Elezioni in Spagna, export IA e PIL italiano | Mar 6 ott
Informazioni su questo episodio
E se dietro la corsa all’intelligenza artificiale, alle nuove elezioni e alle crisi geopolitiche si stesse già delineando il prossimo equilibrio mondiale?In questo episodio attraversiamo alcuni dei dossier più rilevanti del momento, tra rivoluzione tecnologica, nuove tensioni geopolitiche, elezioni decisive e un’Italia alle prese con crescita economica, industria e welfare. Dalla ricerca sul cervello all’espansione dei data center, passando per Spagna, Brasile, Yemen e Stati Uniti, il filo conduttore è uno: un sistema internazionale sempre più interconnesso e difficile da leggere attraverso una sola chiave di interpretazione.
Partiamo dalla scienza con il Premio Nobel per la Medicina 2026, assegnato a Carl Deisseroth, Peter Hegemann e Georg Nagel per gli sviluppi dell’optogenetica. Una tecnologia nata dagli studi sulle alghe e arrivata alla possibilità di controllare selettivamente l’attività dei neuroni attraverso la luce, aprendo nuove prospettive nello studio di memoria, dolore, sonno e malattie neurologiche.
Dalla ricerca passiamo all’intelligenza artificiale, dove la gigantesca ondata di investimenti nei data center americani sta producendo effetti anche sull’industria europea. Reti elettriche, cavi, turbine, sistemi di raffreddamento e infrastrutture energetiche diventano componenti strategiche della nuova economia dell’AI, alimentando ordini ed esportazioni di aziende come Siemens, Prysmian, ABB, Ansaldo Energia e Carel Industries. Ma emerge anche una domanda cruciale: quanto può essere sostenibile la crescita europea se dipende dalla continuità della spesa delle Big Tech statunitensi?
Il rapporto tra tecnologia, potere e democrazia torna anche sul piano culturale. Parliamo di Artificial, il film di Luca Guadagnino dedicato alle vicende di OpenAI e Sam Altman, e del confronto sul controllo etico di tecnologie capaci di concentrare risorse economiche e capacità decisionale su una scala inedita.
Sul fronte dei deepfake, analizziamo inoltre la scelta di Giorgia Meloni di tutelare il proprio timbro vocale e la propria identità sonora davanti al rischio di manipolazioni generate dall’intelligenza artificiale. Sul fronte geopolitico, guardiamo alla Spagna di Pedro Sánchez, alle elezioni anticipate e alle possibili conseguenze per gli equilibri dell’Unione Europea. La crescita economica convive con una crisi abitativa e con una crescente pressione politica, mentre un eventuale spostamento a destra di Madrid potrebbe modificare le maggioranze europee su difesa, immigrazione, transizione energetica e politica industriale.
Ci spostiamo poi sul Mar Rosso e sullo Stretto di Bab el-Mandeb, uno dei principali chokepoint del commercio mondiale. Il confronto tra governo yemenita e Houthi, il ruolo dell’Iran e la sicurezza delle rotte marittime riportano al centro una questione che riguarda direttamente energia, petrolio, gas, trasporti e catene globali di approvvigionamento.
In Sud America, il Brasile entra in una fase elettorale decisiva con la sfida tra Flávio Bolsonaro e Luiz Inácio Lula da Silva, mentre la crescita delle forze conservatrici latinoamericane riapre il confronto sugli equilibri politici dell’emisfero e sui rapporti con gli Stati Uniti. Guardiamo anche alle imminenti Midterm americane, alle tensioni sociali in Francia e all’aumento della pressione militare lungo il fianco orientale della NATO.
Un capitolo particolarmente delicato riguarda poi la biosicurezza in Siberia, dopo la morte di una ricercatrice dell’Istituto Antipeste di Shelekov. Le autorità russe parlano di una polmonite di origine sconosciuta, mentre ricostruzioni indipendenti hanno sollevato interrogativi su un possibile incidente di laboratorio. Le misure di isolamento e quarantena adottate sul territorio mostrano però quanto elevata sia la sensibilità del caso.
