Caro gas e fisco per milionari | Gio 9 lug
Informazioni su questo episodio
L’Europa è pronta a una nuova crisi energetica? Trump, Iran e la svolta della NATO.In questo episodio analizziamo gli eventi che stanno ridefinendo gli equilibri geopolitici ed economici globali: dall’escalation tra Stati Uniti e Iran alla crisi energetica europea, passando per il vertice NATO, il futuro dell’Ucraina e le grandi sfide che attendono l’Italia e l’Unione Europea.
Partiamo dal Medio Oriente, dove la fine della tregua tra Washington e Teheran riaccende le tensioni internazionali. Gli attacchi reciproci, il rischio di un blocco dello Stretto di Hormuz e le minacce alle principali rotte energetiche mondiali stanno mettendo sotto pressione il mercato del petrolio e del gas, con ripercussioni dirette sull’economia europea e sulla sicurezza degli approvvigionamenti.
Ci spostiamo poi al vertice NATO di Ankara, dove Donald Trump torna a scuotere gli alleati con nuove richieste sulla spesa militare e una linea sempre più dura nei confronti dell’Europa. Approfondiamo il nuovo ruolo dell’Ucraina all’interno dell’Alleanza Atlantica, la produzione dei sistemi Patriot, le tensioni tra Stati Uniti e partner europei e il futuro della sicurezza occidentale.
In Europa, intanto, il dibattito si concentra sull’integrazione economica e sulle nuove sfide finanziarie. Analizziamo la proposta di un debito comune europeo, il progetto di acquisizione di Commerzbank da parte di UniCredit e la crescente emergenza energetica che, tra prezzi del gas in aumento e stoccaggi ai minimi, rischia di pesare su imprese e famiglie nei prossimi mesi.
Parleremo anche dell’emergenza caldo e delle nuove tutele per i lavoratori esposti alle alte temperature, della sentenza sul caso Satnam Singh che riaccende il dibattito sul caporalato e sull’utilizzo dei fondi europei, delle riforme fiscali italiane, delle polemiche sul Superbonus, del controverso regolamento europeo “Chat Control” sulla privacy digitale e delle principali notizie di cronaca e cultura che stanno facendo discutere il Paese.
Un episodio per capire come energia, geopolitica, difesa, economia e diritti stiano entrando in una nuova fase di trasformazione — e perché le decisioni prese oggi potrebbero influenzare il futuro dell’Europa, dell’Italia e degli equilibri globali nei prossimi anni.
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Questo episodio include contenuti generati dall’IA.
0:00 Speaker 2: Giornali aperti e notizie sul tavolo. Siete su due pagine.
0:05 Speaker 3: La rassegna stampa, che vi racconta cosa conta davvero, senza rumore di fondo.
0:10 Speaker 2: E i temi di oggi. 1. L'escalation tra Stati Uniti e Iran, che infiamma il Golfo Persico, bloccando il gas e di fatto deprimendo la crescita globale.
0:19 Speaker 2: 2.
0:22 Speaker 3: Il paradosso economico italiano. C'è la corsa di unicredit in Germania, mentre in patria l'FMI taglia le stime il fisco finisce per premiare solo i super ricchi.
0:31 Speaker 2: E tre, i diritti al bivio. Ritorna il chat control in Europa per spiare messaggi privati e analizziamo le due facce della giustizia sul lavoro in Italia, dal caso Satnam Singh alla maxi- operazione di Milano.
0:46 Speaker 3: La nostra missione oggi è proprio unire i puntini, tra grandi movimenti geopolitici, decisioni continentali e l'impatto sui portafogli di chi ascolta. incrociando fonte come Reuters, The Economist, Sole 24 Ore e Corriere.
0:59 Speaker 2: Esatto, quindi partiamo subito dal primo blocco, geopolitica ed energia, perché c'è un effetto domino clamoroso in corso.
1:08 Speaker 3: Sì, i dati di Reuters espongono una situazione a dir poco cruda nel Golfo. Gli Stati Uniti hanno lanciato attacchi diretti contro l'Iran.
1:16 Speaker 2: La tregua è finita. È per esplicita volontà di Trump.
1:20 Speaker 3: Precisamente. E hanno colpito duro Bandar Abbas, che è il cuore logistico, Chabahar, causando blackout enormi, e Iranshar, dove purtroppo è morto un pompiere.
