Legge elettorale e caccia al TFR | Ven 9 ott
Informazioni su questo episodio
La nuova legge elettorale basterà a garantire la stabilità dell'Italia?In questo episodio analizziamo i nodi politici, economici e internazionali che stanno ridefinendo l’agenda pubblica: dal via libera definitivo alla controversa riforma elettorale italiana all’allarme della BCE sull’impatto dei debiti delle Big Tech sui titoli di Stato europei, fino alle mosse di Washington tra il Golfo Persico e il fronte ucraino.
Partiamo dall’Italia, dove la Camera ha approvato con 227 voti favorevoli e tre voti di fiducia la nuova legge elettorale, ribattezzata Stabilicum dalla maggioranza e Melonellum dalle opposizioni. Vi spieghiamo il funzionamento del nuovo impianto proporzionale con premio di maggioranza al 42%, il ritorno delle preferenze con capilista bloccati e la storica novità dell’esercizio del voto per i fuorisede. Ma mentre le opposizioni denunciano una «legge truffa» e preparano ricorsi alla Consulta, resta aperta la questione della reale legittimazione democratica in un contesto in cui l'astensionismo coinvolge quasi la metà degli elettori.
Ci spostiamo poi sul fronte economico ed europeo, dove i mercati guardano con crescente apprensione alla fragilità del debito della Francia e alla proliferazione dei cosiddetti reverse Yankees. I colossi tecnologici statunitensi stanno infatti emettendo centinaia di miliardi in obbligazioni in euro per finanziare lo sviluppo dell’intelligenza artificiale, rischiando di spingere verso l'alto i costi di finanziamento dei titoli sovrani di Roma e Parigi. Nel frattempo, mentre il ministro Giancarlo Giorgetti sollecita chiarezza sulle possibili dimissioni anticipate di Christine Lagarde, il governo cerca fino a 3 miliardi da banche e assicurazioni per chiudere la manovra, mentre l'area a caldo dell'ex Ilva di Taranto si ferma tra forni in riscaldo e cassa integrazione per migliaia di lavoratori dell'indotto.
Sul piano geopolitico, analizziamo l’impatto delle elezioni americane di metà mandato e le ultime decisioni di Donald Trump, che ha escluso raid militari diretti contro l'Iran prima del voto di novembre per evitare fiammate sui prezzi dei carburanti, pur mantenendo il blocco nello Stretto di Hormuz mentre Teheran colpisce nuove petroliere. Uno sguardo drammatico va poi all’escalation in Ucraina, segnata dalla strage di civili su due autobus a Kramatorsk e dalla risposta con droni di Kiev contro il data center di supercomputer IA di Yandex a Mosca, fino all’incriminazione federale a New York contro l’ex presidente venezuelano Nicolás Maduro per torture ed esecuzioni di prigionieri politici.
Parleremo anche del nuovo manifesto dei conservatori britannici firmato da Kemi Badenoch e ispirato alla leadership di Giorgia Meloni, della crisi demografica italiana e della riserva strategica di 12,4 milioni di inattivi da rimettere al lavoro, della riforma della portabilità del TFR contesa da banche e fondi pensione, del nuovo Living Planet Report del WWF che segnala il tracollo globale della fauna ma celebra la rinascita della tigre e del lupo appenninico, fino alla proclamazione della poetessa canadese Anne Carson come Premio Nobel per la Letteratura 2026.
Un episodio per capire come riforme istituzionali, pressioni finanziarie, tensioni belliche e trasformazioni del lavoro stiano rimodellando gli equilibri dell'Italia e del mondo.
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Questo episodio include contenuti generati dall’IA.
0:00 Speaker 2: Giornali aperti e notizie sul tavolo. Siete su due pagine.
0:03 Speaker 3: La rassegna stampa che vi racconta cosa conta davvero senza rumore di fondo.
