Ethereum: il computer mondiale | CRYPTO
Informazioni su questo episodio
Ethereum può davvero diventare il computer mondiale?In questo episodio entriamo nel cuore di Ethereum, una tecnologia che non nasce semplicemente per creare una nuova moneta digitale, ma per costruire un’infrastruttura finanziaria e informatica globale, programmabile e decentralizzata. Dalla Ethereum Virtual Machine agli smart contract, analizziamo come il protocollo abbia trasformato la blockchain da semplice registro di transazioni a una vera e propria macchina a stati condivisa.
Partiamo dalla differenza fondamentale rispetto a Bitcoin: se Bitcoin è progettato principalmente per trasferire e conservare valore, Ethereum introduce la programmabilità. Attraverso gli smart contract, il network può eseguire automaticamente regole e operazioni complesse senza affidarsi a un intermediario centrale. È il passaggio da un registro contabile globale a una piattaforma sulla quale chiunque può costruire applicazioni.
Vediamo come funziona questa architettura: dagli account e dalle chiavi crittografiche al concetto di stato globale, passando per la Ethereum Virtual Machine e il Gas, il meccanismo che limita la complessità computazionale delle operazioni e protegge la rete da abusi e loop infiniti.
Analizziamo poi EIP-1559 e la particolare politica monetaria di Ethereum. La distinzione tra base fee, priority fee e max fee ha trasformato il sistema delle commissioni, mentre il meccanismo di burning introduce una dinamica deflattiva che collega direttamente l’utilizzo della rete all’offerta di Ether.
Un altro passaggio fondamentale è stato The Merge, con cui Ethereum ha abbandonato il Proof of Work per il Proof of Stake. Analizziamo cosa significa realmente questo cambiamento: dal consumo energetico alla sicurezza basata sul capitale, passando per staking, validatori, slashing e liquid staking.
Ma la vera sfida è la scalabilità. Ethereum ha scelto un approccio modulare e rollup-centrico, trasformando il Layer 1 in una sorta di tribunale supremo per i Layer 2. Optimistic Rollups, ZK Rollups ed EIP-4844 con i Blob rappresentano alcuni dei tasselli fondamentali di questa strategia, pensata per aumentare enormemente la capacità della rete senza sacrificare decentralizzazione e sicurezza.
Guardiamo infine alla prossima evoluzione dell’esperienza utente con Account Abstraction, social recovery, transazioni sponsorizzate e session keys, fino agli sviluppi futuri legati al parallelismo, alla separazione tra proposer e builder e alla resilienza della rete contro la minaccia dei computer quantistici.
La domanda di fondo è molto più grande di Ethereum stesso: può una rete decentralizzata diventare l’infrastruttura sulla quale costruire una parte significativa del sistema finanziario e digitale globale?
Un episodio per capire come funziona davvero Ethereum, perché la sua architettura è così diversa da quella di Bitcoin e quale potrebbe essere il ruolo della blockchain nell’evoluzione del Web3, della finanza e dell’economia digitale.
📰 Dal lunedì al sabato: la rassegna stampa per iniziare la giornata già aggiornati.
🎯 Ogni domenica: un episodio di approfondimento su un singolo tema.
🔔 Clicca su “Segui” o "Iscriviti" per non perdere i prossimi episodi.
Questo episodio include contenuti generati dall’IA.
0:00 Speaker 2: Siete su due pagine.
0:01 Speaker 3: Questo è l'episodio speciale della domenica. Oggi andiamo a fondo su Ethereum e l'architettura della blockchain programmabile.
0:08 Speaker 2: Allora, immaginate di trovarvi davanti a un distributore automatico. Inserite una moneta, premete un tasto e scende la bottiglietta d'acqua.
0:16 Speaker 3: Fin qui direi tutto normalissimo. L'azione più banale del mondo.
0:20 Speaker 2: Ehm, provate a immaginare se questo stesso distributore, utilizzando le monete che ha appena incassato... fosse in grado di pagare in totale autonomia la sua bolletta elettrica.
0:30 Speaker 3: Cioè senza nessun essere umano che passi a ritirare l'incasso e faccia il bonifico.
0:35 Speaker 2: Esattamente. Immaginate che quando i sensori rilevano che le bottigliette stanno per finire, lui invida solo l'ordine a un fornitore esterno ed emetta un pagamento digitale per il rifornimento.
0:48 Speaker 3: E magari se si guasta il motore del frigo chiama pure il tecnico.
0:51 Speaker 2: Praticamente sì. Pubblica un annuncio di lavoro. Assume il tecnico. e lo paga nel momento in cui il sensore della temperatura torna a livelli ottimali. Tutto questo avviene senza un essere umano proprietario, senza un'azienda alle spalle e senza un conto bancario.
1:09 Speaker 3: Messa in questi termini suona un po' come uno scenario di pura fantascienza, però immagino sia la metafora perfetta per inquadrare l'infrastruttura di cui parliamo oggi.
