Borse da record e licenziamenti Electrolux | Mar 26 mag
Descrizione dell’episodio
La politica sta davvero cambiando o stiamo assistendo agli ultimi movimenti di un sistema sempre più fragile?In questo episodio analizziamo i risultati delle elezioni amministrative italiane, tra la tenuta del centrodestra, il ritorno di figure politiche storiche e un dato che continua a crescere elezione dopo elezione: l’astensione. Un segnale che potrebbe raccontare molto più del semplice esito delle urne.
Sul fronte internazionale ci spostiamo in Medio Oriente, dove i negoziati tra Stati Uniti e Iran per la riapertura dello Stretto di Hormuz potrebbero ridefinire gli equilibri energetici globali. Una trattativa delicata che coinvolge petrolio, sanzioni, sicurezza marittima e il futuro degli Accordi di Abramo, mentre aumentano le tensioni tra Washington, Teheran e Israele.
Parleremo anche della nuova enciclica di Papa Leone XIV, un documento che affronta alcuni dei temi più controversi del nostro tempo: Intelligenza Artificiale, automazione, concentrazione del potere tecnologico e dignità del lavoro. Un intervento che prova a interrogarsi su quale spazio resterà all’essere umano in un’economia sempre più guidata dagli algoritmi.
Dall’altra parte emerge il paradosso dei mercati finanziari: mentre le borse raggiungono nuovi record grazie all’entusiasmo per l’IA, aziende storiche come Electrolux annunciano migliaia di esuberi e chiusure di stabilimenti, evidenziando la distanza crescente tra economia finanziaria ed economia reale.
Chiudiamo con le nuove prospettive sul cambiamento climatico, il dibattito sugli scenari futuri del riscaldamento globale, lo stato di avanzamento del PNRR e alcune delle principali notizie che stanno ridisegnando il rapporto tra tecnologia, lavoro e società.
Un episodio per capire come politica, economia, innovazione e geopolitica stiano convergendo verso una trasformazione che potrebbe definire il prossimo decennio.
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Questo episodio include contenuti generati dall’IA.
Speaker 2: Giornali aperti e notizie sul tavolo, siete su due pagine.
Speaker 3: La rassegna stampa che vi racconta cosa conta davvero senza
Speaker 3: rumore di fondo.
Speaker 2: Allora, oggi partiamo subito delineando lo scenario, perché è piuttosto paradossale.
Speaker 2: Da una parte abbiamo i mercati finanziari globali che organizzano
Speaker 2: una festa sfarzosa, record da 26 anni grazie all'intelligenza artificiale e
Speaker 2: a qualche speranza di pace. Dall'altra, letteralmente dietro l'angolo, le
Speaker 2: nostre fabbriche storiche chiudono e decimano la forza lavoro.
Speaker 3: Esatto, c'è un filo conduttore molto forte nelle notizie di oggi.
Speaker 3: È l'illusione del controllo.
Speaker 2: E lo esploriamo attraverso tre temi principali. Primo, le elezioni amministrative,
Speaker 2: dove vince l'astensionismo ma si nasconde la trappola imminente del
Speaker 2: PNRR per i comuni.
Speaker 3: Poi, il paradosso economico, cioè borse ai massimi storici contro
Speaker 3: il crollo dell'industria italiana. E ne parleremo analizzando il caso Electrolux.
Speaker 2: E per finire, una discesa in campo del Vaticano che
Speaker 2: lancia un'offensiva durissima contro lo strapotere delle aziende tech. Partiamo
Speaker 2: subito dal primo punto, la politica locale. Andiamo sui numeri.
Speaker 2: 750 comuni al voto, oltre 6 milioni di elettori e l'affluenza
Speaker 2: si è fermata al 60%. Un crollo. Sì, un crollo
Speaker 2: netto di 5 punti. E l'effetto del referendum sulla giustizia, su
Speaker 2: cui qualcuno sperava di fare cassa, è stato praticamente non pervenuto.
Speaker 3: Anche perché, se guardiamo i risultati sul territorio, si nota
Speaker 3: una dinamica di pura conservazione.
Speaker 2: Cioè le roccaforti restano roccaforti.
Speaker 3: Esattamente. Sembrano immuni a quello che succede a livello nazionale.
Speaker 3: Prendiamo Venezia, che era l'unico capoluogo di regione in ballo.
Speaker 3: Lì il centrodestra tiene il primo turno con l'assessore uscente
Speaker 3: Simone Venturini.
