Caso Regeni e il paradosso delle pensioni | Mar 29 set
Informazioni su questo episodio
L’Europa è davvero pronta ad affrontare un autunno segnato da guerra, tensioni economiche e nuove fragilità?In questo episodio analizziamo alcuni dei dossier che stanno mettendo alla prova gli equilibri geopolitici, economici e sociali dell’Italia e dell’Europa: dal caso Giulio Regeni alla nuova indagine sulla strage di Ustica, dalle tensioni tra Russia e Occidente alla tregua commerciale tra Stati Uniti e Cina, fino alla corsa all’intelligenza artificiale e alle nuove sfide per i conti pubblici italiani.
Partiamo dall’Italia e da una vicenda che continua a mettere in discussione i rapporti tra Roma e Il Cairo. La sentenza sul caso Regeni introduce una nuova fase giudiziaria, mentre sul piano diplomatico resta il dilemma tra la ricerca della verità e gli interessi strategici legati alle relazioni con l’Egitto. Sullo sfondo torna anche Ustica: la possibile riapertura dell’inchiesta e la disponibilità della Francia a fornire nuova documentazione potrebbero riaccendere un dossier rimasto irrisolto per decenni.
Sul fronte della sicurezza europea, l’attenzione si sposta sulle minacce ibride e sul rischio di sabotaggi attribuiti alla Russia. La proposta di un nuovo protocollo europeo di emergenza apre però interrogativi sul rapporto con la NATO, sui meccanismi di attribuzione degli attacchi e sulla capacità dell’Unione Europea di trasformare l’allarme in una risposta coordinata. Intanto, nel Mar Rosso, l’operazione Aspides torna al centro delle discussioni sulla sicurezza delle rotte commerciali.
La guerra in Ucraina continua inoltre a colpire anche infrastrutture simboliche e strategiche. A Kiev un attacco con droni ha raggiunto l’Accademia Nazionale delle Scienze, mentre nel Regno Unito un’indagine su cinque giovani fermati nei pressi di RAF Fairford riporta l’attenzione sui possibili rischi di infiltrazioni e attività di sabotaggio.
Sul piano economico, Washington e Pechino cercano una pausa nelle tensioni commerciali. La riduzione dei dazi interessa diversi comparti, dall’elettronica ai beni di consumo fino ai prodotti agricoli, mentre nuovi accordi sulle forniture energetiche guardano già al 2027 e al 2028. Ma la distensione tra Stati Uniti e Cina non elimina la competizione industriale: in Europa cresce infatti il confronto sulle esportazioni cinesi di auto elettriche e sulla protezione dell’industria continentale.
Poi c’è il settore che forse più di tutti sta ridefinendo aspettative, investimenti e valutazioni: l’intelligenza artificiale. Il caso Anthropic porta al centro della discussione il rapporto tra valutazioni miliardarie, ricavi, perdite, investimenti infrastrutturali e dipendenza da pochi grandi clienti. Numeri che alimentano una domanda cruciale: quanto può essere sostenibile l'enorme fabbisogno di capitale della nuova economia dell’IA? Nel frattempo, SpaceX e Starship continuano a spingere in avanti la frontiera dei lanci spaziali riutilizzabili.
In Italia, l’attenzione torna su fisco, crescita e finanza pubblica. L'integrazione tra POS e registratori di cassa ha prodotto una significativa emersione di base imponibile, mentre il nuovo quadro di finanza pubblica si confronta con una crescita del PIL inferiore all’1% e con un deficit previsto al 2,9%. Al centro del dibattito anche la possibile revisione della tassazione delle rendite finanziarie e il futuro delle pensioni minime.
Chiudiamo con due fenomeni che raccontano trasformazioni più profonde della società italiana ed europea: il bisogno di identità e coesione sociale analizzato da Vito Mancuso e il gender gap nel giornalismo, dove i dati mostrano come il vantaggio iniziale delle donne nelle retribuzioni lasci progressivamente spazio a un divario nelle fasce senior e nei redditi più elevati.
