AfD, cervelli in fuga e il ponte di Putin | Mar 8 set
Informazioni su questo episodio
La democrazia europea sta davvero diventando più fragile?In questo episodio analizziamo le fratture che stanno mettendo alla prova la resilienza dell’Europa: dall’ascesa dell’AfD in Germania alla guerra ibrida russa, dalla competizione per le risorse strategiche dell’Artico alla crescita economica europea, fino all’inflazione che colpisce soprattutto le famiglie più vulnerabili e alla fuga dei giovani talenti italiani.
Partiamo dalla Germania, dove il risultato dell’AfD in Sassonia-Anhalt riapre una questione decisiva per il futuro della democrazia liberale: quanto può ancora funzionare il cosiddetto “cordone sanitario” quando l’estrema destra conquista un consenso sempre più ampio? Dietro il voto emergono profonde fratture generazionali, sociali e territoriali, ma anche il risentimento di una parte dell’ex Germania Est e la percezione di essere stata marginalizzata dal modello economico occidentale. Una vulnerabilità che la Russia può sfruttare attraverso propaganda, identità e operazioni di guerra ibrida.
Lo sguardo si allarga poi alla geopolitica. Il rafforzamento dell’asse tra Russia e Corea del Nord, il nuovo fronte strategico dell’Artico e la competizione per le terre rare della Groenlandia mostrano come materie prime, infrastrutture e tecnologia siano ormai strumenti centrali della sicurezza internazionale. Mentre in Ucraina alcuni partner storici di Mosca prendono le distanze dalla prosecuzione del conflitto, la Russia continua a puntare sui propri obiettivi militari.
Sul fronte economico, l’Europa sorprende con una crescita superiore alle attese, sostenuta dalle esportazioni e dall’occupazione. Ma dietro i numeri del PIL si nasconde un problema distributivo: energia e alimentari pesano molto di più sui redditi bassi, mentre la tecnologia produce una forma di “deflazione qualitativa” che non riesce a compensare la pressione sui beni essenziali. Da qui la necessità di interrogarsi sul ruolo delle rinnovabili non solo nella transizione energetica, ma anche come possibile politica anti-inflazionistica di lungo periodo.
In Italia, intanto, aumentano occupazione e gettito fiscale, ma emergono segnali di fragilità nel lavoro autonomo e soprattutto una nuova emergenza strategica: la fuga dei giovani laureati. Per ogni giovane proveniente da un’economia avanzata che arriva in Italia, sono 14,5 quelli che se ne vanno. Salari, meritocrazia e welfare diventano così parte della stessa questione: la capacità di un Paese di trattenere il proprio capitale umano.
Parleremo anche di politica industriale europea, del caso Saipem-Subsea 7 e della necessità di creare campioni capaci di competere con i grandi gruppi cinesi e americani. E ancora di clima, diritti e trasformazioni sociali: dai 75 giorni consecutivi sopra i 30°C registrati a Milano alle nuove mobilitazioni contro la violenza sulle donne, fino alle tensioni che attraversano i simboli e gli spazi pubblici europei.
Un episodio per capire perché la sicurezza dell’Europa non dipenda più soltanto dagli eserciti o dai confini, ma dalla solidità delle sue istituzioni, dalla capacità di ridurre le disuguaglianze, trattenere i talenti e costruire una vera autonomia industriale ed energetica.
Perché il vero campo di battaglia del 2026 potrebbe essere proprio questo: la capacità dell’Europa di difendere la propria democrazia dalle fragilità che nascono al suo interno.
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Questo episodio include contenuti generati dall’IA.
0:00 Speaker 2: Giornali aperti e notizie sul tavolo. Siete su due pagine.
0:04 Speaker 3: La rassegna stampa che vi racconta cosa conta davvero, senza rumore di fondo.