1:30 Speaker 2: E l'Iran ovviamente promette ritorsioni massicce, ma la cosa che ci tocca da vicino è la minaccia di chiudere lo stretto di Bab el- Mandeb,
1:39 Speaker 3: che è una strozzatura vitale per l'energia. Infatti, parallelamente, The Economist segnala una tensione pazzesca sul mercato del gas naturale liquifatto, il GNL.
1:49 Speaker 2: Cioè il caldo estremo in Asia sta facendo esplodere la domanda per i condizionatori e E le navi vengono letteralmente dirottate verso est.
1:57 Speaker 3: Pagano un sovrapprezzo pur di accapparrersele. E in Europa? Gli stoccaggi sono fermi al 47%, che è il minimo da 15 anni.
2:06 Speaker 2: Anche perché dal Qatar, da metà giugno, sono passate solo 11 navi, proprio a causa del blocco di Ormuz.
2:13 Speaker 3: I prezzi parlano da soli. Il gas segna un più 48% in Europa. E un più 62 in Asia.
2:20 Speaker 2: E allora la domanda critica è cosa cambia per noi, insomma, per la nostra tenuta economica.
2:26 Speaker 3: Cambia tutto. La stampa cita l'ultimo aggiornamento del Fondo Monetario Internazionale. Le stime sono tutte a ribasso. Crescita globale tagliata al 3,2% per il 2024. E
2:37 Speaker 2: all'eurozona scende allo 0,9%. E
2:40 Speaker 3: l'Italia è bloccata a un misero 0,5%.
2:42 Speaker 2: L'inflazione non è per niente sconfitta. Anzi, sul fronte dei costi, Il giornale ricorda un dato della Commissione europea. Un blocco di Ormuz costa all'Unione circa 500 milioni di euro al giorno, solo in campo energetico. Ma un intervento militare americano in quello stretto sarebbe legittimo?
3:06 Speaker 3: Secondo l'articolo sì, la Convenzione ONU- Rimonte- Gobay garantisce teoricamente libero transito negli stretti strategici.
3:12 Speaker 2: Il problema è che la politica estera americana attuale è percepita come totalmente caotica.
3:17 Speaker 3: Al verticenato di Ankara, documentato da Reuters, Sole e Corriere, si è visto di tutto.
3:22 Speaker 2: Trump ha definito la Spagna una causa persa, interrompendo di fatto i legami commerciali. Poi ha rivendicato la Gruenlandia, facendo infuriare Danimarca e Francia.
3:33 Speaker 3: Ma contemporaneamente ha promesso all'Ucraina la licenza per produrre in autonomia i missili Patriot.
3:39 Speaker 2: Frena. Su questo Will Media fa una nota di trasparenza fondamentale. Non è una cosa che si fa dall'oggi al domani.
3:46 Speaker 3: Chiaro, no, certo.
3:47 Speaker 2: Richiederà molto tempo. Serve l'approvazione del Pentagono e delle aziende private. Non è una fornitura immediata.
3:54 Speaker 3: Però il segnale politico che conta è il paradosso Trump, come fanno notare Sole 24 Ore e Corriere. Il suo bullismo istituzionale sta costringendo l'Europa a integrarsi e a riarmarsi davvero.
4:05 Speaker 2: E c'è anche il fattore del deep state americano, che ormai vede l'esercito di Kiev come una risorsa vitale sul campo.
4:12 Speaker 3: Diciamo che la NATO si sta forzatamente europeizzando. C'è un nuovo impegno a spendere il 5% del PIL in difesa entro il 2035.
4:20 Speaker 2: Oltre ai 70 miliardi già promessi a Kiev per il 2026. Ma questo ci porta diretti al secondo blocco.
4:27 Speaker 3: La finanza.
4:28 Speaker 2: Esatto, perché se l'Europa è costretta a fare da sola militarmente, deve farlo per forza anche finanziariamente.
4:34 Speaker 3: E qui Milano Finanza commenta l'operazione di Unicredit su Commerce Bank. È una mossa enorme.
4:39 Speaker 2: Dopo anni in cui guardavamo i nostri marchi storici finire all'estero, tipo Lactalis, Stellantis, LVMH, adesso una banca italiana punta al mercato tedesco.
