Missione CIA a Mosca e algoritmo Glovo | Mer 26 ago
Informazioni su questo episodio
Trump, Iran, Ucraina e crisi italiana: il nuovo equilibrio geopolitico ed economico.Cosa sta succedendo davvero dietro le nuove tensioni tra Stati Uniti, Russia, Iran ed Europa?
In questo episodio analizziamo una giornata attraversata da grandi manovre geopolitiche, crisi industriali e finanziarie e nuove tensioni sociali: dalla visita riservata del direttore della CIA John Ratcliffe a Mosca all’offensiva economica americana contro Teheran, passando per il futuro della difesa europea, la crisi di Delfin e le trasformazioni che stanno interessando l’Italia.
Partiamo da Mosca, dove la visita di Ratcliffe al Cremlino apre interrogativi sulle possibili trattative tra Washington e Mosca. Sullo sfondo c’è la guerra in Ucraina, ma anche un possibile riassetto degli equilibri in Medio Oriente: gli Stati Uniti puntano infatti a isolare l’Iran e a ridurne il sostegno internazionale, mentre la Russia potrebbe diventare un interlocutore decisivo in questo nuovo gioco diplomatico.
La pressione su Teheran si intreccia con il cosiddetto “D-Day economico”: Washington intensifica la propria offensiva finanziaria e cerca di costringere gli alleati dell’Iran, a partire dalla Cina, a scegliere da che parte stare. Una strategia che rischia però di trasformarsi in un nuovo fronte di scontro commerciale e geopolitico tra Stati Uniti e Pechino.
Nel frattempo, la guerra in Ucraina continua a ridefinire il rapporto tra Europa e Stati Uniti. Mentre Washington valuta nuove strategie diplomatiche, Bruxelles aumenta gli investimenti nella difesa attraverso il programma SAFE. Analizziamo anche la posizione dell’Italia, tra miliardi destinati a munizioni, droni, sistemi anti-drone, capacità navali, spazio e guerra elettronica.
Sul fronte economico italiano, il caso EssilorLuxottica e le dimissioni di Leonardo Maria Del Vecchio aprono una partita molto più ampia. Gli equilibri interni a Delfin potrebbero infatti avere conseguenze su alcuni dei principali asset finanziari italiani, da Mediobanca a Generali e Unicredit, riaccendendo il dibattito sul futuro del capitalismo italiano e su un possibile nuovo “risiko” bancario.
Ma l’Italia deve affrontare anche questioni più profonde. Dalla proposta di introdurre un tetto agli studenti stranieri nelle classi alle polemiche sull’integrazione, passando per il caso Glovo, il caro carburanti e il futuro della Rai, analizziamo le trasformazioni che stanno interessando scuola, lavoro, welfare e servizio pubblico.
Uno dei temi centrali dell’episodio è però la crisi demografica italiana. Il calo della popolazione attiva, la precarietà, il costo della vita e la difficoltà di conciliare lavoro e famiglia stanno mettendo sotto pressione il sistema pensionistico. Il confronto con la Germania e con il modello del Generationenkapital mostra come altri Paesi stiano cercando nuove soluzioni per affrontare l’invecchiamento della popolazione.
Parleremo inoltre di salute pubblica, dall’aumento dell’obesità infantile in India alla nuova attenzione sui vaccini dopo il caso di difterite a Palermo, fino al rapporto sempre più stretto tra alimentazione, prevenzione e politiche sanitarie.
Infine, uno sguardo al soft power: gli investimenti sauditi nell’industria dell’intrattenimento francese e l’uso di icone globali come Dragon Ball mostrano come cultura, turismo e grandi capitali siano diventati strumenti di influenza geopolitica. Chiudiamo con la scomparsa di Dolly Parton, simbolo di un’America capace — almeno in parte — di superare le proprie profonde divisioni.
Un episodio per capire come geopolitica, finanza, difesa, demografia e società siano ormai parte della stessa partita: quella per definire gli equilibri economici e politici del prossimo decennio.
