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Meno sanità e più spese militari | Gio 8 ott
•17:14

Meno sanità e più spese militari | Gio 8 ott

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Sanità al bivio e debito record: lo Stato sociale sta davvero tramontando?
In questo episodio analizziamo le tensioni che stanno ridefinendo i conti pubblici e il welfare tra Italia ed Europa: dai quasi 19 miliardi di tagli “invisibili” al Servizio Sanitario Nazionale all’allarme globale dell'FMI sui debiti sovrani, fino al via libera di Bruxelles sulle spese strategiche per difesa ed energia e all'aggressiva avanzata commerciale cinese sul mercato continentale.
Partiamo dalla sanità italiana, dove i dati del nono rapporto della Fondazione Gimbe accendono il confronto su 18,8 miliardi di euro di tagli cosiddetti “invisibili” tra il 2023 e il 2026: nonostante un incremento nominale del Fondo Sanitario Nazionale pari a 17,5 miliardi, la spesa in rapporto al PIL scende progressivamente verso il 6%, riducendo le risorse effettive rispetto al passato. Questa contrazione alimenta le liste d'attesa e fa lievitare la spesa privata delle famiglie, mentre quasi il 10% dei cittadini rinuncia a visite ed esami prescritti; in parallelo, all'Aran si sblocca il rinnovo contrattuale per oltre 137mila dirigenti medici e sanitari, che introduce aumenti medi fino a 560 euro lordi mensili, arretrati e nuove tutele contro le aggressioni in corsia.
Ci spostiamo poi sul quadro economico internazionale, dove la direttrice dell'FMI Kristalina Georgieva avverte che il debito pubblico globale supererà presto il 100% del PIL, richiamando i governi alla necessità di piani credibili di risanamento a fronte di tassi elevati, spread in allargamento e rincari energetici. In Europa, mentre la Francia affronta la crisi dello “Stato protettore” e l'annuncio di circa 50 miliardi di tagli alla spesa sociale tra scioperi e malcontento diffuso, l'Italia incassa a Lussemburgo il via libera della Commissione UE all'attivazione della clausola di salvaguardia per scorporare 28,8 miliardi di spesa per difesa ed energia dal calcolo della spesa netta.
Sul fronte produttivo e istituzionale, analizziamo l’offensiva commerciale di Pechino: sostenuta da una colossale sovraccapacità produttiva interna e da sussidi pubblici, l'industria cinese entra nel mercato europeo con ribassi aggressivi, come testimonia il caso della lavatrice Candy-Haier venduta a soli 100 euro. Nel dibattito politico interno, tiene invece banco la riforma della legge elettorale: i nuovi requisiti di raccolta firme per le nuove formazioni politiche (fino a oltre 500mila sottoscrizioni su base nazionale senza firme digitali) sollevano accuse di disparità democratica e innescano proteste e scioperi della fame.
Parleremo anche dell’emergenza abitativa in Europa e dell’economia sociale trascurata dai modelli tradizionali di rating, del bilancio a quattro anni dall'Assegno unico universale tra sostegno economico e banco di prova dei nidi, della chiusura di Amazon Mechanical Turk e del futuro del micro-lavoro nell’era dell’intelligenza artificiale, dell’inchiesta del Guardian sui primi allarmi ignorati sugli abusi di Jeffrey Epstein risalenti al 1987 e dell’operazione contro il caporalato nel Casertano avviata grazie alla denuncia di 17 braccianti.
Un episodio per capire come finanza pubblica, sanità, concorrenza globale e tutele del lavoro stiano trasformando il nostro modello sociale — e quali impatti avranno sulle tasche e sui diritti dei cittadini.


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Questo episodio include contenuti generati dall’IA.