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Dal Mar Rosso alla crisi degli stagisti | Lun 5 ott
•17:20

Dal Mar Rosso alla crisi degli stagisti | Lun 5 ott

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E se le prossime grandi trasformazioni politiche ed economiche fossero già in corso, molto prima che i loro effetti diventino evidenti?
La rassegna di oggi attraversa un mondo nel quale elezioni, guerre, inflazione, debito pubblico e rivoluzione tecnologica si intrecciano sempre più strettamente. Dal ballottaggio presidenziale in Brasile alla possibile svolta nelle Midterm americane, passando per la crisi politica spagnola e le nuove tensioni tra Europa e Russia, analizziamo gli equilibri che potrebbero ridefinire il prossimo ciclo geopolitico.
Partiamo dal Brasile, dove il primo turno delle presidenziali porta Flavio Bolsonaro e Luiz Inácio Lula da Silva al ballottaggio del 25 ottobre. La competizione non riguarda soltanto la successione alla presidenza: il rafforzamento del Partito Liberale al Senato modifica gli equilibri istituzionali e potrebbe condizionare profondamente la governabilità del Paese. Sullo sfondo, due visioni differenti del ruolo del Brasile nel mondo, tra autonomia strategica e maggiore integrazione nello schieramento promosso dagli Stati Uniti. 
Guardiamo poi agli Stati Uniti, dove le elezioni di Midterm iniziano a mostrare segnali di possibile cambiamento degli equilibri al Senato. Il costo della vita emerge come una delle principali preoccupazioni degli elettori, mentre alcuni Stati tradizionalmente favorevoli ai repubblicani diventano terreno di competizione. Un fenomeno che si inserisce in una più ampia crisi della rappresentanza occidentale, visibile anche nel Regno Unito e nell’Europa continentale.
In Spagna, la bocciatura dei provvedimenti sull’emergenza abitativa mette ulteriormente sotto pressione il governo di Pedro Sánchez e riapre il dibattito sulle elezioni anticipate. Ma il caso spagnolo offre anche una riflessione economica più ampia: il controllo degli affitti può davvero rendere più accessibile la casa oppure rischia di ridurre l’offerta e penalizzare proprio gli inquilini più fragili? Analizziamo le conseguenze delle politiche di calmieramento dei canoni e le lezioni provenienti da altre grandi città occidentali. 
Sul fronte della sicurezza europea, la visita del cancelliere tedesco Fred Merz a Kiev si svolge mentre la Russia continua a colpire infrastrutture strategiche ucraine. Berlino annuncia 1,3 miliardi di euro di nuovi aiuti, destinati anche a droni intercettori e al ripristino della rete elettrica. Ma la guerra non si combatte soltanto sul campo: cyberattacchi, sabotaggi, droni, disinformazione e pressioni sulle opinioni pubbliche fanno parte di quella guerra ibrida e sub-threshold che interessa sempre più direttamente la NATO, in particolare nell’area del corridoio di Suwalki e di Kaliningrad. 
Dal conflitto passiamo ai mercati. L’inflazione dell’Eurozona risale al 3,8%, mentre in Italia raggiunge il 4,2%, complicando ulteriormente le scelte della BCE. Christine Lagarde deve confrontarsi con un dilemma sempre più delicato: contrastare l’inflazione senza provocare una nuova stretta creditizia e una recessione, in un momento in cui anche l’elevato livello dei debiti pubblici rende più vulnerabili le economie europee. 
In Italia, il nuovo Documento Programmatico di Finanza Pubblica porta al centro del dibattito deficit, debito e margini di flessibilità europei. Il disavanzo previsto al 3,4% del PIL nel 2027 e un debito superiore al 138% riaccendono il confronto all’interno della maggioranza tra prudenza fiscale e richiesta di maggiori risorse per finanziare riforme e sostenere la crescita. Intanto, nel settore energetico, i profitti delle grandi compagnie petrolifere e i margini di trader e armatori raccontano come le crisi delle rotte commerciali possano redistribuire enormi quantità di valore lungo la catena dell’energia.
Ci occupiamo quindi dell’economia reale italiana, con i dati sulle crisi d’impresa, la diminuzione dei tirocini extracurriculari e il tema, ancora drammatico, della sicurezza sul lavoro. Ad Assisi, invece, il...