Borse da record e licenziamenti Electrolux | Mar 26 mag
Informazioni su questo episodio
La politica sta davvero cambiando o stiamo assistendo agli ultimi movimenti di un sistema sempre più fragile?In questo episodio analizziamo i risultati delle elezioni amministrative italiane, tra la tenuta del centrodestra, il ritorno di figure politiche storiche e un dato che continua a crescere elezione dopo elezione: l’astensione. Un segnale che potrebbe raccontare molto più del semplice esito delle urne.
Sul fronte internazionale ci spostiamo in Medio Oriente, dove i negoziati tra Stati Uniti e Iran per la riapertura dello Stretto di Hormuz potrebbero ridefinire gli equilibri energetici globali. Una trattativa delicata che coinvolge petrolio, sanzioni, sicurezza marittima e il futuro degli Accordi di Abramo, mentre aumentano le tensioni tra Washington, Teheran e Israele.
Parleremo anche della nuova enciclica di Papa Leone XIV, un documento che affronta alcuni dei temi più controversi del nostro tempo: Intelligenza Artificiale, automazione, concentrazione del potere tecnologico e dignità del lavoro. Un intervento che prova a interrogarsi su quale spazio resterà all’essere umano in un’economia sempre più guidata dagli algoritmi.
Dall’altra parte emerge il paradosso dei mercati finanziari: mentre le borse raggiungono nuovi record grazie all’entusiasmo per l’IA, aziende storiche come Electrolux annunciano migliaia di esuberi e chiusure di stabilimenti, evidenziando la distanza crescente tra economia finanziaria ed economia reale.
Chiudiamo con le nuove prospettive sul cambiamento climatico, il dibattito sugli scenari futuri del riscaldamento globale, lo stato di avanzamento del PNRR e alcune delle principali notizie che stanno ridisegnando il rapporto tra tecnologia, lavoro e società.
Un episodio per capire come politica, economia, innovazione e geopolitica stiano convergendo verso una trasformazione che potrebbe definire il prossimo decennio.
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Questo episodio include contenuti generati dall’IA.
0:00 Speaker 2: Giornali aperti e notizie sul tavolo, siete su due pagine.
0:04 Speaker 3: La rassegna stampa che vi racconta cosa conta davvero senza rumore di fondo.
0:08 Speaker 2: Allora, oggi partiamo subito delineando lo scenario, perché è piuttosto paradossale. Da una parte abbiamo i mercati finanziari globali che organizzano una festa sfarzosa, record da 26 anni grazie all'intelligenza artificiale e a qualche speranza di pace. Dall'altra, letteralmente dietro l'angolo, le nostre fabbriche storiche chiudono e decimano la forza lavoro.
0:31 Speaker 3: Esatto, c'è un filo conduttore molto forte nelle notizie di oggi. È l'illusione del controllo.
0:37 Speaker 2: E lo esploriamo attraverso tre temi principali. Primo, le elezioni amministrative, dove vince l'astensionismo ma si nasconde la trappola imminente del PNRR per i comuni.
0:47 Speaker 3: Poi, il paradosso economico, cioè borse ai massimi storici contro il crollo dell'industria italiana. E ne parleremo analizzando il caso Electrolux.
0:56 Speaker 2: E per finire, una discesa in campo del Vaticano che lancia un'offensiva durissima contro lo strapotere delle aziende tech. Partiamo subito dal primo punto, la politica locale. Andiamo sui numeri. 750 comuni al voto, oltre 6 milioni di elettori e l'affluenza si è fermata al 60%. Un crollo. Sì, un crollo netto di 5 punti. E l'effetto del referendum sulla giustizia, su cui qualcuno sperava di fare cassa, è stato praticamente non pervenuto.
1:25 Speaker 3: Anche perché, se guardiamo i risultati sul territorio, si nota una dinamica di pura conservazione.
1:30 Speaker 2: Cioè le roccaforti restano roccaforti.
1:32 Speaker 3: Esattamente. Sembrano immuni a quello che succede a livello nazionale. Prendiamo Venezia, che era l'unico capoluogo di regione in ballo. Lì il centrodestra tiene il primo turno con l'assessore uscente Simone Venturini.
