Bomba demografica e crisi industriale italiana | Ven 17 lug
Informazioni su questo episodio
L’Europa è pronta ad affrontare la prossima crisi energetica?In questo episodio analizziamo le tensioni che stanno ridefinendo gli equilibri geopolitici, economici e istituzionali: dall’escalation tra Stati Uniti e Iran al futuro dell’energia europea, fino agli scontri politici che stanno segnando l’Italia.
Partiamo dal Medio Oriente, dove il fallimento dei negoziati tra Washington e Teheran ha riportato il mondo sull’orlo di una nuova crisi. Gli attacchi reciproci, il coinvolgimento degli Houthi e le minacce ai due snodi strategici di Hormuz e Bab el-Mandeb rischiano di compromettere il commercio globale di petrolio e gas, con conseguenze dirette sui prezzi dell’energia e sull’economia europea.
Ci spostiamo poi in Europa, dove l’amministratore delegato di ENI, Claudio Descalzi, lancia un allarme sul futuro energetico del continente. Tra l’addio definitivo al gas russo, la dipendenza crescente dagli Stati Uniti e la crisi dell’industria chimica, emerge una domanda sempre più urgente: l’Europa ha davvero un piano per preservare la propria competitività?
Parleremo anche della guerra in Ucraina, dove la rimozione del ministro dell’Innovazione Mykhailo Fedorov apre uno scontro tra la vecchia strategia militare e la nuova guerra tecnologica fatta di droni, intelligenza artificiale e innovazione. Una scelta che ha provocato proteste senza precedenti e potrebbe influenzare il futuro del conflitto.
In Italia, invece, riflettori puntati sul duro confronto tra il Quirinale e il ministro della Giustizia Carlo Nordio sul caso della grazia a Mario Rogero, mentre la Camera approva la nuova legge elettorale, lo “Stabilicum”, destinata a cambiare gli equilibri politici dei prossimi anni.
Analizzeremo inoltre la sentenza sul Ponte Morandi, l’emergenza femminicidi, le difficoltà dell’export italiano tra dazi e transizione industriale, il futuro dell’automotive europeo, la proposta di utilizzare l’euro digitale per finanziare il welfare e l’ondata di caldo record che sta mettendo sotto pressione il sistema elettrico nazionale.
Un episodio per capire come geopolitica, energia, industria, innovazione e politica stiano trasformando gli equilibri internazionali — e perché le decisioni prese oggi potrebbero avere conseguenze profonde sul futuro dell’Italia e dell’Europa.
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Questo episodio include contenuti generati dall’IA.
Speaker 2: Giornali aperti e notizie sul tavolo. Siete su due pagine.
Speaker 3: La rassegna stampa che vi racconta cosa conta davvero senza
Speaker 3: rumore di fondo.
Speaker 2: E oggi il menù è denso. Entro i prossimi minuti
Speaker 2: andiamo a vedere tre cose fondamentali. Primo, il collo di
Speaker 2: bottiglia globale, cioè dai missili nel Mar Rosso all'allarme di
Speaker 2: Eni sulle nostre scorte di gasolio.
Speaker 3: Secondo, l'Italia che cambia le regole del gioco. Nuova legge
Speaker 3: elettorale approvata alla Camera, ma con una bomba a orologeria
Speaker 3: demografica sotto.
Speaker 2: E terzo, i veri costi delle transizioni. Da più di 700
Speaker 2: mila posti a rischio nell'auto, alle sentenze sul profitto che
Speaker 2: cancella la sicurezza. Insomma, il caso Morandi.
Speaker 3: E partiamo subito dalla geopolitica, perché c'è un rumore di
Speaker 3: fondo enorme, ma la realtà viaggia su canali molto più stretti.
Speaker 2: Ma infatti, guarda, la geopolitica di oggi, se ci pensi,
Speaker 2: è esattamente come un gioco di prestigio. Cioè, il mago
Speaker 2: agita la mano per distrarti, fa rumore e con l'altra
Speaker 2: ti sfila la moneta. Il rumore lo descrive benissimo l'altra
Speaker 2: voce stamattina, parlando di Donald Trump.