1:18 Speaker 2: È proprio così. Guarda, l'obiettivo di questo approfondimento è proprio smontare il motore di quello che viene definito il computer mondiale. E oggi lasceremo totalmente da parte i grafici di borsa, le fluttuazioni dei prezzi e tutta la speculazione finanziaria
1:34 Speaker 3: Un sollievo
1:35 Speaker 2: Andremo invece ad analizzare una tecnologia che sta cambiando alla radice le regole stesse su cosa sia un'applicazione. Capiremo chi è il potere di controllarla e cosa significa davvero la proprietà nel mondo digitale. Per farlo, però, dobbiamo partire dal passato.
1:50 Speaker 3: Un passo indietro necessario, direi. Perché quando si parla di blockchain, l'associazione mentale più immediata che facciamo è con bitcoin. Il dubbio sorge spontaneo, insomma. Che senso ha costruire un'intera nuova architettura globale quando esiste già una tecnologia solida e sicura dal 2009
2:08 Speaker 2: Perché nascono con due scopi radicalmente diversi. Diciamo che bitcoin fa una cosa sola e la fa in modo ineccepibile. Permette il trasferimento di valore tra due entità senza bisogno di un intermediario fidato.
2:21 Speaker 3: Come una banca centrale, insomma.
2:22 Speaker 2: Esatto. E per ottenere questa sicurezza granitica utilizza un modello contabile chiamato UTXO, che sta per Unspent Transaction Output.
2:32 Speaker 3: Ok, rendiamo questo acronimo comprensibile a chi ci sta ascoltando. All'atto pratico, come li gestisce questi soldi in modello?
2:41 Speaker 2: Funziona in modo molto simile al contante fisico. O, per usare un'immagine ancora più basilare, è come un pallottoliere. Immagina di avere una banconota da 50 euro e di doverne pagare 20 a un amico.
2:54 Speaker 3: Certo,
2:56 Speaker 2: non puoi strappare la banconota. Eh no, devi dare tutti 50 euro e il sistema registra che i 20 euro sono andati al tuo amico, restituendoti una nuova banconota da 30, come il resto. Non esiste un conto con un saldo totale in un singolo file.
3:10 Speaker 3: Quindi traccia solo i
3:12 Speaker 2: passaggi. Praticamente sì. Il sistema traccia solo l'origine e la destinazione di queste singole banconote non spese. Prende gli input, li distrugge e crea nuovi output.
3:23 Speaker 3: Un sistema contabile formidabile per evitare che qualcuno spenda soldi che non ha. Ma immagino che abbia limiti giganteschi se proviamo a fargli fare qualcosa di diverso da un pagamento.
3:33 Speaker 2: È un sistema estremamente rigido di proposito. Registra chi ha cosa ma non ha la capacità di eseguire calcoli complessi o di memorizzare regole logiche condizionali. Non puoi dirgli se succede questo evento tra tre giorni e allora spossa i fondi.
3:47 Speaker 3: Manca tutta la parte di programmazione.
3:49 Speaker 2: E qui entra in gioco Ethereum.
3:51 Speaker 3: Esatto. Nasce per superare esattamente questo limite. Invece di un pallottiere, introduce il concetto di macchina a stati globale e programmabile.
4:00 Speaker 2: Macchina a stati globale. Spieggiamo il meccanismo alla base per chi non mastica informatica.
4:05 Speaker 3: Allora, il cuore pulsante di tutto questo è la EVM, l'Ethereum Virtual Machine. E attenzione, non è un computer fisico in un capannone da qualche parte.
4:16 Speaker 2: Nienta server giganti con le lucine. No, è un ambiente computazionale emulato, un software che gira simultaneamente su ogni singolo nodo, ovvero su ogni computer che partecipa alla rete nel mondo. Ogni volta che c'è un'interazione... La EVM processa i calcoli e aggiorna lo stato globale.
4:36 Speaker 3: E questo stato globale sarebbe?
4:38 Speaker 2: È la fotografia esatta, istantanea e condivisa di tutti i conti, dei saldi e delle variabili interne alle applicazioni in quel preciso millisecondo. Visto che migliaia di computer processano lo stesso codice seguendo regole inflessibili, arrivano tutti allo stesso risultato deterministico. E
4:56 Speaker 3: su questo computer girano i famosi smart contract, i contratti intelligenti. che poi, stringendo il succo, non sono nient'altro che porzioni di codice autoesecutivo.
5:05 Speaker 2: La logica di base è il classico costrutto informatico del tipo se si verifica X, esegui Y.
5:11 Speaker 3: Certo, se il volo fa due ore di ritardo, che metti automaticamente il rimborso sull'assicurazione. O se il giocatore sconfigge il mostro, trasferisci la spada nel suo inventario.
5:20 Speaker 2: Proprio così. Niente intermediari umani per approvare le pratiche e niente rischio di inadimpimento una volta che il programma è lanciato. Per cristallizzare la differenza, insomma, Bitcoin è un immenso foglio Excel globale condiviso dove si aggiornano i saldi.
5:37 Speaker 3: Mentre Ethereum
5:38 Speaker 2: Ethereum è uno smartphone globale condiviso su cui chiunque può installare applicazioni che girano in contemporanea su migliaia di dispositivi.
5:48 Speaker 3: Sì, frena un attimo però. Smartphone globale, con calcoli eseguiti su migliaia di macchine in contemporanea. All'atto pratico, se io clicco un pulsante, migliaia di computer fanno la stessa identica addizione nello stesso secondo. Non è un'inefficienza logistica e di risorse mostruosa.