Infine torniamo in Italia, dove i dati Istat mostrano un’economia in crescita ma ancora segnata dalla perdita di potere d’acquisto e...
0:00 Speaker 2: Giornali aperti e notizie sul tavolo. Siete su due pagine.
0:04 Speaker 3: La rassegna stampa che vi racconta cosa conta davvero, senza rumore di fondo.
0:08 Speaker 2: Oggi abbiamo tre macro temi che stanno praticamente ridisegnando gli equilibri globali. Partiamo dalle elezioni anticipate in Spagna e da come questa mostra rischia di paralizzare l'intera Unione Europea.
0:19 Speaker 3: Poi guardiamo a un paradosso tecnologico incredibile. L'intelligenza artificiale americana che, di fatto, sta salvando le esportazioni manifatturiere europee e italiane.
0:28 Speaker 2: E infine facciamo i conti con i numeri dell'Istat, quelli sulle crisi industriali. Perché il nostro PIL cresce sulla carta grazie al PNRR, ma il potere d'acquisto reale crolla e le fabbriche storiche chiudono. Insomma, un quadro bello denso.
0:44 Speaker 3: Cominciamo dalla Spagna, perché quello che succede a Madrid sta per bloccare Bruxelles.
0:48 Speaker 2: Giusto.
0:49 Speaker 3: Cora Media e la stampa dedicano molto spazio oggi all'annuncio del premier Pedro Sanchez. ha deciso di sciogliere le camere. Ci saranno elezioni anticipate il 29 novembre.
0:59 Speaker 2: Cioè con nove mesi di anticipo rispetto alla scadenza naturale.
1:02 Speaker 3: Esatto. La motivazione ufficiale del governo è che il Parlamento ormai è troppo stile. Non riescono a trovare una maggioranza per approvare le riforme.
1:11 Speaker 2: Però aspetta, c'è un cortocircuito logico enorme qui. Se noi guardiamo i dati macroeconomici, la Spagna oggi viaggia con una crescita stimata del 2,5%. Numeri
1:21 Speaker 3: altissimi per l'Europa di oggi.
1:23 Speaker 2: Ma infatti Francia e Germania se li sognano tassi del genere in questa fase di stagnazione. E poi il potere d'acquisto degli spagnoli è aumentato molto di più rispetto alle altre potenze europee.
1:33 Speaker 3: E non dimentichiamo i fondi del Next Generation EU. Grazie a quelli oggi più della metà dell'energia in Spagna arriva dalle rinnovabili.
1:41 Speaker 2: Quindi la domanda è inevitabile. Con una pagella economica così positiva, andare a elezioni anticipate sembra suicidio politico. Cosa non stiamo vedendo nei dati?
1:51 Speaker 3: Non stiamo vedendo la differenza tra i fogli di calcolo e la vita reale delle persone. Il podcast Viva Voce e un'analisi molto approfondita di El País spiegano proprio questa frattura.
2:03 Speaker 2: In che senso?
2:04 Speaker 3: Nel senso che il PIL cresce, sì, ma si schianta contro una crisi abitativa senza precedenti. Gli affitti e i prezzi delle case nelle città spagnole sono letteralmente esplosi
2:14 Speaker 2: Chiaro, quindi l'economia nazionale va bene, ma per il singolo cittadino pagare l'affitto diventa impossibile
2:20 Speaker 3: Precisamente. C'è rabbia sociale e l'opposizione la sta intercettando. I sondaggi per novembre danno il Partito Popolare al 33% e Vox al 18%.
2:29 Speaker 2: Insieme avrebbero la maggioranza assoluta.
2:32 Speaker 3: Certo, mentre il Partito Socialista di Sanchez si fermerebbe al 27% perdendo parecchi punti.