0:09 Speaker 2: I temi sul tavolo oggi sono tre e definiscono la mappa di prossimi mesi. Primo, la faglia politica tedesca. il terremoto dell'estrema destra e le onde d'urto sulla sicurezza europea.
0:20 Speaker 3: Secondo blocco, le mosse geopolitiche sotterranee, insomma, dal ponte terrestre tra Russia e Corea del Nord fino alla corsa per i minerali strategici in Groenlandia.
0:30 Speaker 2: E terzo, l'economia a due facce, cioè questa dinamica paradossale di occupazione in crescita contro un'inflazione energetica che morde e innesca la grande fuga dei cervelli italiani. Si parte subito dalla Germania.
0:43 Speaker 3: che resta il pilastro economico continentale, ma con una faglia strutturale ormai apertissima.
0:49 Speaker 2: I dati dalla Sassonia Analt segnano una rottura storica. L'AFD sfiora il 44%, mancano letteralmente tre seggi per la maggioranza assoluta. E c'è un dettaglio, riportato da Cora Media, che spiazza.
1:03 Speaker 3: La trattativa con la sinistra radicale.
1:05 Speaker 2: Ma infatti un partito di estrema destra che dialoga con il BSV di Sarah Wagenknecht. C'è la sinistra radicale. Sembra un ossimoro politico.
1:13 Speaker 3: Lo sembra se si usano le vecchie categorie. Il punto di caduta comune è precisissimo. L'agenda antimigranti e il blocco degli aiuti militari all'Ucraina. La classica divisione destra- sinistra salta di fronte a questa nuova polarizzazione basata su isolazionismo e confini chiusi.
1:32 Speaker 2: E salta anche lo stereotipo dell'elettore tipo. Il Corriere della Sera pubblica un identikit chiarissimo e inizialmente conferma i cliché, cioè uomo, 45 anni, lavoratore manuale, non laureato. ma il sismografo vero è nei segmenti anagrafici.
1:46 Speaker 3: Il boom tra i giovani.
1:48 Speaker 2: Un vero e proprio boom tra gli under 25, a cui si somma un 52% tondo nella fascia tra i 35 e i 50 anni. Mentre di contro la CDU del cancelliere Merz si rifugia in una vera propria riserva indiana, regge quasi solo tra gli over 70.
2:04 Speaker 3: È il 52% nella fascia produttiva a pesare. Parliamo di chi paga il mutuo, chi ha figli a carico, Chi, insomma, subisce l'impatto diretto della deindustrializzazione tedesca. C'è uno scollamento generazionale brutale.
2:18 Speaker 2: C'è chi è fuori dal mercato del lavoro, vota per la stabilità.
2:22 Speaker 3: La memoria storica, la CDU. Chi invece oggi si scontra con il crollo dell'export e i costi dell'energia, vota per rompere il sistema.
2:30 Speaker 2: Eppure c'è chi getta acqua sul fuoco. Il Foglio, con l'analisi di Claudio Cerasa, avverte che l'isteria collettiva è controproducente. I numeri dicono che la Sassonia Alt ha gli abitanti di Calabria e Molise messe insieme.
2:42 Speaker 3: Un campanello d'allarme serio, ma non è l'apocalisse continentale.
2:46 Speaker 2: Esatto, e il foglio porta prove tangibili. Orban ha appena perso a Budapest. L'estrema destra di Kega in Portogallo è stata respinta. Wilders arranca nei Paesi Bassi e in Moldavia ha retto il blocco europeista.
3:00 Speaker 3: Estrapolare un dominio inarrestabile dell'onda nera in tutta Europa partendo da un voto regionale tedesco È un errore logico. In Portogallo o in Moldavia, di fronte al bivio estremo, l'elettorato moderato si è mobilitato per reazione.
3:16 Speaker 2: A proposito di mobilitazione, c'è un dogma della scienza politica che questa elezione ha disintegrato.
3:22 Speaker 3: Il cordone sanitario dell'affluenza?
