Svolta nucleare e tasse sulle eredità | Ven 5 giu
Descrizione dell’episodio
L’Europa è pronta a tornare al nucleare?In questo episodio analizziamo le grandi trasformazioni che stanno ridefinendo gli equilibri globali: dalla guerra in Ucraina alle tensioni in Medio Oriente, fino al ritorno dell’energia nucleare in Italia e alle sfide che intelligenza artificiale e competitività pongono all’Europa.
Partiamo dal conflitto tra Russia e Ucraina, dove dopo oltre quattro anni di guerra Volodymyr Zelensky torna a proporre un incontro diretto con Vladimir Putin. Sullo sfondo, la crescente efficacia dei droni ucraini e le nuove mosse diplomatiche del Cremlino, che prova a riaprire un dialogo con Washington attraverso l’ambizioso progetto del tunnel tra Siberia e Alaska.
Ci spostiamo poi in Medio Oriente, dove il fallimento dei tentativi di tregua tra Israele e Hezbollah alimenta nuove preoccupazioni per la stabilità della regione. La morte di un militare della missione ONU in Libano e il deterioramento della situazione sul confine israelo-libanese mostrano quanto il rischio di escalation resti elevato.
In Italia, il via libera della Camera al disegno di legge sul nucleare segna una svolta storica nella strategia energetica del Paese. Analizziamo cosa sono gli Small Modular Reactors, quali opportunità potrebbero offrire per la sicurezza energetica nazionale e perché il dibattito tra sostenitori e oppositori è tornato al centro della scena politica.
Parleremo anche delle nuove misure economiche del Governo, delle prospettive per i bonus carburante, del rapporto di Bankitalia sulla competitività italiana, del ritardo europeo nell’intelligenza artificiale e del progetto franco-tedesco per l’allargamento dell’Unione Europea ai Balcani e all’Ucraina.
Spazio inoltre ai temi della giustizia, al caso delle archiviazioni sulle stragi del 1993, alla piaga del caporalato nelle campagne italiane e alle proteste in Albania contro uno dei più discussi progetti turistici del Mediterraneo.
Un episodio per capire come energia, guerra, innovazione tecnologica e nuovi equilibri geopolitici stiano trasformando il futuro dell’Europa, dell’Italia e dell’economia globale.
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Questo episodio include contenuti generati dall’IA.
Speaker 2: Giornali aperti e notizie sul tavolo. Siete su due pagine.
Speaker 3: La rassenja stampa che vi racconta cosa conta davvero, senza
Speaker 3: rumore di fondo.
Speaker 2: Oggi vi portiamo in un'Italia che vuole riaccendere le centrali nucleari,
Speaker 2: ma che di fatto non ha ancora deciso dove nospondere
Speaker 2: le scorie.
Speaker 3: E poi analizzeremo un cortocircuito fiscale. Parliamo di un sistema che, insomma,
Speaker 3: tassa pesantemente chi lavora ogni giorno, ma protegge in modo
Speaker 3: quasi totale i grandi patrimoni ereditati.
Speaker 2: Per chiudere, voleremo dall'altra parte del mondo, dove un fantascientifico
Speaker 2: tunnel sottomarino in Alaska potrebbe diventare l'esca perfetta per sbloccare
Speaker 2: la diplomazia globale.
Speaker 3: Partiamo proprio dalla notizia principale, che segna una vera inversione
Speaker 3: a U nella politica energetica italiana. La Camera ha approvato
Speaker 3: in prima lettura la legge delega del ministro Pichetto Frattin.
Speaker 2: Quindi si torna al nucleare.
Speaker 3: Sì, l'obiettivo è reintrodurre la produzione di energia nucleare. I quotidiani,
Speaker 3: in particolare la stampa e il messaggero, riportano i numeri
Speaker 3: del voto. Sono 155 a favore, tutta la maggioranza più azione
Speaker 3: e 86 contrari.