0:08 Speaker 2: Oggi facciamo un'analisi di quelle che ricalibrano parecchio le prospettive. Spesso pensiamo che una protesta studentesca a Parigi o magari le mosse di un colosso tecnologico in California non ci tocchino minimamente.
0:20 Speaker 3: E invece toccano e come. Hanno un impatto diretto sul tasso dei mutui o sui conti dello Stato italiano.
0:25 Speaker 2: Esatto. Infatti oggi tracciamo questo effetto farfalla, partendo dalla politica interna. C'è una nuova legge elettorale appena approvata, che cerca disperatamente una stabilità che forse poggia sul vuoto.
0:37 Speaker 3: Poi andremo sui mercati internazionali, perché le missioni di obbligazioni americane sull'intelligenza artificiale stanno letteralmente prosciugando i capitali europei.
0:46 Speaker 2: Sostanzialmente ci lasciano a secco. E infine affronteremo il tema del lavoro. Smontiamo un paio di miti sull'immigrazione e svegliamo la corsa un po' sotterranea delle banche ai fondi del TFR. Ma partiamo proprio dai banchi del Parlamento.
1:00 Speaker 3: Certo. La Camera ha appena approvato in via definitiva la nuova legge elettorale.
1:04 Speaker 2: Che la maggioranza ha già ribattezzato Stabilicum, mentre le opposizioni la chiamano Melonellum. E i numeri finali, riportati da Cora Media e Will Media, ci restituiscono un iter, insomma, piuttosto tormentato. 227 sì e 164 no.
1:18 Speaker 3: Ci sono voluti tre voti di fiducia. E uno scrutinio segreto finale che la dice lunga.
1:23 Speaker 2: Una dinamica parlamentare che fa riflettere.
1:25 Speaker 3: Assolutamente. Leggendo la cronaca si nota un clima di sfiducia quasi surreale, perfino all'interno delle stesse coalizioni. Fratelli d'Italia ha dovuto posizionare dieci cosiddette vedette, deputati nelle ultime file per sorvegliare fisicamente i colleghi.
1:40 Speaker 2: Ah, la classica marcatura uomo.
1:41 Speaker 3: Proprio così. E dall'altra parte alcuni deputati di Forza Italia hanno usato uno stratagemma totalmente analogico. Hanno infilato un pezzo di carta ripiegato nella fessura della pulsantiera elettronica.
1:53 Speaker 2: Per bloccare il tasto del sì.
1:55 Speaker 3: Esatto, in modo da rendere palese il proprio voto in una votazione che teoricamente doveva essere segreta. Alla fine è passata. E il Corriere della Sera ha evidenziato un dettaglio molto materiale che ha blindato questa maggioranza.
2:09 Speaker 2: Parli delle pensioni, immagino?
2:10 Speaker 3: Sì. Garantire che la legislatura arrivi alla sua fine naturale significa permettere a 184 diputati e 81 senatori, tutti al primo mandato, di maturare il diritto alla pensione a 65 anni. È un dettaglio che conta
2:23 Speaker 2: parecchio. quando chiede a un'aula di votare in pratica sulla propria sopravvivenza.
2:28 Speaker 3: Conta e come.
2:29 Speaker 2: Ma entriamo nel meccanismo tecnico di questo testo. È qui che si gioca, diciamo, l'architettura del nostro futuro politico. Si torna a sistema proporzionale puro, ma con un premio di maggioranza gigantesco.
2:41 Speaker 3: Gigantesco e automatico.
2:43 Speaker 2: Praticamente, se una coalizione arriva al 42% dei voti, le scatta in automatico un bonus di 70 deputati e 35 senatori in più. C'è anche uno sbarramento al 3% per i partiti singoli e al 10% per le coalizioni. E tornano le preferenze,
2:55 Speaker 3: anche se è un ritorno un po' a
3:00 Speaker 2: metà. Vero, perché i capilista rimangono bloccati, insomma scelti e blindati dalle segreterie dei partiti. Poi c'è l'obbligo di indicare il candidato premier sulla scheda, ma senza stamparne fisicamente il nome. Un compromesso formale per non scontrarsi col querinale.