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0:00 Speaker 2: Giornali aperti e notizie sul tavolo. Siete su due pagine. La
0:04 Speaker 3: rassegna stampa che vi racconta cosa conta davvero, senza rumore
0:08 Speaker 2: di fondo. Immaginate di essere il direttore della CIA, atterrate a Mosca, nel bel mezzo di una guerra per procura. Ci restate esattamente otto ore. Niente incontri pubblici, niente conferenze stampa, nessuna nota ufficiale né dal Cremlino né dalla Casa Bianca. Perché siete lì? Oggi analizziamo i sistemi invisibili e diciamo le regole non scritte che guidano il mondo. Tre temi sul tavolo.
0:33 Speaker 3: Primo tema, geopolitica e finanza. Dalla missione segreta a Mosca all'uso del dollaro come arma contro l'Iran fino
0:42 Speaker 2: allo scontro sui tassi alla Fed. Esatto. Secondo tema, economia e previdenza in Europa. Parliamo dei fondi europei per le armi e del modello tedesco per salvare le pensioni investendo in borsa.
0:52 Speaker 3: E poi il terzo, il collasso del lavoro in Italia.
0:56 Speaker 3: L'algoritmo di Glovo accusato di truccare gli stipendi e il nostro inverno demografico.
1:02 Speaker 2: Partiamo proprio da quell'aereo a Mosca. Le immagini descritte dal Corriere della Sera e dalla stampa ci mostrano un Boeing C- 17 americano. Sulla pista dell'aeroporto Vnukovo. A bordo c'è John Ratcliffe.
1:16 Speaker 3: Sì, il direttore della CIA scelto da Donald Trump.
1:18 Speaker 2: Esatto. Il dato operativo cruciale trapelato da fonti di intelligence è uno solo. Washington ha chiesto esplicitamente a Kiev di non lanciare attacchi sul territorio russo durante quelle otto ore di visita.
1:32 Speaker 3: Che poi l'ultima volta che un capo della CIA era atterrato in Russia era il 2021, con William Burns, quindi prima dell'invasione.
1:39 Speaker 2: E la vera anomalia qui è il mezzo. Cioè gli Stati Uniti non hanno attualmente un'ambasciata operativa in Russia?
1:47 Speaker 4: Chiaro.
1:47 Speaker 2: Le relazioni diplomatiche ufficiali sono congelate, quindi l'intelligence diventa di fatto il ministero degli esteri ombra. Il messaggero e un'analisi di Will Media puntano al vero obiettivo strategico di questa missione lampo, rompere l'asse tra Vladimir Putin e Teheran.
2:06 Speaker 3: L'incontro di Mosca non viaggia nel vuoto. si incastra perfettamente con le dichiarazioni del segretario al tesoro americano Scott Besant.
2:15 Speaker 2: Ah sì?
2:16 Speaker 3: La sua è praticamente una dichiarazione di guerra economica totale all'Iran. Parliamo di sanzioni secondarie che colpiscono indiscriminatamente chiunque commerci con Teheran. Tecnologia, trasporti marittimi, oro.
2:28 Speaker 2: Che poi l'economia iraniana è già al collasso. Cioè ha un'inflazione generale al 90% che sui beni alimentari sfora il 100%. Infatti
2:39 Speaker 3: I dati di Voiters e Vortex ci dicono che il traffico di petrolio nello stretto di Hormuz è precipitato a 5 milioni di barili al giorno. Prima del conflitto erano oltre 20 milioni.
2:51 Speaker 2: Fermiamoci un attimo sulla meccanica di queste sanzioni secondarie. Perché è qui che si gioca la partita globale. Non stanno solo vietando alle aziende americane di fare affari con l'Iran. Stanno dicendo al resto del mondo se fate affari con loro vi tagliamo fuori dal sistema del dollaro. Ma da persona che osserva i mercati, mi chiego, la Cina è il principale cliente energetico di Teheran. Pechino e Mosca si piegheranno a questo ricatto finanziario o stiamo solo accelerando la dedolarizzazione?
