Decreto Sicurezza e la bomba del TFR | Mer 21 ott
Informazioni su questo episodio
Guerra alle manifestazioni o emergenza sociale? Dal nuovo Decreto Sicurezza alla diplomazia di TrumpIn questo episodio analizziamo le novità legislative, le tensioni sociali e i delicati equilibri geopolitici ed economici del giorno: dall'approvazione del nuovo Decreto Sicurezza in Italia alle manovre diplomatiche sull'Ucraina, fino ai nodi della manovra economica e al voto nei Balcani .
Partiamo dall'Italia, dove il Consiglio dei Ministri ha varato l'ottavo Decreto Sicurezza, introducendo il reato di partecipazione violenta alle manifestazioni, la presunzione di imputabilità per i minori dai 14 anni, il fermo preventivo e l'invio di 500 militari a Milano . Un provvedimento che riaccende lo scontro tra Governo e magistratura e che ha scatenato il dibattito pubblico, come il confronto tra artisti del calibro di Marracash e Fedez sulle contraddizioni del successo, le disuguaglianze e la rabbia della Gen Z .
Ci spostiamo poi sul fronte internazionale, dove la diplomazia per il conflitto in Ucraina vede l'inviato statunitense Steve Witkoff in missione a San Pietroburgo dopo il vertice di Oslo . Intanto, l'Alto Rappresentante UE Kaja Kallas accusa apertamente Washington di voler spingere Kiev alla resa , mentre sullo sfondo emergono le tensioni istituzionali a Bruxelles , la nuova strategia europea per l'Artico e le imminenti elezioni in Serbia, segnate dalle proteste studentesche e dallo scandalo dello spyware Pegasus .
In Italia tiene banco anche il capitolo economico: il Governo valuta una manovra da 29 miliardi tra tagli Irpef e aiuti sull'energia , mentre la Corte Costituzionale e i tribunali mettono sotto pressione i conti pubblici sul Tfr differito dei dipendenti statali . Sul piano industriale si attende la decisione della Cassazione sullo stop all'area a caldo dell'ex Ilva di Taranto , mentre le parole del Presidente Mattarella riportano la massima attenzione sull'emergenza dei morti sul lavoro .
Parleremo anche dei blocchi stradali degli autotrasportatori sul caro-gasolio , dei coprifuoco mirati annunciati in Francia , del futuro di Christine Lagarde alla BCE e del fenomeno dei "pensionati attivi" tra i liberi professionisti italiani .
Un episodio per capire come sicurezza, geopolitica, finanza e diritti stiano trasformando lo scenario italiano ed europeo — e quali conseguenze potrebbero avere sulla vita di tutti i giorni.
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0:00 Speaker 2: Giornali aperti e notizie sul tavolo. Siete su due pagine.
0:04 Speaker 3: La rassegna stampa che vi racconta cosa conta davvero, senza rumore di fondo
0:08 Speaker 2: Allora, oggi i giornali sono attraversati da una tensione molto chiara. C'è questo scontro costante tra le toppe a breve termine e, insomma, le conseguenze a lungo termine.
0:19 Speaker 3: I temi sono decisamente densi oggi.
0:21 Speaker 2: Infatti partiamo dall'ordine pubblico, quindi il nuovo decreto sicurezza e questa rabbia generazionale che vediamo nelle piazze. Poi passeremo ai conti dello Stato
0:30 Speaker 3: Tra manovre in bilico, scioperi e la bomba a orologeria del TFR pubblico.
0:36 Speaker 2: Esatto. E chiuderemo sulla geopolitica, con l'Europa che cerca disperatamente autonomia nell'Artico mentre subisce le pressioni americane sull'Ucraina.
0:45 Speaker 3: Entriamo subito nel merito del decreto sicurezza. È l'ottavo di questo governo e, guarda, segna un netto cambio di paradigma giuridico. I dati riportati da Will Media e Cora Media si concentrano su un nuovo reato specifico.