Speaker 3: Eh, la solita ricerca di un nemico.
Speaker 2: Esatto, un'ossessione, diciamo. Adesso accusa la Cina per i dati
Speaker 2: elettorali del 2020. Parla di 220 milioni di elettori violati. Una roba
Speaker 2: che l'intelligence ha già smentito, ma intanto alza i toni
Speaker 2: sul Deep State, sull'Iran e fa un polverone.
Speaker 3: Un polverone che raggiunge livelli quasi surreali col Pentagono. Perché
Speaker 3: The Atlantic, ripreso poi da Cora Media, racconta cosa vuole
Speaker 3: fare Pete Hedgeset, il segretario alla difesa USA. Lui parla
Speaker 3: apertamente di voler creare, cito, un esercito virile.
Speaker 2: Che già detta così fa impressione.
Speaker 3: E la proposta pratica è misurare il testosterone a tutti
Speaker 3: i militari sopra i 30 anni. per poi dare terapie ormonali
Speaker 3: a chi ce l'abbasso.
Speaker 2: Ma è una follia medica. Cioè, il New York Times
Speaker 2: sottolinea subito che fare terapia ormonale di massa significa sballare
Speaker 2: la pressione arteriosa, intaccare la fertilità, per non parlare dei
Speaker 2: costi fuori controllo per la difesa. Eh
Speaker 3: mentre lui intanto ha già tolto la prima donna al
Speaker 3: vertice della marina, bloccato le persone trans e vietato la barba. Cioè,
Speaker 3: parliamo di barbe e ormoni.
Speaker 2: Quella è la mano che si agita. È la distrazione.
Speaker 2: Ma la mano che nasconde la moneta, la realtà fisica,
Speaker 2: sta nei colli di bottiglia. Reuters, e lo riprende anche Cofora,
Speaker 2: dà una notizia pesantissima. L'Iran ha chiesto agli uti di
Speaker 2: prepararsi a bloccare Bab el- Mandeb. Che è lo snodo vitale.
Speaker 2: Mar Rosso, Golfo di
Speaker 3: Aden, Oceano
Speaker 2: Indiano. Hanno missili e droni pronti. E qui entriamo nell'impatto reale.
Speaker 2: Perché il Corriere della Sera riporta un'audizione di Claudio Descalzi,
Speaker 2: l'amministratore delegato di Eni. E i numeri fanno paura. Tutta
Speaker 2: l'architettura energetica degli ultimi 50 anni è praticamente azzerata.
Speaker 3: Sì, Descalzi fa un punto cruciale. Spiega che il greggio,
Speaker 3: il petrolio grezzo, in qualche modo da Ormuz riesce a passare.
Speaker 3: Il buco vero sono i prodotti raffinati. Ne mancano all'appello 5 milioni.
Speaker 2: Che non è un dettaglio da poco.
Speaker 3: Assolutamente no, perché l'Europa negli anni ha distrutto la sua
Speaker 3: capacità di raffinazione. Noi oggi dipendiamo dagli USA e dal
Speaker 3: Medio Oriente per gasolio, jet fuel, gas naturale liquefatto. E
Speaker 3: se bloccano Babel- Mandeb?
Speaker 2: Le navi devono fare il giro dell'Africa.
Speaker 3: Esatto. Circumnavigare l'Africa. Settimane di ritardo, costi triplicati, logistica in ginocchio.
Speaker 3: Ed è scalzi da una data limite. Gennario 2027. Quando ci
Speaker 3: sarà il phase- out
Speaker 2: totale del gas russo?
Speaker 3: Lì l'Europa avrà un problema di approvvigionamento drammatico. Noi in
Speaker 3: Italia abbiamo gli stoccaggi oltre il 71%, quindi per ora reggiamo,
Speaker 3: ma il resto dell'Europa no. E lo sfogo di Descalzi
Speaker 3: è duro. Dice chiaramente che l'Europa sta distruggendo la chimica,
Speaker 3: la propria industria.