3:25 Speaker 2: Proprio quello. Lorenzo Pregliasco, di Utrend, citato sempre dal Corriere, analizza i flussi e smonta l'idea che alzare l'affluenza argini le destre. Al contrario, il vaccino primario dell'Afde, in queste elezioni, arriva direttamente dall'astensionismo.
3:41 Speaker 3: Che smentisce la teoria del non votante come moderato pigro. In queste aree l'astensionismo ha funzionato da incubatrice di radicalizzazione. Se la disillusione è totale, l'elettore si riattiva solo per una proposta di rottura sistemica, non certo per votare il centro.
3:59 Speaker 2: Per capire le origini profonde... La stampa propone un'analisi di Ettore Sequi che guarda alla caduta del muro di Berlino. Si evidenzia come la riunificazione sia stata un'annessione statale, ma mai un'integrazione sociale. Il termine usato è colonizzazione.
4:17 Speaker 3: Una colonizzazione interna dell'Est da parte dell'Ovest. Le istituzioni dell'Est furono azzerate, il tessuto industriale smantellato o comprato da capitali dell'Ovest e la classe dirigente sostituita in blocco.
4:31 Speaker 2: A cui si aggiunge il depopolamento.
4:33 Speaker 3: Giovani qualificati che migrano verso Francoforte o Monaco. Rimane una popolazione più anziana, in territori deindustrializzati, che ha cristallizzato un'identità politica contrapposta. Votare AfD, oggi, è la rivalsa identitaria dell'Est, contro i salotti decisionali di Berlino.
4:50 Speaker 2: Le conseguenze pratiche, però, escono dalla Germania e investono l'Europa intera. Sempre la stampa sottolinea il rischio geopolitico. L'Europa si regge sull'industria tedesca, e sul suo supporto all'Ucraina. Ma con il modello tedesco in crisi, senza gas russo e senza l'export bulimico in Cina, Berlino è debole.
5:09 Speaker 3: E una Berlino debole è l'ingranaggio ideale per la guerra ibrida russa. L'obiettivo del Cremlino non è certo installare un governo filorusso al Bundestag. È fantapolitica.
5:19 Speaker 2: L'obiettivo è paralizzare il processo decisionale.
5:22 Speaker 3: Paralisi pura. Inserire un blocco politico che frena i fondi all'Ucraina, litiga con Bruxelles e promuove il nazionalismo economico. L'AFD lavora in modo asintotico agli interessi di Mosca. Bloccare il decisore principale europeo significa bloccare la risposta dell'intero continente.
5:42 Speaker 2: Una faglia che arriva dritta a Roma. Il Post e il Corriere evidenzano il paradosso dei vicepremieri italiani. Giorgia Meloni sceglie il silenzio istituzionale. Tajani, di Forza Italia, bolla i sovranisti tedeschi come nemici dell'Italia. Salvini, invece, esulta e chiama i vertici dell'AfD.
6:00 Speaker 3: Con vannacci che deride il cancelliere Merz, tra l'altro. C'è da chiedersi come possa Roma presentarsi ai tavoli negoziali europei con un livello simile di frammentazione ai vertici dell'esecutivo.
6:11 Speaker 2: Depotenziando la capacità contrattuale italiana in una fase globale dove si decide tutto. E fuori dall'Europa l'accelerazione è fisica, di cemento e acciaio. Will Media segnala l'apertura del primo ponte terrestre carrabile tra Russia e Corea del Nord.
6:26 Speaker 3: Che supera la rigidità dei treni usati finora.
6:29 Speaker 2: E cambia tutto a livello logistico. Un treno ha orari, stazioni, colli di bottiglia facilmente tracciabili dai satelliti. Un ponte aperto al traffico su gomma permette un flusso continuo, frammentato, invisibile.
6:41 Speaker 3: Camion anonimi che trasportano truppe e munizioni da Pyongyang a Mosca in cambio di tecnologia missilistica e satellitare russa verso la Corea del Nord. Questo non è un ponte simbolico, è l'hardware del patto di mutua difesa siglato di recente.