3:15 Speaker 3: Oltre a un ostacolo enorme per chi vuole fondare nuovi partiti. Serviranno 6.000 firme fisiche per ogni singolo collegio.
3:22 Speaker 2: Che è il motivo dello sciopero della fame, ora sospeso, di Riccardo Maggi. L'unica nota positiva per i diritti sembra essere il voto ai fuorisede.
3:30 Speaker 3: Finalmente! Chi studia o lavora fuorisede da almeno nove mesi potrà votare. Ma, guardando il quadro generale, l'analisi di Paolo Pombeni sul messaggero va dritta al punto. La filosofia dietro questa riforma è forzare la stabilità.
3:44 Speaker 2: in un paese che storicamente è frammentato.
3:47 Speaker 3: Certo, i mercati finanziari, i partner europei, le dinamiche geopolitiche, esigono governi che durino. Non possiamo avere maggioranze che cadono quando devono scrivere la legge di bilancio.
3:58 Speaker 2: Però, aspetta, facciamo due conti. Imporre un premio di maggioranza del genere, in un paese dove l'astensionismo viaggia fisso sul 50%, significa consegnare il paese a chi rappresenta circa il 20% dell'elettorato reale.
4:11 Speaker 3: La matematica è impietosa su questo.
4:13 Speaker 2: È come dire che un'azienda sta benissimo perché i capi si sono dati dei bonus enormi mentre metà degli impiegati si è dimessa. Stiamo costruendo una stabilità totalmente di facciata.
4:23 Speaker 3: La matematica elettorale porta esattamente lì. Beneficiare una coalizione con decine di seggi extra su una base di votanti così ristretta ti dà potere formale in Parlamento. Ma nel Paese la legittimazione sociale è minoritaria.
4:36 Speaker 2: E questo a lungo termine indebolisce la coesione nazionale.
4:39 Speaker 3: si crea una bolla scollegata dalla maggioranza silenziosa o astenuta. Le opposizioni lo sanno e tramite la rete per un voto libero e uguale stanno già preparando i ricorsi alla Corte Costituzionale.
4:50 Speaker 2: Su quali basi esattamente
4:52 Speaker 3: Sulla proporzionalità distorta dal premio, sulla libertà di scelta limitata dai capilista bloccati e soprattutto sul depotenziamento delle tutele di genere. Il nuovo testo elimina il tetto massimo del 60% per un solo genere tra i capilista.
5:06 Speaker 2: Chiaro. Questa ricerca forse nata di stabilità in Italia si scontra con quello che succede appena fuori dai nostri confini, dove la stabilità sta oggettivamente crollando.
5:16 Speaker 3: E i nostri conti ne risentono subito.
5:18 Speaker 2: Prendiamo la Francia. Cora Media ha raccontato la storia di Elouan, uno studente di 17 anni. Ha fatto un discorso sulle disuguaglianze sociali davanti a un liceo che ha fatto, credo, 10 milioni di visualizzazioni.
5:30 Speaker 3: È andato anche in televisione a dibattere con esponenti della destra.
5:33 Speaker 2: Con una lucidità disarmante, tra l'altro. Ed è diventato il volto delle proteste che bloccano la Francia da tre settimane. La piazza vuole investimenti. Ma il deficit pubblico francese è al 5,4%. Lo spread con la Germania è ai massimi dal 2012. The
5:48 Speaker 3: Economist ha dedicato una copertina a Parigi scrivendo a chiare lettere che i titoli di Stato francesi stanno per esplodere.
5:55 Speaker 2: E a questa pressione europea si aggiunge un'idrovora finanziaria che arriva dritta dagli Stati Uniti.
6:00 Speaker 3: Federico Fubini sul Corriere della Sera spiega benissimo questo fenomeno dei reverse Yankees.