1:45 Speaker 2: Però trainato per un 30% dalla civica dell'ex sindaco Brugnaro.
1:49 Speaker 3: Eh, questo è un dettaglio fondamentale. Poi scendi a Salerno e Vincenzo De Luca trionfa per la quinta volta.
1:57 Speaker 2: A 77 anni, tra l'altro.
1:57 Speaker 2: 77
2:00 Speaker 3: anni e ha vinto senza nemmeno il simbolo ufficiale del Partito Democratico. A Prato invece si conferma il centrosinistra con Bifoni,
2:08 Speaker 2: mentre a Vigevano c'è un dato in controtendenza. con il candidato legato a Vannacci che supera il 14% e diventa lago della bilancia.
2:16 Speaker 3: Insomma, la premier Meloni ha commentato sui social con un po' di ironia, dicendo che il crollo del centrodestra è rimandato a domani. Però, al di là delle battute, dobbiamo concentrarci su quel 40% di elettori che è rimasto a casa.
2:32 Speaker 2: Su questo ci sono analisi molto lucide stamattina. Si tende sempre a fare la lettura filosofica del rifiuto della democrazia, no?
2:40 Speaker 3: Certo, la solita scusa. Un po' per governare intensamente e poi lasciavano spazio.
2:46 Speaker 2: Mentre oggi abbiamo una classe dirigente locale praticamente senza ricambio. Ma scusa, la domanda vera è, le elezioni amministrative non dovrebbero essere quelle dove le persone sono più motivate a votare?
2:56 Speaker 3: Ma assolutamente sì.
2:57 Speaker 2: Si parla delle strade dove guidi, delle scuole dei figli?
3:00 Speaker 3: Infatti le elezioni di prossimità dovrebbero avere l'affluenza più alta. Se i candidati vengono percepiti come irrilevanti dai cittadini, bisogna chiedersi a cosa servano ormai le amministrazioni locali.
3:12 Speaker 2: Il caso di Venezia è emblematico in questo senso.
3:14 Speaker 3: Chiaro, ha vinto il profilo vesto come più civico e radicato contro un avversario che la gente ha percepito come il politico paracadutato da Roma. La lezione è che se imponi logiche nazionali, i territori reagiscono disertando le urne.
3:29 Speaker 2: Fin qui la dinamica politica è chiara, ma cosa cambia concretamente per noi?
3:35 Speaker 3: Cambia moltissimo.
3:37 Speaker 2: C'è un collegamento diretto tra questa disaffezione politica e un disastro che sta per investire proprio i sindaci appena eletti?
3:43 Speaker 3: La ghigliottina del PNRR.
3:46 Speaker 2: Esatto. La scadenza del 30 giugno. E la data limite per ottenere l'ultima rata europea da 28 miliardi di euro.
3:52 Speaker 3: E i numeri fanno paura. Parliamo di 45.000 progetti
0:00 Speaker 2: 45.000 progetti che i comuni devono chiudere. Per un valore di 60 miliardi. I dati ufficiali di fine febbraio dicevano che l'avanzamento era fermo al 48,5%.
4:09 Speaker 3: È un cortocircuito istituzionale pazzesco, se ci pensi. Da un lato, i cittadini ignorano i sindaci. Dall'altro, queste amministrazioni comunali, che spesso sono sottodimensionate e senza personale, sono l'unico strumento per mettere a terra i fondi da cui dipende la modernizzazione del paese.
4:27 Speaker 2: Però so che l'Europa permette uno slittamento formale, no? Le richieste di pagamento possono slittare ad agosto.
4:33 Speaker 3: Sì, i pagamenti al 31 dicembre, ma i cantieri fisici vanno chiuri adesso. E il rischio colpisce soprattutto i comuni piccoli, che non hanno interi studi di ingegneri a disposizione.
4:43 Speaker 2: Ma aspetta un attimo, voglio capire. Se un piccolo comune non riesce a chiudere il cantiere entro fine giugno e perde i fondi, cosa fa? Li finisce l'anno prossimo con i soldi suoi?
4:53 Speaker 3: Ma scherzi? Assolutamente no.