6:56 Speaker 2: E si intreccia con il caos delle presidenziali americane, con Trump che ipotizza nuovi faccia a faccia con Kim Jong- un. L'Unione Europea tenta di non restare a guardare. Will Media riporta l'annuncio di Ursula von der Leyen a
7:10 Speaker 3: Nook.
7:12 Speaker 2: Un pacchetto di 200 milioni di euro per connettività, idroelettrico e soprattutto l'estrazione di materie prime critiche, terre rare fondamentali. Certo, viene da notare che 200 milioni sembrano briciole se paragonati ai capitali di Pechino o Washington
7:28 Speaker 3: Lo sono se isolati, ma in realtà si tratta di una testa di ponte diplomatica che anticipa uno stanziamento da 530 milioni per il bilancio 2028-2034. L'obiettivo strategico di Bruxelles è arginare le mire statunitensi, ricordiamo le vecchie ipotesi di acquisto dell'isola, e tagliare la dipendenza vitale dei minerali cinesi.
7:50 Speaker 2: E lo scioglimento dei ghiacciai artici rende oggi accessibili quei giacimenti.
7:54 Speaker 3: Trasformando l'agroellandia nell'assicurazione sulla vita per l'industria europea delle batterie e dell'eolico dei prossimi 30 anni
8:03 Speaker 2: Nel frattempo, sul fronte diplomatico caldo, il Corriere riporta che gli emissari di Trump, come Kushner, parlano di progressi per una tregua tra Mosca e Kiev. Ma Bloomberg rimette subito in riga le aspettative. I vertici militari russi puntano alla presa totale del Donetsk entro i prossimi sei mesi. Nessun tavolo prima di allora.
8:23 Speaker 3: La logica militare è inossidabile. Il Cremelino deve cristallizzare un vantaggio territoriale definitivo per dettare le condizioni a un eventuale nuovo inquilino della Casa Bianca. Finché l'Ucraina sconta ritardi logistici occidentali, la Russia forza la mano.
8:39 Speaker 2: Anche se Mosca inizia a sentire la pressione dei suoi stessi partner, il Corriere, con un'analisi di Federico Rampini, Fa notare che il premier indiano Modi, un alleato cruciale per aggirare le sanzioni petrolifere, ha detto pubblicamente a Putin che, e cito, è tempo di finire la guerra.
8:57 Speaker 3: Quando l'India, che ha incamerato enormi profitti raffinando petrolio russo scontato, inizia a fare pressioni pubbliche, significa che i costi dell'instabilità conversiale superano i benefici energetici. Mosca non ha tempo infinito. Un disimpegno di Nuova Delhi o Pechino farebbe collassare la sua logistica bellica.
9:18 Speaker 2: Spostandoci invece ai confini europei, emergono dinamiche altrettanto allarmanti. La Repubblica e Wilmedia accendono un faro sulla Serbia. 20.000 persone presenti ai funerali di Stato per Radko Meladic.
9:31 Speaker 3: Il criminale di guerra condannato per Srebrenica.
9:34 Speaker 2: Celebrato come eroe nazionale. In questo clima, il presidente Vucic galleggia tra nostalgie nazionaliste e legami con Mosca e annuncia elezioni anticipate. C'è uno stallo totale dal 2012 sull'ingresso serbo nell'Unione Europea.
9:49 Speaker 3: Che certifica la perdita di forza gravitazionale dell'Europa. Quando il processo di allargamento si blocca in pastoie tecniche, il vuoto viene riempito istantaneamente. dal revancismo storico e dalle ingerenze esterne.
