Fine scudo americano e shock del petrolio | Sab 19 set
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E se la vera crisi dell’Occidente non fosse soltanto geopolitica, ma anche demografica, economica e sociale?In questo episodio analizziamo un mondo in piena riconfigurazione, nel quale l’Europa deve fare i conti con una sicurezza internazionale più incerta, una crescente competizione tra grandi potenze e una trasformazione demografica destinata a cambiare profondamente welfare, mercato del lavoro e società. Dalla possibile autonomia strategica europea alla crisi della natalità, dalla fragilità delle finanze pubbliche alla sovranità digitale, tutti i temi sembrano convergere verso una stessa domanda: quanto è sostenibile il modello occidentale nei prossimi decenni?
Partiamo dalla sicurezza europea e dalla fine delle certezze strategiche del passato. La progressiva erosione della protezione americana apre un dibattito sull’autonomia militare e industriale dell’Europa, mentre sabotaggi, cyberattacchi e nuove forme di pressione geopolitica mettono alla prova la capacità di deterrenza del continente. Sullo sfondo, anche il Medio Oriente e l’Asia mostrano quanto sia diventato più complesso il ruolo degli Stati Uniti come garante della sicurezza internazionale.
Da qui nasce l’idea di una possibile “terza via” monetaria e strategica, con un’Europa più integrata e un rapporto rafforzato con il Canada. L’obiettivo sarebbe ridurre alcune dipendenze finanziarie e commerciali attraverso una maggiore cooperazione tra medie potenze, in uno scenario nel quale euro, dollaro e yuan potrebbero diventare sempre più centrali nell’equilibrio economico globale.
Ma la pressione non arriva soltanto dall’esterno. In Germania, il costo della vita, la crisi abitativa e il malcontento sociale stanno modificando gli equilibri politici, mentre il dibattito sugli extraprofitti energetici riporta al centro il rapporto tra crisi economica e risposta delle istituzioni europee.
Il tema decisivo, però, potrebbe essere quello della demografia. In Ucraina, una natalità estremamente bassa e le conseguenze della guerra hanno portato il governo a introdurre misure straordinarie sulla fertilità e sulla conservazione del materiale biologico dei militari. In Europa, invece, l’invecchiamento della popolazione sta mettendo sotto pressione il welfare e creando una domanda crescente di lavoratori nel settore della cura.
In Italia, entro la fine del decennio, il fabbisogno di assistenti familiari potrebbe aumentare significativamente, mentre la componente straniera continua a rappresentare una parte fondamentale del lavoro domestico. Demografia, immigrazione, produttività e sostenibilità del welfare diventano così facce dello stesso problema.
E mentre la popolazione invecchia, la parità di genere continua a procedere lentamente. I dati internazionali mostrano un arretramento dei finanziamenti destinati alle organizzazioni per i diritti delle donne e una presenza ancora limitata nei vertici delle istituzioni giudiziarie, della difesa e degli affari interni.
Sul fronte economico, analizziamo poi la nuova vulnerabilità energetica dell’Europa e le tensioni sui titoli di Stato francesi, in un contesto caratterizzato da prezzi del petrolio elevati, deficit pubblici e aumento degli spread. Una situazione che riporta al centro il tema della stabilità finanziaria dell’Eurozona.
La transizione ecologica mostra invece una delle sue contraddizioni più evidenti: l’Europa esporta milioni di tonnellate di rifiuti plastici, trasferendo una parte del problema fuori dai propri confini. Il caso della Turchia solleva interrogativi sulla reale sostenibilità di un modello nel quale riciclo, infrastrutture e responsabilità ambientale non procedono sempre alla stessa velocità.
Poi entriamo nel mondo del lavoro e del capitale umano, con un’idea diversa di impresa: non considerare le persone come un capitale da trattenere, ma come individui che attraversano l’organizzazione e ne escono con maggiore autonomia, competenze e capacità...
0:00 Speaker 2: Giornali aperti e notizie sul tavolo. Siete su due pagine.
0:04 Speaker 3: La rassegna stampa che vi racconta cosa conta davvero, senza rumore di fondo.