3:22 Speaker 3: Allora, la reazione di Pechino è stata durissima. Hanno definito le sanzioni unilaterali e illegali. Il problema vero è il calcolo del rischio. Se la Russia magari in cambio di concessioni territoriali sull'Ucraina discusse proprio in quell'incontro con la CIA.
3:38 Speaker 2: Certo, le famose otto ore.
3:41 Speaker 3: Esatto. Se la Russia dovesse ritirare il supporto logistico e militare all'Iran, la Cina resterebbe col cerrino in mano, isolati. Tuttavia, costringere Pechino a tagliare di netto i ponti con il greggio iraniano significa destabilizzare le catene di approvvigionamento globali.
3:57 Speaker 2: Certo.
3:58 Speaker 3: Gli Stati Uniti stanno usando il sistema finanziario per compensare un'opzione militare nel Golfo che oggi è, insomma, impraticabile.
4:04 Speaker 2: E questa aggressività tariffaria non si ferma mica al Medio Oriente. Il New York Times riporta che Trump ha imposto dazi dall' 8 settembre su 700 prodotti canadesi, per un valore di 20 miliardi di dollari. Non parliamo solo di acciaio e alluminio.
4:19 Speaker 4: No, locomotive, pesce congelato, abbigliamento, c'è di tutto.
4:23 Speaker 2: Di tutto. E lo ha fatto usando un cavillo storico, la sezione 338 del tariff act del 1930. Una
4:31 Speaker 4: norma vecchissima.
4:32 Speaker 2: Mai applicata prima per punire pratiche commerciali considerate discriminatorie. E bypassando di fatto la Corte Suprema. Su Truth Social ha pure scherzato sul rinominare il lago Ontario in Lago America.
4:49 Speaker 3: Sì, ma tutta questa geopolitica muscolare fatta di dazi e sanzioni Si scarica come un terremoto sulle decisioni della Federal Reserve. Milano Finanza tratteggia uno scenario di scontro aperto al simposio di Jackson Hole tra Kevin Warsh, il nuovo capo della Fed, e
5:05 Speaker 2: il segretario al
5:08 Speaker 3: tesoro Besant. Esatto. Warsh è un falco assoluto sull'inflazione. Vuole ridurre il bilancio della banca centrale e si oppone agli acquisti di asset per calmirare i tassi. Besant, al contrario, preme per manovre in stile Operation Twist, per tenere bassi rendimenti e sostenere l'enorme debito americano.
5:25 Speaker 2: Ecco, spieghiamo questa dinamica in termini pratici. Senza il gergo di Wall Street, cos'è esattamente questa Operation Twist?
5:34 Speaker 3: Significa letteralmente che la Fed vende i titoli di Stato a breve scadenza per complare quelli a lunga scadenza, cercando di forzare a ribasso i tassi sui mutui e sui prestiti a lungo termine.
5:46 Speaker 2: Giusto. Giustissimo.
5:50 Speaker 3: Immagina la curva dei tasti di interesse come un'altalena. La Fed di solito controlla solo un lato
5:56 Speaker 2: Quello a breve termine.
5:57 Speaker 3: Sì, muovendo il tasso ufficiale. Con l'operation twist cerca di spingere giù fisicamente anche l'altro lato dell'altalena. Quello a 10 o 30 anni assorbendo titoli sul mercato.
6:09 Speaker 2: Chiaro.
6:11 Speaker 3: Besant vuole questo per non far esplodere il costo del debito pubblico. Walsh si rifiuta.
6:16 Speaker 2: Perché?
6:17 Speaker 3: Perché immettere liquidità o manipolare i tassi a lungo termine rischia di rinfogolare l'inflazione che è già stimolata dai dazzi di Trump.
6:25 Speaker 2: A questo si aggiunge un altro tema tecnico che ha un impatto enorme sulle nostre tasche. Walsh vuole eliminare la forward guidance e il cosiddetto dot plot. In parole povere vuole smettere di dire ai mercati cosa farà la Fed nei prossimi mesi.
6:39 Speaker 3: La forward guidance è come guidare un'auto di notte. La banca centrale accende i fari abbaglianti per mostrare ai mercati le prossime tre curve della strada.
6:49 Speaker 2: Ti dice dove vai.