4:55 Speaker 2: No?
4:55 Speaker 3: I bilanci ordinari dei comuni Sono già ridotti all'osso, coprono a malapena le spese correnti e i servizi essenziali. Trovare coperture per milioni di euro è impossibile. Significa letteralmente lasciare i cantieri aperti e le ditte non pagate.
5:10 Speaker 2: Un incubo, insomma. E l'illusione del controllo locale si scontra con questa incapacità fisica di gestire i fondi.
5:16 Speaker 3: Esatto.
5:17 Speaker 2: Questo ci porta alla seconda grande illusione della giornata, quella dei mercati finanziari.
5:21 Speaker 3: Dove invece c'è euforia totale.
5:24 Speaker 2: Una situazione quasi schizofrenica rispetto all'economia reale. Piazza Affari che supera i 50.200 punti, record storico che a Milano non si vedeva da 26 anni.
5:32 Speaker 3: Numeri incredibili.
5:34 Speaker 2: Anche l'Eurostox sopra i 6.140, il Nikkei a Tokyo oltre 65.000. I motori di questo rally sono i titoli energetici e ovviamente intelligenza artificiale e semiconduttori.
5:45 Speaker 3: Mentre il petrolio scende.
5:47 Speaker 2: Sì, il WT è crollato del 7%. E il motivo di questo calo sembrano essere le indiscrezioni su trattative avanzate a Doha, tra Stati Uniti e Iran.
5:55 Speaker 3: Trattative che i mercati leggono con enorme ottimismo.
5:59 Speaker 2: Si parla di 60 giorni di cessate il fuoco.
6:01 Speaker 3: Sì, e in cambio l'Iran inizierebbe a riaprire lo stretto di Hormuz, togliendo le mine navali. che, ricordiamolo, è uno snodo da cui passa un quinto del commercio mondiale di petrolio e gas.
6:11 Speaker 2: Vitale, letteralmente. E gli Stati Uniti cosa darebbero in cambio?
6:15 Speaker 3: Allenterebbero il blocco navale, sbloccherebbero 6 miliardi di dollari di asset iraniani congelati in Qatar. Insomma, inizierebbero a togliere un po' di sanzioni.
6:23 Speaker 2: Sembra lo scenario perfetto. La finanza globale brinda, il petrolio scende, l'inflazione si raffredda. Eppura, leggendo bene le analisi di oggi, ci si rende conto che queste fondamenta sono fragilissime. Perché? C'è un retroscena allegato a Donald Trump. Pare che in una call con i leader medio orientali per discutere proprio questa offerta iraniana, Trump abbia cercato di forzare la mano, chiedendo l'adesione immediata ai suoi accordi di Abramo.
6:50 Speaker 3: Ah, e come hanno risposto?
6:52 Speaker 2: Con un gelido silenzio. Dicono che Trump abbia persino chiesto se fossero ancora collegati in linea, per quanto è calato il gelo.
6:59 Speaker 3: Beh, ma quel silenzio ha delle motivazioni storiche profonde. che i mercati azionari sembrano ignorare completamente.
7:06 Speaker 2: Cioè?
7:07 Speaker 3: L'Arabia Saudita e gli altri paesi arabi non accetteranno mai una normalizzazione totale con Israele senza un impegno per lo stato palestinese.
7:15 Speaker 2: Chiaro.
7:16 Speaker 3: Soprattutto in questo momento storico. Aderire oggi significa appoggiare politicamente un governo guidato dall'ala ultranazionalista di Netanyahu, con ministri come Benvir che, proprio in queste ore, stanno bombardando pesantemente il Libano e la Valle della Bekaa.
7:31 Speaker 2: Sarebbe un suicidio politico interno per i leader arabi
7:34 Speaker 3: Assolutamente. E si attirerebbero l'ostilità diretta dell'asse sciita, che ha già dimostrato di poter colpire le infrastrutture dei paesi firmatari, come è successo negli Emirati.
7:45 Speaker 2: Quindi le borse stanno prezzando una pace che geopoliticamente è un miraggio.
7:51 Speaker 3: Un miraggio bello e buono.