Speaker 2: Contrari che sarebbero Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verde
Speaker 2: e Sinistra, giusto?
Speaker 3: Chiaro. Il governo punta ad avere un quadro giuridico definito
Speaker 3: entro la fine dell'anno. Ma la cosa che colpisce davvero,
Speaker 3: leggendo i dati, è il mutamento radicale dell'opinione pubblica.
Speaker 2: Guarda, c'è un sondaggio di Utrend sulla stamba che fotografa
Speaker 2: una situazione che, parliamoci chiaro, era impensabile solo dieci anni fa.
Speaker 2: Il 54,9% degli italiani oggi è favorevole al nucleare di
Speaker 2: nuova generazione.
Speaker 3: Il dato cruciale lì dentro è il divario generazionale. Cioè
Speaker 3: la spinta verso il ritorno all'atomo non arriva da chi
Speaker 3: ha vissuto gli anni del boom economico, ma dai giovani.
Speaker 2: Certo, perché le generazioni più adulte hanno ancora vivo il
Speaker 2: trauma di Chernobyl e Fukushima.
Speaker 3: Invece per i ventenni e i trentenni di oggi, il
Speaker 3: vero terrore non è l'incidente nucleare. È l'emergenza climatica. Vogliono
Speaker 3: abbattere le emissioni di gas serra.
Speaker 2: E i numeri tecnici danno ragione a questa priorità. Sull'altra voce,
Speaker 2: l'ingegnere Giuseppe Zollino mette in fila i dati delle emissioni
Speaker 2: sull'intero ciclo di vita degli impianti. Parliamo di circa 6 grammi
Speaker 2: di anidride carbonica per kilowattora.
Speaker 3: Che, per dare un termine di paragone, il fotovoltaico ne produce 40.
Speaker 2: Una differenza enorme. A questo si somma il fattore continuità.
Speaker 2: Il nucleare garantisce produzione per oltre 8.000 ore all'anno.
Speaker 3: Il famoso carico di base.
Speaker 2: Sì, un flusso costante che non si ferma se è
Speaker 2: nuvoloso o se manca il vento.
Speaker 3: Fermiamoci un attimo sui costi, però, perché è qui che
Speaker 3: la narrativa politica spesso si scolla dalla realtà industriale. Zollino
Speaker 3: cita stime per i reattori di terza generazione tra i 75
Speaker 3: e gli 80 euro per megawattora.
Speaker 2: Solo per i primi 30 anni però, poi crolla a 35 euro.
Speaker 3: Vero, ma dobbiamo chiarire di quale tecnologia stiamo parlando. Il
Speaker 3: testo del governo non specifica i dettagli, ma l'orientamento chiaro
Speaker 3: è verso i mini reattori SMR.
Speaker 2: Small Modular Reactors, quelli che diciamo cambiano il paradigma di costruzione.
Speaker 3: Praticamente sì. Invece di fare centrali enormi con cantieri lunghi decenni,
Speaker 3: sono progettati per essere costruiti in serie in fabbrica e
Speaker 3: poi assemblati sul posto.
Speaker 2: Come i mobili prefabricati?
Speaker 3: Un paragone azzeccato. Dovrebbero abbattere i costi e i tempi.
Speaker 3: Ma il condizionale è doblino. Will Media fa notare un
Speaker 3: dettaglio enorme, che sparisce sempre dai titoli.
Speaker 2: Cioè che non esistono ancora?
Speaker 3: Non ha livello commerciale in Occidente. Non c'è una catena
Speaker 3: di montaggio attiva in Europa o negli Stati Uniti. I
Speaker 3: pochi modelli operativi sono in Cina e in Russia.
Speaker 2: Quindi stimare oggi a 75 euro il costo di una tecnologia
Speaker 2: che in Europa deve ancora creare una filiera è, insomma,
Speaker 2: un azzardo matematico.