4:49 Speaker 3: Un ritorno all'asse italo- tedesco. L'altra voce di Milano Finanza cita addirittura la banca commerciale italiana di fine ottocento.
4:57 Speaker 2: Berlino frena, ma il punto è che la frammentazione bancaria è un lusso che l'Europa non può più permettersi.
5:04 Speaker 3: Assolutamente no. Se l'Unione vuole competere con Stati Uniti e Cina su tecnologia e intelligenza artificiale, servono colossi del credito.
5:13 Speaker 2: A proposito di cassa comune, Politico segnala la proposta spagnola di creare 850 miliardi di debito comune europeo annuo.
5:21 Speaker 3: L'obiettivo è abbassare gli interessi per tutti, sfruttando il rating dell'Unione. Si parla di risparmi fino a 25 miliardi a regime.
5:29 Speaker 2: Ma ovviamente paesi come la Germania o i Paesi Bassi si oppongono, non vogliono fare da garanti.
5:34 Speaker 3: E mentre l'Europa cerca questa compattezza, l'Italia al suo interno è letteralmente spaccata a metà.
5:39 Speaker 2: I numeri che pubblica Milano Finanza sulla flat tax per i super ricchi fanno riflettere. Ci sono circa 2.500 milionari stranieri arrivati in Italia.
5:52 Speaker 3: Il 52% a Milano, tra l'altro.
5:54 Speaker 2: Esatto, e pagano una tassa forfettaria di soli 300.000 euro sui loro redditi esteri, non importa quanti milioni guadagnino.
6:04 Speaker 3: L'indotto economico per il paese c'è... Viene stimato in 5,3 miliardi oggi e proiettato a 38,4 miliardi nel 2040.
6:14 Speaker 2: Sì, ma guarda la contraddizione. Da una parte questo regime è iperagevolato. Dall'altra le imprese italiane pagano il 31,9% di tasse.
6:24 Speaker 3: Le big tech mondiali il 14,8%.
6:26 Speaker 2: E la pressione fiscale sulle famiglie, secondo la CGA di Mestre, arriverà al 42,9% nel 2026. È pura concorrenza sleale interna.
6:36 Speaker 3: Concorrenza sleale che si scarica poi sui servizi locali. Il quotidiano domani solleva un'allarme enorme. Il 30 giugno si è chiusa la fase di investimenti del PNRR.
6:46 Speaker 2: Hanno costruito asili, scuole, policivici. Bene. Ma chi paga per mantenerli?
6:52 Speaker 3: Esatto. La spesa corrente cade tutta sui bilanci dei comuni. che sono lasciati soli a gestire queste nuove strutture.
6:59 Speaker 2: E per peggiorare il quadro sull'efficienza della spesa c'è la notizia sul super bonus 110%. Il sole 24 ore riporta la bocciatura definitiva della Corte dei Conti europea,
7:09 Speaker 3: definito esplicitamente un uso poco efficiente dei fondi europei. I costi per lo Stato non hanno giustificato i benefici reali.
7:17 Speaker 2: Dalla tutela traballante dei conti pubblici passiamo alla tutela dei diritti, che siano digitali o fisici.
7:23 Speaker 3: Il terzo blocco. In Europa torna l'incubo della privacy. Will Media riferisce che il Parlamento europeo vota di nuovo il famoso chat control.
7:32 Speaker 2: Cioè il regolamento per obbligare piattaforme come WhatsApp, Google, Microsoft ad analizzare sistematicamente le chat private di tutti.
7:40 Speaker 3: Tramite algoritmi per combattere la pedopornografia. Si vuole stendere questa deroga fino al 2028.
7:46 Speaker 2: L'obiettivo è ovviamente nobile, nessuno lo mette in dubbio. Ma il mezzo?
7:52 Speaker 3: È una forzatura pericolosa. Si chiede di cedere le chiavi degli spazi digitali più intimi a piattaforme private, oltretutto extraeuropee.
8:00 Speaker 2: Calpestando completamente tutta la logica del GDPR.
8:03 Speaker 3: E dal controllo digitale passiamo al controllo fisico in Italia, o meglio, alla sua totale assenza in certi settori lavorativi.
8:10 Speaker 2: La cronaca ci consegna contrasti estremi. Partiamo da Latina. Il Post riporta che il tribunale ha condannato Antonello Lovato a 16 anni per l'omicidio di Satnam Singh.
