VWCE o VALL? O invece VWCE e AVWS? | FINANCE
Informazioni su questo episodio
Per investire davvero in tutto il mercato azionario globale serve un ETF All-Cap, oppure VWCE copre già quasi tutto ciò che conta?In questo episodio analizziamo una delle domande più interessanti per chi costruisce un portafoglio azionario globale: quanto cambia davvero la copertura passando da un indice All-World a uno All-Cap? E soprattutto, ha senso aggiungere un ETF Small Cap Value come AVWS oppure si rischia soltanto di complicare una strategia che funziona già?
Partiamo dal confronto tra Vanguard FTSE All-World UCITS ETF (VWCE) e Vanguard FTSE Global All-Cap UCITS ETF (VALL). A prima vista la differenza sembra enorme: migliaia di titoli in più per l’indice All-Cap. Ma quando si passa dal semplice numero delle società al loro peso effettivo nel portafoglio, il quadro cambia radicalmente.
L’analisi delle partecipazioni mostra infatti una sovrapposizione molto elevata. VWCE copre già circa il 91,7% del peso di VALL, mentre la maggior parte delle migliaia di società aggiuntive dell’All-Cap rappresenta singolarmente una frazione infinitesimale del patrimonio. È il classico effetto della ponderazione per capitalizzazione: aumentare enormemente il numero dei titoli non significa necessariamente aumentare nella stessa misura la diversificazione effettiva.
Entriamo quindi nella coda delle small cap e micro-cap, analizzando peso medio, peso mediano, concentrazione e numero effettivo di titoli attraverso l'indice di Herfindahl. Un passaggio fondamentale per capire perché migliaia di società aggiuntive possano avere un impatto molto più contenuto di quanto suggerisca il loro semplice conteggio.
Il secondo protagonista è Avantis Global Small Cap Value UCITS ETF (AVWS). Qui la logica cambia: non siamo più davanti a un semplice completamento meccanico dell’universo globale, ma a una vera scelta di asset allocation. AVWS concentra infatti l’esposizione sulle piccole capitalizzazioni dei mercati sviluppati e introduce un’inclinazione verso i fattori Small Cap, Value e Profitability.
Analizziamo quindi cosa succede combinando 90% VWCE e 10% AVWS. Quanto capitale finisce in società che VWCE non possiede? Quanto di questo universo appartiene effettivamente a VALL? E quanto, invece, rimane fuori anche dall’All-Cap? Il confronto permette di distinguere con precisione la semplice estensione della copertura da un vero factor tilt.
Guardiamo anche all’effetto sulla composizione del portafoglio. L’inserimento di AVWS modifica marginalmente l’esposizione geografica, riduce il peso relativo della tecnologia e aumenta quello di settori come finanza, industriali, energia, materiali e beni di consumo discrezionali. Non si tratta quindi soltanto di aggiungere titoli: significa cambiare deliberatamente alcune caratteristiche del portafoglio rispetto alla capitalizzazione di mercato globale.
Un capitolo importante riguarda poi costi, tracking difference e rischi. VALL presenta un TER dichiarato dello 0,07%, molto inferiore allo 0,14% di VWCE, ma è un ETF di recente lancio e non dispone ancora di uno storico sufficientemente consolidato per valutarne la tracking difference. AVWS introduce invece un costo superiore e, soprattutto, un rischio di deviazione strutturale rispetto al mercato globale: i fattori Value, Small Cap e Profitability possono attraversare periodi anche molto lunghi di sottoperformance.
Infine affrontiamo la domanda più pratica: qual è la soluzione più coerente con l’obiettivo dell’investitore? VALL rappresenta la scelta più vicina alla replica passiva dell’intero mercato globale; VWCE offre una soluzione semplice, liquida e consolidata; VWCE 90% + AVWS 10% trasforma invece il portafoglio in un’architettura Core-Satellite con un’inclinazione fattoriale precisa.
Un episodio per capire perché, negli investimenti indicizzati, contare i titoli non basta. La vera domanda è quanto pesano, quale rischio aggiungono e quale ruolo svolgono nel portafoglio. Perché tra “possedere tutto...
0:00 Speaker 2: Siete su Due Pagine.
0:02 Speaker 3: Questo è l'episodio bonus della domenica per la nostra rubrica Due Pagine Finance. Oggi approfondiamo l'illusione della diversificazione totale e la reale utilità di aggiungere ETF small cap a un portafoglio globale.
