Stop bollo auto, tassi Fed e Canada | Gio 17 set
Informazioni su questo episodio
L’Europa sta costruendo una nuova autonomia strategica o sta semplicemente reagendo a crisi sempre più numerose?In questo episodio analizziamo un 17 settembre segnato da scelte politiche, tensioni economiche e nuove sfide alla sicurezza internazionale: dal futuro del bollo auto in Italia all’apertura dell’Unione Europea verso il Canada, dalla politica monetaria americana all’inflazione, fino alle guerre in Medio Oriente e Sudan e alle nuove frontiere della ricerca biologica.
Partiamo dall’Italia, dove il Governo punta alla sospensione del bollo auto nel 2027 per milioni di veicoli. La misura riguarda le auto fino a 80 kW e i motocicli, con un costo stimato di diversi miliardi di euro. Al centro del confronto politico ci sono le coperture, il mancato gettito per le Regioni e l’ipotesi di rendere l’intervento strutturale. Una scelta che riapre anche il dibattito su fiscalità, consenso, mobilità e transizione energetica.
Ci spostiamo poi a Bruxelles, dove il rapporto con il Canada entra in una nuova fase. La proposta di uno status di “membro associato” punta a trasformare la cooperazione nata con il CETA in una più ampia alleanza per la sicurezza economica. Energia, gas naturale liquefatto, materie prime critiche e cooperazione nell’Artico diventano così parte di una strategia europea che cerca di rafforzare la propria autonomia in un mondo sempre più competitivo.
Nel suo discorso sullo Stato dell’Unione, Ursula von der Leyen mette inoltre al centro sicurezza digitale, minori e minacce ibride: dal progetto EU Kids Act alle nuove forme di coordinamento europeo contro cyber-attacchi e sabotaggi. Temi che mostrano quanto la sicurezza dell’Unione non riguardi più soltanto i confini fisici, ma anche infrastrutture, piattaforme digitali e spazio tecnologico.
Sul fronte economico, analizziamo la politica della Federal Reserve, alle prese con un’inflazione ancora condizionata dai prezzi dell’energia. La decisione sui tassi riporta al centro il rapporto tra indipendenza delle banche centrali, pressioni politiche e stabilità dei prezzi. In Italia, intanto, l’inflazione torna a pesare soprattutto sulla componente energetica, mentre gli italiani continuano a mantenere una quantità enorme di liquidità sui conti correnti.
Ma dove finisce il denaro quando la fiducia nei mercati resta fragile? Il tema del risparmio degli italiani ci porta a riflettere sul rapporto tra liquidità, investimenti, rischio e protezione del patrimonio, in un Paese nel quale la prudenza finanziaria continua ad avere un peso enorme.
Il quadro internazionale resta però ancora più complesso. A Gaza, il crollo di un edificio già danneggiato riporta l’attenzione sul costo umano della guerra e sulla devastazione delle infrastrutture. Nel frattempo, le tensioni tra Iran, Stati Uniti e Oman si intrecciano con la sicurezza del Mar Rosso e dello Stretto di Bab al-Mandeb, dimostrando quanto il controllo delle rotte commerciali possa diventare parte integrante della strategia militare.
In Sudan, la tragedia in una miniera d’oro informale diventa invece una finestra sull’economia del conflitto: oro, traffici e finanziamenti contribuiscono a sostenere una guerra civile che continua a produrre conseguenze umanitarie devastanti.
Parleremo anche di cyber-security e spionaggio, dal sofisticato attacco che ha sfruttato una PEC istituzionale per ottenere dati di clienti Revolut alle accuse americane contro agenti russi legati a una rete di sorveglianza e pianificazione di operazioni clandestine in Europa e Nord America.
E mentre sicurezza e geopolitica cambiano rapidamente, cambiano anche società e scienza. Analizziamo i dati sulla violenza di genere e la trasmissione intergenerazionale dei comportamenti violenti, il ruolo dell’educazione affettiva e il tema dell’autonomia corporea. Infine, entriamo nel territorio più delicato della ricerca biomedica con gli studi sulle chimere biologiche, attraverso l’integrazione di...
0:00 Speaker 2: Giornali aperti e notizie sul tavolo. Siete su due pagine. La rassegna stampa che vi racconta cosa conta
0:03 Speaker 3: davvero, senza rumore di fondo.