2:37 Speaker 2: Quindi la vera domanda per noi è un'altra. Se cade il governo a Madrid e le destre vanno al potere, cosa cambia per i famosi equilibri europei
2:46 Speaker 3: Cambia tutto. Il Sole 24 Ore, in un editoriale, descrive l'Unione Europea di oggi come una nave senza guida dritta verso una bufera.
2:54 Speaker 2: Rassicurante.
2:55 Speaker 3: Guardiamo il contesto. La Francia è in uno stallo politico totale e ha un debito pubblico al 119%. La Germania, che è sempre stata il motore, sta frenando di brutto sull'industria.
3:05 Speaker 2: E la
3:07 Speaker 3: Spagna è la quarta economia dell'Unione. Esatto. The Economist definisce Sanchez come l'ultimo vero baluardo della sinistra di governo in Europa. Se cade lui, l'intera architettura delle coalizioni a Bruxelles subisce un terremoto.
3:18 Speaker 2: Perché la commissione di von der Leyen si regge proprio su una maggioranza centrista. Se manca il piazzo spagnolo, tutto il blocco travalla.
3:25 Speaker 3: E la commissione sarà costretta a cercare voti sempre più a destra per non rimanere paralizzata.
3:30 Speaker 2: Il tempismo è pessimo. Abbiamo sul tavolo il finanziamento della difesa comune, le politiche migratorie, il debito condiviso, Se bisogna rinegoziare ogni singola misura, andiamo incontro a un periodo di veti incrociati che ci costerà tantissimo in termini di competitività.
3:45 Speaker 3: Una paralisi politica che ci porta direttamente al secondo tema di oggi.
3:49 Speaker 2: Già, l'incapacità dell'Europa di muoversi compatta è il motivo per cui siamo così dipendenti dall'esterno su settori cruciali, come la tecnologia.
3:57 Speaker 3: Parliamo del paradosso tecnologico.
4:00 Speaker 2: Sì, il Corriere della Sera riporta un dato che, letta così, non ha senso. Italia e Germania hanno rivisto al rialzo le stime di crescita per il 2026. La Germania passa allo 0,13. L'Italia all'1%.
4:13 Speaker 3: Ma i consumi interni sono fermi.
4:15 Speaker 2: Ma infatti, allora chi traina queste percentuali? La risposta è incredibile. I data center per l'intelligenza artificiale che stanno costruendo negli Stati Uniti.
4:24 Speaker 3: Per capire perché dobbiamo guardare i volumi di investimento. Il premio Nobel Paul Krugman ha stimato che la spesa globale per l'IA sfiorerà i 2.000 miliardi di dollari l'anno.
4:34 Speaker 2: cifre fuori
4:35 Speaker 3: scala i colossi americani stanno costruendo infrastrutture ciclopiche ma c'è un limite logistico gli stati uniti hanno delocalizzato la manifattura pesante in asia per 30 anni
4:44 Speaker 2: quindi non hanno le fabbriche per produrre l'hardware fisico che serve a far girare il software
4:49 Speaker 3: esattamente e qui entra in gioco la nostra industria noi pensiamo all'intelligenza artificiale come al cloud a qualcosa di impalpabile
4:58 Speaker 2: invece serve acciaio cavi energia
5:00 Speaker 3: tantissima energia I dati dell'Istituto tedesco d'Estatis ci dicono che le esportazioni tedesche di quadri elettrici verso gli USA sono cresciute del 247%. E l'Istat
5:11 Speaker 2: certifica che l'export italiano di cavi in fibra ottica verso gli Stati Uniti è letteralmente raddoppiato in un anno.
5:17 Speaker 3: Se guardiamo le aziende italiane, i bilanci parlano chiaro. Prismian segna un più 36,5% nella divisione Digital Solutions.
5:25 Speaker 2: Ansaldo Energia ha avuto un'esplosione del 117% negli ordini di nuove turbine a gas. che servono centrali elettriche per alimentare questi server.
5:34 Speaker 3: E poi c'è il calore.