Speaker 2: Però trainato per un 30% dalla civica dell'ex sindaco Brugnaro.
Speaker 3: Eh, questo è un dettaglio fondamentale. Poi scendi a Salerno
Speaker 3: e Vincenzo De Luca trionfa per la quinta volta.
Speaker 2: A 77 anni, tra l'altro. 77
Speaker 3: anni e ha vinto senza nemmeno il simbolo ufficiale del
Speaker 3: Partito Democratico. A Prato invece si conferma il centrosinistra con Bifoni,
Speaker 2: mentre a Vigevano c'è un dato in controtendenza. con il
Speaker 2: candidato legato a Vannacci che supera il 14% e diventa
Speaker 2: lago della bilancia.
Speaker 3: Insomma, la premier Meloni ha commentato sui social con un
Speaker 3: po' di ironia, dicendo che il crollo del centrodestra è
Speaker 3: rimandato a domani. Però, al di là delle battute, dobbiamo
Speaker 3: concentrarci su quel 40% di elettori che è rimasto a casa.
Speaker 2: Su questo ci sono analisi molto lucide stamattina. Si tende
Speaker 2: sempre a fare la lettura filosofica del rifiuto della democrazia, no?
Speaker 3: Certo, la solita scusa. Un po' per governare intensamente e
Speaker 3: poi lasciavano spazio.
Speaker 2: Mentre oggi abbiamo una classe dirigente locale praticamente senza ricambio.
Speaker 2: Ma scusa, la domanda vera è, le elezioni amministrative non
Speaker 2: dovrebbero essere quelle dove le persone sono più motivate a votare?
Speaker 3: Ma assolutamente sì.
Speaker 2: Si parla delle strade dove guidi, delle scuole dei figli?
Speaker 3: Infatti le elezioni di prossimità dovrebbero avere l'affluenza più alta.
Speaker 3: Se i candidati vengono percepiti come irrilevanti dai cittadini, bisogna
Speaker 3: chiedersi a cosa servano ormai le amministrazioni locali.
Speaker 2: Il caso di Venezia è emblematico in questo senso.
Speaker 3: Chiaro, ha vinto il profilo vesto come più civico e
Speaker 3: radicato contro un avversario che la gente ha percepito come
Speaker 3: il politico paracadutato da Roma. La lezione è che se
Speaker 3: imponi logiche nazionali, i territori reagiscono disertando le urne.
Speaker 2: Fin qui la dinamica politica è chiara, ma cosa cambia
Speaker 2: concretamente per noi?
Speaker 3: Cambia moltissimo.
Speaker 2: C'è un collegamento diretto tra questa disaffezione politica e un
Speaker 2: disastro che sta per investire proprio i sindaci appena eletti?
Speaker 3: La ghigliottina del PNRR.
Speaker 2: Esatto. La scadenza del 30 giugno. E la data limite per
Speaker 2: ottenere l'ultima rata europea da 28 miliardi di euro.
Speaker 3: E i numeri fanno paura. Parliamo di 45.000 progetti
Speaker 2: 45.000 progetti che i comuni devono chiudere. Per un valore
Speaker 2: di 60 miliardi. I dati ufficiali di fine febbraio dicevano che
Speaker 2: l'avanzamento era fermo al 48,5%.
Speaker 3: È un cortocircuito istituzionale pazzesco, se ci pensi. Da un lato,
Speaker 3: i cittadini ignorano i sindaci. Dall'altro, queste amministrazioni comunali, che
Speaker 3: spesso sono sottodimensionate e senza personale, sono l'unico strumento per
Speaker 3: mettere a terra i fondi da cui dipende la modernizzazione
Speaker 3: del paese.
Speaker 2: Però so che l'Europa permette uno slittamento formale, no? Le
Speaker 2: richieste di pagamento possono slittare ad agosto.
Speaker 3: Sì, i pagamenti al 31 dicembre, ma i cantieri fisici vanno
Speaker 3: chiuri adesso. E il rischio colpisce soprattutto i comuni piccoli,
Speaker 3: che non hanno interi studi di ingegneri a disposizione.
Speaker 2: Ma aspetta un attimo, voglio capire. Se un piccolo comune
Speaker 2: non riesce a chiudere il cantiere entro fine giugno e
Speaker 2: perde i fondi, cosa fa? Li finisce l'anno prossimo con
Speaker 2: i soldi suoi?
Speaker 3: Ma scherzi? Assolutamente no.
Speaker 2: No?