0:09 Speaker 2: Allora, i tre temi di oggi sono piuttosto densi. Partiamo dalla fine dello scudo militare americano e dallo shock del petrolio che sta letteralmente spaventandone Europa.
0:20 Speaker 3: Poi abbiamo il terremoto elettorale in Germania, con questa frattura che ormai è profondissima tra elite e classi popolari.
0:28 Speaker 2: E chiudiamo con la demografia, passando dalla fecondazione post- mortem in Ucraina fino all'inverno demografico europeo. Insomma, capiamo come sta cambiando il valore stesso della vita.
0:38 Speaker 3: Direi di partire subito dalla geopolitica, perché l'analisi di Ettore Sequi sulla stampa fotografa un cambio di paradigma epocale. Lui parla apertamente dell'inizio di una solitudine strategica per l'Europa.
0:52 Speaker 2: Solitudine strategica, che poi è un concetto che si scontra con la realtà dei fatti recenti, Pensiamo agli attacchi degli UTI che hanno dammeggiato un nostro cacciatorpediniere o al cosiddetto fattore Trump.
1:03 Speaker 3: Esatto, e la verità scomoda è che la sicurezza degli Stati Uniti oggi non coincide più, o almeno non automaticamente, con quella degli alleati. Cioè, per 80 anni la deterrenza ha funzionato su una regola fissa, la certezza dell'intervento americano.
1:18 Speaker 2: E l'incertezza per l'avversario? Mentre oggi l'equazione si è capovolta.
1:22 Speaker 3: Ma infatti, oggi l'alleatro è imprevidibile, mentre l'avversario ha quasi la cerchezza di potersi spingere sempre un po' oltre. Senza, sai, scatenare ritorsioni definitive.
1:33 Speaker 2: Praticamente collassato l'ombrello protettivo. È come pagare l'assicurazione sulla casa per una vita e quando c'è un incendio il centralino suona a vuoto. E la reazione istintiva qual è? Cercare altre coperture.
1:46 Speaker 3: Che è esattamente quella che la stampa definisce... Geopolitica della ridondanza. Nessuno si affida più a un solo garante. Le monarchie del Golfo, per dire, hanno capito che le basi americane sono uno scudo ma anche un gigantesco parafulmine.
2:01 Speaker 2: Attirano i conflitti
2:03 Speaker 3: Certo. E l'intesa della Mecca tra Turchia, Arabia Saudita e Pakistan serve proprio a questo, a creare reti di sicurezza sovrapposte. Se un nodo cede, la rete deve tenere.
2:14 Speaker 2: Il problema è cosa cambia per noi in Europa. Perché questa fine della sicurezza in appalto richiede un'autonomia militare e industriale che semplicemente non abbiamo il tempo di costruire. E i mercati questo rischio lo prezzano subito.
2:28 Speaker 3: Lo prezzano sull'economia reale, senza sconti.
2:31 Speaker 2: Guarda i dati del giornale. C'è un filo diretto tra il Mar Roscio e i nostri distributori di benzina. Dopo l'attacco Uthi all'oleodotto saudita, la Saudi Aramco ha sospeso le fornitore di greggio ai raffinatori europei.
2:44 Speaker 3: Che è una mossa preventiva. Ma stiamo parlando di una mole di barili enorme.
2:48 Speaker 2: Sono circa 577 mila barili al giorno destinati all'Europa. Il risultato è immediato. Il petrolio schizza sopra i 100 dollari, il diesel sfonda i 200.
2:59 Speaker 3: Con la conseguenza ovvia che riparte l'inflazione, le banche centrali tengono alti tassi e chi ha un debito pubblico alto finisce strangolato.
3:08 Speaker 2: Infatti il panico è palese. Macron convoca il G7 d'urgenza. Ma è sui mercati che si vede la vera crepa.
3:14 Speaker 3: E la crepa è proprio in Francia. Lo spread tra i titoli di Stato francese e il Bund tedesco è arrivato a 100 punti base. È un livello che a Parigi non vedevano dal 2012.