6:03 Speaker 2: È ridondante, certo.
6:05 Speaker 3: E allora perché far fare lo stesso calcolo a tutto il mondo invece di usare un normale server in cloud gestito da un colosso tech che costa una frazione ed è un milione di volte più veloce?
6:15 Speaker 2: Perché ti garantisce due cose fondamentali, l'immutabilità e la resistenza alla censura. Se un'applicazione finanziaria, un social, gira su un server cloud, l'amministratore delegato di quell'azienda ha il potere assoluto.
6:31 Speaker 3: Può staccare la spina quando
6:32 Speaker 2: vuole, in effetti. Eh sì! Può spegnere il server, cambiare le regole in corsa o bloccarti l'account. Sulla blockchain, invece, una volta che lo smart contract è stato distribuito, il suo codice diventa legge, inalterabile. Nessuno, nemmeno chi l'ha scritto, può modificarlo se non ha inserito esplicitamente una regola per farlo
6:51 Speaker 3: Nessun consiglio di amministrazione può spegnere l'infrastruttura, insomma.
6:54 Speaker 2: Semplicemente perché non c'è una spina centrale da staccare. È una garanzia matematica di neutralità.
7:00 Speaker 3: Capisco l'indipendenza strutturale ed è affascinante. Ma per interagire con queste applicazioni serve un punto d'ingresso. Su un cloud normale abbiamo nome utente e password, ma su questo computer decentralizzato come faccio a identificarmi?
7:16 Speaker 2: È qui che abbandoniamo il modello del pallottoliere a banconote ed entriamo nel modello basato sugli account. L'intera architettura è mappata attraverso indirizzi univoci e ogni indirizzo corrisponde a un account.
7:29 Speaker 3: E come si regge quest'account? Immagino non sia un semplice salvadanaio vuoto.
7:34 Speaker 2: No, infatti ha quattro pilastri fondamentali per capire come si muove l'informazione. Il primo è il nonce. È un contatore progressivo di tutte le transazioni inviate da quell'indirizzo.
7:45 Speaker 3: Cioè, fammi capire bene. Se io mando dei fondi, il sistema assegna un numero sequenziale a quell'operazione. A cosa serve all'atto pratico?
7:54 Speaker 2: Serve a prevenire i famosi attacchi di replica. Mettiamo caso che invii 100 euro per pagare l'affitto. Quella transazione è un pacchetto di dati. Senza il nonce, il tuo padrone di casa potrebbe prendere quel pacchetto, ripresentarlo alla rete dieci volte di fila e svuotarti il conto.
8:13 Speaker 3: Perché la rete crederebbe che sto autorizzando dieci pagamenti.
8:16 Speaker 2: Esattamente. Invece col nonce la firmi come transazione numero uno. Se lui ci riprova, la rete vede che hai già superato la numero uno e scarta il suo tentativo all'istante.
8:27 Speaker 3: Un meccanismo di sicurezza lineare. Il secondo pilastro suppongo sia il saldo effettivo.
8:32 Speaker 2: Il balance esatto. Quanta criptovaluta nativa possiedi, espressa in WEI, che è l'unità di misura minima e indivisibile. Poi abbiamo il terzo pilastro, lo storage root. È una sorta di impronta digitale criptografica che funge d'arcivio per l'account.
8:48 Speaker 3: E il quarto
8:49 Speaker 2: Il code hash, cioè il codice identificativo del software associato. E proprio in base a questo quarto pilastro, il sistema si divide in due categorie distinte.
9:01 Speaker 3: Gli externally owned accounts o AOA e gli smart contract accounts. Differenze pratiche per chi ci sta ascoltando.
9:10 Speaker 2: Gli AOA sono i normali portafogli degli utenti, delle persone fisiche. Sono controllati solo dalla criptografia. Hai una chiave pubblica, che è il tuo IBAN, e una chiave privata, che è la password assoluta per muovere i soldi. In questi account il code hash è completamente vuoto.
9:31 Speaker 3: Non contengono nessun programma,
9:31 Speaker 2: insomma. Niente codice. Gli smart contract accounts, al contrario, sono gestiti interamente dal loro codice interno. Hanno un archivio attivo e un code hash pieno di istruzioni. Ma hanno una caratteristica cruciale.
9:47 Speaker 3: Ovvero?
9:47 Speaker 2: Non possiedono una chiave privata.
9:50 Speaker 3: Aspetta, frena. Se non hanno una chiave privata, come fanno ad avviare un'azione? Un contratto, per quanto intelligente, rimane lì fermo e inerte finché qualcuno non gli dà un'imposta.
10:00 Speaker 2: Proprio così, un contratto non può svegliarsi la mattina, guardare il calendario e inviare una transazione da solo. Torniamo al nostro distributore automatico, alle regole blindate. Metti un euro e ti dà l'acqua, ma non può comprarsi l'acqua da solo?
10:16 Speaker 3: Certo, serve sempre una persona che inserisca la moneta.
10:19 Speaker 2: Esatto, serve l'utente fisico con il suo EOA che metta la moneta, firmi l'autorizzazione e faccia scattare l'ingranaggio del braccio meccanico.