6:50 Speaker 3: Esatto. Dice guardate che nei prossimi sei mesi taglieremo i tassi due volte. I mercati si adeguano senza scossoni. Se Worsh spegne i fari gli investitori iniziano a guidare al buio.
7:01 Speaker 2: E da una parte hai la paura dell'inflazione spinta dai dazi, dall'altra i segnali di rallentamento dell'occupazione. Senza la guida della Fed esplode la volatilità.
7:10 Speaker 3: Chi compra debito o investe oggi chiederà un premio di rischio molto più alto per viaggiare su quell'auto a fari spenti.
7:17 Speaker 2: Certo. E dal debito ameritato passiamo a quello europeo, dove la spesa pubblica si incrocia con l'emergenza militare. Il giornale riporta un accordo tra Roma e Bruxelles sull'utilizzo dei fondi safe.
7:30 Speaker 3: Parliamo di un programma europeo da quasi 15 miliardi per le spese della difesa.
7:35 Speaker 2: Sì, e l'Italia ne utilizzerà tra gli 8 e i 10 miliardi. C'è però una regola ferrea nei contratti.
7:42 Speaker 4: Ecco.
7:43 Speaker 2: Non più del 35% dei componenti acquistati può provenire da fuori Unione Europea, o paesi EFTA o Ucraina.
7:51 Speaker 3: Mettiamola così, la Commissione Europea emette debito comune per finanziare questi fondi e li presta agli Stati membri a tassi nettamente inferiori rispetto a quelli che l'Italia pagherebbe emettendo BTP.
8:03 Speaker 2: Quindi ci conviene.
8:04 Speaker 3: Assolutamente. Questo meccanismo di sostituzione del debito permette al bilancio italiano di liberare risorse nazionali immediate, che altrimenti sarebbero state assorbite dagli obblighi di spesa amibitare.
8:17 Speaker 2: Ah, quindi non dobbiamo tagliare altre spese interne? E
8:20 Speaker 3: i miliardi che avanzano?
8:22 Speaker 2: I miliardi che l'Italia lascia sul piatto di questo fondo verranno riassegnati ai paesi dell'Est.
8:27 Speaker 3: Poloni e Baltici, immagino.
8:29 Speaker 2: Soprattutto loro, per produrre droni destinati all'Ucraina. Praticamente stiamo assistendo a una divisione del lavoro industriale e strategico dentro l'unione finanziata a debito comune.
8:40 Speaker 3: Rimanendo in tema di spesa pubblica a lungo termine, Quotidiano Nazionale mette a confronto Germania e Italia su una bomba orologeria le pensioni. Berlino ha appena varato il Generation and Capital, un fondo patrimoniale sovrano finanziato a debito.
8:57 Speaker 2: E questa è grossa. Cioè vogliono prendere i soldi in prestito, investirli sui mercati azionari globali e usare i rendimenti per pagare le pensioni future. Questo rompe totalmente il tabù del sistema previdenziale puro.
9:11 Speaker 3: In Italia invece abbiamo il sistema a ripartizione. Significa che usiamo le tasse dei lavoratori di oggi per pagare l'assegno dei pensionati di oggi. È un passamano diretto.
9:22 Speaker 2: Se diminuiscono i lavoratori, il sistema crolla. La domanda sorge spontanea allora. Perché non copiamo il modello tedesco
9:29 Speaker 3: Perché manca l'infrastruttura istituzionale e soprattutto la stabilità politica. Il modello tedesco si basa su due pilastri che da noi sono inesistenti. L'adeguamento automatico e intoccabile dell'età pensionabile all'aspettativa di vita. E poi una gestione finanziaria dei capitali blindata, impermeabile alle urgenze della politica.
9:52 Speaker 2: Alle continue deroghe. Le varie quote. Quota 100, quota 103
9:57 Speaker 3: Esatto.
9:58 Speaker 2: Però faccio l'avvocato del diavolo. sul modello tedesco. Stanno emettendo debito pubblico per giocare in borsa e pagare le pensioni. Cosa succede ai pensionati di Berlino se c'è un crollo sistemico dei mercati finanziari duraturo? Non è un rischio enorme?