6:05 Speaker 2: I reverse Yankees, esatto.
6:07 Speaker 3: Praticamente le big tech americane, come Amazon o Microsoft, stanno emettendo una valanga di obbligazioni denominate in euro, non in dollari.
6:14 Speaker 2: Per finanziare il loro data center per l'intelligenza artificiale,
6:17 Speaker 3: immagino. Assolutamente. Pochi giorni fa Amazon ha piazzato un record assoluto di 14 miliardi di euro sul mercato europeo. E si stima che entro il 2026 le aziende tech emetteranno nuovi bond tra i 350 e i 550 miliardi di dollari.
6:32 Speaker 2: È una cifra pazzesca. Ma mettiamo a terra questo concetto, per chi ci ascolta. Perché se Amazon decide di investire sull'intelligenza artificiale in California, il nostro ministro dell'economia fatica a trovare soldi in Italia.
6:44 Speaker 3: La catena è molto logica se guardi al mercato dei capitali. Un grande fondo pensione tedesco ha miliardi da investire.
6:51 Speaker 2: Ok. E deve scegliere cosa comprare.
6:54 Speaker 3: Ha davanti due opzioni.
6:55 Speaker 2: Un BTP italiano o un bond francese. Paesi instabili e con debito alto. Dall'altra parte ha un bond Amazon in euro, un'azienda con ricavi enormi e bilanci solidissimi. Cosa sceglie?
7:07 Speaker 3: Evidentemente sceglie Amazon.
7:09 Speaker 2: Senza pensarci.
7:10 Speaker 3: E questo genera il crowding out, o effetto spiazzamento. I capitali europei vanno a finanziare la Silicon Valley e i nostri titoli di Stato restano senza compratori.
7:19 Speaker 2: E quindi l'Italia, per piazzare il suo debito, è costretta ad alzare i tassi di interesse. Ci costa una fortuna.
7:25 Speaker 3: Esatto. Ed è per questo buco in espansione che... Come spiegano Marco Mobili e Gianni Trovati sul Sole 24 Ore, il Ministero dell'Economia sta cercando tra i 2 e i 3 miliardi per chiudere la manovra.
7:36 Speaker 2: Cercandoli dove, di preciso
7:38 Speaker 3: Intervenendo sulle DTA, le attività fiscali differite di banche e assicurazioni.
7:43 Speaker 2: Aspetta, spieghiamolo bene. Se leggo che il governo prende miliardi dalle DTA delle banche, penso a un bonifico forzoso. Ma non è così
7:51 Speaker 3: No, non c'è nessun prelievo dai conti correnti. Le DTA nascono quando una banca ha registrato perdita in passato. La legge le permette di usare queste perdite per abbassare le tasse negli anni successivi.
8:02 Speaker 2: Hanno accumulato questi sconti fiscali, insomma.
8:04 Speaker 3: Proprio così. Il governo non cancella lo sconto. Ma dice alle banche, sentite, non potete usarlo tutto subito. Dovete spalmarlo su più anni.
8:12 Speaker 2: In modo da far pagare alle banche più tasse nell'immediato. Cash che serve allo Stato per i tagli IRPEF e il Fondo Sanitario.
8:19 Speaker 3: Sostanzialmente sì. A peggiorare il clima c'è anche il pressing del ministro Giorgetti su Christine Lagarde.
8:25 Speaker 2: affinché chiarisca le sue eventuali dimissioni dalla BCE. Affrontare questa fuga di capitali con una banca centrale europea debole sarebbe un disastro per lo scudo dei nostri BTP.
8:34 Speaker 3: Sarebbe lasciarci scoperti. Ma tutta questa vulnerabilità finanziaria è lo specchio di un'incertezza globale molto più violenta.
8:41 Speaker 2: Se passiamo alla geopolitica è anche peggio. L'escalation in Ucraina è drammatica. Un attacco missilistico russo ha colpito due autobus a Kramatorsk.