7:53 Speaker 2: Ma se riportiamo i mercati azionari sulla terraferma, l'impatto con l'economia reale italiana è violentissimo.
7:59 Speaker 3: Il caso Electrolux.
8:01 Speaker 2: Esatto. Milano festeggia. E intanto l'azienda svedese, che tra l'altro ha chiuso l'ultimo bilancio italiano con 11 milioni di utile, quindi non è in perdita, presenta un piano industriale shock.
8:08 Speaker 2: 1719
8:12 Speaker 3: esuberi.
8:14 Speaker 2: il 40% della forza lavoro in Italia.
8:17 Speaker 3: Ed è un taglio chirurgico che colpisce a morte la manifattura. Chiusura totale dello stabilimento di Cerreto Desi. A Porcia, in Friuli, passano da 571 a 309 dipendenti.
8:29 Speaker 2: Praticamente dimezzati.
8:31 Speaker 3: Dimezzati. A Solaro, vicino Milano, da 615 a 398. E tagli pesanti anche a Forlì e Susegana.
8:39 Speaker 2: E la motivazione ufficiale dell'azienda qual è?
8:41 Speaker 3: Costi strutturali. Dicono che produrre elettrodomestici nell'Unione Europea è insostenibile per via dei costi dell'energia e delle materie prime. C'è un divario troppo grande con l'Asia.
8:52 Speaker 2: Ma la vera assurdità salta fuori guardando le loro operazioni all'estero? Negli Stati Uniti e in Canada hanno appena registrato perdite per oltre 500 milioni di corone.
9:01 Speaker 3: Lì perdono soldi veri.
9:03 Speaker 2: Lì perdono milioni, ma non fanno questi tagli draconiani. Anzi, stringono accordi con i cinesi di Midea per resistere sul mercato. In Italia, invece, zac, si taglia.
9:13 Speaker 3: E il governo?
9:14 Speaker 2: Il ministro Urso ha chiesto di ritirare il piano per evitare un nuovo caso Whirlpool e il tavolo è aggiornato a metà giugno. Le regioni temono che stiano solo preparando il terreno per vendere tutto agli asiatici.
9:25 Speaker 3: Questo descrive perfettamente la follia del nostro tempo. E come dicevamo prima, la borsa è una mongolfiera con la corda tagliata.
9:33 Speaker 2: Bella questa immagina.
9:34 Speaker 3: Vola slegata dall'economia reale. Gli analisti giustificano i rialzi con l'acronimo FEMO, cioè Fabulous Earnings Momentum.
9:42 Speaker 2: Tradotto?
9:43 Speaker 3: C'è una revisione al rialzo continua degli utili. Quindi non è pura speculazione. Le aziende guadagnano.
9:49 Speaker 2: Sì, ma bisogna capire quali aziende.
9:52 Speaker 3: Esatto. Sono tutte legate all'intelligenza artificiale, al cloud, al software, economia immateriale. Nel mondo fisico, quello fatto di acciaio e operai, l'Europa viene stretolata.
10:04 Speaker 2: E per proteggersi, diversi paesi europei stanno chiedendo alla Commissione una linea dura contro la Cina.
10:09 Speaker 3: Dazzi mirati contro le aziende sussidiate da Pechino, perché la transizione ecologica fa salire i costi alla nostra manifattura, mentre la finanza specula sui microchip.
10:19 Speaker 2: E proprio questa enorme concentrazione di potere tecnologico ci porta al terzo tema di oggi. Una discesa in campo che ha pochissimi precedenti. L'enciclica del Vaticano. Esattamente. 135 anni dopo la Rerum Novarum, che affrontava lo sfruttamento nella rivoluzione industriale, arriva la Magnifica Humanitas per affrontare la rivoluzione digitale.
10:39 Speaker 3: Tra l'altro con una bella confusione mediatica stamattina.
10:42 Speaker 2: Ah sì, per trasparenza va detto. Le agenzie hanno fatto un pasticcio colossale sul nome del pontefice. Alcuni giornali scrivono Leone X, altri Papa Prevost, insomma, un disastro editoriale. Ma il contenuto, fortunatamente, è in equivoco.