3:25 Speaker 2: 100 punti base con un deficit che viaggia verso il 5-4%. Significa che gli investitori internazionali non vedono più il debito francese come un porto sicuro.
3:34 Speaker 3: Lo vedono come un asset vulnerabile. E se la seconda economia europea deve pagare rendimenti così alti per finanziarsi... C'è odore di instabilità sistemica.
3:45 Speaker 2: Che poi è un paradosso enorme, perché proprio in questo momento di debolezza strutturale spunta fuori una proposta diametralmente opposta. Giovanni Tria, sul Sole 24 Ore, riprende l'idea di Mark Carney.
3:56 Speaker 3: L'ex governatore della Bank of England.
3:58 Speaker 2: Sì, lui. L'idea lanciata al Parlamento europeo è di creare un blocco finanziario e monetario tra Unione Europea e Canada, con l'euro al centro.
4:07 Speaker 3: L'obiettivo geopolitico è chiaro, sganciarsi dalle rete di pagamento americane.
4:12 Speaker 2: Esatto, sganciarsi dal dollaro per trattare alla pari con Stati
4:16 Speaker 3: Uniti e Cina. Perché al momento il sistema SWIFT e le reti di compensazione sono legati a Washington. Gli Stati Uniti possono letteralmente spegnere l'interruttore finanziario di un paese, creando un terzo polo con il Canada, che ha materie prime e stabilità. L'Europa non sarebbe più stagio.
4:33 Speaker 2: Sì, la logica geopolitica fila. Ma sfidiamo un attimo questa fattibilità. Come può l'Europa proporsi come, sai, il baricentro di un blocco finanziario globale se la Francia ha i bilanci sotto assedio dai mercati?
4:47 Speaker 3: È una coperta troppo corta.
4:49 Speaker 2: Appunto. E quando i governi europei devono stringere la cingia per placare i mercati, a pagare sono sempre le classi popolari.
4:55 Speaker 3: Ed è qui che si passa dall'economia ai terremoti politici. L'altra voce analizza benissimo le elezioni nei lender tedeschi. Stiamo guardando crollare i partiti tradizionali.
5:06 Speaker 2: La CDU in Mecklenburg- Pomerania anteriore.
5:09 Speaker 3: Rischia di non superare la soglia di sbarramento del 5%. Un partito che ha fondato la stabilità tedesca.
5:15 Speaker 2: Nel 2021 erano al 13,3%. E
5:18 Speaker 3: adesso la FD viaggia oltre il 36%. Ma il dato di Berlino è ancora più indicativo.
5:24 Speaker 2: Perché lì a vincere non è l'estrema destra, ma la sinistra radicale. Di Linke vola al 23% e il motivo è puramente materiale, l'emergenza abitativa.
5:34 Speaker 3: A Berlino l'85% delle persone vive in affitto e i canoni sono praticamente raddoppiati dal 2014
5:41 Speaker 2: Se perdi metà dello stipendio per pagare casa, non ti interessano i discorsi sui massimi sistemi. Cerchi chi ti offre protezione immediata. e punisci chi governa
5:50 Speaker 3: Luciano Violante lo spiega in modo chirurgico sul Corriere della Sera. C'è una frattura in due delle democrazie. Da una parte le élite protette, dall'altra le popolazioni vulnerabili. E
6:00 Speaker 2: l'errore della politica tradizionale quale
6:03 Speaker 3: è? Etichettare tutto come neofascismo o populismo. Violante dice chiaramente che la crescita dell'AfD, pur essendo magari una risposta sbagliata, nasce da un bisogno reale di protezione. Quando la pancia è vuota, l'etichetta non funziona più.
6:19 Speaker 2: C'è un sonnambulismo politico evidente. E a proposito di questo, c'è un dettaglio che fa riflettere. Gli Stati Uniti hanno appena lanciato un bando da 5 milioni di dollari.
6:28 Speaker 3: Per fare cosa?
6:30 Speaker 2: Per finanziare le ONG che monitorano i diritti e la censura in Europa.
6:34 Speaker 3: C'è Washington stanzia fondi per controllare la tenuta democratica europea?