Speaker 2: Cioè l'energia è solo il sintomo, ma la malattie è
Speaker 2: la deindustrializzazione. Eni sta convertendo Gela, Venezia, Livorno in bioraffinerie
Speaker 2: per evitare licenziamenti, ma il sistema continentale perde i pezzi.
Speaker 3: E quando i colli di bottiglia fisici strangolano un paese,
Speaker 3: le reazioni sono estreme. Basta guardare l'Ucraina, dove l'innovazione tecnologica
Speaker 3: si scontra coi vecchi colli di bottiglie istituzionali. E
Speaker 2: lì c'è un terremoto politico a Kiev. Will Media e Chiora,
Speaker 2: che riprendono il Financial Times, raccontano che Zelensky ha licenziato
Speaker 2: in tronco Mikhail Fedorov, il ministro della difesa.
Speaker 3: Che ha solo 35 anni. Sì, 35 anni. E le
Speaker 2: piazze stanno protestando. a Kiev, Odessa, Lviv, perché quest'uomo aveva
Speaker 2: letteralmente ribaltato la guerra. Non avevano soldati. Lui ha spinto
Speaker 2: tutto sulla tecnologia. Limitazioni a Starlink per i russi, i
Speaker 2: droni a lungo raggio che colpiscono Mosca.
Speaker 3: Ma la vera rivoluzione è stata la piattaforma Brain1.
Speaker 2: Che Will Media descrive quasi come un Amazon della guerra,
Speaker 2: se ci pensi.
Speaker 3: È esattamente quello. Un soldato al fronte va sul portale
Speaker 3: e chiede droni o armi, scavalcando tutta la gerarchia, le inefficienze,
Speaker 3: la corruzione delle retrovie.
Speaker 2: E allora, scusa, la domanda è ovvia. Sei in una
Speaker 2: guerra di logoramento, sei in svantaggio. Perché licenzi l'unica persona
Speaker 2: che ti ha dato un vantaggio asimmetrico?
Speaker 3: Trentenni che stavano delegittimando i generali.
Speaker 2: Trasferendo il potere ai tecnici sul campo.
Speaker 3: Esatto. Zelensky ha scelto la stabilità politica. Ha sacrificato l'efficienza
Speaker 3: militare per tenere buoni vertici storici. È l'equilibrio interno che
Speaker 3: vince sulla strategia.
Speaker 2: Che è una paralisi politica, diciamo, molto simile a quella
Speaker 2: che vediamo in Medio Oriente, con proporzioni diverse. Sempre Coramidio,
Speaker 2: citando The Guardian, parla di questo Board of Peace per
Speaker 2: la ricostruzione di Gaza.
Speaker 3: Che di base non esiste più.
Speaker 2: Ormai è una farsa. Doveva essere un progetto enorme, oggi
Speaker 2: è un mini progetto pilota nel sud di Gaza. Ci
Speaker 2: sono un po' di ufficiali dal Marocco e dal Kosolo,
Speaker 2: ma i cantieri sono fermi. Il punto è che nessuno
Speaker 2: lo dichiara morto.
Speaker 3: Perché dichiararlo morto lascerebbe un vuoto politico immenso e le
Speaker 3: frange estreme del governo israeliano ne approfitterebbero prima delle elezioni dell'ottobre 2026.
Speaker 3: Quindi si fa finta che esista.
Speaker 2: Sopravvivenza a breve termine. E guarda, questo concetto di ingegneria
Speaker 2: istituzionale per garantirsi breve termine ci porta dritti al terzo blocco,
Speaker 2: la politica italiana. Perché il giornale Will Media spiegano che
Speaker 2: la Camera ha approvato a voto segreto la nuova legge elettorale.
Speaker 3: E cambiano un sacco di cose per quando andremo a
Speaker 3: votare
Speaker 2: 217 favorevoli, 152 contrari. Saltano i collegi uninominali. Si torna al proporzionale,
Speaker 2: ma con dei correttivi belli pesanti.