10:56 Speaker 3: Ed è un intervento a gamba tesa.
10:58 Speaker 2: La Chiesa che interviene sull'intelligenza artificiale. Ma, aspetta, la prima cosa che viene in mente è, non è che stanno facendo del luddismo, cioè un rifiuto cieco del progresso?
11:08 Speaker 3: No, e infatti diversi analisi smontano subito queste ipotesi. L'inciclica non condanna la tecnologia in sé. Il bersaglio è squisitamente politico. Condanna la cosiddetta cultura della potenza. Avverte che ci sono attori privati, trasnazionali, che oggi hanno molte più risorse, algoritmi e dati rispetto ai governi sovrani.
11:29 Speaker 2: Usano un'immagine fortissima nel testo. Definiscono questo ecosistema tech una nuova torre di Babele, grandiosa ma disumana, costruita unicamente sul profitto.
11:38 Speaker 3: E non è un caso che scelgano la torre di Babele. che rappresenta l'incapacità di comprendersi, la perdita di un'etica comune.
11:45 Speaker 2: Certo, non nominano Elon Musk o Peter Thiel, ma l'identikit è precisissimo.
11:51 Speaker 3: È un attacco diretto alla loro ritorica, quell'idea secondo cui la tecnologia aziendale fa meglio alla società del welfare statale. L'enciclica accusa queste ideologie di confondere deliberatamente cose vero e cose falso.
12:04 Speaker 2: E poi tocca due nervi scopertissimi, il lavoro e la guerra.
12:08 Speaker 3: Sul lavoro sono molto chiari. Non chiedono di spegnere i software, ma pretendono che i governi tutelino le persone prima di inserire l'IA nelle aziende, per non escludere milioni di lavoratori basandosi solo su metriche di efficienza.
12:22 Speaker 2: Ma sulla guerra il testo è dirompente. Dichiara superata la vecchia teologia della guerra giusta.
12:29 Speaker 3: Vale solo la legittima difesa.
12:31 Speaker 2: Esatto. E aggiunge una frase lapidaria. Nessun algoritmo rende la guerra moralmente accettabile. È un veto etico totale alle armi automatizzate gestite dall'IA.
12:42 Speaker 3: Ed è un documento che esce dalla teologia per diventare dottrina politica. La Chiesa sta dicendo ai cittadini e ai governi svegliatevi e regolamentate le big tech prima che sia tardi.
12:55 Speaker 2: Prima che la guerra diventi un processo automatizzato fuori dal controllo dei parlamenti.
12:58 Speaker 3: Un tema enorme.
13:00 Speaker 2: Enorme. E che si ricollega benissimo al nostro punto di partenza sulla crisi della democrazia. Ma prima di tirare le somme finali, facciamo una carrellata di flash news per chiudere il quadro della giornata.
13:09 Speaker 3: Andiamo.
13:10 Speaker 2: Partiamo da Milano, dove fortunatamente è rientrato l'allarme per due casi sospetti di ebola.
13:15 Speaker 3: Sì. All'ospedale Sacco si era attivato il protocollo speciale per le malattie infettive. Erano due cooperanti italiani appena tornati dall'Uganda, vicino al confine col Congo, dove c'è un focolaio attivo.
13:26 Speaker 2: Avevano febbre altissima e sintomi neurologici, quindi allerta massima. Ma i test allo Spallanzani e al Sacco sono risultati negativi in pochissime ore.
13:36 Speaker 3: Meno male. Era solo scigella.
13:39 Speaker 2: Esatto. Un batterio intestinale curabilissimo. Il Ministero ha confermato che il rischio in Italia è bassissimo.
13:45 Speaker 3: E tra l'altro l'OMS continua a sconsigliare blocchi dei viaggi per non affossare l'economia africana.
13:51 Speaker 2: Spostiamaci invece in Emilia- Romagna. C'è un esperimento di welfare scolastico che, insomma, fa respirare molte famiglie.
13:57 Speaker 3: Quello delle scuole aperte prima?
13:59 Speaker 2: Sì. In 42 comuni, dal 31 agosto, le primarie apriranno i cancelli. Non per le lezioni, ma per attività extrascolastiche gestite da edutatori.