Un episodio per capire come geopolitica, sicurezza, commercio, intelligenza artificiale, fisco e trasformazioni sociali siano sempre più interconnessi — e perché l’autunno 2026 potrebbe rappresentare un passaggio importante...
0:00 Speaker 2: giornali aperti e notizie sul tavolo. Siete su due pagine.
0:03 Speaker 3: La rassegna stampa che vi racconta cosa conta davvero, senza rumore di fondo.
0:08 Speaker 2: E oggi partiamo con tre questioni che in apparenza sembrano slegate, ma stringi stringi definiscono il momento storico in cui ci troviamo.
0:16 Speaker 3: Sì, perché parleremo della storica condanna per il caso Regeni e di come questo si scontri brutalmente con la diplomazia italiana.
0:23 Speaker 2: Poi faremo i conti in tasca all'economia italiana. Cioè da una parte il boom record dei pagamenti col POS, dall'altra il dibattito, abbastanza surreale, sulle pensioni minime.
0:32 Speaker 3: E infine voleremo sui mercati globali, tra la rivoluzione dei razzi di SpaceX, i miliardi letteralmente bruciati dall'intelligenza artificiale e un petrolio che torna a fare davvero paura.
0:44 Speaker 2: Insomma, la missione di questa nostra analisi è proprio incrociare i grandi temi geopolitici con la vita reale e capire l'impatto di questi numeri.
0:52 Speaker 3: Partiamo allora dalla giustizia. La Corte d'Assise di Roma, come riportano stamattina Will Media e Ciora Media, ha emesso una sentenza attesa da più di dieci anni.
1:01 Speaker 2: Dieci anni, già
1:02 Speaker 3: Tre agenti dei servizi segreti egiziani, due colonnelli e un maggiore, sono stati condannati a dieci anni di carcere per il sequestro pluriaggravato di Giulio Regeni.
1:11 Speaker 2: Mentre è caduta l'accusa di omicidio, giusto? E il generale Tariq Sabir è stato assolto.
1:16 Speaker 3: Sì, confermo. E c'è anche una provisionale di 450 mila euro per la famiglia e per lo Stato. Ma il vero punto di rottura qui è il dettaglio giuridico.
1:26 Speaker 2: In che senso
1:27 Speaker 3: È un processo storico perché l'Egitto ha ignorato per anni, parliamo di 39 richieste consecutive, ogni forma di collaborazione.
1:35 Speaker 2: Un muro di gomma totale
1:36 Speaker 3: Fino a poco tempo fa questo avrebbe paralizzato tutto. Ma grazie alle modifiche della riforma Cartabia e all'intervento della Corte Costituzionale nel 2023... il Tribunale ha potuto procedere in contumacia.
1:47 Speaker 2: Cioè senza gli imputati in aula.
1:49 Speaker 3: Esatto. Volevo dire, proprio così. Se il paese straniero ostacola le notifiche, lo Stato italiano va avanti lo stesso. E ora la sentenza è esecutiva.
1:58 Speaker 2: E qui però, e questo è il nodo centrale, si innesca un cortocircuito enorme con la cosiddetta Realpolitik.
2:06 Speaker 3: Eh sì, un bel problema.
2:08 Speaker 2: Perché ora l'Italia è obbligata, per legge, a chiedere all'Egitto l'estradizione per far scontare la pena a questi tre agenti. Ma ricordiamo tutti che poche settimane fa il ministro Tajani era proprio al Cairo.
2:20 Speaker 3: Ricevuto dal presidente Al- Sisi.
2:21 Speaker 2: Ricevuto con tutti gli onori, per blindare accordi commerciali ed energetici. Quindi la domanda sorge spontanea. Cosa prevale?