Speaker 3: Richiederà tempo e investimenti mastodontici. Nessun analista prevede impianti operativi
Speaker 3: in Italia prima del 2030, se tutto fila liscio. E poi
Speaker 3: c'è l'ostacolo più radicato in assoluto.
Speaker 2: Le scorie.
Speaker 3: I rifiuti radioattive. Il 47% degli italiani li teme, sempre
Speaker 3: secondo Will Media. Il piano prevede un deposito nazionale entro il 2039.
Speaker 3: Ma
Speaker 2: ad oggi, nel 2026, continuiamo a mandare all'estero le scorie delle
Speaker 2: centrali degli anni Ottanta. Nessun ente locale vuole ospitare questo deposito.
Speaker 3: Quindi la sintesi politica ed economica è che reintrodurre il
Speaker 3: nucleare oggi non serve ad abbassare le bollette di quest'anno.
Speaker 3: È una polizza assicurativa a lungo termine. Serve a sganciarsi
Speaker 3: dal gas naturale nel prossimo decendio.
Speaker 2: Una polizza che richiede tempo. Ma sai, la pressione economica
Speaker 2: sui portafogli è immediata. E qui passiamo al secondo tema.
Speaker 2: Il sole 24 ore segnala la fine degli sconti generalizzati sugli
Speaker 2: accise dei carburanti.
Speaker 3: Lo Stato smette di tagliare le tasse alla pompa di
Speaker 3: benzina per tutti.
Speaker 2: Esatto, e passa un sistema di aiuti mirati per i
Speaker 2: lavoratori dipendenti usando i fringe benefits aziendali.
Speaker 3: Il meccanismo cambia radicalmente. Invece di rinunciare a miliardi di
Speaker 3: euro abbassando le accise in modo lineare, Lo Stato dice
Speaker 3: alle aziende di pensarci loro, offrendo in cambio agevolazioni fiscali.
Speaker 2: Si sposta parte del welfare dallo Stato alle imprese, ma
Speaker 2: questo intervento è solo la superficie di un problema molto
Speaker 2: più vasto.
Speaker 3: Infatti l'Espresso riporta un allarme severissimo del governatore della Banca d'Italia,
Speaker 3: Fabio Panetta. Denuncia una debolezza strutturale nella formazione e una
Speaker 3: fuga costante di giovani laureati.
Speaker 2: Panetta sottolinea che la spesa pubblica italiana per l'istruzione è
Speaker 2: inferiore di un intero punto di PIL rispetto alla media europea.
Speaker 2: Un guco nero.
Speaker 3: E lui lega questo sottofinanziamento all'avanzata dell'intelligenza artificiale. L'innovazione non
Speaker 3: è democratica. Se non è un sistema formativo forte, l'IA
Speaker 3: crea un fossato che distrugge il valore del lavoro di
Speaker 3: chi rimane indietro.
Speaker 2: E questo divario si incroggia col vero macigno italiano, cioè
Speaker 2: il sistema fiscale. Un'analisi su Il Foglio di Rizzo e
Speaker 2: Leonardi smonta il dibattito sulla patrimoniale.
Speaker 3: Perché i dati della Commissione europea dimostrano che le imposte
Speaker 3: sui patrimoni puri producono gettiti molto modesti e sono facili
Speaker 3: da eludere.
Speaker 2: Il vero cortocircuito non è la mancanza di una patrimoniale.
Speaker 2: È la differenza abissale tra come tassiamo il lavoro e
Speaker 2: come tassiamo l'eredità.
Speaker 3: I numeri fanno impressione. Le tasse sul reddito da lavoro
Speaker 3: dipendente e sui profitti valgono il 14,7% del PIL nazionale.
Speaker 3: Siamo sopra la Francia e la Spagna.
Speaker 2: Spremiamo al massimo chi produce reddito
Speaker 3: oggi. Ma se guardiamo le successioni, in Francia la tassa
Speaker 3: vale lo 0,6% del PIL, in Italia lo 0,04%. Incassiamo
Speaker 3: meno di un miliardo all'anno.