Speaker 3: Sì, la ciccia è il premio di maggioranza. Se una
Speaker 3: lista o una coalizione supera il 42%, prende in automatico 70
Speaker 3: seggi extra alla Camera e 35 al Senato. Poi ci sono
Speaker 3: gli sbarramenti. 3% per i partiti singoli, 10% per le coalizioni.
Speaker 2: Che taglia fuori i piccoli
Speaker 3: Decisamente. E scatta l'obbligo di indicare il Premier prima del voto.
Speaker 3: C'è anche una buona notizia per gli studenti fuori sede,
Speaker 3: che finalmente potranno votare dal comune dove vivono senza fare
Speaker 3: viaggi assurdi.
Speaker 2: Ma c'è un elefante nella stanza? Le liste bloccate. Cioè,
Speaker 2: niente voto di preferenza.
Speaker 3: E questo cambia tutto sulla rappresentanza. Se il partito vince
Speaker 3: a cinque seggi, entrano i primi cinque decisi dal segretario
Speaker 3: del partito. L'elettore non sceglie chi lo rappresenta, sceglie solo
Speaker 3: il simbolo. Il potere di nomina resta nei salotti dei partiti.
Speaker 2: Quindi blindano maggioranze forti e il controllo sui parlamentari. Ma
Speaker 2: è qui c'è il paradosso enorme che solleva il sole 24
Speaker 2: ore con i dati del demografo Rosina. Stiamo facendo un sistema...
Speaker 2: per governare un paese che, anagraficamente, è esploso.
Speaker 3: È la bomba demografica.
Speaker 2: Esatto. Nel 2000 le persone tra i 18 e i 49 anni erano
Speaker 2: il 55% degli elettori. Maggioranza assoluta.
Speaker 3: Oggi quella fascia è crollata. Rosina calcola che i nati
Speaker 3: nel XXI secolo, quindi dal 2001 in poi, non saranno la
Speaker 3: maggioranza degli elettori prima del 2058. Cioè
Speaker 2: tra più di 30 anni. Significa che per decenni le elezioni
Speaker 2: le deciderà un elettorato strutturalmente anziano. E attenzione, non è
Speaker 2: un attacco agli anziani. È questione di interessi concreti.
Speaker 3: È aritmetica. Se hai 70 anni, giustamente voti per tutelare le pensioni,
Speaker 3: la sanità immediata e risparmi. Non voti per riforme sul
Speaker 3: debito o sul clima che ti chiedono sacrifici oggi per
Speaker 3: vedere i risultati tra 20 anni.
Speaker 2: E chi pagherà il conto di queste transizioni? I giovani.
Speaker 2: È una minoranza irrilevante alle urne. Il rischio è una
Speaker 2: democrazia incastrata nel presente. E i costi di questa inerzia, insomma,
Speaker 2: li vediamo nell'industria. Quarto blocco. Milano Finanza cita il Fraunhofer
Speaker 2: Institute sull'auto europea. E i dati, cioè, fanno spavento
Speaker 3: 726.000 posti di lavoro a rischio nell'automotive entro il 2040, di
Speaker 3: cui più della metà, 375.000, potrebbero sparire già entro il 2030 con
Speaker 3: l'addio ai motori termici.
Speaker 2: Perché un'auto elettrica meccanicamente è un giocattolo in confronto.
Speaker 3: Esatto. È ingegneria di base. Un motore a combustione, a valvole, pistoni,
Speaker 3: alberi a camme, scarichi complessi, Serve una filiera infinita per
Speaker 3: produrre tutti quei pezzi. Un'auto elettrica ha una batteria e
Speaker 3: un motore con pochissime parti mobili. Zero marmitte, zero radiatori complessi,
Speaker 3: niente candele.
Speaker 2: Meno pezzi, meno fabbriche, meno operai
Speaker 3: Il Fraunhofer calcola che solo in Germania il settore componentistica
Speaker 3: perderà il 64% del valore aggiunto. E aggiungici i costi
Speaker 3: dell'energia di cui parlavamo prima.