5:35 Speaker 2: I server fondono se non li raffreddi. Carrel Industries, un'azienda di Padova che fa sistemi di raffreddamento, ha visto i ricavi in Nord America fare un balzo del 55%. Insomma
5:45 Speaker 3: stiamo vivendo la corsa all'oro californiana. Solo che noi in Europa non cerchiamo le pepite, cioè i software di IA. Noi stiamo vendendo i picconi e le pale agli americani.
5:54 Speaker 2: Sì, l'hardware pesante.
5:56 Speaker 3: I bilanci oggi festeggiano, ma strategicamente è un disastro annunciato. Perché? Perché il vero valore, la ricchezza futura, sta nell'intelligenza artificiale stessa, non in chi fornisce i cavi. Il rischio è ripetere l'errore fatto dalla Germania con la Cina nei primi anni 2000. Ah
6:12 Speaker 2: quando Berlino esportava i macchinari per costruire le fabbriche cinesi. Sembrava un affare incredibile.
6:17 Speaker 3: Finché la Cina non ha imparato a replicare quei macchinari e si è messa a farseli da sola, buttando fuori dal mercato i tedeschi.
6:24 Speaker 2: Quindi fornire queste infrastrutture ci dà respiro oggi. Ma ci condanna alla totale dipendenza dalle scelte che prendono a San Francisco.
6:31 Speaker 3: Esatto. Stiamo diventando dei subappaltatori di lusso. Rinunciando a sviluppare il cervello del sistema, stiamo ipotecando la nostra sovranità digitale.
6:40 Speaker 2: E a proposito di vulnerabilità tecnologiche, facciamo tre brevi flash di raccordo su notizie che intrecciano scienza, difesa e geopolitica. Partiamo dalla medicina.
6:49 Speaker 3: Sì, Wilmidi e Cora parlano del Nobel per la medicina andato a Dicerot, Hegemann e Nagel per l'optogenetica.
6:56 Speaker 2: che detta così sembra complessa, ma il principio è affascinante. Sono partiti da un'alga unicellulare che si muove seguendo la luce. Hanno isolato la proteina responsabile di questa sensibilità.
7:07 Speaker 3: E poi hanno preso i geni di quell'alga e li hanno messi nei neuroni di animali da laboratorio. In pratica hanno reso le cellule del cervello sensibili alla luce.
7:15 Speaker 2: E usando impulsi luminosi precisissimi tramite fibra ottica, riescono ad accendere o spegnere specifici gruppi di neuroni.
7:23 Speaker 3: È una precisione che potrebbe rivoluzionare la cura di malattie come Parkinson o Alzheimer.
7:28 Speaker 2: Dalla scienza passiamo alla sicurezza digitale. Cora segnala che la premier Giorgia Meloni ha fatto una mossa che crea un precedente giuridico pazzesco. Ha registrato il suo timbro vocale all'Ufficio dell'Unione Europea per la Proprietà Intellettuale.
7:40 Speaker 3: Ha depositato un file audio di 4 secondi in cui dice« Io sono Giorgia Meloni».
7:45 Speaker 2: Come fosse il marchio di un'azienda.
7:47 Speaker 3: È una mossa puramente difensiva. Serve per tutelarsi contro i deepfake generati proprio dall'intelligenza artificiale, quei cloni vocali che ormai sono un'arma politica.
7:56 Speaker 2: Si appoggia al famoso AI Act europeo, giusto?
7:59 Speaker 3: Sì, alla direttiva che entrerà in vigore a settembre 2025 che prevede pene dure per la manipolazione di contenuti biometrici. Registrando la voce come marchio, se qualcuno la clona, non si parla più di semplice diffamazione, ma di violazione della proprietà intellettuale, molto più facile da perseguire.
8:16 Speaker 2: Molto furbo. L'ultimo flash invece è geopolitico, e qui torniamo a paure molto fisiche. In Siberia c'è un allarme sanitario inquietante.
8:25 Speaker 3: Euronews e Will Media riportano la morte di una ricercatrice di 28 anni in un istituto russo che studia agenti patogeni ad alto rischio.