10:29 Speaker 3: Quindi l'innesco parte sempre e solo da un portafoglio umano. Ma vediamo il ciclo di vita di questa transazione. L'utente decide di interagire col distributore e firma la richiesta con la chiave privata. Poi, nei sotterranei della rete, cosa succede?
10:44 Speaker 2: Il tuo portafoglio trasmette questo pacchetto di dati ai computer più vicini definendo destinatario, fondi e dati operativi e la transazione finisce nella mempool.
10:55 Speaker 3: La mempool, una sorta di enorme sala d'attesa globale.
10:59 Speaker 2: Una sala d'attesa gigantesca e caotica. I nodi della rete guardano lì dentro, pescano le transazioni, controllano che firme e fondi siano a posto e le impacchettano in un blocco.
11:11 Speaker 3: E a quel punto?
11:12 Speaker 2: A quel punto la IVM, il motore centrale, esegue le istruzioni una per una, aggiorna i saldi di tutti i soggetti in modo simultaneo e sigilla definitivamente il blocco nella cronologia.
11:25 Speaker 3: Sì, ma qui vedo un buco logico. Se chiunque può scrivere il codice di questi distributori... Cosa succede se un programmatore malintenzionato carica uno smart contract con un ciclo infinito?
11:36 Speaker 2: Eh, questo è un grosso rischio.
11:38 Speaker 3: Se io innesco un programma progettato per calcolare all'infinito e migliaia di computer nel mondo devono eseguire lo stesso calcolo, L'intero computer mondiale si congela, si blocca tutto.
11:49 Speaker 2: Hai toccato un punto nevralgico. In informatica si chiama problema della fermata. Ed è matematicamente impossibile sapere con certezza assoluta se un programma complesso andrà in loop continuo prima di eseguirlo. E per evitare che qualcuno paralizzi la vete mondiale è stata inventata una soluzione economica geniale e brutale. Il gas.
12:10 Speaker 3: Facciamo estrema chiarezza su questo termine perché crea tantissima confusione. Il gas non è una moneta a sé stante che compri in borsa.
12:18 Speaker 2: Assolutamente no. È un'unità di misura astratta. Misura l'esatto sforzo computazionale richiesto alla rete. Ogni singola operazione che il processore deve fare ha un costo prefissato nel protocollo. Un'addizione costa 3 unità di gas, un salvataggio di dati in memoria permanente ne costa 20.000.
12:36 Speaker 3: Quindi, praticamente, l'utente sta pagando per l'elettricità e l'usura dei processori di chi sostiene la rete.
12:43 Speaker 2: Esatto. L'utente converte un po' di criptovaluta nativa in gas al momento dell'invio. E qui il problema del ciclo infinito si risolve da solo. Se il programma entra in un loop, inizia a consumare gas a una velocità pazzesca.
12:57 Speaker 3: Fino a prosciugare i fondi
12:58 Speaker 2: Proprio così. Appena finiscono i fondi messi a disposizione dall'utente, la macchina stacca la corrente, blocca l'operazione e annulla tutto, per evitare danni. Ma si trattiene i soldi spesi fino a quel momento come pagamento per il disturbo. E la rete non si ferma mai.
13:14 Speaker 3: Geniale nella sua spietatezza, devo dire. Ma la gestione di questi costi storicamente era un disastro. Le tariffe fluttuavano in modo assurdo.
13:22 Speaker 2: Perché il vecchio sistema era una stalbuio. Gli utenti mandavano l'operazione nella sala d'attesa con un'offerta economica e i nodi pescavano semplicemente le offerte più alte per massimizzare i profitti.
13:34 Speaker 3: Chaos totale. Durante i picchi di traffico immagino la gente andasse nel panico
13:39 Speaker 2: Eh, per paura che la transazione restasse bloccata per ore, la gente sovrastimava le tariffe, scatenando guerre al rialzo. Questo fino all'aggiornamento EIP- 1559, che ha introdotto un modello algoritmico basato su tre parametri, base fee, priority fee e max fee.
13:57 Speaker 3: Quindi praticamente mandare un'operazione adesso è come prendere un taxi.
14:01 Speaker 2: L'analogia ci sta benissimo. Sali a bordo e c'è il tassametro base imposto dalla compagnia, la base fee, che sale o scende in base al traffico degli ultimi minuti. Ma la regola brutale è che questo tassametro non va nelle tasche dell'autista.
14:16 Speaker 3: E dove va?
14:17 Speaker 2: La rete lo prende e lo getta in un inceneritore. Lo brucia eliminandolo per sempre dalla circolazione.
14:24 Speaker 3: Bruciare i soldi. Spiegami il senso di distruggere denaro con cui gli utenti pagano un servizio perché ribalta completamente la logica economica tradizionale.
14:33 Speaker 2: È una mossa di politica monetaria integrata nel codice. Distruggendo valuta, toglie offerca dal mercato. Nei momenti di alto traffico, l'algoritmo brucia più valuta di quanta ne venga emessa per i validatori. Questo rende l'asset strutturalmente deflazionistico in quei frangenti. Parliamo di miliardi bruciati.