0:08 Speaker 2: Allora, i nodi cruciali di questa indagine odierna sono tre. Andiamo veloci. Primo, il governo italiano abolisce a sorpresa il bollo auto per il 2027. Ma si apre subito un rebus contabile da svariati miliardi. Secondo, la Federal Reserve americana alza i tassi di interesse sfidando apertamente le richieste di Trump.
0:30 Speaker 3: Guardando alle petroliere del Medio Oriente.
0:33 Speaker 2: Esatto. E terzo, la mossa letteralmente senza precedenti dell'Unione Europea per blindare un asse commerciale e militare con il Canada.
0:42 Speaker 4: L'obiettivo di quest'analisi è unire i puntini. Insomma, esamineremo le scelte fiscali interne, i sommovimenti globali e i nuovi assetti geopolitici
0:52 Speaker 3: per capire, cioè, come le dinamiche locali e quelle internazionali siano in realtà mosse sulla stessa scacchiera.
0:59 Speaker 2: Partiamo dall'Italia, da una notizia che, insomma, impatta milioni di cittadini. L'analisi mattutina di Cora Media, incrociata poi con le pagine del Post e la Stampa, riporta i dettagli dell'ultimo Consiglio dei Ministri. Con un decreto legge, il Governo ha deciso la sospensione del bollo auto per tutto il 2027. Ok, ma
1:19 Speaker 4: solo per alcune categorie, giusto?
1:22 Speaker 2: Sì, la misura è specifica. Riguarda i veicoli a benzina, gasolio e ibridi con una potenza non superiore agli 80 kilowatt.
1:31 Speaker 4: Quindi per tradurre, macchine di fascia piccola e media.
1:34 Speaker 2: Praticamente sì. La Panda, la Toyota Yaris, la Renault Clio. E sono inclusi anche tutti i motocicli, con l'esenzione valida per un solo veicolo a persona, quello con la potenza più bassa.
1:46 Speaker 4: I numeri immagino siano altissimi.
1:49 Speaker 2: Parliamo di 14,5 milioni di veicoli, cioè il 70% del parco circolante.
1:55 Speaker 4: E i dati pongono subito un problema di architettura fiscale, perché il costo stimato, calcolato dai tecnici, oscilla tra i 2,3 e i 2,5 miliardi di euro. Ed è qui che emerge una contraddizione contabile rilevante.
2:12 Speaker 2: Quale?
2:12 Speaker 4: Il fatto che il governo da settimane ormai... fa una fatica enorme a trovare fondi molto inferiori. Parliamo di poche centinaia di milioni, necessari per confermare lo sconto sulle accise del gasolio.
2:26 Speaker 2: Che infatti aspetta, sta proprio scomparendo. Lo sconto passa dagli attuali 17 centesimi al litro a 12,2 centesimi, per poi crollare a 6 centesimi a inizio ottobre.
2:37 Speaker 4: Esattamente. Cioè, si riducono gli sconti sul carburante per mancanza di fondi, ma contemporaneamente si trovano 2 miliardi e mezzo per tagliare una tassa in modo lineare. E il dettaglio cruciale è che questo taglio avviene senza alcun limite legato all'Isee.
2:53 Speaker 2: E facciamo chiarezza su questo punto dell'Isee. Perché la sperequazione tecnica notata da El Post è fondamentale. Il bollo auto in Italia si calcola principalmente sulla potenza del motore, i famosi kilowatt, e sulla classe ambientale, non sul reddito.
3:10 Speaker 4: O sul valore
3:11 Speaker 2: di mercato. Chiaro. Quindi esentando tutti i veicoli fino a 80 kilowatt, senza distinzioni di reddito, crei una falla. Chi ha un'auto lussuosa e costosa, ma con una motorizzazione ibrida che rientra in quel limite, alla fine risparmia. È
3:25 Speaker 4: un paradosso. Volendo usare un'analogia, è come se l'amministrazione decidesse di abolire il pedaggio in autostrada per far viaggiare tutti gratis, ma lasciasse che la benzina per fare quel viaggio raggiunga prezzi insostenibili alla pompa.
3:39 Speaker 2: E l'effetto pratico perfetto, sì. Tra l'altro, Will Media fa notare come questa scelta vada proprio in direzione opposta rispetto alle politiche ambientali globali.
3:48 Speaker 4: Assolutamente. Mentre la tendenza è disincentivare il consumo di combustibili fossili, la sospensione di questa tassa finisce per agevolare economicamente chi mantiene veicoli a motore endotermico.