10:14 Speaker 3: Guarda, il rischio di mercato c'è ed è il motivo per cui è una mossa storica. Tuttavia, un fondo sovrano diversificato a livello globale storicamente assorbe i cicli decennali. Il problema italiano è peggiore del rischio di mercato.
10:28 Speaker 2: C'è?
10:29 Speaker 3: È il rischio politico. Se l'Italia creasse un fondo del genere, la tentazione del governo di turno di attingere a quei capitali per coprire falle di cassa, tipo la sanità o il taglio del cuneo fiscale.
10:41 Speaker 2: Sarebbe irresistibile.
10:42 Speaker 3: Irresistibile. Da noi non manca l'ingegneria finanziaria. Manca la certezza del diritto e la separazione tra patrimonio a lungo termine e consenso a breve termine.
10:51 Speaker 2: E questo ci porta dritti al vero motore di tutto il sistema. Il lavoro in Italia. E qui le regole si fanno ancora più opache. Il Corriere della Sera riporta i dettagli dell'indagine del PM di Milano Paolo Storari sull'algoritmo di Glovo.
11:07 Speaker 3: Una storia incredibile.
11:08 Speaker 2: L'accusa è pesantissima. L'azienda offriva aumenti salariali di facciata, manipolando le ore. Avevano annunciato un incremento del 40% della paga oraria, passando da 10 a 14 euro. Sembra una vittoria per i rider? No.
11:24 Speaker 3: Sembra.
11:25 Speaker 2: Ma in busta paga si trovavano meno soldi di prima.
11:28 Speaker 3: Il meccanismo svelato dai magistrati riguarda il calcolo del tempo. Glovo è passata da retribuire il tempo stimato della consegna al tempo effettivo calmerato.
11:37 Speaker 2: Ma calmerato da chi? Come fa un algoritmo a farti sparire fisicamente 3 ore di lavoro su 10? Cioè, fammi capire, immaginiamo di essere un rider. Prendo un ordine, piove, c'è traffico, ci metto 30 minuti, reali. Ma l'algoritmo decide cosa?
11:54 Speaker 3: L'algoritmo decide che secondo i suoi parametri di efficienza standardizzati, quella consegnanda va fatta in 15 minuti. quindi ti paga per 15 minuti. Ma è
12:04 Speaker 2: assurdo!
12:05 Speaker 3: È una sorta di buzzlighting temporale. Il lavoratore mette il suo tempo fisico a disposizione, ma la macchina riconosce e retribuisce solo una frazione ideale di quel tempo.
12:14 Speaker 2: Il PM Storari contesta un'evasione contributiva di 38 milioni di euro in tre anni. E cosa ancora più dirompente, chiede al GIP l'assunzione subordinata per i rider più assidui.
12:25 Speaker 3: Glovo ha risposto minacciando di andarsene dall'Italia se verrà costretta ad assumere. Siamo davanti alla resa dei conti per la gig economy.
12:32 Speaker 2: I tribunali stanno finalmente aprendo la scatola nera del software aziendale per smontare un alibi decennale. Il fatto che tu tramite un'app possa rifiutare una consegna non fa di te un libero professionista, se poi è un codice segreto a dettare arbitrariamente i tempi, i percorsi e le trattenute sul tuo lavoro.
12:55 Speaker 3: Tra l'altro questo sfruttamento ai margini avviene in un contesto macroeconomico che è già collassato. I dati Istat analizzati dalla statistica Linda Laura Sabbadini su Repubblica sono inappellabili. La fecondità italiana è ferma a 1,14 figli per donna.
13:13 Speaker 2: Che è bassissimo.
13:14 Speaker 3: Entro il 2050 perderemo 7 milioni e mezzo di persone in età lavorativa e avremo contemporaneamente 4 milioni e mezzo di over 65 in più.
13:24 Speaker 2: E se avete 30 anni state ascoltando, questa non è una statistica stratta per sociologi. Questa è matematica finanziaria nuda e cruda. Meno 7 milioni di lavoratori che pagano le tasse, più 4 milioni di anziani che avranno bisogno di pensioni e cure mediche.