14:51 Speaker 3: E l'autista del taxi, insomma
14:55 Speaker 2: per cosa lavora se il tassame trova in fumo? Per la priority fee, la mancia. L'utente aggiunge una piccola somma extra che va direttamente a chi processa il blocco per incentivarlo e col max fee dichiari il tetto massimo che vuoi spendere e se avanza qualcosa il sistema te lo rimborsa in automatico al centesimo.
15:10 Speaker 3: Questo rende i costi prevedibili. Ma mettiamoci nei panni dei validatori, gli autisti del sistema. Prima incassavano tariffe intere, immensamente redditizie. Chi glielo fa fare oggi di tenere accesi enormi capannoni pieni di processori energivori per una frazione del guadagno?
15:30 Speaker 2: La risposta è semplice. Quei capannoni non esistono più. Hanno spento letteralmente i motori grazie all'aggiornamento più grande della storia informatica recente, noto come The Merge.
15:42 Speaker 3: Un cambio di paradigma totale. Abbandoniamo il proof of work dei minatori, ereditato da Bitcoin.
15:47 Speaker 2: Un sistema che sì garantiva sicurezza, ma con un impatto ambientale gigantesco. Macchinari specializzati che lavoravano 24 ore su 24, consumando l'energia di intere nazioni solo per risolvere un enigma matematico e proporre il blocco successivo.
16:03 Speaker 3: Con Demerge, invece, la rete si effusa a caldo con una catena parallela, passando al proof of stake. Sostituire il motore di un aereo mentre è in volo.
16:12 Speaker 2: Esattamente. In una notte i minatori fisici sono stati esautorati sostituiti da validatori virtuali e il consumo energetico globale della rete è crollato del 99,95% istantaneamente. È diventato il sistema su larga scala più ecologico del pianeta.
16:31 Speaker 3: Abbiamo tolto la forza bruta dei processori, ma all'atto pratico come metti in sicurezza un'infrastruttura globale senza quella barriera fisica di energia bruciata?
16:41 Speaker 2: sostituendo un lavoro energetico con il capitale a garanzia, lo staking. Per diventare un nodo e incassare ricompense e mance, devi bloccare 32 Ether in uno smart contract vincolante.
16:53 Speaker 3: Quindi non serve più il supercomputer, basta un portatile, ma serve una grossa cauzione.
16:58 Speaker 2: Esatto, e il sistema poi seleziona in modo casuale chi proporrà il blocco e chi lo controllerà.
17:04 Speaker 3: Facciamo l'avvocato del diavolo sul serio ora. Il sistema ha incentivi ma anche sanzioni pesanti, lo slashing. Se lavori male, la rete ti confisca i fondi e li distrugge. Ma se io sono onesto e salta la corrente del mio quartiere e vado offline? Mi vaporizzano la cauzione per un problema fuori dal mio controllo. È un rischio folle.
17:23 Speaker 2: Guarda, la rete è intelligente. Sa distinguere benissimo tra pigrizia e malizia. Se vai offline per un temporale, subisci solo una piccolissima penalità per inattività. Una lenta erosione che equivale più o meno a ciò che avresti guadagnato restando online.
17:38 Speaker 3: E la ghigliottina dello slashing quando scatta allora
17:42 Speaker 2: Solo per un'azione matematica e inequivocabilmente ostile. Ad esempio, se usi le tuoi chiali per firmare due versioni contrastanti della realtà, provando a sdoppiare la catena per truffare il sistema. Lì la rete distrugge il tuo capitale e ti espelle per sempre.
17:57 Speaker 3: Chiarito questo, c'è un problema sociale enorme. La barriera d'ingresso, 32 Ether, sono una cifra enorme per un utente normale. Non rischiamo di creare un'oligarchia chiusa dove solo i ricchi validano e incassano come nel sistema bancario tradizionale?
18:13 Speaker 2: Sarebbe andata proprio così se lo sviluppo non avesse introdotto l'aggiornamento Chapella. Prima di Chapella, i fondi depositati erano bloccati dentro al sistema senza via d'uscita. Chapella ha sbloccato la liquidità permettendo i prelievi e questo ha fatto fiorire i pool di validezioni indiretti.
18:29 Speaker 3: La frammentazione della quota d'ingresso, insomma
18:31 Speaker 2: Mettiamola così. Se tu hai solo una piccola frazione di Ether, la metti in un contratto pubblico. Il contratto somma migliaia di queste microquote, raggiunge i 32 Ether e accende un nodo gestito da professionisti. Loro si tengono una micro- commissione per il disturbo e tu ricevi la tua quota proporzionale di rendimento. Il sistema rimane aperto e ultrademocratico.
18:58 Speaker 3: Ricapitoliamo, abbiamo un computer mondiale ecologico con costi prevedibili, defrazionistico e democratico. Ma quanto è veloce? Perché se tutta la popolazione mondiale lo usasse domani per pagare il caffè, i computer imploderebbero sotto il peso dei dati.
19:14 Speaker 2: E imploderebbero all'istante a causa di un limite fisico invalicabile, il trilemma della blockchain. Il teorema dice che puoi ottimizzare al massimo due caratteristiche tra decentralizzazione, sicurezza e scalabilità.
19:29 Speaker 3: Quindi devi sempre sacrificarne una. E il livello base, il layer 1, cosa ha scelto?