0:16 Speaker 2: Molti investitori inseguono una sorta di mito, quel santo graal della copertura totale del mercato azionario. L'obiettivo dell'analisi di oggi è proprio capire se passare da un classico ETF all world a un ETF all cap faccia davvero la differenza.
0:30 Speaker 3: E per farlo dobbiamo smontare questi portafogli, guardarli titolo per titolo. Perché c'è questa convinzione diffusa che aggiungere semplicemente più aziende renda automaticamente l'investimento più sicuro.
0:43 Speaker 2: Parliamo dei fondi All World, che coprono le aziende grandi e medie. Chi investe spesso si chiede se valga la pena passare alla versione All Cap, che include anche le aziende a piccola capitalizzazione.
0:55 Speaker 3: Sembra una scelta logica. Cioè, a livello intuitivo, più aziende hai, più sei protetto. Ma la matematica finanziaria racconta un'altra storia
1:04 Speaker 2: Partiamo dai dati crudi. Mettiamo a confronto i due colossi. Un fondo All World Standard detiene all'incirca 3.800 azioni. L'All Cap invece ne ha oltre 6.400.
1:15 Speaker 3: Ballano più di 2.600 aziende di differenza. A prima vista sembra un abisso.
1:20 Speaker 2: Sembra, esatto. Ma la sovrapposizione tra i due strumenti è brutale. I titoli che hanno in comune pesano per oltre il 91% del capitale investito nell'All Cap.
1:30 Speaker 3: Quindi per il 91% sono di fatto la stessa cosa?
1:33 Speaker 2: Esattamente. E qui la domanda pragmatica sorge spontanea. Cosa cambia davvero per chi ha dei risparmi? L'All Cap ha 2600 aziende in più, è innegabile. Questo non riduce il rischio reale rendendo il portafoglio un po' più solido?
1:47 Speaker 3: Allora, per rispondere bisogna capire come funziona la capitalizzazione azionaria. Non stiamo dividendo i soldi in parti uguali. Il peso di ogni azienda è proporzionale al suo valore in borsa.
1:57 Speaker 2: E per visualizzare questo meccanismo usiamo un'analogia concreta. Immaginiamo di preparare una zuppa enorme. Il 91% degli ingredienti principali, quelli che danno sostanza, sono patate, carote e fagioli.
2:09 Speaker 3: Che sarebbero le grandi aziende globali?
2:11 Speaker 2: Le mega e le medie. Apple, Microsoft e le altre. Ora, le 3.170 aziende extra, quelle a piccola capitalizzazione presenti nell'All Cap, pesano in totale appena l'8,4% di tutta la zuppa
2:25 Speaker 3: Che è già una porzione piccolissima.
2:27 Speaker 2: Sì, ma il dato che fa riflettere è il loro peso mediano, che è dello 0,0008%.
2:34 Speaker 3: Un numero quasi invisibile.
2:35 Speaker 2: Praticamente. Aggiungere queste aziende è come prendere 3.170 spezie diverse e versare un singolo granello microscopico di ciascuna nella nostra zuppa gigante.
2:45 Speaker 3: Il sapore finale non cambia di una virgola
2:47 Speaker 2: Esatto. E sui mercati il sapore è il profilo di rischio e rendimento. Mettiamo caso che il valore di una di queste piccole aziende oscilli del 50%. Sai di quanto si sposta il fondo? Di appena 4 milionesimi.
3:01 Speaker 3: Questo rende evidente un problema strutturale di percezione. Il cervello si aggrappa al numero delle 6.400 aziende. Ci si sente protetti. Ma la vera diversificazione si misura sull'impatto reale di quegli asset sul capitale totale.
3:14 Speaker 2: E se le piccole aziende nell'all-cap pesano così poco da essere ininfluenti, c'è chi cerca altre strade. perché accontentarsi se il loro impatto
3:23 Speaker 3: è nullo. E infatti molti investitori cambiano approccio. Non comprano l'All Cap, ma affiancano al loro ETF All World una quota, diciamo il 10%, di un fondo attivo specializzato in Small Cap Value.
3:35 Speaker 2: Quelli focalizzati sui mercati sviluppati, di solito.