2:29 Speaker 3: Guarda, dal punto di vista politico è un vicolo cieco. L'avvocata della famiglia Reggiani chiede, comprensibilmente, di tagliare i rapporti.
2:37 Speaker 2: Ma Palazzo Chigi può davvero farlo?
2:39 Speaker 3: È molto difficile. L'Egitto oggi è un hub cruciale per il gas liquefatto, che di fatto sostituisce quello russo. E poi, insomma, controlla i flussi migratori nel Mediterraneo.
2:49 Speaker 2: Quindi rinunciamo allo stato di diritto pur di non perdere la fornitura di gas?
2:54 Speaker 3: È una fragilità cronica.
2:56 Speaker 2: E se allarghiamo lo sguardo, questa debolezza non è solo italiana.
3:00 Speaker 3: È europea, assolutamente. Leggevo l'analisi di David Carretta sul foglio. La diplomazia dell'Unione Europea, per non parlare della difesa, è praticamente paralizzata.
3:10 Speaker 2: Se l'Italia è sola con l'Egitto, l'Europa non riesce a proteggere nemmeno le proprie navi mercantili. Kaya Callas,
3:18 Speaker 3: l'alto rappresentante dell'Unione,
3:20 Speaker 2: lei stessa ha ammesso che la richiesta del ministro Crosetto di rinforzare la missione navale Aspides nel Mar Rosso è caduta nel vuoto.
3:27 Speaker 3: Nessuno ha risposto.
3:29 Speaker 2: Solo Belgio e Paesi Bassi, ma con aiuti minimi. Si parla addirittura di uno scontro a porte chiuse tra Crosetto e la ministra francese Vautrin.
3:36 Speaker 3: E intanto Bruxelles respinge la proposta della von der Leyen per un protocollo d'emergenza contro gli attacchi russi.
3:42 Speaker 2: Per paura di sovrapporsi alla NATO, suppongo.
3:44 Speaker 3: Certo, c'è il terrore di cedere sovranità militare a Bruxelles. Ma il mondo fuori non aspetta i tempi dei veti europei.
3:51 Speaker 2: E infatti Chiara Media ci ricorda due notizie flash inquietanti. Un drone russo ha colpito l'Accademia delle Scienze a Kiev, in pieno giorno.
3:59 Speaker 3: Mentre in Inghilterra hanno arrestato e poi rilasciato su cauzione cinque giovani con materiale esplosivo vicino a una base militare americana.
4:06 Speaker 2: Con l'Iran che ovviamente nega ogni coinvolgimento, ma l'allerta è ai massimi.
4:10 Speaker 3: Insomma, l'Europa discute e il mondo colpisce. Ma a proposito di fragilità, spostiamoci sull'economia di casa nostra, perché la situazione non è meno tesa.
4:19 Speaker 2: No, infatti. Il giornale anticipa i numeri del documento programmatico di finanza pubblica. E il quadro è ingessato.
4:28 Speaker 3: Crescita del PIL stimata sotto l'1%, vero?
4:31 Speaker 2: Tra lo 0,8% e lo 0,9%. con il deficit inchiodato al 2,9% per il 2026. L'obiettivo del governo è elemosinare un po' di flessibilità da Bruxelles per non far scattare la procedura di infrazione.
4:43 Speaker 3: Ma i dati macro raccontano di un paese che è letteralmente spaccato a metà. Abbiamo due numeri che fanno appugni tra loro.
4:50 Speaker 2: Partiamo da quello buono, che poi, tanto buono, insomma, lo vediamo.
4:54 Speaker 3: Il boom del POS.
4:56 Speaker 2: Il Sole 24 Ore, citato anche da Cora Media, pubblica numeri impressionanti. Tra gennaio e agosto ci sono stati 220 milioni di scontrini in più rispetto all'anno scorso.
5:06 Speaker 3: Grazie all'obbligo di collegare il registratore di cassa al POS.