Speaker 2: Come incassiamo così poco in un paese con un rispagno
Speaker 2: privato enorme?
Speaker 3: È il meccanismo della franchigia. Fino a un milione di
Speaker 3: euro di valore per i passaggi in linea diretta per
Speaker 3: ogni singola erede, non si paga nulla.
Speaker 2: Un milione di euro. Se l'Italia abbassasse questa franchigia a 700.000 euro,
Speaker 2: applicando un sistema progressivo sul modello francese, lo Stato recupererebbe 7
Speaker 2: miliardi all'anno. 7
Speaker 3: miliardi che potresti spostare sul lavoro. La simulazione di Irizzo
Speaker 3: e Leonardi dice che si potrebbe abbassare l'alicota IRPEF per
Speaker 3: i redditi medi, dal 33% al 28%.
Speaker 2: Sarebbe una riduzione delle tasse del 9% per la classe lavoratrice.
Speaker 2: Perché le conseguenze pratiche di questa inerzia sono pesanti. L'Italia
Speaker 2: invecchia e la ricchezza si concentra nelle mani degli over 65.
Speaker 3: Mentre i giovani affrontano salari fermi e un mercato immobiliare inaccessibile.
Speaker 3: Stiamo creando una società feudale moderna.
Speaker 2: Cioè, se il prelievo sul lavoro rimane così punitivo e
Speaker 2: l'eredità esentasse, si rompe il principio del merito. A determinare
Speaker 2: la qualità della tua vita sarà solo il patrimonio che
Speaker 2: ricevi dalla tua famiglia.
Speaker 3: Che è un disincentivo strutturale a produrre il novare.
Speaker 2: E se la svalutazione del lavoro per un laureato significa
Speaker 2: salari stagnanti, in un altro settore si arriva a estremi tragici.
Speaker 2: Passiamo alla terza pagina. Il messaggero e Luca Ricolfi riportano
Speaker 2: la tragedia di Villa Piana in Calabria.
Speaker 3: Una vicenda agghiacciante.
Speaker 2: Quattro ragazzi stranieri impiegati nella raccolta delle fragole sono stati
Speaker 2: bruciati vivi nella loro auto dai caporali. Il movente. Avevano
Speaker 2: usato chiedere il pagamento degli arretrati.
Speaker 3: E non è un caso isolato. Ricolfi stima circa 200.000 lavoratori
Speaker 3: agricoli intrappolati in condizioni di ipersfruttamento. In 15 anni, nove governi
Speaker 3: non hanno scalfito il caporalato.
Speaker 2: La domanda è perché le istituzioni sembrano così impotenti?
Speaker 3: La risposta è puramente economica. Riguarda il prezzo del cibo.
Speaker 3: La filiera agricola ha margini talmente compressi dalla grande distribuzione
Speaker 3: che il lavoro nero diventa una necessità per tenere in
Speaker 3: piedi il sistema.
Speaker 2: Quindi stroncare il caporalato regolarizzando 200.000 persone farebbe impennare i prezzi
Speaker 2: della frutta al supermercato?
Speaker 3: C'è una tolleranza di fondo per mantenere bassi i prezzi
Speaker 3: al consumo. Oltre al problema logistico, perché gli ispettori sono
Speaker 3: pochi e le campagne vastissime.
Speaker 2: E qui Ricolfi lancia una provocazione che fa discutere. Sostiene
Speaker 2: che l'unica istituzione con la scala logistica e il personale
Speaker 2: per presidiare le campagne sia l'esercito.
Speaker 3: Un controllo militare capillare del territorio. È l'unica forza che
Speaker 3: potrebbe smantellare un sistema paraschiavistico così ramificato.
Speaker 2: Una provocazione forte che pone un interrogativo scomodo. Se hai
Speaker 2: bisogno di schierare l'esercito nei campi di fragole per garantire
Speaker 2: i diritti umani, significa che l'intero modello economico ha fallito?
