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Veleno a Ground Zero e colossi europei | Ven 11 set
•54:24

Veleno a Ground Zero e colossi europei | Ven 11 set

Informazioni su questo episodio

L’era dell’egemonia americana è davvero finita?
In questo episodio analizziamo le trasformazioni che stanno ridisegnando l’ordine internazionale a 25 anni dall’11 settembre: dalla fine dell’era unipolare alla nuova politica americana di Donald Trump, dalla crisi energetica che scuote Europa e mercati alla svolta industriale dell’Unione Europea, fino alla sorprendente resilienza dell’economia italiana e alle nuove tensioni geopolitiche alle porte del Mediterraneo.
Partiamo proprio da New York, dove il venticinquesimo anniversario degli attentati dell’11 settembre diventa l’occasione per fare i conti con una delle grandi cesure della storia contemporanea. La declassificazione di nuovi documenti riapre il tema delle responsabilità e della trasparenza sulle conseguenze sanitarie dell’attacco, mentre il bilancio storico di quel giorno porta a una domanda più ampia: quanto è cambiato il mondo nei 25 anni trascorsi dalla fine dell’illusione di un’America invulnerabile?
Dagli Stati Uniti arriviamo alla campagna per le Midterm, dove il cosiddetto “Dividendo Trump” — un possibile assegno da 5.000 dollari ai cittadini — mette insieme politica elettorale, dazi, deficit e inflazione. Una proposta dal fortissimo impatto simbolico, ma anche un enorme interrogativo economico: può un nuovo stimolo fiscale funzionare senza alimentare ulteriormente la pressione sui prezzi?
Il vero banco di prova, però, resta l’energia. La crisi nello Stretto di Hormuz e le minacce lungo Bab el-Mandeb hanno spinto il petrolio oltre i 100 dollari, mentre il gas europeo rimane sotto pressione a causa degli stoccaggi tedeschi insufficienti. La Cina, che in passato contribuiva a calmierare il mercato, aumenta invece le proprie riserve strategiche. In questo scenario la BCE sceglie una linea rigorosa, mantenendo i tassi al 2,5% e rivedendo al rialzo le prospettive di inflazione.
Le conseguenze arrivano direttamente sui debiti sovrani: Francia, Italia e Germania affrontano rendimenti elevati e spread che tornano a raccontare le fragilità dell’Europa. E proprio mentre i mercati chiedono maggiore solidità, Bruxelles prova a cambiare passo sulla politica industriale, aprendo alla possibilità di grandi fusioni transfrontaliere per creare campioni europei capaci di competere con Stati Uniti e Cina.
In questo nuovo scenario si inserisce anche il rapporto tra Europa e Canada, con una cooperazione rafforzata su materie prime critiche, energia, tecnologia e difesa. L’obiettivo è costruire una rete di alleanze tra potenze intermedie in grado di ridurre la dipendenza dai grandi poli geopolitici globali.
In Italia, intanto, arrivano segnali contrastanti ma sorprendenti. La produzione industriale cresce più delle attese, sostenuta da farmaceutica e tessile, mentre i settori più energivori continuano a soffrire. Il governo interviene sui prezzi dei carburanti con nuovi sconti sulle accise e rilancia contemporaneamente estrazione di idrocarburi e nucleare, in una ricerca sempre più esplicita di autonomia energetica.
Parleremo anche di lavoro e rappresentanza, delle nuove regole per misurare il peso delle organizzazioni sindacali e del rapporto tra imprese e lavoratori. E ancora di migrazioni e sicurezza, con il caso di Ceuta: un’allerta dell’intelligence spagnola ignorata poco prima dell’assalto alla frontiera riporta al centro il tema degli intelligence failure e della gestione europea delle crisi migratorie.
Un episodio per capire perché oggi geopolitica, energia, inflazione, industria e politica interna non possano più essere analizzate separatamente.
Perché 25 anni dopo l’11 settembre, la domanda non è soltanto se l’America abbia perso la propria egemonia. È capire chi sarà in grado di governare il mondo che sta nascendo dopo l’era unipolare. 

📰 Dal lunedì al sabato: la rassegna stampa per iniziare la giornata già aggiornati. 
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