, sigillare il Medio Oriente.
10:54 Speaker 3: La realtà è che il risentimento e la radicalizzazione aggirano gli scanner biometrici perché viaggiano sotto pelle.
11:01 Speaker 2: Abbiamo visto le regole europee incartarsi su inflazione e concessioni balneari, l'America che corre sull'IA senza freni.
11:08 Speaker 3: E il Medio Oriente in cui la sicurezza fisica evapora, dai ritiri militari alle cabine degli aerei.
11:14 Speaker 2: Sembra che tutto si regga solo su divieti e regole coercitive.
11:18 Speaker 3: E invece c'è un dato che ribalta tutto. L'ha tirato fuori oggi a venire dal rapporto dell'Istituto Italiano del Dono. In Italia, nonostante l'inflazione e le tensioni, i volontari sono oltre il 9% e le donazioni crescono.
11:32 Speaker 2: Interessante il contrasto col resto delle
11:34 Speaker 3: notizie. Ma la cosa cruciale è dove crescono. Esplodono nei territori dove le disuguaglianze sono più basse e dove c'è maggiore fiducia interpersonale. Noi passiamo ore a parlare di direttive UE, tassi della BCE, IA, ECT... E poi scopri che il vero ammortizzatore sociale di un paese non è scritto in un trattato. È semplicemente la fiducia tra i suoi cittadini.
11:56 Speaker 2: Per non perdere le prossime analisi, vi invitiamo a cliccare su Segui e a lasciare una recensione a 5 stelle su Spotify o Apple Podcasts. Giornali chiusi.
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