8:49 Speaker 3: E qui diamo una duverosa nota di trasparenza. Cora Media riporta 33 vittime civili. Will Media 30. Le cifre discordano leggermente, ma resta una strage urbana pesantissima.
9:00 Speaker 2: L'Ucraina, però, ha risposto segnando un vero e proprio salto di livello. Ha colpito con uno sciame di droni un data center di Yandex.
9:07 Speaker 3: Che per capire non è solo un'azienda tech. Yandex è il Google russo.
9:12 Speaker 2: Esatto.
9:12 Speaker 3: Gestisce le mappe, i taxi, le consegne. Colpire Yandex non significa solo buttare giù dei server. Significa paralizzare l'infrastruttura digitale e la vita quotidiana di mezza Russia.
9:22 Speaker 2: L'interruzione sistemica prende il posto della trincea. E nel frattempo in Medio Oriente Axios dice che Trump ha rassicurato sul fatto che non ci saranno attacchi statunitensi all'Iran prima delle elezioni di novembre.
9:33 Speaker 3: Una stabilità di facciata per non far schizzare i prezzi della benzina prima del voto
9:38 Speaker 2: Ma il New York Times segnala che il Pentagono prepara nuovi piani. L'Iran sta colpendo petroliere fuori dallo stretto di Hormuz. Tutto traballa. E l'ambiente non fa eccezione. Il Living Planet Report del WWF Documenta un crollo del 73% della fauna selvatica dal 1970. Ma
9:55 Speaker 3: c'è un dato che dovrebbe insegnare molto all'economia.
9:58 Speaker 2: Dimmi
9:58 Speaker 3: Quando si fanno piani strutturali? i risultati si vedono. Le tigri nel mondo sono aumentate del 70%. E in Italia il lupo appenninico è passato da 100 esemplari a oltre 3.500.
10:11 Speaker 2: Gli investimenti strutturali pagano, le soluzioni tampone no. E questo ci riporta al nostro motore interno, l'economia italiana e il lavoro.
10:20 Speaker 3: L'analisi di Gianni Bocchieri sul foglio su questo è tranciante. L'idea che l'immigrazione salverà la demografia italiana è un'illusione.
10:28 Speaker 2: I numeri dicono che il tasso di fecondità delle donne straniere residenti in Italia è crollato all'1,79.
10:35 Speaker 3: Si stanno allineando alla denatalità delle donne italiane. Inoltre solo l'11,8% dei permessi di soggiorno rilasciati oggi è legato a motivi di lavoro effettivo. Il resto è asilo o ricongiungimenti.
10:46 Speaker 2: Quindi non generano impatto contributivo immediato. E allora bisogna guardare ai 12,4 milioni di italiani inattivi, il 33,3% della popolazione in età da lavoro. Record in Europa.
10:58 Speaker 3: Per sbloccare questo bacino, il governo punta sulla piattaforma SISL. Italia Oggi spiega che i bonus per le assunzioni passeranno obbligatoriamente da lì, per incrociare domanda e offerta.
11:08 Speaker 2: Ma la vera battaglia sui soldi si combatte su chi il lavoro ce l'ha già. La riforma silenziosa del TFR, il trattamento di fine rapporto. Parliamo di 85 miliardi di euro in gioco.
11:18 Speaker 3: Dal primo luglio, per i nuovi assunti, è scattato il silenzio assenso. Se un giovane assunto non compila un modulo esplicito per dire di no entro 60 giorni, il suo TFR va automaticamente nel fondo pensione.
11:31 Speaker 2: E da fine ottobre scatta la portabilità totale. Il lavoratore potrà prendere il suo TFR e spostarlo su fondi aperti, gestiti da banche e assicurazioni, non più solo dai sindacati.
11:41 Speaker 3: E qui c'è un business clamoroso per le banche.