4:04 Speaker 2: Rallentando
4:05 Speaker 4: di fatto la transizione ecologica. Esatto. Ma il vero terreno di scontro, alla fine, sono le coperture. Bisogna essere chiari su come funziona il bollo auto. Non è una tassa statale che va a Roma. È una tassa regionale. Eh sì.
4:19 Speaker 2: Quei soldi servono per i servizi sul territorio.
4:22 Speaker 4: Togliere 2 miliardi e mezzo di gettito significa creare un buco diretto nei bilanci locali. La stampa riporta una frattura evidente tra i governatori.
4:32 Speaker 2: Da una parte c'è Fedriga.
4:33 Speaker 4: Sì, il leghista Fedriga, presidente del Friuli, che dice di essere rassicurato dai rimborsi promessi dal centro. Ma dall'altra c'è Eugenio Gianni, del PD in Toscana, che denuncia apertamente un buco imminente e non coperto da 350 milioni per la sua regione.
4:51 Speaker 2: Ma quindi da dove li prende il governo questi 2 miliardi e mezzo per i rimborsi?
4:56 Speaker 4: Da Palazzo Chigi fanno filtrare l'ipotesi di attingere ai risparmi del PNRR.
5:01 Speaker 2: Aspetta, ma questo è un azzardo contabile colossale. I fondi del PNRR sono vincolati a investimenti strutturali, tipo asili nido, reti digitali. non puoi usarli per coprire il taglio di una tassa corrente.
5:16 Speaker 4: È un'operazione tecnicamente complessissima. La logica sarebbe usare i fondi liberati da opere costate meno del previsto. Ma le regole di Bruxelles sulle riallocazioni sono severissime. Al momento mancano dettagli ufficiali, ma insomma, la tensione con le amministrazioni locali è innegabile.
5:34 Speaker 2: E questa mossa espansiva si va a scontrare con una realtà economica ben più rigida. I dati dell'Istat confermano che ad agosto l'inflazione italiana è tornata a salire, toccando il 3,3%. Un balzo
5:45 Speaker 4: non da poco.
5:48 Speaker 2: Però se guardi dentro ai numeri è interessante. Il carrello della spesa è cresciuto solo dello 0,9%. L'inflazione di fondo, tolti i beni volatili, è all'1,5%. Quindi quel 3,3% è trainato quasi tutto dai costi dell'energia.
6:05 Speaker 4: E l'energia è proprio la variabile che ci fa passare dalla cronaca interna allo scacchiere globale. Se vogliamo capire l'epicentro reale della lotta all'inflazione e legata all'energia, dobbiamo guardare agli Stati Uniti.
6:18 Speaker 2: Dove le dinamiche stanno forzando scelte. Drastiche. Il Sole 24 Ore stamattina riporta che la Federal Reserve ha approvato un rialzo dei tassi di un quarto di punto.
6:28 Speaker 4: Portandoli in una forchetta tra il 3,75% e il 4%. Sì.
6:34 Speaker 2: Primo rialzo dal 2023. L'inflazione americana adesso viaggia al 3,4%. E la logica base la sappiamo. Alzi i tassi, rendi più costosi i mutui e prestiti, raffreddi la domanda e i prezzi scendono.
6:47 Speaker 4: La logica economica è lineare, sì. Ma la portata di questa notizia è squisitamente politica. A guidare la Fed c'è Kevin Walsh, un economista nominato direttamente da Donald Trump. Mmm E da mesi Trump fa una pressione mediatica feroce, chiedendo tassi più bassi. Nonostante questo, Walsh ha votato per il rialzo all'unanimità, con il resto del comitato.
7:11 Speaker 2: Con la Casa Bianca che l'ha subito definita una mossa infelice.
7:15 Speaker 4: Esatto, sostenendo che non ci siano vere giustificazioni macroeconomiche.
7:20 Speaker 2: Però facciamo un po' di cinismo politico. Alzare tassi a così pochi mesi dalle elezioni di midterm non equivale a un suicidio economico per chi ha il potere. Cioè, freni i consumi, mandi le persone a votare mentre affrontano rate dei mutui insostenibili.
7:36 Speaker 4: È un ristio politico gigantesco, ma viene percepito dalla Fed come il male minore, davanti a una minaccia molto più grande. Gli analisi dell'altra voce e del New York Times lo spiegano bene. La Fed non guarda solo al mercato interno, ha il terrore di un imminente shock energetico in Medio Oriente.
7:54 Speaker 2: Parliamo dello scenario petrolifero, insomma.