Speaker 3: I bilanci ordinari dei comuni Sono già ridotti all'osso, coprono
Speaker 3: a malapena le spese correnti e i servizi essenziali. Trovare
Speaker 3: coperture per milioni di euro è impossibile. Significa letteralmente lasciare
Speaker 3: i cantieri aperti e le ditte non pagate.
Speaker 2: Un incubo, insomma. E l'illusione del controllo locale si scontra
Speaker 2: con questa incapacità fisica di gestire i fondi.
Speaker 3: Esatto.
Speaker 2: Questo ci porta alla seconda grande illusione della giornata, quella
Speaker 2: dei mercati finanziari.
Speaker 3: Dove invece c'è euforia totale.
Speaker 2: Una situazione quasi schizofrenica rispetto all'economia reale. Piazza Affari che
Speaker 2: supera i 50.200 punti, record storico che a Milano non si
Speaker 2: vedeva da 26 anni.
Speaker 3: Numeri incredibili.
Speaker 2: Anche l'Eurostox sopra i 6.140, il Nikkei a Tokyo oltre 65.000. I
Speaker 2: motori di questo rally sono i titoli energetici e ovviamente
Speaker 2: intelligenza artificiale e semiconduttori.
Speaker 3: Mentre il petrolio scende.
Speaker 2: Sì, il WT è crollato del 7%. E il motivo
Speaker 2: di questo calo sembrano essere le indiscrezioni su trattative avanzate
Speaker 2: a Doha, tra Stati Uniti e Iran.
Speaker 3: Trattative che i mercati leggono con enorme ottimismo.
Speaker 2: Si parla di 60 giorni di cessate il fuoco.
Speaker 3: Sì, e in cambio l'Iran inizierebbe a riaprire lo stretto
Speaker 3: di Hormuz, togliendo le mine navali. che, ricordiamolo, è uno
Speaker 3: snodo da cui passa un quinto del commercio mondiale di
Speaker 3: petrolio e gas.
Speaker 2: Vitale, letteralmente. E gli Stati Uniti cosa darebbero in cambio?
Speaker 3: Allenterebbero il blocco navale, sbloccherebbero 6 miliardi di dollari di asset
Speaker 3: iraniani congelati in Qatar. Insomma, inizierebbero a togliere un po'
Speaker 3: di sanzioni.
Speaker 2: Sembra lo scenario perfetto. La finanza globale brinda, il petrolio scende,
Speaker 2: l'inflazione si raffredda. Eppura, leggendo bene le analisi di oggi,
Speaker 2: ci si rende conto che queste fondamenta sono fragilissime. Perché?
Speaker 2: C'è un retroscena allegato a Donald Trump. Pare che in
Speaker 2: una call con i leader medio orientali per discutere proprio
Speaker 2: questa offerta iraniana, Trump abbia cercato di forzare la mano,
Speaker 2: chiedendo l'adesione immediata ai suoi accordi di Abramo.
Speaker 3: Ah, e come hanno risposto?
Speaker 2: Con un gelido silenzio. Dicono che Trump abbia persino chiesto
Speaker 2: se fossero ancora collegati in linea, per quanto è calato
Speaker 2: il gelo.
Speaker 3: Beh, ma quel silenzio ha delle motivazioni storiche profonde. che
Speaker 3: i mercati azionari sembrano ignorare completamente.
Speaker 2: Cioè?
Speaker 3: L'Arabia Saudita e gli altri paesi arabi non accetteranno mai
Speaker 3: una normalizzazione totale con Israele senza un impegno per lo
Speaker 3: stato palestinese.
Speaker 2: Chiaro.
Speaker 3: Soprattutto in questo momento storico. Aderire oggi significa appoggiare politicamente
Speaker 3: un governo guidato dall'ala ultranazionalista di Netanyahu, con ministri come
Speaker 3: Benvir che, proprio in queste ore, stanno bombardando pesantemente il
Speaker 3: Libano e la Valle della Bekaa.
Speaker 2: Sarebbe un suicidio politico interno per i leader arabi
Speaker 3: Assolutamente. E si attirerebbero l'ostilità diretta dell'asse sciita, che ha
Speaker 3: già dimostrato di poter colpire le infrastrutture dei paesi firmatari,
Speaker 3: come è successo negli Emirati.
Speaker 2: Quindi le borse stanno prezzando una pace che geopoliticamente è
Speaker 2: un miraggio.
Speaker 3: Un miraggio bello e buono.