0:58 Speaker 2: Parliamo della partecipazione violenta alle manifestazioni.
1:01 Speaker 3: Sì, la norma stabilisce che se all'interno di un corteo un gruppo di 5 o più persone usa bastoni, lancia petardi o compie atti pericolosi, scattano sanzioni durissime. Fino a 5 anni di carcere e 20.000 euro di multa.
1:15 Speaker 2: Cifre importanti. E se non sbaglio ci sono anche delle aggravanti.
1:18 Speaker 3: Assolutamente. Le pene aumentano ulteriormente in caso di volto coperto.
1:22 Speaker 2: Aspetta, però chiariamo un meccanismo centrale. Perché c'è un passaggio che altera radicalmente l'approccio giudiziario specialmente verso i minori. Si interviene sul fermo preventivo e sull'imputabilità.
1:33 Speaker 3: E il punto focale è proprio l'inversione dell'onere della prova. Fino a ieri il sistema minorile chiedeva all'accusa di dimostrare che il minore avesse la maturità per comprendere le sue azioni.
1:43 Speaker 2: Nel momento esatto in cui commetteva il reato, certo.
1:45 Speaker 3: Ora invece, per chi ha più di 14 anni, si presume da subito l'imputabilità. Sarà la difesa a dover fornire le prove di un'eventuale assenza di maturità. E a questo si aggiunge l'invio di 500 militari a Milano fino a fine anno.
1:59 Speaker 2: Ecco, qui sorge un dubbio strutturale. Puntare tutto sull'effetto deterrente e sulla presenza militare, voglio dire, somiglia un po' a voler mettere un coperchio di piombo su una pentola a pressione.
2:10 Speaker 3: Ignorando il calore che c'è sotto
2:11 Speaker 2: Esatto, ignori il fuoco. E questa impostazione solleva critiche aspre proprio da chi l'ordine pubblico deve garantirlo. Cora Media riporta un intervento durissimo di Giuseppe Tiani, del sindacato di polizia SIAP. Tiani definisce l'uso dei militari per funzioni di polizia giudiziaria una, cito, torsione autoritaria. Ma solleva anche un nodo contabile. Cioè, prima di pagare nuovi fondi per l'esercito, lo Stato dovrebbe saldare ai poliziotti 117 milioni di euro di straordinari.
2:42 Speaker 3: Relativi
2:42 Speaker 2: al 2025, sì. Ancora non pagati. Più altri 25 milioni per l'adeguamento degli alloggi.
2:47 Speaker 3: Questa tensione finanziaria delle forze dell'ordine si incrocia inevitabilmente con la rabbia sociale. E per capire il perché dei disordini, un'analisi dei riformista offre una chiave di lettura basata sulla demografia pura.
3:00 Speaker 2: L'Europa che invecchia
3:01 Speaker 3: È un'aritmetica spietata. Gli over 65 sono passati dal 17 al 22% in pochi anni. L'elettore mediano, quello che di fatto decide le elezioni, è anagraficamente anziano.
3:13 Speaker 2: Quindi vota per proteggere il suo presente.
3:15 Speaker 3: Esatto, la stabilità delle pensioni e i consumi attuali. Nessun governo ha convenienza politica a imporre sacrifici immediati per pianificare un futuro lontano.
3:25 Speaker 2: Mentre dall'altra parte hai una disoccupazione giovanile europea al 15,4%. E in Italia quasi il 70% dei giovani dichiara di non sentirsi rappresentato.
3:36 Speaker 3: E la violenza di piazza diventa il sintomo estremo di questa esclusione.
3:40 Speaker 2: Però fammi dire, è una generazione che esprime questa frustrazione attraverso dinamiche piene di contraddizioni. C'è un dibattito, ripreso da Will Media, tra artisti molto influenti come Marrakesh e Fedez. Parole che hanno una cassa di
3:52 Speaker 3: risonanza enorme sui social.