7:56 Speaker 4: Proprio così. Le milizie Houthi controllano il golfo di Bab al- Mandeb. I costi assicurativi per le navi sono già esplosi. L'Iran è sotto pressione economica devastante. Certo. Ma il rischio più concreto è che l'Arabia Saudita, per risposta o per puro calcolo strategico, riduca in modo massiccio l'export di petrolio. Se i flussi si bloccano, il barile schizza. Importiamo inflazione ovunque.
8:22 Speaker 2: Quindi Walsh e la Fed dicono meglio causare un rallentamento controllato adesso mostrando che siamo indipendenti dalla politica. La
8:30 Speaker 4: tecnica insomma diventa l'unica ancora in un clima instabile.
8:35 Speaker 2: A proposito di instabilità e vulnerabilità inserisco un flash veloce riportato da Will Media per far vedere come le crepe ci siano anche nei sistemi blindati.
8:44 Speaker 4: Ok, di che parliamo?
8:45 Speaker 2: 680 clienti della banca digitale Revolut sono stati truffati. E la cosa assurda è che non c'è stato nessun attacco hacker sofisticato. I truffatori hanno solo usato una PEC, un indirizzo ufficiale di posta certificata della prefettura di Reggio Calabria.
9:01 Speaker 4: Quindi si sono finti un'autorità dello Stato tramite PEC?
9:04 Speaker 2: Esattamente. Hanno mandato richieste formali all'istituto di credito e la banca. C'è cascata in pieno. convinta di rispondere a una direttiva europea sulle indagini finanziarie, ha preso passaporti, dati e transazioni dei clienti e li ha inviati volontariamente ai truffatori.
9:21 Speaker 4: Incredibile!
9:22 Speaker 2: Cioè, spendiamo milioni in intelligenza artificiale per prevenire le frodi e creare algoritmi impenetrabili. E poi tutto salta per l'equivalente digitale di un timbro falso. I punti deboli strutturali spesso sono nell'interfaccia umana e burocratica, non nel codice informatico.
9:39 Speaker 4: Tra l'altro questo flash, per quanto rapido, si lega al macrotema dell'incertezza. Quando le infrastrutture di fiducia falliscono, cerchiamo garanzie altrove. E se portiamo questo concetto dalla burocrazia alla diplomazia internazionale
9:55 Speaker 2: Vediamo che le cose
9:57 Speaker 4: cambiano in fretta. Eh sì, gli Stati Uniti, Resim. dalle tensioni elettorali e dalle minacce continue sui dazzi commerciali di Trump, stanno perdendo il ruolo di garante assoluto. Di conseguenza i partner storici si guardano intorno.
10:12 Speaker 2: Il che ci lancia diretti all'analisi del terzo blocco, una mossa diplomatica diciamo impensabile fino a poco fa. Il Corriere della Sera e Will Media riportano le parole di Ursula von der Leyen durante il discorso sullo Stato dell'Unione a Strasburgo.
10:25 Speaker 4: Con la proposta di rendere il Canada il primo membro associato dell'Unione Europea.
10:30 Speaker 2: Esatto. E in aula c'era proprio il premier canadese Mark Carney ad ascoltare. Ora superato lo stupore, se guardiamo la mappa, il Canada è oltreoceano. Associarlo all'Unione Europea sembra un controsenso
10:42 Speaker 4: geografico e politico. Ma qui la geografia va messa da parte. Contano solo le catene di approvvigionamento, che sono le nuove vere frontiere.
10:49 Speaker 2: Quindi è pura bonvenienza strategica
10:51 Speaker 4: Esatto, non è espansione territoriale. Il Canada ha un'economia legatissima a quella americana, ma i dazzi di Trump sono visti a Ottawa come una minaccia esistenziale. Hanno l'assoluta urgenza di sganciarsi e diversificare da una Washington troppo imprevedibile.
11:09 Speaker 2: E l'Europa ha disperatamente bisogno di quello che ha il Canada. Niente più gas russo, quindi Bruxelles cerca GNL, il gas naturale liquefatto canadese. E soprattutto i minerali strategici per la transizione verde, no?
11:21 Speaker 4: Terre rare e minerali per batterie e pannelli solari. Il Canada ne ha giacimenti enormi, essenziali per spezzare il monopolio cinese su quei materiali. C'è un altro pilastro, quello militare. Von der Leyen ha parlato di un articolo 4 europeo. Che
11:38 Speaker 2: suona molto come l'articolo 4 del Trattato
11:41 Speaker 4: Nato. È esattamente quel modello lì. Non è l'obbligo automatico di intervento armato dell'articolo 5, ma un meccanismo di mutua sicurezza. Se uno Stato associato subisce un attacco ibrido, un ricatto commerciale o un sabotaggio informatico, scatta una risposta europea coordinata.