Speaker 2: Ma se riportiamo i mercati azionari sulla terraferma, l'impatto con
Speaker 2: l'economia reale italiana è violentissimo.
Speaker 3: Il caso Electrolux.
Speaker 2: Esatto. Milano festeggia. E intanto l'azienda svedese, che tra l'altro
Speaker 2: ha chiuso l'ultimo bilancio italiano con 11 milioni di utile, quindi
Speaker 2: non è in perdita, presenta un piano industriale shock. 1719
Speaker 3: esuberi.
Speaker 2: il 40% della forza lavoro in Italia.
Speaker 3: Ed è un taglio chirurgico che colpisce a morte la manifattura.
Speaker 3: Chiusura totale dello stabilimento di Cerreto Desi. A Porcia, in Friuli,
Speaker 3: passano da 571 a 309 dipendenti.
Speaker 2: Praticamente dimezzati.
Speaker 3: Dimezzati. A Solaro, vicino Milano, da 615 a 398. E tagli pesanti
Speaker 3: anche a Forlì e Susegana.
Speaker 2: E la motivazione ufficiale dell'azienda qual è?
Speaker 3: Costi strutturali. Dicono che produrre elettrodomestici nell'Unione Europea è insostenibile
Speaker 3: per via dei costi dell'energia e delle materie prime. C'è
Speaker 3: un divario troppo grande con l'Asia.
Speaker 2: Ma la vera assurdità salta fuori guardando le loro operazioni all'estero?
Speaker 2: Negli Stati Uniti e in Canada hanno appena registrato perdite
Speaker 2: per oltre 500 milioni di corone.
Speaker 3: Lì perdono soldi veri.
Speaker 2: Lì perdono milioni, ma non fanno questi tagli draconiani. Anzi,
Speaker 2: stringono accordi con i cinesi di Midea per resistere sul mercato.
Speaker 2: In Italia, invece, zac, si taglia.
Speaker 3: E il governo?
Speaker 2: Il ministro Urso ha chiesto di ritirare il piano per
Speaker 2: evitare un nuovo caso Whirlpool e il tavolo è aggiornato
Speaker 2: a metà giugno. Le regioni temono che stiano solo preparando
Speaker 2: il terreno per vendere tutto agli asiatici.
Speaker 3: Questo descrive perfettamente la follia del nostro tempo. E come
Speaker 3: dicevamo prima, la borsa è una mongolfiera con la corda tagliata.
Speaker 2: Bella questa immagina.
Speaker 3: Vola slegata dall'economia reale. Gli analisti giustificano i rialzi con
Speaker 3: l'acronimo FEMO, cioè Fabulous Earnings Momentum.
Speaker 2: Tradotto?
Speaker 3: C'è una revisione al rialzo continua degli utili. Quindi non
Speaker 3: è pura speculazione. Le aziende guadagnano.
Speaker 2: Sì, ma bisogna capire quali aziende.
Speaker 3: Esatto. Sono tutte legate all'intelligenza artificiale, al cloud, al software,
Speaker 3: economia immateriale. Nel mondo fisico, quello fatto di acciaio e operai,
Speaker 3: l'Europa viene stretolata.
Speaker 2: E per proteggersi, diversi paesi europei stanno chiedendo alla Commissione
Speaker 2: una linea dura contro la Cina.
Speaker 3: Dazzi mirati contro le aziende sussidiate da Pechino, perché la
Speaker 3: transizione ecologica fa salire i costi alla nostra manifattura, mentre
Speaker 3: la finanza specula sui microchip.
Speaker 2: E proprio questa enorme concentrazione di potere tecnologico ci porta
Speaker 2: al terzo tema di oggi. Una discesa in campo che
Speaker 2: ha pochissimi precedenti. L'enciclica del Vaticano. Esattamente. 135 anni dopo
Speaker 2: la Rerum Novarum, che affrontava lo sfruttamento nella rivoluzione industriale,
Speaker 2: arriva la Magnifica Humanitas per affrontare la rivoluzione digitale.
Speaker 3: Tra l'altro con una bella confusione mediatica stamattina.
Speaker 2: Ah sì, per trasparenza va detto. Le agenzie hanno fatto
Speaker 2: un pasticcio colossale sul nome del pontefice. Alcuni giornali scrivono
Speaker 2: Leone X, altri Papa Prevost, insomma, un disastro editoriale. Ma
Speaker 2: il contenuto, fortunatamente, è in equivoco.