19:34 Speaker 2: Ha scelto di dare priorità incondizionata a decentralizzazione e sicurezza. Per mantenere la rete incensurabile e indipendente, chiunque deve poter verificare il sistema usando un hardware banale come il PC di casa. Se allargassi
19:50 Speaker 3: i blocchi per farci stare i caffè di tutto il mondo, il peso dei dati richiederebbe server industriali da centinaia di migliaia di euro. E addio decentralizzazione.
19:59 Speaker 2: Esatto. In un anno il potere finirebbe in mano a tre megacorporazioni e l'esperimento fallirebbe.
20:04 Speaker 3: E allora come lo risolvi l'enigma per gestire il traffico globale?
20:08 Speaker 2: con la roadmap roll- up centrica. Sposti il traffico ordinario, il layer 1 diventa solo un tribunale supremo, un livello che fornisce esclusivamente regolamento finale e sicurezza inattaccabile, mentre le transazioni si spostano sulle autostrade parallele, i layer 2. I
20:28 Speaker 3: famosi roll- up, insomma. Spiegami il meccanismo di base di queste
20:30 Speaker 2: reti secondarie. Un roll- up è una rete separata, velocissima ed economica. Gli utenti muovono i fondi lì, pagano quasi nulla, e hanno conferme immediate. Poi, periodicamente, il Rallup comprime decine di migliaia di queste transazioni in un pacchetto minuscolo e manda una singola ricevuta sintetica al Tribunale Supremo giù nel Layer 1. Ho
20:53 Speaker 3: capito. Dividi il costo di una singola spedizione su centinaia di migliaia di utenti, quindi per il singolo il costo rasenta lo zero. Ma dal punto di vista tecnologico, come fa il Tribunale a fidarsi che il roll- up non stia falsificando i saldi in quella ricevuta
21:10 Speaker 2: Ci sono due approcci tecnologici, gli optimistic roll- up e gli ZK roll- up. Gli optimistic roll- up, come dice il nome, si basano sul principio del fidati ma verifica. Il Tribunale registra i dati credendoli corretti, ma lascia aperta una finestra temporale di sette giorni.
21:29 Speaker 3: Sette giorni di tempo. Per fare cosa esattamente?
21:32 Speaker 2: in cui sette giorni qualsiasi computer al mondo può scaricare i dati e rifare la matematica. Se scopre un errore o un doppio pagamento, manda una prova di frode al Layer 1. Il tribunale esamina, cancella il pacchetto falso e sanziona con multe enormi chi ha gestito il roll- up. Teoria dei giochi pura. Mentire costa troppo
21:54 Speaker 3: Frena, frena. Sette giorni per avere la certezza assoluta in un optimistic roll- up. In un mondo digitale, dover aspettare sette giorni per poter muovere i fondi verso un'altra rete è un'eternità. Come si risolve questo ostacolo per l'utente?
22:09 Speaker 2: All'atto pratico, l'utente non aspetta mai sette giorni perché il libero mercato ha creato i fornitori di liquidità. Entità terze che analizzano la tua transazione. Sanno che se la tua matematica è corretta al primo secondo non verrà mai contestata e quindi ti anticipano istantaneamente i fondi a destinazione. trattenendo una minuscola commissione per accollarsi l'attesa burocratica dei sette giorni.
22:32 Speaker 3: L'architettura aspetta, ma l'utente vive un'esperienza istantanea. E per la seconda categoria, gli ZK roll- up.
22:40 Speaker 2: ZK sta per Zero Knowledge. Qui abbandoniamo l'ottimismo e abbracciamo la certezza matematica immediata. Usano algoritmi criptografici che allegano al pacchetto compresso una validity proof, una prova matematica che dimostra incontrovertibilmente che tutte le transazioni sono valide, senza rivelarne i dettagli.
23:01 Speaker 3: E il layer 1 verifica in una frazione di secondo.
23:04 Speaker 2: Magia matematica, insomma. Ma se sono così superiori, perché usare ancora gli optimistic roll- up?
23:10 Speaker 3: Perché generare queste prove richiede una potenza di calcolo mostruosa ai server del roll- up. Ed è tecnicamente difficilissimo renderle compatibili con i vecchi programmi della IBM. Gli Optimistic sono più facili da costruire. Però fino a poco tempo fa, anche usando i roll- up e comprimendo i dati, i costi erano ancora alti. Decine di centesimi o dollari. Ma scusa, se dividi la spedizione su mille persone, non dovrebbe sfiorare lo zero assoluto il prezzo.
23:35 Speaker 2: Il problema non era il calcolo, ma la memoria. I roll- up dovevano saldare questa immensa massa di dati, Dentro il Caldata, uno spazio di archiviazione permanente del Layer 1, entrando in competizione con gli utenti normali. E nell'informatica decentralizzata, la memoria eterna costa carissima. Tutti i nodi mondiali erano obbligati a scaricarla e tenerla sui dischi fissi per sempre.
23:58 Speaker 3: Archivi storici perenni, un peso insostenibile che faceva schizzare il gas. Serviva chiaramente un salto di paradigma e qui entriamo nell'aggiornamento. Denkun,
24:07 Speaker 2: che ha introdotto la proposta EIP- 4844 o Proto- Dunk Sharding, sbloccando i famigerati blob.