11:59 Speaker 2: il che significa consolidare un blocco di difesa che guarda all'Artico, che con lo scioglimento dei ghiacci diventerà la zona commerciale più contesa al mondo.
12:07 Speaker 4: Proprio così.
12:09 Speaker 2: Tra l'altro a Strasburgo ci sono state prese di posizione nette anche su altri fronti, come la ferma condanna al progetto israeliano E1 per nuovi insediamenti in Cisgiordania. e il Kizhext per vietare l'accesso ai social ai minori di 13 anni in tutta l'Unione.
12:23 Speaker 4: Molta carne al fuoco, insomma.
12:25 Speaker 2: Moltissima. Ma tornando all'asse nordamericano, a livello prettamente legale, cosa vuol dire membro associato?
12:32 Speaker 4: Allora, al momento il Canada non può diventare il ventottesimo Stato membro a pieno titolo, per ovvi limiti geografici. L'accordo, per ora, è un forte intento politico che amplia il CETA, che è il trattato commerciale già in vigore. trasformandolo in una vera alleanza sistemica.
12:51 Speaker 2: E Trump come l'ha presa?
12:53 Speaker 4: Malissimo. Come riporta politico, ha già minacciato aspre ritorsioni commerciali contro Ottava se questo status speciale dovesse concretizzarsi. La frattura atlantica si sta allargando visibilmente.
13:08 Speaker 2: Nuove alleanze, vecchie barriere che saltano. E a proposito di limiti invalicabili che vengono superati... C'è un'ultima riflessione fuori dai palazzi della politica che volevo proporre per chiudere. Vai. Cora Media riprende uno studio dell'MIT Technology Review. Un gruppo di ricercatori ha modificato geneticamente dei topi in fase embrionale per bloccare lo sviluppo di un'area del loro cervello. E al suo posto hanno innestato organoidi cerebrali umani, cioè microscopiche strutture di tessuto nervoso umano coltivate in laboratorio.
13:43 Speaker 4: E la cosa sconvolgente è che queste cellule umane sono sopravvissute, si sono espanse e vascolarizzate.
13:50 Speaker 2: Sono cresciute occupando quasi metà del cervello del topo, inviando segnali al suo sistema nervoso. In biologia questi organismi con cellule di due specie diverse si chiamano chimere.
14:01 Speaker 4: L'obiettivo clinico è comprensibile, certo. Il tessuto cerebrale umano vivo non lo puoi studiare nei pazienti. Quindi usano questi modelli animali per avere un ambiente dinamico dove studiare malattie neurodegenerative o traumi, cose che in una provetta non vedi.
14:17 Speaker 2: Certo, clinicamente ha senso, ma apre una voragine etica immensa. Il dilemma dell'alterazione cognitiva. Cosa succede se innesti un volume così grande di tessuto umano e dai a un animale capacità cognitive superiori?
14:32 Speaker 4: O magari una percezione del dolore vicina alla nostra.
14:35 Speaker 2: Esatto. Gli scienziati dicono di non aver notato comportamenti anomali per ora e definiscono ingiustificabile fare test simili sui primati. Però il confine biologico è stato ampiamente varcato.
14:47 Speaker 4: Formiche fa un parallelo perfetto su questo. Parliamo tanto in questi mesi di diplomazia dell'intelligenza artificiale, no? Stati Uniti, Cina ed Europa che faticano a trovare regole per il software.
15:00 Speaker 2: Per evitare che sfugga di mano.
15:01 Speaker 4: Esatto. Ma mentre ci concentriamo sui server, le manipolazioni biologiche vanno avanti a una velocità spaventosa e senza un vero quadro normativo internazionale.
15:11 Speaker 2: Uno spunto incredibile su cui interrogarsi.
15:13 Speaker 4: Che ridisegna la mappa globale, insomma.
15:16 Speaker 2: Per supportare questa analisi quotidiana vi invitiamo a cliccare su Segui, sulla vostra piattaforma, e a lasciarci una recensione a 5 stelle. E intanto, in un'epoca in cui si firmano trattati per limitare le macchine pensanti, forse dovremmo iniziare a chiederci chi supervisiona la ridefinizione biologica della mente. Giornali chiusi.
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