Speaker 2: L'export italiano prova a resistere. Il Sole 24 Ore dice che
Speaker 2: cresciamo del 3,2% nel primo quadrimestre del 2026. Ma c'è il trucco.
Speaker 3: È tutta farmaceutica
Speaker 2: Tutta farmaceutica verso gli Stati Uniti. Se togliamo le medicine
Speaker 2: l'export è a meno 1,6%. Ci sarebbero 47 miliardi inespressi se
Speaker 2: le PMI riuscissero a esportare. Ma il sistema è sotto stress.
Speaker 2: Anche fisicamente. Coramidia, sui dati Terna, segnala che, col caldo
Speaker 2: estremo in 19 città italiane, i consumi elettrici sono schizzati a quasi 58.000 MW.
Speaker 2: Picco annuale
Speaker 3: E con l'industria che si contrae e la demografia che crolla,
Speaker 3: i modelli di welfare saltano. Su avvenire c'è una proposta
Speaker 3: forte dell'economista Becchetti. Dice, smettiamola di vedere l'assistenza ad anziani
Speaker 3: e disabili come una spesa passiva, un buco nero. Trasformiamola
Speaker 3: in infrastruttura.
Speaker 2: Il social quantitative
Speaker 3: easing. Esatto. La banca centrale crea moneta non per salvare
Speaker 3: le banche finanziando i mercati dall'alto, ma sfruttando l'euro digitale
Speaker 3: per finanziare il welfare dal basso.
Speaker 2: Ma l'obiezione classica, lo sai, è l'inflazione. Se stampi soldi
Speaker 2: per l'assistenza, svaluti.
Speaker 3: E Becchetti risponde a questa obiezione in modo netto. Spiega
Speaker 3: che finanziare l'assistenza taglia i costi enormi dell'ospedalizzazione inutili e
Speaker 3: soprattutto sblocca il mercato del lavoro. Oggi migliaia di persone,
Speaker 3: quasi tutte donne, non lavorano per fare le caregiver in casa.
Speaker 3: Se finanzi la cura, liberi forza lavoro.
Speaker 2: Che ha perfettamente senso. E rimanendo sul lavoro, ci sono
Speaker 2: nuove regole per evitare i furbetti. Il Sole e Italia
Speaker 2: oggi parlano dei contratti aziendali di prossimità. quelli che le
Speaker 2: aziende in crisi usano per derogare al contratto nazionale
Speaker 3: Adesso scatta l'obbligo. Questi accordi andranno depositati al Ministero e
Speaker 3: su una piattaforma del CNL.
Speaker 2: E se non lo fanno?
Speaker 3: Se non lo fai, l'accordo non è opponibile a terzi. Cioè,
Speaker 3: se arriva un ispettore del lavoro o vai davanti a
Speaker 3: un giudice, l'azienda non può usare quell'accordo fantasma per giustificare
Speaker 3: paghe da fame o aggirare il solario minimo costituzionale. Trasparenza
Speaker 3: per evitare l'elusione.
Speaker 2: E questo, sai, ci porta direttamente all'ultimo blocco. Regole e responsabilità.
Speaker 2: Perché quando le aziende ignorano le regole per fare cassa,
Speaker 2: i risultati sono tragici. Will e Cora raccontano la sentenza
Speaker 2: di primo grado sul Ponte Morandi
Speaker 3: 43 morti nel 2018 e l'ex AD di Autostrade Giovanni Castellucci
Speaker 3: ha preso 12 anni. 15 condanne in totale.
Speaker 2: E la cosa che farà brividire è come hanno smontato
Speaker 2: la difesa del vizio occulto. Loro dicevano, eh, c'era un
Speaker 2: difetto di costruzione degli anni 60, non potevamo saperlo.
Speaker 3: Completamente falso. Le perizie hanno dimostrato che il 99% dei
Speaker 3: cavi del tirante crollato era corroso. Ma soprattutto, lo sapevano.
Speaker 3: Il degrado della pila 9 era documentato dagli anni 80 e nel 2013
Speaker 3: l'avevano proprio inserito nel catalogo rischi aziendale.