3:55 Speaker 2: Assolutamente. Marrakesh inquadra i disordini come una reazione inevitabile alle disuguaglianze. Fedez, invece, fa emergere l'incoerenza dei saccheggi alle vetrine del lusso. Si distruggono i simboli di quello stesso benessere materiale che i social e gli stessi artisti promuovono ossessivamente.
4:14 Speaker 3: Questa è la manifestazione di una vera e propria dissonanza cognitiva collettiva. Si attacca a un modello basato sull'iperconsumo, ma in fondo se ne desiderano disperatamente i frutti.
4:25 Speaker 2: È un cortocircuito.
4:26 Speaker 3: Che ci aiuta a capire queste piazze? Non c'è la struttura ideologica o sindacale degli anni 70. Oggi le mobilitazioni si organizzano sui feed di TikTok, Mancano di leadership e sono guidate da algoritmi.
4:38 Speaker 2: Algoritmi che premiano indignazione e rabbia.
4:41 Speaker 3: Esatto. E sedersi a un tavolo delle trattative con un algoritmo è istituzionalmente impossibile.
4:47 Speaker 2: E questo ci porta al nodo della gestione statale. Lo Stato deve contenere queste piazze, ma deve fare i conti con una coperta finanziaria sempre più corta. Leggendo il giornale si nota una ricerca di fondi per la manovra quasi disperata.
5:00 Speaker 3: I dettagli parlano di una manovra da 29 miliardi di euro. L'esecutivo sta negoziando 5 miliardi di flessibilità con l'Europa per riuscire a estendere il taglio dell'IRPEF al 33% per i redditi fino a 60 mila euro.
5:13 Speaker 2: Ma le coperture da dove arrivano
5:15 Speaker 3: Stanno avviando interlocuzioni serrate con i colossi finanziari e assicurativi. E c'è dentro anche cassa depositi e prestiti. Nella linea ufficiale nega che si tratti di extra profitti.
5:25 Speaker 2: Preferiscono chiamarli anticipi di liquidità.
5:28 Speaker 3: ma
5:28 Speaker 2: questi 29 miliardi sono solo la superficie visibile c'è un'inchiesta del sole 24 ore sull'enorme massa di debiti sommersi della pubblica amministrazione e non ci sono solo i quasi mille milioni per l'adeguamento stipendiale dei magistrati
5:43 Speaker 3: parli della bomba del tfr pubblico
5:45 Speaker 2: esatto il trattamento di fine rapporto è un meccanismo che farà brividire se ci pensi
5:50 Speaker 3: di fatto oggi funziona come un prestito forzoso a tasso zero che il lavoratore concede allo stato e Se vai in pensione dal settore pubblico, non ricevi i tuoi soldi in un'unica soluzione, ma a rate.
6:00 Speaker 2: E aspetti anni.
6:02 Speaker 3: Molti anni. La Corte Costituzionale ha già sottolineato che questa pratica viola i principi della Costituzione, perché il TFR è un diritto maturato.
6:10 Speaker 2: E se la consulta blocca definitivamente questo sistema? L'udienza è nel 2027, giusto?
6:16 Speaker 3: Sì. Se dovessero obbligare lo Stato a pagare tutto subito, l'impatto sulle casse pubbliche oscillerebbe tra gli 11,6% e i 15,6 miliardi di
6:24 Speaker 2: euro. 15 miliardi di euro. Significa spazzare via mezza manovra finanziaria in un colpo solo. Trattenere i soldi dei lavoratori per far quadrare i bilanci dà la misura della tensione. Una tensione che poi si scarica sull'economia reale.
6:37 Speaker 3: E blocca letteralmente il paese.
6:39 Speaker 2: Cora Media documenta gli scioperi degli autotrasportatori nel sud Italia. Il governo ha offerto un miliardo di euro, di cui 480 milioni disponibili subito, tramite crediti di imposta sul gasolio.
6:50 Speaker 3: Ma è proprio il meccanismo tecnico a dividere. Le grandi sigle come Comftrasporto apprezzano la misura.