24:14 Speaker 3: Che sarebbero materialmente?
24:16 Speaker 2: Vagoni supplementari agganciati ai blocchi. Sono pacchetti di dati compressi, carichi di informazioni provenienti dai Layer 2. La differenza abissale col passato è la scadenza. I blob non inquinano la memoria permanente. Vengono tenuti sui dischi dei nodi solo per circa 18 giorni e poi vengono cancellati definitivamente.
24:42 Speaker 3: Ma cancellare dati da una blockchain non è un po' un'eresia rispetto all'idea di un registro storico incensurabile?
24:48 Speaker 2: Non si capisce lo scopo di quei dati. I 18 giorni bastano e avanzano per far confermare la matematica agli Zetacarolap e far scadere i 7 giorni di contestazione degli Optimistic. I blob sono esattamente come le storie sui social media.
25:04 Speaker 3: Ci sono per 24 ore e poi spariscono
25:07 Speaker 2: Esatto. Contengono informazioni vitali in quel momento preciso, per garantire la trasparenza. Ma una volta che lo Stato è confermato, non ha senso intasare i dischi fissi mondiali per l'eternità. Questo svuotamento ha fatto crollare brutalmente i costi dei Layer 2 fino al 99% in una notte. Transazioni letteralmente passate da un dollaro a frazioni infinitesimali di centesimo.
25:35 Speaker 3: Abbattimento dei costi eccellente, ma resta l'enorme nodo dell'usabilità utente e si affronta con l'aggiornamento Pectra e l'account abstraction. Cerchiamo di capire perché era un aggiornamento urgente per l'adozione di massa.
25:47 Speaker 2: Perché fino a oggi, per usare questa rete, dovevi operare quasi come un esperto criptografo. Devi nascondere in cassaforte 24 parole inglesi casuali, la famosa frase seme, sapendo che se le perdi ti giochi i risparmi della vita. E in più c'è il calvario del gas, devi sempre avere un po' di ether nel portafoglio per muovere qualsiasi cosa, se no sei paralizzato.
26:11 Speaker 3: Un'esperienza frammentata e ansiogena
26:13 Speaker 2: per chiunque. Esatto. E l'account abstraction distrugge questa barriera, permettendo a un normale portafoglio utente di acquistare temporaneamente per una transazione le stesse abilità logiche di uno smart contract. Diventa programmabile.
26:29 Speaker 3: Facciamo esempi concreti. Account abstraction significa che un nonno che non sa nulla di stringhe alfanumeriche può recuperare il suo wallet con l'impronta digitale, senza scriversi le 24 parole.
26:40 Speaker 2: Assolutamente. Si chiama social recovery. Scrivi nel codice del conto che se perdi il telefono puoi ripristinare l'accesso con l'approvazione incrociata dell'iPad di tua moglie e di una chiave biometrica depositata. Addio singolo punto di fallimento umano.
26:58 Speaker 3: E per quanto riguarda il dover sempre avere gli spiccioli di Ether per pagare il carburante della rete?
27:03 Speaker 2: Sblocca le transazioni senza gas, le gasless transactions. Sviluppi un videogioco blockchain. Puoi dire alla rete che le bollette del gas dei tuoi giocatori le paghi direttamente tu, dal conto aziendale invisibilmente. Oppure se sposti dollari digitali, l'app preleva un centesimo di dollaro, lo converte dietro le quinte e ti paga il gas.
27:23 Speaker 3: Rendendo il tutto fluido come l'app della banca. Un altro aspetto cruciale di Pectra sono le session keys, le chiavi di sessione.
27:31 Speaker 2: Utilissime. Pensa ai pop- up continui per apporre la firma crittografica ogni volta che fai un'azione in un gioco o un'app.
27:39 Speaker 3: Logorante.
27:40 Speaker 2: Con le chiami di sessione firmi una sola volta all'inizio della partita, delegando al portafoglio l'autorizzazione a firmare in automatico per due ore, ponendo un tetto massimo di spesa. Giochi senza interruzioni e poi il permesso evapora.
27:53 Speaker 3: Questo fluidifica tutto il lato utente incredibilmente. Ma Pectra interviene anche sui limiti fisici dei nodi con la proposta EIP 75151, il Max EIB. Per quale motivo si è dovuto intervenire sul tetto dei 32 Ether per i validatori?
28:11 Speaker 2: Perché se sei un gigante infrastrutturale e gestisci 32.000 Ether, non puoi metterli in un solo supernodo. Devi accendere e far dialogare mille nodi separati, intasando la rete di messaggistica interna globale, stressando la banda Internet di tutti.
28:26 Speaker 3: Da qui il MaxB, l'innalzamento del limite a 2948 Ether per i grandi operatori, pur rasciando la soglia minima a 32
28:34 Speaker 2: consolidano mille server in un'identità gigantesca, riducono il rumore e la congestione interna e rendono il motore snello. E questo ci porta dritti al cantiere del futuro. Aggiornamenti dalle sigle complesse come Fusaka e Glamsterdam per preparare la rete ad assorbire il traffico finanziario globale.