5:09 Speaker 2: E questo ha fatto emergere 11,8 miliardi di euro che prima semplicemente il fisco non vedeva. Solo tra luglio e agosto sono spuntati 2,7 miliardi. E per carità, il Ministero ha dato una tolleranza del 5% per gli errori in buona fede. Ma il trend è quello. La tecnologia sta fisicamente riducendo il nero.
5:27 Speaker 3: Sì, ma fermiamoci un secondo sui numeri. Perché 12 miliardi emersi non significano 12 miliardi nelle casse dello Stato.
5:35 Speaker 2: Eh, magari. Sarebbe la fine dei problemi.
5:37 Speaker 3: Il recupero teorico dell'IVA sarebbe di circa 2 miliardi. Ma c'è un ostacolo enorme.
5:42 Speaker 2: Il regime forfettario.
5:43 Speaker 3: Chiaro, moltissime di queste partite IVA hanno la tassa piatta e non applicano l'IVA in fattura. Quindi lo Stato recupera solo quella percentuale agevolata, non il 22%. Insomma
5:53 Speaker 2: il titolone sul recupero del sommerso è bello, ma il giattito reale è molto molto più basso.
5:59 Speaker 3: E questo ci porta alla doccia fredda. I dati del centro itinerari previdenziali ripresi dal sussidiario. E qui l'analisi di Alberto Brambilla smonta un po' la retorica del paese interamente schiacciato dalle tasse.
6:11 Speaker 2: I famosi numeri su chi paga davvero l'IRPEF in Italia
6:14 Speaker 3: Quasi metà della popolazione italiana dichiara zero redditi o cifre talmente basse da non pagare tasse.
6:20 Speaker 2: Quindi vivono, economicamente parlando, a carico di chi le tasse le paga.
6:24 Speaker 3: Che poi è una minoranza piccolissima. Parliamo del 18,78% dei contribuenti.
6:30 Speaker 2: Quelli sopra i 35.000 euro l'ordi annui, giusto?
6:32 Speaker 3: Sì. Questo 18% si sobbarca il 65% di tutta l'IRPEF nazionale.
6:38 Speaker 2: È un numero pazzesco. E si scontra violentemente con quello che sta succedendo in vista della manovra finanziaria.
6:44 Speaker 3: Ti riferisci alla proposta sulle pensioni?
6:46 Speaker 2: Certo. Forse Italia sta spingendo tantissimo per innalzare le pensioni minime. Si parla di portarle a 800 o perfino 1000 euro.
6:53 Speaker 3: usando i soldi della Fiscalità Generale, quindi attingendo a quel 18% che già paga tutto.
6:58 Speaker 2: Ma facciamo due conti. Nel sistema contributivo di oggi, per prendere 1000 euro di pensione a 67 anni, devi aver versato i contributi su uno stipendio stabile di circa 25.000 euro per tutta la vita.
7:10 Speaker 3: Una vita di contributi, sì.
7:11 Speaker 2: Se adesso la politica decide di garantire 1000 euro a tutti, a prescindere da quanto hanno versato, chi ci ascolta potrebbe chiedersi perché dovrei pagare le tasse.
7:20 Speaker 3: È un incentivo clamoroso all'evasione.
7:22 Speaker 2: Proprio quella che l'obbligo del posto cerca di combattere. E, tra l'altro, questa operazione sulle pensioni minime costerebbe qualcosa come 6 miliardi all'anno.
7:30 Speaker 3: Però per fare l'avvocato del diavolo c'è un'emergenza sociale. Con l'inflazione che c'è stata, un pensionato che prende 600 euro al mese non riesce letteralmente a fare la spesa. Non gli puoi parlare di sostenibilità macroeconomica?
7:43 Speaker 2: Certo, l'emergenza c'è. Ma se continui a spostare il peso sempre e solo su quel 18%, il patto sociale si disintegra.
7:51 Speaker 3: E si crea una disillusione che poi si vede nelle urne. Cora Media segnalava i risultati delle suppletive a Reggio Calabria.