8:33 Speaker 2: Le fonti russe parlano di polmonite sconosciute. Ma fonti indipendenti suggeriscono che sia peste polmonare, sfuggita per un incidente in laboratorio.
8:42 Speaker 3: E la reazione dei servizi segreti russi, l'FSB, lo confermerebbe. Hanno isolato ospedali interi e messo in quarantena militare centinaia di persone.
8:50 Speaker 2: Roba da guerra fredda. E mentre la Siberia viene isolata, in Medio Oriente il governo iemenita ha lanciato un'offensiva contro le milizie UTI per riprendere lo stretto di Bab el- Mandeb.
9:00 Speaker 3: Non è un dettaglio da poco per l'economia globale. Da quello stretto passa l'11% del petrolio mondiale e il 12% del commercio marittimo. Chi controlla quel braccio di mare decide i prezzi delle nostre materie prime.
9:12 Speaker 2: Che ci porta direttamente all'economia di casa nostra, ai bilanci delle famiglie italiane. Il quotidiano L'altra voce smonta i dati Istat del secondo trimestre.
9:20 Speaker 3: Un quadro a tinte molto fosche.
9:23 Speaker 2: Eh sì, perché apparentemente il PIL cresce dell'1%, ma il potere d'acquisto delle famiglie cala dello 0,9%. La propensione al risparmio crolla al 6,7% e la pressione fiscale sale fino al 43,5%. Com'è
9:37 Speaker 3: possibile che il PIL salga ma i cittadini siano sempre più poveri?
9:40 Speaker 2: È la domanda centrale. La risposta sta in cosa spinge questo PIL.
9:45 Speaker 3: Milano Finanza analizza il documento programmatico di finanza pubblica e ammette chiaramente che è il PNRR ad averci salvato dalla recessione tecnica.
9:53 Speaker 2: I fondi europei.
9:54 Speaker 3: Si stima che l'impatto del PNRR sul PIL sarà del 9,2% da qui al 2031. Insomma, il PIL sale solo perché lo Stato sta iniettando miliardi per finanziare opere pubbliche.
10:04 Speaker 2: Infrastrutture, transizione ecologica. Ma questa spesa, dopo i numeri, nasconde una crisi strutturale della nostra economia reale, quella privata, che non regge più la competizione.
10:14 Speaker 3: E i casi industriali di questi giorni lo dimostrano in pieno.
10:17 Speaker 2: Il giornale e il Foglio citano due esempi emblematici. Il primo è l'ex Silva di Taranto. La Corte d'Appello di Milano ha appena ordinato lo spegnimento definitivo dell'area a caldo entro il 28 ottobre.
10:28 Speaker 3: Stabilendo che il diritto alla salute prevale su quello economico. Una sentenza storica per il più grande impianto siderurgico d'Europa.
10:35 Speaker 2: L'altro caso è a nord, Electrolux. Il colosso degli elettrodomestici taglierà 1250 posti di lavoro in Italia nei prossimi tre anni.
10:44 Speaker 3: Il settore del bianco è l'esempio perfetto di quello che dicevamo. I fondi del PNRR costruiscono i ponti, ma non abbassano il costo dell'energia che Electrolux deve pagare tutti i mesi.
10:53 Speaker 2: E non possono colmare la differenza sul costo del lavoro rispetto all'Asia
10:57 Speaker 3: Infatti Electrolux sta perdendo enormi fette di mercato a causa dei prezzi stracciati dei produttori cinesi. E ora c'è pure l'ombra di un'acquisizione da parte della cinese Midea. Insomma, il PIL sale per i cantieri di Stato, ma le nostre fabbriche chiudono.
11:11 Speaker 2: E se le fabbriche chiudono, calano gli stipendi privati. E quindi crolla il gettito fiscale. Questo ci porta a sbattere contro il grande muro del nostro welfare. Come paghiamo le pensioni?
11:22 Speaker 3: Il sole 24 ore snocciola le proiezioni sulla spesa pensionistica e c'è da spaventarsi. Nel 2027 l'Italia spenderà 366 miliardi e mezzo solo per le pensioni.