6:39 Speaker 2: Esatto. Ci trattano come un'area a rischio. È il segnale di una sfiducia totale verso le nostre istituzioni. Il cortocircuito è totale, il potere tecnologico si concentra, l'occupazione diventa precaria e gli elettori spazzano via i governi.
6:52 Speaker 3: E questa totale assenza di protezione sociale ci porta dritti alla crisi più silenziosa ma più profonda, quella demografica.
7:00 Speaker 2: Che in tempo di guerra assume contorni estremi. Will Media ha pubblicato i dati sull'Ucraina. Il tasso di natalità è a 0,9 figli per donna.
7:09 Speaker 3: È un collasso demografico.
7:11 Speaker 2: Matematico. E le misure che ha preso il governo di Kiev spingono l'etica e la legge oltre confini che non avevamo mai esplorato. Lo Stato finanza non solo la fecondazione assistita, ma dal 2025 il congelamento gratuito di spermatozoi e ovociti per i militari.
7:29 Speaker 3: E la cosa che ha sollevato enormi dibattiti è l'uso post mortem. La legge permette allo Stato di conservare questi campioni fino a tre anni dopo la morte del soldato.
7:39 Speaker 2: Dando alla compagna la possibilità di procedere al concepimento se lui ha firmato l'autorizzazione. Mettendo da parte i dilemmi etici, pensiamo al meccanismo psicologico per chi è in trincea.
7:49 Speaker 3: Avere una garanzia che la propria discendenza possa sopravvivere.
7:53 Speaker 2: Anche in caso di morte. L'Ucraina ha preso ispirazione da Israele, dove è persino consentito il prelievo di spermatozoi entro 72 ore dal decesso del soldato. Si militarizza la biologia per la sopravvivenza della nazione.
8:07 Speaker 3: E la difesa del valore della vita spinta all'estremo. Ma mentre lì si legifera sulla natalità post- mortem in guerra, da noi nel cuore dell'Europa in pace, la società invecchia e basta.
8:19 Speaker 2: I dati dell'osservatore romano parlano chiaro. L'età media nell'Unione Europea è quasi 45 anni. In Italia superiamo i 49. E la conseguenza pratica la stiamo già vivendo.
8:29 Speaker 3: Sulla gestione della cura degli anziani.
8:31 Speaker 2: Esatto. Italia avrà bisogno di 122.000 nuovi lavoratori domestici, insomma badanti, entro il 2029. E sta cambiando anche la provenienza. Meno Europa dell'Est, flussi massicci da Filippina e Peru.
8:44 Speaker 3: Con il solito problema endemico del lavoro sommerso.
8:48 Speaker 2: Sì, un settore invisibile al fisco, ma che tiene in piedi l'assistenza domiciliare nel paese.
8:54 Speaker 3: E questo tema della cura si lega direttamente a quello dei diritti. C'è il report di UM Women citato da Avvenire che fa cadere le braccia. Di questo passo la parità di genere reale slitta al 2197. 171 anni di
9:07 Speaker 2: ritardo.
9:10 Speaker 3: Viene da chiedersi se l'economia della cura non sia di fatto una trappola strutturale per le donne. Trattiene le energie femminili nell'assistenza e le esclude dalle leve del potere
9:21 Speaker 2: I numeri in politica confermano esattamente questa dinamica. Il 90% delle donne che arrivano in carichi di governo riceve deleghe legate alla famiglia o al sociale.
9:30 Speaker 3: I cosiddetti ministeri di cura.
9:32 Speaker 2: Mentre se guardiamo difesa, interni o finanze, solo una poltrona su cinque è occupata da una donna. E se ti sposti sulla giustizia, su 175 presidenti di corti supreme, 144 sono uomini.
9:47 Speaker 3: Questa lentezza burocratica nei diritti sociali, incredibilmente, la ritroviamo tale e quale anche quando l'Europa gestisce l'ambiente e la tecnologia.
9:56 Speaker 2: Passiamo ai flash veloci di raccordo, partendo proprio dall'ambiente. Will Media ha smontato la grande epocrisia europea sulla plastica.
10:04 Speaker 3: Da novembre ci sarà un limite all'esportazione verso paesi fuori dall'Oces.