7:57 Speaker 2: Dove ha vinto è il candidato di Forza Italia col 51%.
8:00 Speaker 3: E Vannacci col suo futuro nazionale si è fermato all'11%. Un sospiro di sollievo per la maggioranza perché dimostra che si può vincere senza l'estrema destra.
8:09 Speaker 2: Ma il vero dato, scusa se ti interrompo, è un altro. L'affluenza. 22%
8:13 Speaker 3: Un
8:14 Speaker 2: crollo drammatico. E questa disillusione politica è lo specchio esatto della disillusione economica. Perché se guardiamo le imprese, sembra di stare in un altro paese.
8:24 Speaker 3: Ti riferisci allo studio di Mediobanca su Milano Finanza?
8:27 Speaker 2: Sì, sulle 1700 società del cosiddetto quarto capitalismo. Le aziende medie tra i 50 e i 500 dipendenti.
8:33 Speaker 3: Quelle proiettate sull'export?
8:35 Speaker 2: Loro trainano tutto. Export a più 3,3%. Occupazione cresciuta di quasi il 12% in 10 anni. Investimenti a livelli record
8:44 Speaker 3: Quindi le aziende crescono, comprano macchinari e vendono all'estero.
8:47 Speaker 2: Ma i salari dei dipendenti?
8:49 Speaker 3: E qui scoppia il paradosso, perché nominalmente le buste paga sono salite, ma c'è di mezzo l'inflazione.
8:54 Speaker 2: Che si è mangiata tutta
8:56 Speaker 3: Dal 2021 l'inflazione cumulata è arrivata al 21,4%, un disastro. Il costo del lavoro reale per dipendente oggi è inferiore del 2,2% rispetto al 2016.
9:06 Speaker 2: Significa che la gente è più povera di otto anni fa.
9:09 Speaker 3: Tradotto in soldoni, mancano all'appello 4200 euro pro capite. 4200
9:13 Speaker 2: euro in meno per far fronte agli imprevisti. Si rompe la caldaia e il bilancio familiare va in rosso.
9:20 Speaker 3: E attenzione, perché questo crollo dei salari reali agisce come un moltiplicatore sulle disuguaglianze che già ci sono. Prendi il divario di genere.
9:28 Speaker 2: Dati di Italia Oggi sul giornalismo.
9:30 Speaker 3: Che funziona benissimo come microcosmo dell'intera società. Sembra andare tutto bene all'inizio. Le donne sono il 43% della forza lavoro e, sotto i 30 anni, guadagnano il 5,3% in più degli uomini.
9:42 Speaker 2: Quindi le nuove generazioni entrano più forti nel mercato.
9:45 Speaker 3: Sembrerebbe. Ma è un'illusione ottica. Tra i 56 e i 60 anni, quel vantaggio scompare e diventa un divario retributivo del 16%, a sfavore delle donne, ovviamente.
9:56 Speaker 2: E la causa è sempre la stessa, immagino. L'Inps parla di child penalty.
10:00 Speaker 3: La penalità della maternità. Il lavoro di cura familiare in Italia ricade quasi tutto sulle donne. Questo significa progressioni di carriera frenate o ricorso massiccio al part- time.
10:10 Speaker 2: Al sud i dati sul part- time sono spaventosi.
10:13 Speaker 3: In Sicilia l'incidenza del part- time femminile tocca il 64%. E meno ore lavorate vuol dire niente ruoli direttivi e pensioni da fame.
10:22 Speaker 2: Tanto che sopra i 100.000 euro di reddito solo un giornalista su tre è donna. Insomma, salari erosi dall'inflazione, welfare inesistente, tasse squilibrate. Siamo vulnerabili.
10:32 Speaker 3: Molto vulnerabili. Elena Beccalli sul Sole 24 Ore cita i dati della Banca d'Italia sull'alfabetizzazione finanziaria. L'Italia ha un punteggio di 10,6 su 20.