10:03 Speaker 2: Queste tensioni geopolitiche si scaricano direttamente sui bilanci statali e sui portafogli dei cittadini. E qui veniamo al paradosso economico. I dati eurostat riportati dal Corriere parlano di un'Europa in salute. Nel secondo trimestre 2026 Il PIL dell'orozona fa più 0,6%. L'Italia è a più 0,2 nel
10:20 Speaker 3: trimestre, consolidando l'1% annuo.
10:25 Speaker 2: E l'occupazione segna un nuovo record europeo con 221 milioni di lavoratori. Il sole 24 ore aggiunge il tassello fiscale italiano. L'aumento degli occupati e i rinuovi contrattuali pubblici portano a un incremento di 4 miliardi di euro dalle ritenute IRPEF rispetto all'anno scorso.
10:44 Speaker 3: Sulla carta, la congiuntura perfetta. Crescita, posti di lavoro ed extra gettito fiscale.
10:50 Speaker 2: E allora c'è da chiedersi, se pille e occupazione salgono, perché la percezione sociale del benessere affonda e le famiglie faticano ad arrivare a fine mese?
10:59 Speaker 3: La spiegazione analitica arriva da Leonardo Becchetti sul Sole 24 Ore. Teorizza la legge dell'inflazione nell'era digitale ed ecologica. Il reddito è schiacciato da due forze vettoriali contrapposte. Da una parte la deflazione tecnologica.
11:15 Speaker 2: Cioè servizi digitali, potenza di calcolo, intelligenza artificiale, che costano sempre meno
11:20 Speaker 3: Sono beni di rete. Sviluppare il software costa tantissimo, ma aggiungere un milione di utenti ha un costo marginale pari a zero. Quindi i prezzi dell'ecosistema digitale crollano per allargare il mercato.
11:33 Speaker 2: Dall'altra parte, però, agisce l'inflazione energetica e alimentare. Una dinamica legata non ad algoritmi, ma a una scarsità fisica e geopolitica reale. Prezzi agricoli da record e idrocarburi schizzati alle stelle a causa di guerre, logistica marittima strozzata e shock climatici.
11:50 Speaker 3: Ed è qui che entra in gioco un principio spietato come la legge di Engel,
11:53 Speaker 2: che misura l'impatto di questi rincari in base al reddito.
11:56 Speaker 3: Esattamente. Engel dimostra che più il reddito è basso, maggiore la percentuale di esso che deve essere destinata ai beni di sussistenza incompressibili, tipo il cibo e la bolletta del riscaldamento.
12:08 Speaker 2: I numeri confermano il dramma. Chi ha redditi bassi spende il 33,5% del proprio bilancio mensile per mangiare e scaldarsi. Per le fasce abbienti, l'incidenza crolla al 18,5%.
12:22 Speaker 3: il che trasforma l'inflazione odierna in una tassa regressiva violentissima. L'intelligenza artificiale diventa quasi gratuita, ma il pane e il gasolio diventano beni di lusso che prosciugano i redditi fragili.
12:35 Speaker 2: La conclusione è che i bonus temporanei, i tagli occasionali alle accise, pur consumando l'extragettito fiscale, non servono a nulla sul lungo periodo.
12:44 Speaker 3: Curano il sintomo, non la causa. L'unica politica sociale reale oggi è la politica industriale sulle rinnovabili. Sbloccare l'installazione di eolico e solare significa tagliare alla radice la dipendenza dai combustibili fossili importati e dai riccati autocratici, mettendo un calmiere strutturale ai costi di sussistenza.
13:04 Speaker 2: E sulle politiche industriali interviene Vincenzo De Luca su Milano Finanza. Per competere servono colossi. De Luca cita il rapporto Draghi e la necessità di archiviare le vecchie fobie antitrust dell'Unione Europea. Si porta l'esempio della fusione tra l'italiana Saitam e la norvegese Sapsia 7 nelle infrastrutture sottomarine.