Speaker 3: È da ricostruire da zero, sì.
Speaker 2: Dalle fratture interne passiamo allo scacchiere globale. Un aggiornamento sul
Speaker 2: Medio Oriente. Il riformista e Cora Media riportano che Hezbollah
Speaker 2: ha respinto il cessato e il fuoco concordato tra Israele,
Speaker 2: Stati Uniti e Libano.
Speaker 3: Esigono il ritiro completo delle truppe israeliane dal sud prima
Speaker 3: di qualsiasi intesa. La reazione sul campo è stata immediata
Speaker 3: e un casco blu serbo dell'Unifil è rimasto ucciso.
Speaker 2: La paralisi diplomatica ci porta in Ucraina, dove i segnali
Speaker 2: sono complessi. Corea Media analizza la lettera aperta di Zelensky
Speaker 2: a Putin al giorno 1563 di guerra. È un bilanciamento tra
Speaker 2: minaccia e apertura.
Speaker 3: Da una parte ricorda che i droni di Kiev hanno
Speaker 3: coperto mille chilometri fino a San Pietroburgo. Come per dire...
Speaker 3: Le nostre armi possono arrivare alla sua residenza.
Speaker 2: Ma contestualmente offre un incontro. E Putin ha proposto Schröder
Speaker 2: come mediatore. Il retroscena più intrigante però lo racconta Stefanini
Speaker 2: sulla stampa.
Speaker 3: Rimerge un'idea di cui avevano discusso Putin e Donald Trump.
Speaker 3: Un mastodontico tunnel sottomarino sotto lo stretto di Bering per
Speaker 3: collegare Siberia e Alaska.
Speaker 2: Unire Eurasia e Americhe via terra. Ma voglio dire, nessuno
Speaker 2: pensa che le scavatrici entreranno nel ghiaccio il mese prossimo.
Speaker 3: Assolutamente no. È pura psicologia applicata alla geopolitica. Il Cremlino
Speaker 3: deve trovare una via d'uscita dall'Ucraina senza perdere la faccia.
Speaker 3: E per farlo deve trattare con Washington scavalcando Bruxelles.
Speaker 2: E come agganci Trump?
Speaker 3: Con l'idea di un colossale affare immobiliare e commerciale. Non
Speaker 3: con noiosi trottati.
Speaker 2: È un'esca narrativa. Un megaprogetto per aggirare il muro diplomatico
Speaker 2: della Nato e iniziare a rinegoziare i nuovi equilibri globali.
Speaker 3: Bene, facciamo sintesi. Abbiamo visto il ritorno al nucleare per
Speaker 3: svincolarci dalla geopolitica dell'energia. Il mito della patrimoniale smontato a
Speaker 3: favore di un riequilibrio tra tasse sul lavoro e sull'eredità.
Speaker 3: E poi i prezzi bassi dei supermercati che si reggono
Speaker 3: sullo sfruttamento e infine un tunnel immaginario sotto l'Alaska come
Speaker 3: esca diplomatica.
Speaker 2: Ma vi lasciamo con un ultimo interrogativo, sempre sui megaprogetti.
Speaker 2: Cora Media e Will documentano le proteste in Albania contro
Speaker 2: la società di Jared Kushner, genero di Trump.
Speaker 3: Stanno realizzando un resort di lusso in un'area naturale protetta,
Speaker 3: minacciando i fenicotteri, grazie a un provvidenziale indebolimento delle leggi
Speaker 3: ambientali locali.
Speaker 2: Uno spunto per riflettere su come gli interessi miliardari passino
Speaker 2: spesso sopra le normative locali e i delicati equilibri ambientali.
Speaker 3: diventano solo un dettaglio secondario
Speaker 2: per oggi le pagine si chiudono qui cliccate segui attivate
Speaker 2: la campanella e lasciateci una recensione a 5 stelle per supportare
Speaker 2: questa rassegna a domani
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