14:09 Speaker 3: È un investimento da 3 milioni di euro della regione per coprire quel buco critico di fine estate, quando i centri estivi chiudono ma la scuola non è ancora iniziata.
14:17 Speaker 2: E i genitori impazziscono.
14:19 Speaker 3: A chi lavora. L'obiettivo è estendere questo modello a tutta la regione entro il 2007. I
14:26 Speaker 2: bagnari pare abbiano protestato un po', temendo vacanze più corte, ma il calendario ufficiale delle lezioni non cambia. Passiamo invece alla cronaca nera. Andiamo a Turino.
14:36 Speaker 3: Una situazione gravissima tra gli ultras della Juve e la polizia.
14:40 Speaker 2: Scontri pre- derby, 8 arresti e 11 d'aspo. Ma la cosa drammatica è che un ultra 36enne del gruppo Viking è in coma farmacologico per un trauma cranico.
14:50 Speaker 3: E la dinamica da quello che emerge è molto controversa.
14:54 Speaker 2: La polizia smentisce che sia stata una bottiglia lanciata dai tifosi. Gli ultras invece accusano le forze dell'ordine di avergli sparato un candelotto lacrimogeno ad altezza uomo in piena faccia.
15:04 Speaker 3: I magistrati stanno guardando i video dei droni, ma c'erano troppi fumogeni e le immagini sono oscurate. Speriamo si faccia chiarezza.
15:12 Speaker 2: Chiudiamo la rassegna con il clima. I climatologi dell'ONU stanno proponendo di abbandonare lo scenario catastrofico peggiore nei modelli previsionali.
15:21 Speaker 3: Il famoso scenario RCP 8.5.
15:25 Speaker 2: quello che stimava oltre 4 gradi di riscaldamento globale entro fine secolo. Dicono che l'espansione del fotovoltaico e il rallentamento delle emissioni rendono l'apocalisse meno probabile, abbassando il tetto a 3,5 gradi.
15:39 Speaker 3: E ovviamente Trump ha subito usato la notizia in un comizio per dire che l'ONU fa allarmismo inutile.
15:45 Speaker 2: Ommettendo però che 3,5 gradi significano comunque danni irreversibili, mari che si alzano ed eventi estremi.
15:53 Speaker 3: A proposito di estremi, per questa settimana prepariamoci.
15:57 Speaker 2: Sì?
15:57 Speaker 3: È in arrivo un'ondata di calore eccezionale al centro nord, con picchi anomali tra i 35 e i 36 gradi.
16:04 Speaker 2: Bel test di resistenza. E alla luce di tutto quello che abbiamo discusso oggi, cerchiamo di chiudere il cerchio.
16:13 Speaker 3: Tiriamo le fila.
16:14 Speaker 2: Abbiamo visto un sistema economico che arricchisce aziende immateriali e punisce le fabbriche vere, quelle che danno lavoro in Europa.
16:22 Speaker 3: Abbiamo visto l'allarme del Papa su corporazioni tech che sono diventate più forti degli stati stessi, controllando informazioni e persino le armi.
16:31 Speaker 2: E se uniamo questa totale perdita di controllo tecnologico e finanziario alla paralisi cronica dei nostri comuni di fronte a un impegno vitale come il PNRR, la domanda insomma mi sorge spontanea.
16:43 Speaker 3: Vai!
16:44 Speaker 2: Se, come dice l'enciclica, queste grandi aziende private detengono tutto il vero potere politico, economico e militare, Ha ancora senso preoccuparsi tanto se il 40% della gente non va a votare per il sindaco?
16:57 Speaker 3: È una provocazione amara.
16:59 Speaker 2: Non è che stiamo semplicemente leggendo degli amministratori che non hanno assolutamente più le leve per decidere il nostro futuro, schiacciati tra l'Europa e la deindustrializzazione.
17:10 Speaker 3: È un interrogativo pesantissimo, ma essenziale per capire il mondo di oggi. E per oggi i fatti sono questi. Vi invitiamo a cliccare il tasto segui, attivare la campanella e lasciarci una recensione a 5 stelle su Spotify.
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