13:24 Speaker 3: L'antitrust europeo blocca queste operazioni per paura dei monopoli interni. Ma il mercato di riferimento non è più il continente, è il mondo globale. Mantenere le aziende europee frammentate e piccole significa condannarle a essere spazzate via dai colossi statali cinesi o dai conglomerati americani. Senza capitalizzazione estrema l'Europa resta marginale.
13:47 Speaker 2: Questa marginalità industriale, unita all'assenza di giganti in grado di offrire salari competitivi, alimenta direttamente il dramma del capitale umano italiano. Il rapporto CNL, ripreso da avvenire, snocciola cifre inequivocabili. Dal 2011 l'Italia ha perso 441.000 giovani. Il 93% dei quali
14:04 Speaker 3: in possesso di una laurea
14:08 Speaker 2: E il dato più crudo è che il 58% se ne va immediatamente dopo la laurea, senza neanche provare a cercare lavoro in Italia. Costo stimato di questa operazione? 16 miliardi di euro l'anno
14:20 Speaker 3: 16 miliardi di capitale formativo? La Fiscalità Generale italiana paga decine di migliaia di euro per formare un medico, un ingegnere o un chimico per 20 anni. E nel momento esatto in cui quella figura dovrebbe iniziare a produrre innovazione e tasse per ripagare l'investimento, il valore viene trasferito a Berlino, Londra o Zurigo.
14:40 Speaker 2: Finanziamo lo sviluppo industriale altrui a fondo perduto. Le cause salariali sono evidenti. Lo stipendo italiano è inferiore del 36% rispetto alla Germania, addirittura del 71% rispetto alla Svizzera. Ma le interviste a chi è fuggito mostrano che i soldi non sono l'unico parametro.
14:56 Speaker 3: L' 88 % chiede opportunità adeguate, l'83% salari più alti, ma c'è un 79% che pretende pura meritocrazia. Metà del campione indica esplicitamente nel clientelismo e nella burocrazia le ragioni per non tornare.
15:18 Speaker 2: È una scelta di calcolo razionale del lavoratore
15:20 Speaker 3: Che smaschera la retorica dell'emigrato che non ama la patria. Il lavoratore altamente qualificato valuta il ritorno sull'investimento dei suoi studi. Se il sistema produttivo si basa su cordate clientelari e logiche di anzianità, a prescindere dal talento,
15:40 Speaker 2: Giorgio Vittadini sul Corriere della Sera tenta di delineare una via d'uscita strutturale evocando il concetto di sussidiarietà. E attenzione, si chiarisce che sussidiarietà non significa che lo Stato abdica in favore del libero mercato.
15:52 Speaker 3: Significa l'esatto contrario. Richiede una macchina statale agilissima, capace di far atterrare i miliardi del PNRR e i fondi di coesione sui territori.
16:04 Speaker 2: Vitadini porta l'esempio della telemedicina ingarfagnana.
16:09 Speaker 3: Un welfare territoriale avanzato. Se lo Stato fornisce l'infrastruttura primaria, che sia la rete ultraveloce, la sanità a distanza o la viabilità, il tessuto sociale ed economico locale si riattiva. Rendere i territori vivibili e competitivi è il prerequisito zero per arginare l'emorragia di cervelli.
16:29 Speaker 2: Mentre il capitale umano evapora, la cronaca politica interna si accapiglia sulle alchimie elettorali in vista delle prossime scadenze. Cora Media fa il punto sui veti, Giuseppe Conte promette lealtà a Ellish Line in caso di vittoria alle primarie, ma piazza un veto non negoziabile su Matteo Renzi nel campo largo.
16:47 Speaker 3: Con Calenda che resta ancorato al centro e bombarda la sinistra accusandola di dipendenza dall'ambientalismo di Angelo Bonelli. Calenda arriva a imputare proprio alle direttive del Green Deal la responsabilità del malcontento che ha fatto esplodere la FD in Germania.
17:03 Speaker 2: Si registra anche il ricovero d'urgenza per Emma Bonino a causa di problemi respiratori. Spostandoci rapidamente alla cronaca e ai diritti, sempre Coramidia fornisce i dettagli dell'autopsia sul femminicidio di Lorena Escheri.