Speaker 3: Ed è un intervento a gamba tesa.
Speaker 2: La Chiesa che interviene sull'intelligenza artificiale. Ma, aspetta, la prima
Speaker 2: cosa che viene in mente è, non è che stanno
Speaker 2: facendo del luddismo, cioè un rifiuto cieco del progresso?
Speaker 3: No, e infatti diversi analisi smontano subito queste ipotesi. L'inciclica
Speaker 3: non condanna la tecnologia in sé. Il bersaglio è squisitamente politico.
Speaker 3: Condanna la cosiddetta cultura della potenza. Avverte che ci sono
Speaker 3: attori privati, trasnazionali, che oggi hanno molte più risorse, algoritmi
Speaker 3: e dati rispetto ai governi sovrani.
Speaker 2: Usano un'immagine fortissima nel testo. Definiscono questo ecosistema tech una
Speaker 2: nuova torre di Babele, grandiosa ma disumana, costruita unicamente sul profitto.
Speaker 3: E non è un caso che scelgano la torre di Babele.
Speaker 3: che rappresenta l'incapacità di comprendersi, la perdita di un'etica comune.
Speaker 2: Certo, non nominano Elon Musk o Peter Thiel, ma l'identikit
Speaker 2: è precisissimo.
Speaker 3: È un attacco diretto alla loro ritorica, quell'idea secondo cui
Speaker 3: la tecnologia aziendale fa meglio alla società del welfare statale.
Speaker 3: L'enciclica accusa queste ideologie di confondere deliberatamente cose vero e
Speaker 3: cose falso.
Speaker 2: E poi tocca due nervi scopertissimi, il lavoro e la guerra.
Speaker 3: Sul lavoro sono molto chiari. Non chiedono di spegnere i software,
Speaker 3: ma pretendono che i governi tutelino le persone prima di
Speaker 3: inserire l'IA nelle aziende, per non escludere milioni di lavoratori
Speaker 3: basandosi solo su metriche di efficienza.
Speaker 2: Ma sulla guerra il testo è dirompente. Dichiara superata la
Speaker 2: vecchia teologia della guerra giusta.
Speaker 3: Vale solo la legittima difesa.
Speaker 2: Esatto. E aggiunge una frase lapidaria. Nessun algoritmo rende la
Speaker 2: guerra moralmente accettabile. È un veto etico totale alle armi
Speaker 2: automatizzate gestite dall'IA.
Speaker 3: Ed è un documento che esce dalla teologia per diventare
Speaker 3: dottrina politica. La Chiesa sta dicendo ai cittadini e ai
Speaker 3: governi svegliatevi e regolamentate le big tech prima che sia tardi.
Speaker 2: Prima che la guerra diventi un processo automatizzato fuori dal
Speaker 2: controllo dei parlamenti.
Speaker 3: Un tema enorme.
Speaker 2: Enorme. E che si ricollega benissimo al nostro punto di
Speaker 2: partenza sulla crisi della democrazia. Ma prima di tirare le
Speaker 2: somme finali, facciamo una carrellata di flash news per chiudere
Speaker 2: il quadro della giornata.
Speaker 3: Andiamo.
Speaker 2: Partiamo da Milano, dove fortunatamente è rientrato l'allarme per due
Speaker 2: casi sospetti di ebola.
Speaker 3: Sì. All'ospedale Sacco si era attivato il protocollo speciale per
Speaker 3: le malattie infettive. Erano due cooperanti italiani appena tornati dall'Uganda,
Speaker 3: vicino al confine col Congo, dove c'è un focolaio attivo.
Speaker 2: Avevano febbre altissima e sintomi neurologici, quindi allerta massima. Ma
Speaker 2: i test allo Spallanzani e al Sacco sono risultati negativi
Speaker 2: in pochissime ore.
Speaker 3: Meno male. Era solo scigella.
Speaker 2: Esatto. Un batterio intestinale curabilissimo. Il Ministero ha confermato che
Speaker 2: il rischio in Italia è bassissimo.
Speaker 3: E tra l'altro l'OMS continua a sconsigliare blocchi dei viaggi
Speaker 3: per non affossare l'economia africana.
Speaker 2: Spostiamaci invece in Emilia- Romagna. C'è un esperimento di welfare scolastico che, insomma,
Speaker 2: fa respirare molte famiglie.
Speaker 3: Quello delle scuole aperte prima?
Speaker 2: Sì. In 42 comuni, dal 31 agosto, le primarie apriranno i cancelli.