Speaker 2: Hanno scelto di non fare manutenzione.
Speaker 3: Rischio calcolato per massimizzare i profitti degli azionisti giocando con
Speaker 3: la sicurezza pubblica.
Speaker 2: E la responsabilità di fronte alle regole è il filo
Speaker 2: rosso delle cronache istituzionali di oggi. Chiora Media parla del
Speaker 2: freno a mano tirato da Mattarella sul ministro Nordio. Nordio
Speaker 2: voleva dare la grazia al gioieriere Roggero.
Speaker 3: Quello condannato per aver inseguito e ucciso due rapinatori.
Speaker 2: Esatto. Ma Mattarella ha mandato una nota durissima. Ha citato
Speaker 2: Inaudi dicendo in sostanza« La grazia è prerogativa esclusiva del Presidente.
Speaker 2: Il Governo non può usarla per farsi le campagne politiche
Speaker 2: sulla legittima difesa scavalcando i tribunali».
Speaker 3: Istituzioni che mettono i paletti, come ha fatto il Consiglio
Speaker 3: di Stato. Sulla Repubblica si torna a 25 anni fa, al
Speaker 3: G8 di Genova. Lo Stato ha pagato milioni di risarcimenti
Speaker 3: per le violenze della polizia, ma cinque poliziotti condannati hanno
Speaker 3: fatto ricorso per non restituire i famosi 82 mila euro a
Speaker 3: testa che lo Stato aveva anticipato per loro.
Speaker 2: E il Consiglio di Stato li ha bloccati. Hanno detto no,
Speaker 2: i soldi li dovete rimborsare. Responsabilità personale.
Speaker 3: Punto. E per chiudere i flash, due dati secchi. Il
Speaker 3: primo è italiano, i numeri di non una di meno
Speaker 3: sui femminicidi. 34 dall'inizio dell'anno. L'ultimo a Rimini, Tania Sperindio, 63 anni,
Speaker 3: ammazzata a martellate dall'ex marito di 71 anni per i soldi
Speaker 3: di un immobile. Nel 60% dei casi chi uccide è
Speaker 3: il marito, il compagno o l'ex famiglia.
Speaker 2: Il secondo è internazionale, flash della BBC. In Uganda parte
Speaker 2: il conto alla rovescia, 42 giorni per dichiarare il paese libero dall'ebola.
Speaker 2: Un successo enorme, che fa contrasto con il Congo, dove
Speaker 2: i contagi sono sopra quota 2000 e fuori controllo.
Speaker 3: Se tiriamo le somme di questa puntata, vediamo un mondo
Speaker 3: che fa una fatica immensa a far circolare le risorse vitali.
Speaker 3: Dall'energia che ci serve alle riforme bloccate per calcoli politici,
Speaker 3: fino alla giustizia e alla sicurezza sacrificate.
Speaker 2: E se volete continuare ad avere gli strumenti per leggere
Speaker 2: queste dinamiche, in modo veloce e senza sconti, il modo
Speaker 2: migliore è cliccare su Segui e lasciarci 5 stelle su Spotify
Speaker 2: o Apple Podcast. Fa una differenza enorme per l'indipendenza di
Speaker 2: questo approfondimento.
Speaker 3: Ma la riflessione vera con cui vi lasciamo oggi è questa.
Speaker 2: Guardate i pezzi sul tavolo. I giovani non decideranno le
Speaker 2: elezioni fino al 2058. L'industria dell'auto da sola perderà 700.000 posti di lavoro.
Speaker 2: e il nostro modello industriale è schiacciato dai costi energetici. Quindi,
Speaker 2: la vera domanda per i prossimi anni non è quale
Speaker 2: politico vincerà le elezioni intascando il premio di maggioranza del 42%.
Speaker 2: La domanda è, chiunque si siederà lì, avrà ancora in
Speaker 2: mano gli strumenti economici e industriali per governare questo cambiamento,
Speaker 2: o dovrà solo limitarsi a gestirne il declino? Giornali chiusi.
Speaker 2: A domani.
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