6:56 Speaker 2: Perché hanno le spalle larghe per usare un credito fiscale nel tempo
6:59 Speaker 3: Esatto. I piccoli invece, gli autonomi che si coordinano online, la rifiutano in blocco. La chiamano apertamente un'elemosina. Per un piccolo trasportatore il credito d'imposta non risolve la mancanza di liquidità di oggi.
7:11 Speaker 2: Hanno bisogno di soldi per pagare il pieno oggi, non di sconti sulle tasse domani.
7:15 Speaker 3: Per questo rifiutano lo stop ai blocchi e chiedono il taglio diretto delle accise.
7:19 Speaker 2: E si torna sempre al punto prima, l'equilibrio tra liquidità immediata e garanzia a lungo termine. Un equilibrio che nel sistema previdenziale è già saltato del tutto.
7:30 Speaker 3: I dati ADEP riportati da Italia Oggi smontano l'illusione della pensione. Oltre 130.000 liberi professionisti continuano a lavorare regolarmente dopo aver raggiunto l'età pensionabile.
7:41 Speaker 2: È una cifra impressionante.
7:42 Speaker 3: Triplicata dal 2005. In 6 casse su 19, più del 50% dei pensionati mantiene l'attività. E se qualcuno lo fa per passione, i dati dicono chiaramente che il motore principale è la necessità economica.
7:55 Speaker 2: Perché l'assegno previdenziale è eroso dall'inflazione e calcolato su basi contributive magrissime.
8:00 Speaker 3: Semplicemente non garantisce la sopravvivenza.
8:02 Speaker 2: Da chi continua a lavorare per necessità passiamo a chi il lavoro rischia di perderlo. O peggio, a chi la vita la perde sul posto di lavoro. C'è un dramma industriale evidente in due fascicoli. L'exilva di Taranto e la sicurezza nei cantieri.
8:14 Speaker 3: Sull'ex Ilva, la stampa e Cora Media parlano di una stasi totale. La Cassazione ha rinviato la decisione sullo stop all'area a caldo.
8:21 Speaker 2: Un'area che la Corte d'Appello di Milano aveva ordinato di spegnere per via delle emissioni e di 2.000 tonnellate di amianto documentate.
8:27 Speaker 3: Ora gli impianti restano in preriscaldo, ma su oltre 8.600 lavoratori pende il rischio della cassa integrazione. E a complicare tutto c'è un nodo etico e legale sollevato da Mario Turco del Movimento 5 Stelle.
8:39 Speaker 2: E riguardo a chi?
8:40 Speaker 3: All'avvocato generale della Cassazione Luigi Birriterri. per un presunto conflitto di interessi. Ha ricoperto incarichi sotto Angelino Alfano al Ministero della Giustizia e oggi Alfano è socio dello studio legale che assiste l'ILVA.
8:52 Speaker 2: Un incastro davvero complesso. E mentre nei tribunali si valuta il bilanciamento tra salute e produzione, la cronaca riporta brutalmente il focus sulla vita umana. Lo evidenzia a venire.
9:03 Speaker 3: Nelle stesse ore in cui Mattarella parlava agli stati generali.
9:07 Speaker 2: Mandava un monito chiaro. La sicurezza non è un costo. Eppure, proprio in quelle ore, un operaio di 47 anni moriva schiacciato a Brescia e a Taranto un altro lavoratore subiva l'amputazione di un braccio.
9:18 Speaker 3: Mattarella ha citato i dati dell'Organizzazione Internazionale del Lavoro per spiegare che non si tratta di fatalità. È frammentazione dei subappalti.
9:27 Speaker 2: Come funziona di preciso questo meccanismo?
9:29 Speaker 3: Un'azienda vince un bando e affida le lavorazioni ad aziende via via più piccole. L'obiettivo è risparmiare i suoi costi. L'ultimo anello di questa catena si ritrova con margini talmente bassi che può tagliare solo su tempi, protezioni e manutenzione.