10:09 Speaker 2: La narrazione è garantiamo un riciclo virtuoso. Ma la realtà è che noi spediamo il 36% dell'export europeo in Turchia, che è un paese oces.
10:18 Speaker 3: E il problema è cosa ne fa la Turchia. Ricicla solo il 10% di quella plastica.
10:24 Speaker 2: Il 90% finisce in discarica, bluciato, disperso. L'Unione Europea lo sa benissimo, ma i tir continuano a partire perché semplicemente non abbiamo infrastrutture per smaltire 40 milioni di tonnellate di plastica qui da noi.
10:36 Speaker 3: Nascondiamo la polvere sotto il tappeto del vicino che ha la targa dell'Oxe sulla porta. Invece, per quanto riguarda l'infrastruttura tecnologica, Italia oggi segnala un approccio finalmente pragmatico sull'intelligenza artificiale.
10:49 Speaker 2: Niente più scenari
10:52 Speaker 3: da fine del mondo con i robot. Esatto. Il Formez sta inserendo assistenti IA veri e propri nella pubblica amministrazione.
10:58 Speaker 2: Ci sono Camilla, Prometeo e
11:00 Speaker 3: Rivide. Che servono a snellire concorsi, procedure burocratiche e supportare il difensore civico. Ribalta quel fatalismo che si legge spesso sui giornali. L'intelligenza artificiale non ci estinguerà, è uno strumento essenziale per passare da una burocrazia di massa a servizi calibrati sul singolo.
11:17 Speaker 2: A proposito di servizi calibrati per modificare la massa, Will Media riporta una notizia da Singapore che sembra, sai, fantascienza sociale. Il governo paga letteralmente i cittadini per leggere.
11:29 Speaker 3: Per 15 minuti al giorno.
11:31 Speaker 2: Tramite un sistema di monete virtuali poi convertibili in denaro. L'obiettivo è usare la gamification per combattere la dipendenza da smartphone e il doom scrolling.
11:41 Speaker 3: Innescano il rilascio di dopamina tipico dei social, ma lo dirottano sulla letteratura. È ingegneria comportamentale pura per recuperare l'attenzione dei cittadini.
11:50 Speaker 2: Che ci porta all'ultimo pensiero? La riflessione finale. Sul valore dell'attenzione e delle persone. Ne parla Stefania Brancaccio sui Sole 24 Ore, introducendo il concetto di generatività.
12:03 Speaker 3: È una provocazione fortissima per il mondo aziendale. Di solito le imprese misurano chirurgicamente quanto valore una persona produce per l'azienda. Fatturato, ore, efficienza. Il capitale
12:15 Speaker 2: umano, valutato solo in base all'estrazione di
12:18 Speaker 3: valore. Brancaccio capo valge la prospettiva. Qual è il valore che l'impresa produce nella persona? Dopo dieci anni di lavoro, sei servito solo a fare utili o l'azienda ti ha fatto crescere come individuo? Ha migliorato le tue competenze? La tua intelligenza emotiva?
12:36 Speaker 2: Distingue tra un sistema estrattivo che ti naridisce e uno generativo che restituisce sviluppo umano. Ed è un'idea radicale.
12:44 Speaker 3: Perché richiede alle strutture economiche di rendere conto della crescita umana, non solo finanziaria.
12:50 Speaker 2: Ed è il modo migliore per chiudere questa puntata densissima. Riepilogando in 30 secondi, abbiamo visto la fine dello scudo americano far tremare i mercati. Abbiamo analizzato un'Europa spaccata a livello politico ed economico. Fino ad arrivare alle misure estreme, come quelle in Ucraina, per difendere la demografia.
13:06 Speaker 3: Il filo conduttore è proprio questo. In un sistema che muta così velocemente, l'unica ancora di salvezza rimane rimettere al centro il valore reale e generativo delle persone.
13:20 Speaker 2: L'invito per chi ascolta è di seguire due pagine sulla piattaforma d'ascolto preferita e lasciare 5 stelle per supportare un'informazione densa e senza rumore di fondo. Giornali chiusi.
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