28:54 Speaker 3: Per assorbire quel traffico devi risolvere colli di bottiglia logistici mostrosi. L'aggiornamento Fusaka implementa il PeerDAS, il campionamento della disponibilità dei dati,
29:05 Speaker 3: C'entra con i blob temporanei
29:06 Speaker 2: dei roll- up, giusto? Sì, perché oggi i nodi scaricano i blob per intero, ma domani, con migliaia di roll- up paralleli, i gigabyte in entrata intaserebbero fisicamente la connessione internet dei piccoli validatori a casa, uccidendo di fatto la decentralizzazione. Col PIRDAS i nodi non scaricano più file interi, ma analizzano statisticamente piccole frazioni casuali della rete per avere la certezza che i dati ci siano.
29:36 Speaker 3: Cambio di paradigma sulla distribuzione del carico. Geniale! ma nel cantiere del futuro si parla anche di glam stardom che introduce la separazione tra chi costruisce il blocco e chi lo propone la epbs centra colmev il valore massimo estraibile dai nodi all'atto pratico dov'è il problema se il validatore fa entrambe le cose
29:55 Speaker 2: Immagina la sala d'attesa alla main pool come un tavolo da poker a carte scoperte. Se tu, validatore, vedi che un utente sta per comprare un milione di dollari di un token, sai che il prezzo schizzerà. Inserisci la tua transazione un millisecondo prima.
30:11 Speaker 3: Compro a prezzo basso, lascio passare il suo ordine, che alza il valore, e rivendo all'istante lucrando senza rischio sui suoi soldi. Opportunismo spietato.
30:20 Speaker 2: E per disarmare queste dinamiche predatorie e proteggere gli utenti, Glamsterdam separa i ruoli. Da una parte esperti che costruiscono il blocco ciecamente, dall'altra il validatore che deve solo approvarlo senza poter sbirciare o alterarne l'ordine per il proprio tornaconto
30:39 Speaker 3: E in Glamsterdam c'è pure l'elaborazione parallela, i BALS
30:41 Speaker 2: Attraverso tabelle di accesso le transazioni dichiarano in anticipo quali account andranno a toccare. Se la mia e la tua non si incrociano minimamente, il motore le calcola in parandello nello stesso istante su core diversi. Questo balzo in efficienza decuplicherà il limite del gas da 60 a 200 milioni.
30:58 Speaker 3: Insomma, PBS, PRTAS, elaborazione parallela. Stringendo il succo, mi stai dicendo che in futuro chiunque con un portatile da discount potrà validare il più grande sistema finanziario senza crollare sotto decenni di cronologia?
31:12 Speaker 2: Esatto. Questo è l'obiettivo estremo. Creare clienti senza stato, tramite Verkle Trees. In futuro, un computer non dovrà più scaricare gigabalt di vecchi saldi per sapere se un pagamento è valido. Riceverà prove crittografiche, così minuscole ed efficienti, che basterà un cellulare per analizzarle e partecipare alla sicurezza del network. Zero barriere fisiche.
31:37 Speaker 3: E poi si arriverà alla Single Slot
31:40 Speaker 2: Finality, giusto? Eh sì, dai! Dai 15 minuti attuali per avere la certezza assoluta e irrevocabile di un blocco, si passerà a circa 12 secondi netti. Economia mondiale definitiva e inalterabile, regolata più volte al minuto.
31:54 Speaker 3: Tiriamo le somme di questo percorso infinito. Siamo partiti dal modello a pallottoliere e siamo arrivati alla scomposizione modulare più complessa mai vista.
32:02 Speaker 2: Abbiamo un livello base verde in proof of stake, ultrasicuro e deflazionistico, che fa solo da giudice supremo e base dati. Sopra scorrono le rete veloci e i blob dei Layer 2 per microtransazioni quasi gratuite. E lato utente, i portafogli programmabili della Account Abstraction.
32:21 Speaker 3: Lasciare chi ci ascolta senza un'ultima riflessione, però, sarebbe un peccato. Parliamo di un'infrastruttura che candida a sostenere l'economia globale. Ma cosa succede quando l'informatica hardware farà il tanto atteso balzo quantistico?
32:34 Speaker 2: È uno scenario tanto affascinante quanto inquietante. L'arrivo di computer quantistici pienamente operativi renderà vulnerabili le firme digitali standard a curva ellittica. In teoria potranno craccare le password di ogni database tradizionale o banca mondiale, esponendo ogni singolo segreto e conto.
32:53 Speaker 3: E come ci si prepara a una minaccia di questa portata, che non esiste nemmeno ancora materialmente?
32:59 Speaker 2: La forza di una blockchain modulare in continua mutazione è che la sua roadmap prevede già la risposta nel codice genetico. Si stanno testando integrazioni di criptografia post- quantistica e prove a conoscenza zero per sostituire in corsa le vecchie firme. Non stiamo guardando un software finito, ma un organismo vivo che si autoriscrive per difendersi da minacce future.
33:20 Speaker 3: Direi che con questa suggestione abbiamo sviscerato a doveri il tema di oggi. Seguite due pagine e lasciate una recensione a 5 stelle se questo approfondimento vi è stato utile.
33:29 Speaker 2: Alla prossima!
Podbean