10:43 Speaker 2: Significa che la maggior parte delle persone non ha gli strumenti per difendere i propri risparmi dall'inflazione.
10:50 Speaker 3: E nell'Unione Europea il 49% delle persone non ha abbastanza risparmi per sopravvivere tre mesi in caso di emergenza.
10:56 Speaker 2: È una polveriera. Basta un minimo shock economico per innescare una crisi sociale. E fa impressione pensare che mentre accade tutto questo c'è un'economia parallela, quella tecnologica, che viaggia su cifre fuori da ogni logica.
11:09 Speaker 3: Parliamo dello spazio.
11:11 Speaker 2: Spazio e intelligenza artificiale. Will Media riporta il quattordicesimo lancio di Starship di SpaceX, un razzo di 120 metri
11:18 Speaker 3: Quello di Elon Musk, sì. È andato in orbita a oltre 270 chilometri di altezza. C'è stato un problema a un motore, ma ha ricalcolato tutto, rilasciato 26 satelliti ed è rientrato nel Pacifico.
11:30 Speaker 2: Ma la vera notizia non è ingegneristica, è economica.
11:33 Speaker 3: Assolutamente. Fino a poco tempo fa i razzi venivano costruiti con miliardi di dollari e poi lasciati bruciare nell'atmosfera o cadere nell'oceano.
11:41 Speaker 2: Praticamente usati una volta sola.
11:43 Speaker 3: come costruire un aereo di linea per fare un solo volo e poi demolirlo. Starship, invece, è completamente riutilizzabile. Questo abbatte i costi in modo drastico.
11:52 Speaker 2: Ed è questo crollo dei costi che rende finanziariamente sensate le missioni verso la Luna o Marte. Ma se andiamo dallo spazio ai server, la bolla dell'IA fa ancora più impressione.
12:02 Speaker 3: Reuters, ripresa da Cora Media, ha pubblicato i documenti confidenziali per la quotazione in borsa di Antropic.
12:08 Speaker 2: L'azienda che ha creato Claude.
12:09 Speaker 3: Esatto, sì, quella. I numeri sono irreali. La valutazione stimata è di oltre 2.000 miliardi di dollari.
12:16 Speaker 2: 2.000 miliardi.
12:18 Speaker 3: Con i ricavi cresciuti di 12 volte fino a 4,6 miliardi.
12:22 Speaker 2: Peccato che i documenti contabili mostrino un buco nero pazzesco. Antropic ha perdite operative per oltre 8 miliardi di dollari.
12:29 Speaker 3: 8 miliardi di perdite. Ma come fai a bruciare così tanto?
12:33 Speaker 2: Perché addestrare un modello linguistico richiede una potenza di calcolo brutale. Serve energia, servono capannoni interi di server e decine di migliaia di chip.
12:43 Speaker 3: Solo per le infrastrutture hanno speso 7,3 miliardi.
12:46 Speaker 2: Praticamente oggi l'IA è come la corsa all'oro o la costruzione delle ferrovie nell'Ottocento. Chi vende i picconi, o in questo caso i chip come Nvidia, fa soldi sicuri.
12:56 Speaker 3: Mentre chi cerca di gestire i treni come Antropic sostiene costi fissi immensi e rischia la bancarotta prima di rientrare dell'investimento.
13:04 Speaker 2: E c'è un altro dettaglio spaventoso. Un quarto del fatturato di Antropic arriva da due soli clienti.
13:11 Speaker 3: Due?
13:12 Speaker 2: Solo due. E senza contratti a lungo termine. Se domani uno di questi cambia fornitore, sparisce un quarto dei ricavi. Ma i mercati se ne
13:20 Speaker 3: stanno accorgendo di queste crepe
13:23 Speaker 2: Cominciano. L'analisi di Maximiliano Ancellino sul Sole 24 Ore descrive molta cautela. I fondamentali tradizionali tornano a farsi sentire. Con le tensioni in Medio Oriente il petrolio sale. WTI a 92 dollari e Brent a 105. E il mercato obbligazionario reagisce male
13:37 Speaker 3: presumo. Malissimo.