9:44 Speaker 2: E l'incidente diventa una conseguenza statistica prevedibile. Insomma, questa fragilità industriale ci porta direttamente al nostro ultimo tema. L'Europa che cerca disperatamente nuove rotte per non dipendere da terzi.
9:55 Speaker 3: La strategia artica dell'Unione Europea ne è un esempio perfetto. Ne parla estesamente la stampa. Lo scioglimento dei ghiacci apre nuove rotte e svela giacimenti.
10:05 Speaker 2: E Bruxelles come si sta posizionando?
10:07 Speaker 3: Progetta due grandi infrastrutture. Il Panarctic Cable, un cavo sottomarino per i dati, e la rete satellitare Iris 2.
10:14 Speaker 2: L'obiettivo è contrastare Starlink, immagino.
10:16 Speaker 3: starling ma anche isolare la presenza tecnologica di russia e cina nell'area il cavo sottomarino serve a evitare che i nostri dati passino da nodi controllati da potenze rivali
10:25 Speaker 2: però guarda questa ricerca di autonomia stride fortissimo con l'attuale dipendenza dalle mosse americane will media e cora media raccontano un retroscena diplomatico sull'incontro di oslo riguardo all'ucraina
10:36 Speaker 3: è un esempio da manuale di diplomazia transazionale dell'amministrazione trump Pressioni durissime su Zelensky per fargli accettare un accordo territoriale con la Russia. E
10:44 Speaker 2: per costringerlo usano l'intelligence come arma.
10:47 Speaker 3: Esatto. Hanno bloccato temporaneamente la condivisione di informazioni vitali, quelle che servono a intercettare i missili russi. Solo dopo i colloqui di Oslo il flusso di dati è ripreso regolarmente.
10:58 Speaker 2: Ricatto logistico allo stato puro. E queste pressioni creano spaccature dentro l'Unione Europea. Il foglio riporta uno scontro ai vertici tra Kaya Callas e Ursula von der Leyen.
11:08 Speaker 3: La Callas accusa esplicitamente gli Stati Uniti di voler far capitolare l'Ucraina.
11:13 Speaker 2: Mentre la von der Leyen vuole mantenere un profilo più prudente. E qui l'Italia sta difendendo il ruolo della Callas. Non solo per una questione strategica, ma per evitare che la Presidente della Commissione accentri tutto il potere.
11:25 Speaker 3: Sintetizzando quest'analisi...
11:27 Speaker 2: Da un lato, lo Stato stringe le maglie della sicurezza interna. Ma fatica a quadrare i bilanci miliardari che sono sommersi dai debiti. Dall'altro, l'industria è in bilico tra il diritto alla salute e la sopravvivenza occupazionale. E in tutto questo l'Europa cerca disperatamente autonomia tecnologica, pur restando legata a doppio filo a Washington. Prima di chiudere, vi lascio con un ultimo spunto. Qualcosa su cui riflettere, emerso da Cora Media. Riguarda la Serbia e l'uso degli spyware.
11:54 Speaker 3: Una vicenda inquietante
11:56 Speaker 2: Negli ultimi mesi, 14 dissidenti serbi sono stati spiati con software come Pegasus e Novi Spy. L'Unione Europea ora minaccia di tagliare i fondi a Belgrado per punire questa violazione.
12:06 Speaker 3: Però c'è un dettaglio
12:09 Speaker 2: normativo enorme. Un paradosso assoluto. L'Europa minaccia sanzioni, eppure al proprio interno non esiste ancora nessuna legge comunitaria che tuteli i cittadini dall'uso di questi spyware.
12:19 Speaker 3: Ogni Stato europeo fa da sé
12:21 Speaker 2: Esatto. L'arma usata per silenziare il dissenso fuori, insomma, prolifera nel vuoto normativo dentro casa nostra. Una cosa da tenere a mente ogni volta che sblocchiamo il nostro telefono.
12:31 Speaker 3: Seguite il podcast e lasciateci una recensione a 5 stelle sulla vostra piattaforma preferita.
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