13:41 Speaker 3: Esatto.
13:42 Speaker 2: Significa che la pressione fiscale su chi lavorerà tra 20 anni dovrà raddoppiare solo per tenere aperti gli ospedali e pagare l'Inps. Ma la Sabadini sottolinea un punto
13:49 Speaker 3: centrale in quest'analisi. Questo crollo non è un destino biologico ineluttabile. È il risultato di precise mancanze strutturali, l'assenza di servizi per la prima infanzia, i nidi inaccessibili economicamente, la cronica mancanza del tempo pieno nelle scuole statali.
14:08 Speaker 2: Insomma, in Italia la maternità equivale nei fatti a una penalizzazione o a un'espulsione dalla carriera.
14:14 Speaker 3: Le donne italiane hanno risposto all'assenza di welfare con uno sciopero silenzioso della maternità. Il nostro tasso di occupazione femminile è tra i più bassi in Europa. Non c'è alcun fondo sovrano o manovra finanziaria che tenga se spegni il motore demografico e tieni fuori dal mercato metà della forza lavoro.
14:33 Speaker 2: È verissimo. E guardiamo come queste dinamiche sistemiche e l'assenza di regole si riflettono nelle notizie brevi di oggi, i nostri Flash News. Partiamo dalla scuola pubblica.
14:46 Speaker 3: Sì, su Will Media si parla della proposta del ministro dell'istruzione Valditara. un tetto massimo del 30% di studenti stranieri per classe e l'obbligo di studio dell'italiano per i loro genitori.
14:57 Speaker 2: Precisiamo subito, la regola del 30% era già stata introdotta nel 2010 dalla ministra Gelmini. Al netto del dibattito ideologico- politico, su cui non entriamo ovviamente, i presidi sollevano un limite logistico insormontabile.
15:13 Speaker 3: L'applicazione pratica è ipercomplessa. In alcuni quartieri periferici delle grandi città La demografia scolastica supera abbondantemente quel 30%.
15:23 Speaker 2: Sì, di gran lunga.
15:24 Speaker 3: Applicare il tetto in modo rigido costringerebbe i comuni a riorganizzare l'intero trasporto pubblico.
15:30 Speaker 2: Per spostare quotidianamente migliaia di bambini da un quartiere all'altro, per bilanciare le percentuali.
15:36 Speaker 3: Sì. Senza un ripensamento profondo dell'urbanistica e delle politiche abitative per evitare i ghetti urbani, la norma scolastica rischia di rimanere inapplicabile su base puramente logistica.
15:47 Speaker 2: E passiamo al mondo corporate, dove le regole si scrivono nei consigli d'amministrazione. Il foglio racconta il terremoto ai vertici dell'impero del Vecchio. Leonardo Maria del Vecchio ha rassegnato le dimissioni dalla presidenza di Ray- Ban e dal ruolo di Chief Strategic Officer di Essilor Luxottica.
16:06 Speaker 3: Lanciando accuse pesanti di una gestione, lui l'ha definita distante, all'amministratore delegato Francesco Melleri. L'impatto sul mercato è stato brutale. L'azienda ha bruciato il 45% della propria capitalizzazione di borsa in sette mesi.
16:21 Speaker 2: Ma l'attenzione va posta sulla holding di famiglia, la Delfin. Questa non è solo un'azienda di occhiali. Delfin detiene asset sistemici per la stabilità finanziaria dell'Italia. controlla quasi il 10% di assicurazioni generali, il 2,4% di unicredit e il 17,5% del Monte dei Paschi di Siena.
16:43 Speaker 3: Un caos dinostico a questo livello si propaga direttamente sul cuore del capitalismo e del credito italiano. Non è solo gossip aziendale.
16:51 Speaker 2: Quando le regole mediche e sociali saltano del tutto, i risultati sono purtroppo tragici. L'altra voce e il Corriere della Sera riportano la morte di una bambina di 4 anni per difterite a Palerma, nel quartiere Zen.