8:21 Speaker 3: Il bracciante mutilato dal macchinario è letteralmente scaricato in una cassetta della frutta.
8:27 Speaker 2: La condanna è per omicidio condolo eventuale. Ma c'è un dettaglio che farà brividire, svelato da Irpi Media.
8:33 Speaker 3: Sì, la famiglia Lovato era già indagata dal 2019 per caporalato. Eppure hanno continuato a operare indisturbati, incassando persino 131 mila euro di fondi europei.
8:44 Speaker 2: Il fallimento totale della prevenzione statale. Ci sono solo 22 ispettori per 7 mila aziende agricole a Latina.
8:52 Speaker 3: Se a Latina lo Stato non arriva o arriva tardi, a Milano la procura sta ribaltando l'intero mercato della logistica.
8:59 Speaker 2: Corriere della Sera riporta i numeri. Le inchieste su società come B- Cube, a cui hanno appena sequestrato 15,2 milioni, ma anche Fiege, DHL, Amazon ed S- Lunga, hanno portato a stabilizzare 69.003 lavoratori.
9:16 Speaker 3: Hanno smantellato il modello dei subappalti illeciti e della frode IVA, che serviva solo a garantire costi stracciati alle grandi aziende committenti.
9:23 Speaker 2: Passiamo a qualche flash news per chiudere il quadro dei diritti e del lavoro. Caldo estremo. Guardian e Corriere stimano già 1.300 morti in Europa.
9:33 Speaker 3: I sindacati europei chiedono lo stop obbligatorio al lavoro quando si superano i 30 o 32 gradi e mezzo.
9:40 Speaker 2: E a Milano? Il Comune ha vietato le consegne in bici dei rider dalle 12.30 alle 16 nei giorni di allerta rossa.
9:49 Speaker 3: Sempre sui diritti, Pagella Politica aggiorna sulla proposta pari alla pari. Hanno superato le 14.000 firme per i 5 mesi di congedo obbligatorio e paritario per madri e padri retribuito al 100%. Costo
10:03 Speaker 2: stimato 3 miliardi, che verrebbero presi tagliando i sussidi inquinanti.
10:08 Speaker 3: E infine due notizie di cronaca e cultura. Le Iene e Corriere riportano che Mario Adinolfi è ai domiciliari. L'accusa è una truffa da 5 milioni di euro con uno schema Ponzi mascherato da scommessa collettiva.
10:21 Speaker 2: Mentre per la cultura Repubblica ci fa sapere che Michele Mari ha vinto il premio strega con I convitati di pietra, ha doppiato i voti di Matteo Nucci.
10:30 Speaker 3: E questo nonostante le pomemiche per quelle vecchie frasi sessiste rivolte a Michela Murgia.
10:35 Speaker 2: Riepilogo Lampo prima di chiudere.
10:38 Speaker 3: Il mondo sta ridefinendo i suoi asset. Il Golfo frena i mercati energetici, l'Europa si attrezza militarmente, le grandi banche provano a consolidarsi.
10:46 Speaker 2: Mentre qui in Italia restiamo in bilico. Tra paradisi fiscali per pochi superricchi, bilanci dei comuni in affanno e una giustizia del lavoro che si muove a due velocità opposte.
10:56 Speaker 3: Un'ultima riflessione prima di salutarci. Riguarda quei dati del Fondo Monetario Internazionale.
11:01 Speaker 2: Hanno lanciato un avvertimento molto sottile. Cioè che la crescita attuale, che sembra drogata dall'intelligenza artificiale, potrebbe basarsi su valutazioni azionaria gonfiate.
11:12 Speaker 3: Una bolla. E se questa bolla tech dovesse scoppiare, proprio mentre l'escalation in Medio Oriente fa schizzare il prezzo del petrolio e del gas alle stelle?
11:21 Speaker 2: I nostri sistemi economici, con le finanze pubbliche già così logorate, avrebbero ancora gli anticorpi per reggere un urto del genere? Tutti e due gli sciocchi in contemporanea. Pensateci.
11:35 Speaker 3: La rassegna stampa finisce qui. Seguite due pagine sulla vostra app preferita, attivate la campanella.
11:42 Speaker 2: E se vi siamo stati utili, lasciateci 5 stelle. A domani, senza rumore di fondo.
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