13:41 Speaker 2: I rendimenti dei titoli di Stato schizzano. Il Treasury americano a 10 anni ha toccato il 5,24%, un livello che non si vedeva dal 2007.
13:49 Speaker 3: Prima della crisi dei mutui subprime, praticamente. E i BTP italiani?
13:54 Speaker 2: Al 4,62%. Ora,
13:56 Speaker 3: se posso avere un rendimento sicuro del 5% dai titoli di Stato americani, per chi dovrei rischiare in borsa?
14:02 Speaker 2: In teoria i mercati azionari dovrebbero crollare con tassi del genere.
14:05 Speaker 3: L'unica cosa che tiene sulle borse è la fede cieca nell'intelligenza artificiale.
14:09 Speaker 2: I mercati credono che l'IA aumenterà la produttività al punto da giustificare tassi così alti. Se salta questa convinzione l'atterraggio è un disastro.
14:17 Speaker 3: E intanto l'economia reale torna alle vecchie maniere. I dazi. USA e Cina hanno fatto un accordo per tagliare dazi reciproci su 60 miliardi.
14:26 Speaker 2: Merce agricole americane contro piccoli elettrodomestici cinesi.
14:30 Speaker 3: Ma la partita vera si gioca in Europa. Bruxelles ha dato un ultimatum a Pechino per ottobre chiedendo limiti volontari sull'export di auto elettriche.
14:38 Speaker 2: per salvare l'industria europea
14:40 Speaker 3: Che ha già perso 250.000 posti di lavoro. Non riuscendo a competere sui prezzi, Bruxelles cerca di alzare le barricate.
14:47 Speaker 2: Insomma, ricapitolando, siamo partiti dai tribunali, per il caso Regeni e dalla diplomazia paralizzata. Abbiamo visto un fisco che recupera scontrini, ma si regge su un misero 18% dei contribuenti.
14:58 Speaker 3: E poi salari divorati dall'inflazione, mentre la tecnologia cerca di nascondere le tensioni dei mercati. È la fotografia di una società profondamente frammentata.
15:08 Speaker 2: Ed è da questa frammentazione che chiudiamo con una provocazione. Leggevo l'editoriale di Vito Mancuso sulla stampa, a proposito della visita del Papa in Francia.
15:17 Speaker 3: Mancuso definisce il pontefice un leone erbivoro, se non sbaglio.
15:21 Speaker 2: Esatto. E analizza il bisogno disperato dell'Occidente di ritrovare un'identità sociale. In un'epoca di frammentazione estrema si cercano figure aggreganti.
15:30 Speaker 3: Ma se uniamo i puntini economici di oggi, la domanda da farsi è un'altra. Di fronte a divari di genere, salari crollati e mance elettorali pagate sempre dai soliti, la società sta davvero cercando un'identità o sta solo cercando un salvatore per non guardare in faccia la realtà?
15:46 Speaker 2: Viene il dubbio che gli elettori sperino nel leader carismatico di turno per avere delle scorciatoie, pur di non affrontare la matematica fredda e strutturale di un'economia che viaggia a due velocità.
15:56 Speaker 3: Il problema è che se continui a ignorare l'aritmetica di base per inseguire promesse elettorali, prima o poi la matematica presenta il conto. E a quel punto non ci saranno tolleranze del 5% per gli errori in buona fede.
16:09 Speaker 2: Per non perdere le nostre analisi e continuare a decodificare le notizie con noi, vi invitiamo a cliccare su Segui nella vostra piattaforma di ascolto e a lasciarci una recensione a 5 stelle.
16:19 Speaker 3: Giornali chiusi.
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