17:07 Speaker 3: e viveva in un'area che le cronache descrivono come un enclave Novax.
17:11 Speaker 2: L'immunologo Alberto Mantovani è intervenuto per riportare il focus sulla scienza epidemiologica, smentendo nuovamente per l'ennesima volta qualsiasi correlazione tra vaccini e autismo, dopo che una parte della stampa aveva tentato di strumentalizzare il caso incolpando i flussi migratori.
17:29 Speaker 3: Regole che saltano anche nel mercato del lavoro agricolo italiano. Cronaca sindacale da Repubblica e Coramidia. L'autopsia su Saddamin, un bracciante pakistano di 32 anni trovato nel bagagliaio di un'auto a Borgo Mezzanone, nel Foggiano, ha rivelato un pestaggio mortale a
17:45 Speaker 2: coltellate. Gli inquilenti
17:50 Speaker 3: seguono la pista di una faida interna tra caporali. Esatto. Parliamo di insediamenti informali immensi, veri e propri buchi neri dei diritti, dove la raccolta dei pomodori è ancora pagata a 3 euro all'ora. alimentando poi la base della filiera alimentare dei nostri supermercati.
18:04 Speaker 2: Sul fronte internazionale, invece, le regole dell'influenza culturale cambiano. Will Media analizza l'operazione di soft power dell'Arabia Saudita in Europa.
18:14 Speaker 3: Il principe Bin Salman sta investendo 6 miliardi di euro in Francia per costruire tre immensi parchi divertimento vicino a Parigi, di cui uno interamente a tema Dragon Ball.
18:23 Speaker 2: L'operazione creerà 22.000 posti di lavoro, radicando la presenza economica e d'immagine di Riyadh nel cuore dell'Europa.
18:30 Speaker 3: Chiudiamo con media ed energia. Rai Scuole, il canale 57, chiuderà dal 1 ottobre per far spazio al nuovo canale italiana. Decisione dell'amministratore delegato Rossi. Sullo sfondo resta la rimozione di Sigfrido Ranucci da Report, che sta facendo molto discutere.
18:48 Speaker 2: E per l'energia. Mentre il governo italiano valuta di prorogare gli sconti sulle accise del gasolio, In Europa si discute su spinta dell'Irlanda una tassa comune sugli extra profitti delle compagnie petrolifere.
19:02 Speaker 3: A proposito di regole dettate dalle lobby, Avenire e Reuters seguono una battaglia sanitaria cruciale in India. Le proiezioni stimano 27 milioni di bambini indiani obelisi entro il 2030. 27 milioni
19:15 Speaker 2: È un numero enorme.
19:17 Speaker 3: Gli attivisti medici stanno combattendo per imporre un bollino rosso sulle etichette dei cibi ultraprocessati. La potentissima lobby dell'industria alimentare è però riuscita a bloccare temporaneamente il provvedimento presso l'enteregolatore nazionale, spostando l'intero scontro davanti alla Corte Suprema.
19:35 Speaker 2: Terminiamo con una nota di costume dal New York Times che ricorda l'impatto di Dolly Parton, morta a 80 anni. Icona country globale, lascia un'eredità musicale immensa e una celebre massima di autoironia.
19:48 Speaker 2: ci vogliono un sacco di soldi per sembrare così a buon mercato che è una frase bellissima. Insomma, abbiamo visto la CIA negoziare in segreto nel pieno di una guerra. Algoritmi opachi che decidono quanto farci guadagnare e governi che si indebitano sui mercati finanziari nel disperato tentativo di tappare le falle del nostro collasso demografico. La vera domanda da farsi oggi non è tanto cosa succederà domani, ma chi sta scrivendo le regole dei sistemi da cui dipendiamo. E quanto queste regole sfuggono al nostro controllo?
20:27 Speaker 3: Se questa analisi vi ha aiutato a decifrare il rumore di fondo, vi invitiamo a seguire il podcast e a lasciare una recensione a 5 stelle sulla vostra piattaforma d'escorto.
20:38 Speaker 2: Giornali chiusi.
20:39 Speaker 3: Giornali chiusi.
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