3:38 Speaker 3: Sì, fondi che non comprano a pioggia tutte le aziende piccole, ma applicano un filtro. Selezionano attivamente solo le piccole imprese con valutazioni contenute e un'alta redditività.
3:47 Speaker 2: scartando le piccole aziende tecnologiche in perdita, ad esempio, per concentrarsi su società magari noiose, ma che producono cassa.
3:55 Speaker 3: Esatto. Ma facciamo un passo indietro e andiamo sul pratico. Invece di avere un solo fondo all- cap, decido di complicare l'architettura. Prendo il 90% di all- world e il 10% di small- cap valio attivo.
4:08 Speaker 2: La classica strategia 90-10.
4:10 Speaker 3: Con questa mossa sto coprendo quelle 3.170 aziende che mi mancavano dall'all-world?
4:15 Speaker 2: I dati dicono di no. Ed è un errore cognitivo piuttosto comune. Quel fondo small cap value contiene solamente 625 di quelle 3.170 aziende extra.
4:26 Speaker 3: Solo 625? Sì,
4:28 Speaker 2: che in termini di peso equivalgono a malapena all'1,3% del all cap. Quindi affiancare questo fondo non serve per coprire l'intero mercato.
4:37 Speaker 3: Non stiamo completando il pagliaio, insomma.
4:39 Speaker 2: No, stiamo facendo una precisa scelta di stile. Un tilt, in gergo tecnico. Riprendendo la zuppa di prima, non stai cercando di mettere tutte le spezie del mondo per mania di completezza.
4:51 Speaker 3: Stai decidendo deliberatamente di versare una tazzina intera di peperoncino
4:56 Speaker 2: Esattamente. Il peperoncino è il fattore value. Lo fai perché vuoi alterare il sapore di proposito. È una sovraesposizione intenzionale verso settori ben precisi.
5:07 Speaker 3: E questa sovraesposizione... genera una rotazione settoriale che possiamo misurare. Il portafoglio 90-10 sposta gli equilibri reali rispetto al mercato neutrale.
5:18 Speaker 2: Riduce l'esposizione alla tecnologia di circa 3 punti percentuali. Passa dal 34,1 al 31,1. Nunca
5:25 Speaker 3: lo è evidente.
5:27 Speaker 2: Mentre aumenta il peso di energia, beni di consumo discrezionali, materiali di base e finanza. Settori più tradizionali, ciclici.
5:35 Speaker 3: Ma qui arriva il nodo cruciale. Qual è il rischio reale? E soprattutto parliamo dei costi di questa manovra. I
5:42 Speaker 2: famigerati costi di
5:44 Speaker 3: gestione. L'ETF All Cap Passivo dichiara un TER, il costo annuo, dello 0,07%, quasi gratis. L'ETF Small Cap Value, essendo a gestione attiva, costa molto di più. Spesso siamo sullo 0,39%. Un bel
5:59 Speaker 2: salto
6:00 Speaker 3: Inserendolo, i costi del portafoglio inevitabilmente salgono. Da un punto di vista quantitativo, ne vale la pena?
6:07 Speaker 2: Dobbiamo distinguere tra costo dichiarato e costo effettivo. Un portafoglio 9010 ha un TER ponderato di circa lo 0,17%. L'aumento c'è, ma a volte i fondi recuperano qualche decimale prestando i titoli, il cosiddetto securities lending.
6:21 Speaker 3: Che lima un po' la differenza
6:23 Speaker 2: Sì, ma concentrarsi su uno 0,1% di costo anno in più significa perdere di vista il problema vero. Il rischio reale non è il TER.
6:31 Speaker 3: E cos'è?
6:32 Speaker 2: Sono il rischio di stile e il rischio di gestione attiva. I premi storici associati alle aziende value, o a quelle piccole, non sono scolpiti nella pietra.
6:40 Speaker 3: Cioè, non sono garantiti per il futuro?
6:42 Speaker 2: Per niente. Possono sottoperformare, e lo hanno fatto, facendo peggio del mercato generale per anni. Pensa all'ultimo decennio, dove le grandi aziende tecnologiche hanno letteralmente dominato le borse mondiali.
6:53 Speaker 3: Se il mercato premia la crescita a tutti i costi, il fattore value diventa una zavorra
6:58 Speaker 2: pesantissima. E a questo si aggiunge il rischio del gestore. Il fondo attivo non replica un indice. Dipende dalle scelte di chi seleziona le aziende. Se sbaglia, compri trappole di valore, cioè aziende che costano poco semplicemente perché stanno per fallire.