Speaker 2: Non per le lezioni, ma per attività extrascolastiche gestite da edutatori.
Speaker 3: È un investimento da 3 milioni di euro della regione per
Speaker 3: coprire quel buco critico di fine estate, quando i centri
Speaker 3: estivi chiudono ma la scuola non è ancora iniziata.
Speaker 2: E i genitori impazziscono.
Speaker 3: A chi lavora. L'obiettivo è estendere questo modello a tutta
Speaker 3: la regione entro il 2007. I
Speaker 2: bagnari pare abbiano protestato un po', temendo vacanze più corte,
Speaker 2: ma il calendario ufficiale delle lezioni non cambia. Passiamo invece
Speaker 2: alla cronaca nera. Andiamo a Turino.
Speaker 3: Una situazione gravissima tra gli ultras della Juve e la polizia.
Speaker 2: Scontri pre- derby, 8 arresti e 11 d'aspo. Ma la cosa drammatica è
Speaker 2: che un ultra 36enne del gruppo Viking è in coma
Speaker 2: farmacologico per un trauma cranico.
Speaker 3: E la dinamica da quello che emerge è molto controversa.
Speaker 2: La polizia smentisce che sia stata una bottiglia lanciata dai tifosi.
Speaker 2: Gli ultras invece accusano le forze dell'ordine di avergli sparato
Speaker 2: un candelotto lacrimogeno ad altezza uomo in piena faccia.
Speaker 3: I magistrati stanno guardando i video dei droni, ma c'erano
Speaker 3: troppi fumogeni e le immagini sono oscurate. Speriamo si faccia chiarezza.
Speaker 2: Chiudiamo la rassegna con il clima. I climatologi dell'ONU stanno
Speaker 2: proponendo di abbandonare lo scenario catastrofico peggiore nei modelli previsionali.
Speaker 3: Il famoso scenario RCP 8.5.
Speaker 2: quello che stimava oltre 4 gradi di riscaldamento globale entro fine secolo.
Speaker 2: Dicono che l'espansione del fotovoltaico e il rallentamento delle emissioni
Speaker 2: rendono l'apocalisse meno probabile, abbassando il tetto a 3,5 gradi.
Speaker 3: E ovviamente Trump ha subito usato la notizia in un
Speaker 3: comizio per dire che l'ONU fa allarmismo inutile.
Speaker 2: Ommettendo però che 3,5 gradi significano comunque danni irreversibili, mari che
Speaker 2: si alzano ed eventi estremi.
Speaker 3: A proposito di estremi, per questa settimana prepariamoci.
Speaker 2: Sì?
Speaker 3: È in arrivo un'ondata di calore eccezionale al centro nord,
Speaker 3: con picchi anomali tra i 35 e i 36 gradi.
Speaker 2: Bel test di resistenza. E alla luce di tutto quello
Speaker 2: che abbiamo discusso oggi, cerchiamo di chiudere il cerchio.
Speaker 3: Tiriamo le fila.
Speaker 2: Abbiamo visto un sistema economico che arricchisce aziende immateriali e
Speaker 2: punisce le fabbriche vere, quelle che danno lavoro in Europa.
Speaker 3: Abbiamo visto l'allarme del Papa su corporazioni tech che sono
Speaker 3: diventate più forti degli stati stessi, controllando informazioni e persino
Speaker 3: le armi.
Speaker 2: E se uniamo questa totale perdita di controllo tecnologico e
Speaker 2: finanziario alla paralisi cronica dei nostri comuni di fronte a
Speaker 2: un impegno vitale come il PNRR, la domanda insomma mi
Speaker 2: sorge spontanea.
Speaker 3: Vai!
Speaker 2: Se, come dice l'enciclica, queste grandi aziende private detengono tutto
Speaker 2: il vero potere politico, economico e militare, Ha ancora senso
Speaker 2: preoccuparsi tanto se il 40% della gente non va a
Speaker 2: votare per il sindaco?
Speaker 3: È una provocazione amara.
Speaker 2: Non è che stiamo semplicemente leggendo degli amministratori che non
Speaker 2: hanno assolutamente più le leve per decidere il nostro futuro,
Speaker 2: schiacciati tra l'Europa e la deindustrializzazione.
Speaker 3: È un interrogativo pesantissimo, ma essenziale per capire il mondo
Speaker 3: di oggi. E per oggi i fatti sono questi. Vi
Speaker 3: invitiamo a cliccare il tasto segui, attivare la campanella e
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