17:17 Speaker 3: Confermano che la vittima era viva prima di essere gettata dal viadotto, aggravando ulteriormente il quadro della premeditazione.
17:24 Speaker 2: Il Corriere, di fronte alla serialità di queste tragedie, ha pubblicato oltre 1500 proposte arrivate dai lettori per chiedere riforme preventive. Fuori dai confini, in Francia, un episodio alla Torre Eiffel, riportato da Cora, riaccende la miccia del dibattito culturale.
17:39 Speaker 3: Uno sciopera dei lavoratori,
17:40 Speaker 2: scatenato dalla direzione del monumento, che aveva consentito alla richiesta di una delegazione induista di nascondere le lavoratrici donne durante la loro visita.
17:50 Speaker 3: Un cedimento sindacale è sui principi di uguaglianza che si inserisce nel calderone infiammabile della laicità francese. Ricordiamo che su questi temi identitari e sui simboli religiosi Marine Le Pen sta strutturando gran parte della propria campagna per le prossime presidenziali.
18:07 Speaker 2: Chiudiamo la carrellata delle notizie flash con i dati sull'inflazione fisica discussa prima. La Repubblica segnala il petrolio a un passo dai 100 dollari al barile, una quota che rischia di cancellare i margini di manovra del governo sul taglio delle accise, riversando i costi direttamente alla pompa.
18:23 Speaker 3: E il sole 24 ore conferma i record al rialzo per i prezzi
18:29 Speaker 2: all'ingrosso dei prodotti agricoli. Mentre le conseguenze sul campo si misurano anche in città. Il Corriere Milano certifica l'estate più torrida di sempre. Per il capoluogo, 75 giorni consecutivi oltre i 30 gradi. Dinamiche macroscopiche che ci portano all'ultimo spunto di riflessione di oggi.
18:45 Speaker 3: Che arriva dalle pagine
18:48 Speaker 2: di
18:48 Speaker 3: Nature, ripreso
18:49 Speaker 2: dal Post. Uno studio su oltre un milione di individui che conferma in modo inequivocabile come numerose varianti del nostro carattere, il modo in cui pensiamo, reagiamo e ci comportiamo, siano associate a specifiche differenze genetiche misurabili nel DNA, ridimensionando l'idea che l'ambiente sia l'unico vero artefice dell'individuo.
19:06 Speaker 3: Ed è qui che tutti i puntini di questa rassegna si uniscono in una conclusione complessa. Se la scienza genomica, più avanzata, certifica che una quota rilevantissima delle nostre reazioni, della nostra personalità, è di fatto predeterminata dalla struttura del DNA, e se contemporaneamente l'economia ci dimostra che il nostro benessere materiale e il potere d'acquisto dipendono in maniera schiacciante da variabili fuori dal nostro controllo, Minerali in Groenlandia, politiche sui tassi, autocrati che invadono l'Europa.
19:40 Speaker 3: C'è da chiedersi quale sia il vero margine di manovra. Quanto libero arbitrio, quanta reale capacità di autodeterminazione resta oggi a un cittadino europeo? per forgiare il proprio destino economico e sociale rispetto alle generazioni passate.
19:55 Speaker 4: E con questo interrogativo tiriamo le somme. Abbiamo visto la Germania spaccata che rischia di inceppare l'architettura europea, i punti infrastrutturali e militari del blocco autocratico asiatico, un'economia che deflaziona sul digitale ma tassa i redditi bassi con l'energia e il conto salatissimo dei giovani laureati che presentano la fattura a un'Italia ostile al merito. C'è l'invito a cliccare Segui sull'applicazione che state usando per ricevere le notifiche e, se la sintesi è stata utile, a lasciarci una recensione a 5 Stelle.
20:25 Speaker 4: Giornali chiusi.
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