11:43 Speaker 2: Eh sì, facciamo due conti in tasca. Per una banca aprire un fondo pensione frutta forse 30 euro l'anno? Un margine bassissimo.
11:51 Speaker 3: Ma usano il TFR come cavallo di Troia per fare consulenza.
11:55 Speaker 2: Praticamente sì, il famoso cross- selling. Ti agganciano col fondo e poi ti vendono una polizza vita, un'assicurazione sanitaria. A quel punto la banca arriva a incassare 450 euro a cliente. Trasformano la liquidazione in oro puro.
12:08 Speaker 3: Però aspetta, l'obiezione classica è un'altra. Visto che le pensioni IMSS future saranno da fame, non è giusto spingere in qualche modo i giovani a farsi una previdenza complementare? Eh
12:18 Speaker 2: sembra l'argomento perfetto.
12:20 Speaker 3: E invece l'economista Marco Leonardi lo smonta. Il TFR in Italia non è un risparmio extra. Non sono soldi che ti avanzano a fine mese. È salario differito. Vale circa il 7% della busta paga lorda.
12:32 Speaker 2: A cui devi aggiungere il 33% di contributi IMSS obbligatori. Insomma, un buon 40% dello stipendio sparisce alla fonte.
12:39 Speaker 3: Spostare il TFR nell'industria finanziaria non crea ricchezza. Cambia solo chi lucra su quei soldi. I giovani italiani non hanno l'urgenza di farsi una polizza per il 2060.
12:49 Speaker 2: Hanno bisogno di stipendi decenti oggi. Anche Lega Copp lo dice chiaramente. L'emergenza abitativa sta distruggendo la coesione sociale. Servono soldi per gli affitti o per accendere un mutuo. Non tra 40 anni.
13:01 Speaker 3: La vera scelta non dovrebbe essere a quale banca dare il TFR. Dovrebbe essere se averlo in busta paga oggi o investirlo volontariamente domani, magari senza tasse.
13:11 Speaker 2: Serve molta lucidità per leggere queste dinamiche. Questa continua finzione in cui ci vendono la stabilità nascondendo la realtà. Forse non a caso il premio Nobel per la letteratura quest'anno è andato a Dan Carson.
13:23 Speaker 3: Saggista e poetessa canadese di 76 anni.
13:25 Speaker 2: E ha la capacità pazzesca di far dialogare le tragedie greche con i nostri problemi di oggi. Quando l'hanno chiamata per dirle del Nobel, lei, isolata in Islanda, ha risposto solo X.
13:37 Speaker 3: X. Una reazione stupenda. Anche perché tutto il suo lavoro ruota attorno a un concetto fondamentale. Lei dice che il desiderio non è cercare di possedere qualcosa, è fare esperienza della distanza.
13:49 Speaker 2: E se ci pensi, tutta l'analisi di oggi parla proprio dell'incapacità di sopportare questa distanza.
13:54 Speaker 3: Esattamente. La politica non sopporta la distanza del dissenso e allora impone premi di maggioranza artificiali.
14:00 Speaker 2: I mercati e i governi non sopportano i tempi lunghi dei bilanci e spremono le tasse bancarie per fare cassa subito.
14:06 Speaker 3: E il sistema previdenziale azzera l'incertezza futura sequestrando i risparmi attuali dei lavoratori col silenzio assenso. Duppe toppe immediate che coprono i buchi senza risolverli.
14:15 Speaker 2: Imparare ad abitare quel vuoto, senza farsi divorare dall'ansia di trovare scorciatoie, è forse la vera sfida. In economia come nella vita di tutti i giorni. E per chi ci ascolta e vuole continuare ad analizzare le notizie con questo approccio vi invitiamo a seguire il podcast e a lasciare una recensione a 5 stelle.
14:31 Speaker 3: A domani.
14:32 Speaker 2: Giornali chiusi
14:33 Speaker 3: Giornali chiusi.
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