7:11 Speaker 3: Questo scenario di sotto performance prolungata spaventa. Ma bisogna fare conti in tasca per capire l'impatto sul capitale.
7:19 Speaker 2: La quota del 10% serve proprio a questo. È un ammortizzatore matematico. Se il fondo small cap attraversa un anno disastroso e fa peggio dell'all world del 2%, sai quanto scende il rendimento totale del tuo portafoglio.
7:31 Speaker 3: Proporzionalmente dovrebbe
7:34 Speaker 2: essere lo 0,2%. Esatto. L'impatto è strettamente controllato. Evita che i rendimenti deraglino, causando il panico e magari spingendo l'investitore a vendere tutto nel momento sbagliato.
7:44 Speaker 3: C'è però un ultimo strato di complessità. Il fondo Small Cap Value, che abbiamo preso in esame, investe esclusivamente nei mercati sviluppati.
7:52 Speaker 2: Niente mercati emergenti, insomma.
7:54 Speaker 3: Niente. Applicando questa strategia 90-10 lascio fuori completamente tutte le piccole aziende indiane, taiwanesi o cinesi.
8:02 Speaker 2: Chi cerca la diversificazione totale lo vede come un problema.
8:05 Speaker 3: Sembra una falla gigantesca nel sistema. È un errore strategico ignorare queste aziende emergenti.
8:10 Speaker 2: I numeri ridimensionano anche questo timore. In realtà è un falso mito generato dall'ansia di avere tutto. Le piccole aziende dei mercati emergenti rappresentano tutte insieme appena lo 0,5% di un fondo azionario globale completo.
8:25 Speaker 3: Meno dell'1%. Stiamo parlando del nulla cosmico.
8:28 Speaker 2: Sono circa 680 titoli, frammentati, dispersi e spesso estremamente liquidi.
8:33 Speaker 3: Che significa costi di compravendita interni altissimi per il
8:38 Speaker 2: fondo. Altissimi. La geografia del portafoglio globale non è distribuita in modo equo. Oltre il 60% è guidato solo dagli Stati Uniti. Perdere quella piccolissima coda emergente ha una rilevanza statistica e finanziaria vicina allo zero assoluto.
8:53 Speaker 3: Ci sono comunque fondi attivi specializzati per coprirle, volendo.
8:57 Speaker 2: Sì, ma inserire un terzo fondo comporterebbe una sovrapposizione pesante con le aziende grandi e medie emergenti che hai già nell'all world. Aggiungi complessità gestionale e costi per inseguire uno 0,5% del tutto ininfluente.
9:10 Speaker 3: Rumore di fondo, praticamente.
9:12 Speaker 2: Esattamente, rumore di fondo.
9:14 Speaker 3: Tiriamo le somme in modo schematico su questi portafogli. Primo, un ETF all world e un ETF all cap sono sostanzialmente lo stesso investimento. Le migliaia di aziende in più pesano per briciole, meno del 9% sul totale. Secondo. Terzo e ultimo punto. Mancare le piccole aziende dei mercati emergenti significa ignorare uno 0,5%, che risulta del tutto ininfluente sulle sorti dei risparmi di una vita.
9:54 Speaker 2: Tutta questa ingegneria finanziaria, mirata a bilanciare minuziosamente uno 0,05%,
10:01 Speaker 2: si scontra alla fine con una realtà molto brutale.
10:04 Speaker 3: Una realtà fortemente asimmetrica.
10:06 Speaker 2: I primi 10 colossi mondiali pesano per quasi un quarto, oltre il 21%, dell'intero mercato globale.
10:13 Speaker 3: Un quarto del mercato in sole 10 aziende.
10:16 Speaker 2: La vera domanda da farsi non è se nel nostro portafoglio ci mancano 2000 microaziende sconosciute.
10:22 Speaker 3: Ma cosa succede alla nostra presunta diversificazione infallibile se solo 3 di quei 10 colossi tecnologici dovessero inciampare contemporaneamente?
10:30 Speaker 2: Seguite due pagine e lasciate una recensione a 5 stelle se questo speciale finance vi ha aiutato a capire meglio il mondo dei mercati.
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