11:33 Speaker 2: Un aumento del 4,2%. E tutto questo a causa dell'indicizzazione all'inflazione.
11:39 Speaker 3: Cioè il meccanismo per cui se il costo della vita aumenta l'assegno pensionistico si alza per proteggere il pensionato.
11:46 Speaker 2: Giusto socialmente, ma un salasso enorme per i conti pubblici. Il governo infatti sta cercando di tagliare dove può, magari reintroducendo calcoli a blocchi. Ma c'è un paradosso nel paradosso, sollevato da avvenire. Quale Quello del lavoro domestico. Colf e Badanti. Parliamo di 3,4 milioni di persone coinvolte in Italia. Sai quanto monta il tasso di irregolarità? Al 50%. Metà lavora in
12:10 Speaker 3: nero
12:10 Speaker 2: Esatto. E la dinamica è perversa se ci pensi. Da un lato lo Stato si dissangua per pagare queste pensioni gonfiate dall'inflazione. Dall'altro quegli stessi anziani che prendono la pensione non hanno abbastanza soldi per pagare un'assistenza domiciliare regolare.
12:25 Speaker 3: Perché è un contratto regolare per un abadante a costi contributivi e fiscali troppo alti per una famiglia media.
12:30 Speaker 2: Quindi le famiglie si rifugiano nel lavoro nero.
12:33 Speaker 3: Ma pagando in nero creano un buco enorme di contributi e tasse che non arrivano allo Stato. Tasse che servirebbero proprio a finanziare quel sistema di welfare che sta collassando.
12:42 Speaker 2: È il serpente che si morde la coda. Nessuno ne esce vincitore.
12:45 Speaker 3: Assolutamente.
12:46 Speaker 2: Proviamo a fare una sintesi rapida dei temi di oggi. Le elezioni anticipate in Spagna minacciano di paralizzare la Commissione europea proprio quando servirebbe decisionismo.
12:55 Speaker 3: Poi l'intelligenza artificiale americana tiene in piedi i bilanci delle nostre fabbriche avanzate, ma ci riduce a semplici fornitori di hardware, senza nessuna sovranità tecnologica.
13:04 Speaker 2: E per finire l'Italia, intrappolata tra un pil drogato dal PNRR, un'industria che non riesce a competere con l'Asia, È un sistema pensionistico che costa troppo, ma non basta a evitare il lavoro nero nelle case.
13:15 Speaker 3: Per chiudere con uno spunto di riflessione su dove stia andando davvero il potere, c'è un'intervista su Cora Media al regista Luca Guadagnino.
13:22 Speaker 2: Ha sul suo nuovo film su LIA?
13:24 Speaker 3: Sì, Artificial. Indaga la figura di Sam Altman e OpenAI. Guadagnino fa un'osservazione molto lucida. Dice che la concentrazione di ricchezza di queste aziende tech californiane ha superato quella di interi stati nazionali
13:37 Speaker 2: Verissimo.
13:37 Speaker 3: E sostiene che per trovare un limite o un'etica a questo strapotere tecnologico, non serve guardare a un futuro fantascientifico, basterebbe recuperare la visione del Novecento.
13:46 Speaker 2: Cioè, quando era lo Stato a dettare le regole alle corporazioni aziendali.
13:49 Speaker 3: Esatto, e non il contrario, come avviene oggi.
13:52 Speaker 2: Ed è un punto su cui vale davvero la pena riflettere per chi ci ascolta. Chi detiene davvero il potere oggi? I governi europei che cadono per le crisi interne? O le grandi aziende della Silicon Valley che comprano la nostra fibra ottica per costruire i cervelli di domani?
14:06 Speaker 3: Una bella domanda.
14:07 Speaker 2: Ve la lasciamo lì, l'invito come sempre è di seguire il nostro approfondimento sulla vostra piattaforma preferita e di lasciarci una valutazione a 5 stelle. Giornali chiusi.
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